Canis latrans

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Coyote
Canis latrans.jpg
Canis latrans
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
(clade) Ferae
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. latrans
Nomenclatura binomiale
Canis latrans
Say, 1823
Areale

Leefgebied coyote.jpg

Il coyote (Canis latrans Say, 1823) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia Canidae, diffuso in America Settentrionale e Centrale.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Coyote (sinistra) e lupo (destra).

È diffuso in America centrale e settentrionale, è molto simile al lupo, ma presenta dimensioni più ridotte. È lungo tra 1 e 1,68 m, pesa dai 12 ai 18 kg ed un'altezza al garrese da 85 cm ad 1 m; la femmina è mediamente più piccola. L'esemplare più grande conosciuto era un maschio di 1,72 m di lunghezza, pesava 34 kg ed aveva un'altezza al garrese di 1,07 m. Il colore della pelliccia, più lunga e folta negli individui che vivono nelle zone fredde, va dal grigio scuro al marrone. I coyote che vivono a sud tendono a essere più piccoli rispetto a quelli delle regioni settentrionali[3]. La colorazione è più scura per gli esemplari che vivono sulle montagne, mentre è tendente al marrone chiaro per quelli che vivono nel deserto[3]. La coda è molto folta e ha frange di colore nero, come il pelo del dorso. Le orecchie sono lunghe e a punta. Si sposta su grandi distanze e raggiunge una velocità di 69 km/h[4]; è un abile nuotatore. Si conoscono oltre una dozzina di sottospecie.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Le lepri sono il suo cibo, soprattutto nelle grandi praterie del Nord-America, sebbene consumi tutto ciò che può catturare: uccelli, insetti, ratti, marmotte, castori, serpenti, cinghiali, tori, animali domestici e maiali; mangia anche frutti caduti. Durante il rigido inverno dell'Alaska e del Canada, il coyote non esita a consumare anche carogne. Caccia in branco o in coppia, soprattutto per catturare prede di maggiori dimensioni come: Bisonti, alci e cavalli.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Vive in coppia o in branchi, anche se è possibile incontrare individui solitari. La coppia si forma a metà dell'inverno, quando la femmina entra in calore, e si mantiene per anni. I branchi sono fortemente gerarchizzati e gli animali d'età più avanzata sono quelli dominanti. I territori vengono demarcati con le urine da tutti i componenti del branco o della coppia, o dall'individuo, se solitario. Oltre al linguaggio corporale, per comunicare tra loro i coyote utilizzano anche un vasto repertorio vocale, che comprende ululati simili a quelli del lupo. Sono capaci anche di abbaiare.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo in cui la femmina è in calore, i maschi sono attratti e la corteggiano per svariate settimane. Tuttavia, è la femmina a scegliere il compagno dandogli colpetti con il muso. La coppia delimita il nuovo territorio, caccia e dorme assieme. Spesso usurpa la tana di una marmotta, di un tasso o di una volpe o ne costruisce una propria per la nascita dei cuccioli, in genere da 2 a 12. A solo due settimane dalla nascita, i piccoli mangiano carne rigurgitata dai genitori, anche se possono continuare ad essere allattati fino al quarto mese di vita. Attorno all'ottavo o nono mese, alcuni dei giovani cuccioli già lasciano i genitori.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffuso in quasi tutta l'America Settentrionale, in particolare lungo le Montagne Rocciose, la costa occidentale (Stati Uniti, Canada e Alaska) e le praterie centrali. È diffuso in tutto il Messico e nella negli stati più settentrionali del Centro America.

Interazioni con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo fortemente cacciato, il coyote è una delle poche specie animali di dimensioni grandi che ha ampliato la sua gamma da quando invasione umana è cominciata. Originariamente diffusi soprattutto nella parte occidentale del Nord America, si sono adattati rapidamente ai cambiamenti causati dovuti alla presenza umana e, sin dagli inizi del XIX secolo, si sono diffusi praticamente ovunque. Gli avvistamenti infatti avvengono in gran parte del territorio degli Stati Uniti e del Canada. I coyote abitano con soluzione di continuità la costa occidentale del Nord America dagli Stati Uniti all'Alaska. Hanno colonizzato gran parte delle aree del Nord America precedentemente occupate dai lupi, e sono spesso osservati, rovistare nei cassonetti nelle periferie di città (ad esempio Los Angeles).

I coyote sono difficili da addomesticare, tranne quando sono allevati sin dalla più giovane età, e anche in questi casi, gran parte del loro temperamento selvaggio rimane e si manifesta una volta raggiunta la pubertà. I coyote storicamente non sono mai stati addomesticati ad eccezione dei cani Hare indiani, che, secondo i più recenti studi, sembrano essere il frutto di coyote addomesticati e in parte incrociati col cane per renderli più docili. Sono utilizzati nel nord del Canada per la caccia. Il naturalista John Richardson, che ha studiato la razza nel 1820, prima che il patrimonio genetico fosse diluito da incroci con altre razze tra cui il cane principalmente. Egli non fu in grado di rilevare alcuna differenza decisiva tra la razza addomesticata e il coyote, supponendo che la prima specie fosse una versione addomesticata della seconda.

Attacchi all'uomo[modifica | modifica sorgente]

Attacchi del coyote sugli esseri umani sono rari e ancor più raramente causano lesioni gravi, a causa delle dimensioni abbastanza ridotte del coyote. Purtuttavia essi sono sempre più frequenti, soprattutto in California. Tra il 1976 e il 2006, almeno 160 attacchi sono avvenuti negli Stati Uniti, soprattutto nella contea di Los Angeles. I dati, provenienti principalmente dall'USDA Wildlife Services e dal California Department of Fish and Game, indicano 41 gli attacchi verificatisi nel periodo 1988-1997 e 48 tra 1998 e 2003. Risulta evidente quindi come essi siano più che raddoppiati dal 1988 al 2003 considerando i due periodi. La maggior parte di questi incidenti si è verificato nel sud della California vicino al confine tra l'estremità della periferia cittadina e il territorio circostante.

In assenza di cibo nel loro territorio per la crescita della loro popolazione, i coyote stanno perdendo la loro paura per gli esseri umani, urbanizzandosi. Questo fenomeno è ulteriormente peggiorato da persone che intenzionalmente o involontariamente danno loro da mangiare. In tali situazioni, qualche coyote ha cominciato a comportarsi in maniera aggressiva verso gli stessi, inseguendo corridori e ciclisti, affrontando le persone a spasso coi cani, e avvicinandosi ai bambini piccoli, specie nei parchi pubblici. I Coyote hanno cominciato a prendere di mira i bambini piccoli, in gran parte sotto i 10 anni, anche se occasionalmente anche alcuni adulti sono stati morsi.

Anche se i media generalmente identificano gli animali degli attacchi come semplici "coyote", la ricerca genetica identifica in coywolves, incroci di coyote (Canis latrans) e lupo (Canis lupus), quindi coyote solo per metà, quelli coinvolti in attacchi nel nord-est dell'America del Nord. Tra le zone colpite dagli attacchi abbiamo: Pennsylvania, New York, New England e Canada orientale.

Comunque, si registrano molto frequentemente casi in cui un coyote riesce a prevalere su un branco di cani da pastore formato da un minimo di 5 esemplari. Recenti studi, infatti, danno per scontato che un coyote possa predare un branco di cani da pastore in meno di 2 minuti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Gese, E.M., Bekoff, M., Andelt,W., Carbyn, L. & Knowlton, F., 2008, Canis latrans in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Canis latrans in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ a b Lioncrusher's Domain - Coyote (Canis latrans) facts and pictures
  4. ^ Speed of Animals, Infoplease.com, sourced from Natural History Magazine, March 1974; The American Museum of Natural History

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andelt, W. F. 1985. Behavioral ecology of coyotes in south Texas. Wildlife Monographs 94: 45 pp.
  • Andelt, W. F. 1987. Coyote predation. In: M. Novak, J. A. Baker, M. E. Obbard and B. Malloch (eds), Wild furbearer management and conservation in North America, pp. 128-140. Ontario Ministry of Natural Resources and the Ontario Trappers Association, Ontario, Canada, Toronto, Ontario, Canada.
  • Bekoff, M. 1982. Coyote, Canis latrans. In: J. Chapman and G. Feldhamer (eds), Wild mammals of North America: biology, management and economics, pp. 447-459. Johns Hopkins University Press, Baltimore, USA.
  • Bekoff, M. and Gese, E. M. 2003. Coyote (Canis latrans). In: G. A. Feldhamer, B. C. Thompson and J. A. Chapman (eds), Wild mammals of North America: biology, management and conservation, pp. 467-481. Johns Hopkins University Press, Baltimore, USA.
  • Knowlton, F. F. 1972. Preliminary interpretations of coyote population mechanics with some management implications. Journal of Wildlife Management 36: 369-382.
  • Moore, G. C. and Parker, G. R. 1992. Colonization by the eastern coyote (Canis latrans). In: A. Boer (ed.), Ecology and management of the eastern coyote, pp. 23-37. Wildlife Research Unit, University of New Brunswick, Fredericton, Canada.
  • O'Donoghue, M., Boutin, S., Krebs, C. J. and Hofer, E. J. 1997. Numerical responses of coyotes and lynx to the snowshoe hare cycle. Oikos 80: 150-162.
  • Reid, F. 1997. A field guide to the mammals of Central America and southeast Mexico. Oxford University Press, New York, USA.
  • Sillero-Zubiri, C., Hoffmann, M. and Macdonald, D.W. (eds). 2004. Canids: Foxes, Wolves, Jackals and Dogs. Status Survey and Conservation Action Plan. IUCN/SSC Canid Specialist Group, IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]