Lynx pardinus

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Lince pardina
Linces19.jpg
Lynx pardinus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
(clade) Ferae
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Lynx
Specie L. pardina
Nomenclatura binomiale
Lynx pardinus
(Temminck, 1827)
Areale

Mapa distribuicao lynx pardinus defasado.png
Mapa distribuicao lynx pardinus 2003.png

Areale della specie nel 1980 (in alto) e nel 2003

La lince pardina, (Lynx pardinus (Temminck, 1827)), è una specie in pericolo critico originaria della penisola iberica.[2]

È il felino più minacciato del mondo[3]. Secondo il gruppo di conservazione SOS Lynx, se questa specie si estinguesse si tratterebbe della prima estinzione di felino dai tempi della scomparsa dello Smilodon 10.000 anni fa[4]. In passato gli studiosi erano soliti considerarla una sottospecie della lince comune (Lynx lynx), ma ora la ritengono una specie separata. Entrambe le specie erano diffuse in Europa centrale durante il Pleistocene, non entrando mai in competizione tra loro vivendo in habitat differenti[5]. Si ritiene che la lince pardina si sia evoluta da Lynx issiodorensis.[6]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano di una lince pardina

Sotto molti aspetti la lince pardina ricorda altre specie di linci, con la coda corta, i pennacchi sulle orecchie e i ciuffi di pelo al di sotto del mento. Mentre la lince comune è ricoperta da chiazze piuttosto pallide, quella pardina presenta una serie di caratteristiche macchie, simili a quelle del leopardo, che spiccano sul pelo color grigio chiaro o bruno-giallastro chiaro. Anche la pelliccia è molto più corta di quella delle altre linci, adattatesi generalmente a vivere in ambienti più freddi[7]. Alcune popolazioni occidentali erano prive di macchie, ma si sono estinte recentemente.

La lunghezza testa-corpo è di 85 - 110 cm, mentre quella della coda, piuttosto corta, è di 12 - 30 cm; l'altezza al garrese si aggira sui 60 - 70 cm. I maschi, più grandi delle femmine, pesano circa 12,9 kg, sebbene alcuni esemplari abbiano raggiunto i 26,8 kg; le femmine, invece, raramente superano i 9,4 kg; le dimensioni della specie, quindi, sono solo la metà di quelle della lince comune[5][8][9].

Come tutti i felini, la lince pardina ha quattro gruppi di vibrisse: due sulle orecchie e due sul mento. Esse vengono utilizzate per individuare le prede. I ciuffi di pelo sulle orecchie consentono alla lince di percepire meglio le fonti sonore; se privata di esse, il suo senso dell'udito diminuisce enormemente. I margini dei piedi sono ricoperti da peli molto lunghi che le permettono di muoversi silenziosamente sulla neve.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

La lince pardina è più piccola delle sue parenti settentrionali e generalmente caccia animali di dimensioni inferiori, solitamente non più grandi di una lepre. Anche l'habitat in cui vive è differente: abita infatti nelle macchie aperte e non nelle foreste come la lince comune[5].

Al crepuscolo va a caccia di mammiferi (compresi roditori e insettivori), uccelli, rettili e anfibi. La sua preda principale è costituita dal coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus; 79,5 - 86,7% del totale); lepri (Lepus granatensis; 5,9%) e roditori (3,2%) sono meno comuni[5]. Un maschio necessita di almeno un coniglio al giorno, mentre una femmina con i piccoli ne deve catturare almeno tre[10].

Dal momento che in Spagna e Portogallo le popolazioni di conigli sono molto diminuite, la lince pardina è spesso costretta ad attaccare giovani daini, caprioli, mufloni ed anatre. Compete per le prede con la volpe rossa, il meloncillo (Herpestes ichneumon) ed il gatto selvatico. È un animale solitario e va a caccia da sola; insegue le sue prede o attende per ore dietro un cespuglio o una roccia che le passino sufficientemente vicino per balzarle addosso in pochi passi.

Questo animale, soprattutto se in compagnia di esemplari più giovani, si sposta molto e può compiere spostamenti che superano i 100 km. Il territorio (di circa 10 - 20 km2) dipende strettamente dalla disponibilità di cibo[10]. Tuttavia, una volta stabilitone i confini, spesso costituiti da strade e sentieri costruiti dall'uomo, il territorio tende a mantenere le stesse dimensioni per molti anni. La lince lo marca con l'urina, con mucchi di escrementi deposti tra la vegetazione o con vistosi graffi sulla corteccia degli alberi[7].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare nel Parco nazionale di Doñana

Durante la stagione degli amori la femmina lascia il proprio territorio alla ricerca di un maschio. Il periodo di gestazione dura di norma circa due mesi; i piccoli nascono tra marzo e settembre, con un picco delle nascite in marzo ed aprile. La cucciolata tipica comprende due o tre piccoli (più raramente uno, quattro o cinque) che pesano 200 - 250 g.

Essi diventano indipendenti a 7 - 10 mesi d'età, ma rimangono con la madre fino a 20 mesi. La loro sopravvivenza dipende in gran parte dalla disponibilità di prede. In natura sia i maschi che le femmine raggiungono la maturità sessuale a un anno d'età, sebbene in pratica è raro che si riproducano fino a quando non si sono stabiliti in un proprio territorio; è noto il caso di una femmina che non si riprodusse fino a quando non morì sua madre, quando ormai aveva già cinque anni. La longevità massima in natura è di 13 anni[5][9].

I fratelli diventano sempre più violenti gli uni con gli altri tra i 30 e i 60 giorni d'età, raggiungendo un massimo di aggressività intorno ai 45 giorni. Non è raro che un unico piccolo uccida tutti gli altri fratelli in questi combattimenti brutali. Il motivo di questi scoppi di aggressività non è ben chiaro, ma molti studiosi ritengono che vada collegato ad un cambiamento ormonale che avviene quando i piccoli smettono di succhiare il latte della madre per iniziare a nutrirsi di carne. Altri ritengono che vada interpretato come una forma di gerarchia e di «sopravvivenza del più forte». Non sapendosi spiegare il perché, i conservazionisti devono tenere separati tra loro i piccoli fino a quando non hanno raggiunto i 60 giorni d'età.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla metà del XIX secolo questa lince era diffusa in tutta la penisola iberica, ma ora il suo areale è ristretto ad alcune aree molto piccole e si riproduce in due sole zone dell'Andalusia, nella Spagna meridionale. La lince pardina predilige ambienti eterogenei costituiti da distese erbose aperte miste a macchie più fitte di corbezzolo, lentisco, ginepro e di alberi di leccio e di sughera. Al giorno d'oggi quasi tutti gli esemplari sopravvissuti si sono ritirati in zone montane, e nelle foreste di pianura o nella fitta macchia mediterranea si incontrano ormai solo pochi sparuti gruppi.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La lince pardina è una specie in pericolo critico[1]. È il felino più minacciato del mondo ed il carnivoro più minacciato d'Europa[11].

Studi effettuati nel marzo del 2005 hanno stimato una popolazione inferiore ai 100 esemplari, rispetto ai circa 400 del 2000[12] ed ai 4000 del 1960[13]. Se la lince pardina si estinguesse si tratterebbe della prima specie di grande felino a scomparire dai tempi dell'estinzione dello Smilodon 10.000 anni fa.

Le uniche popolazioni riproduttive vivono in Spagna e si ritiene che sopravvivano soltanto nel Parco nazionale di Doñana e sulla Sierra di Andújar (Provincia di Jaén). Tuttavia, nel 2007, le autorità spagnole hanno annunciato la scoperta di una popolazione rimasta sconosciuta nel territorio di Castiglia-La Mancia (Spagna centrale)[14]. Successivamente tale popolazione è stata stimata a 15 esemplari[15].

La lince pardina e gli habitat in cui vive godono della più completa protezione e anche la caccia legale è ormai vietata da lungo tempo. Le minacce che più gravano su di lei sono la distruzione dell'habitat, l'avvelenamento, gli incidenti stradali, i cani rinselvatichiti ed il bracconaggio. La distruzione dell'habitat è dovuta soprattutto all'aumento delle infrastrutture e allo sviluppo di centri urbani e di villeggiatura, nonché di monocolture, i quali vengono sempre più a frammentare l'areale della lince. Inoltre, va ricordato anche che le popolazioni di conigli, prede fondamentali della lince, sono notevolmente diminuite in seguito a malattie come la mixomatosi e la polmonite emorragica[16].

Recupero[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 marzo del 2005, Saliega, la prima lince pardina ad essersi riprodotta in cattività, dette alla luce tre piccoli in piena salute al Centro di Riproduzione di Acebuche E1, nel Parco Nazionale di Doñana (Provincia di Huelva, Spagna)[17]. Sempre nello stesso luogo, ne partorì altri tre il 2 marzo del 2008. Questi piccoli nacquero dopo una gestazione di 64 giorni. Uno di loro venne rifiutato dalla madre e la Giunta del Dipartimento dell'Ambiente dell'Andalusia annunciò il 24 marzo che il piccolo era morto[18].

Nell'area della Sierra Morena appena a nord di Andújar, in Andalusia, nel 2008 vennero individuati 150 esemplari, rispetto ai 60 del 2002. Con il risultato di questo incremento numerico, la zona di Andújar-Cardeña ha probabilmente raggiunto la sua capacità portante e così potrebbe venire utilizzata in futuro come serbatoio per prelevare esemplari da reintrodurre altrove. Oltre a questi successi di conservazione in situ sulla Sierra Morena, se ne sono avuti altri dovuti al buon andamento del programma di riproduzione ex situ, con la nascita di 52 esemplari, 24 dei quali a sua volta riprodottisi in cattività. La popolazione ex situ fornirà 20 - 40 esemplari ogni anno che verranno utilizzati per un programma di reintroduzione in natura che inizierà nel 2010. In ultimo, nel Parco nazionale di Doñana, la popolazione di linci sembra essere rimasta stabile negli ultimi anni: tra il 2002 ed il 2008, infatti, ogni anno sono stati censiti intorno ai 50 esemplari. Il 20 marzo del 2009 è stata annunciata la nascita di altri tre piccoli nel Centro di Riproduzione del Parco[19]. I progetti di reitroduzione della lince pardina sono già iniziati nel 2009 nel Guadalmellato, ed altri nel Guarrizas sono già in programma per il 2010 - 11[3].Il 10 giugno 2013 è stata fotografata una lince pardina maschia nella Vila Nova de Milfontes sulla costa del Portogallo occidentale ed è stata portata all'ICNF (istituto portoghese per la conservazione della natura e delle foreste).Il maschio di 2 anni(non significa che è giovane) soprannominato Hongo proviene dal parco nazionale di Donana in Andalusia.

SOS Lynx[modifica | modifica wikitesto]

SOS Lynx è un'organizzazione conservativa con base in Portogallo che opera per scongiurare l'estinzione della lince pardina[20][21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Nowell, K., Breitenmoser-Wursten, C., Breitenmoser, U. (Cat Red List Authority) & Schipper, J. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Lynx pardinus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Lynx pardinus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ a b http://www.iberianature.com/material/documents/LynxBrief12E.pdf
  4. ^ Captured cubs hold future of Europe's tiger
  5. ^ a b c d e IUCN Cat Specialist Group: Iberian lynx Lynx pardinus
  6. ^ Björn Kurtén, Pleistocene Mammals of Europe, 1968.
  7. ^ a b Sunquist, Mel e Sunquist, Fiona, Wild cats of the World, Chicago, University of Chicago Press, 2002, pp. 177-184, ISBN 0-226-77999-8.
  8. ^ United Nations Environment Programme World Conservation Monitoring Centre Species Data Sheets: Iberian lynx Lynx pardinus
  9. ^ a b Animal Diversity Web: Lynx pardinus
  10. ^ a b The Iberian Lynx Emergency (PDF) in Dan Ward, 2004. URL consultato il 13 maggio 2007.
  11. ^ EU 'put Portugal wildlife under threat' in BBC News, 8 aprile 2007. URL consultato il 10 aprile 2007.
  12. ^ Iberian lynx in 'gravest danger' in BBC News, 10 marzo 2005. URL consultato il 10 aprile 2007.
  13. ^ http://www.soslynx.org/
  14. ^ New Population Of Iberian Lynx Raises Hope For Species' Survival
  15. ^ http://www.deshok.com/soslynxfile/eng_file/LynxBrief10E.pdf
  16. ^ Mitchell-Jones, et al., The Atlas of European Mammals, 1999.
  17. ^ Hopes raised by Spain lynx births in BBC News, 30 marzo 2005. URL consultato il 2 aprile 2010.
  18. ^ http://www.wildfelids.org/wild_cats_in_the_news
  19. ^ Associated Press, March 20, 2009.
  20. ^ Algarve United and the Iberian lynx
  21. ^ Last of the lynx facing oblivion in virus crisis

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]