Juniperus

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Ginepro
Juniperus communis Parco nazionale del Gran Sasso.jpg
Ginepro comune (Juniperus communis) nel Parco nazionale del Gran Sasso
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Cupressaceae
Genere Juniperus
L.
Specie

Juniperus L., più comunemente noto come ginepro, è un genere di piante delle Cupressaceae[1], comprendente specie arboree e arbustive, tra cui molte spontanee della flora italiana e adatte alla selvicoltura.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie di Juniperus.

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

  • Juniperus communis L. noto come ginepro comune è una conifera comune in luoghi aridi, incolti o boschivi fino ad altezze di 2.500 m s.l.m., con alcune sottospecie adattate alle alte quote. Appare quale arbusto o alberello sempreverde, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3. La pianta è dioica, ossia le sue spore producono gametofiti unisessuati. Gli sporofiti maschili sono piccoli coni cilindrici-ovoidali di colore giallastro producenti gametofiti protetti in grani di polline. Quelli femminili appaiono come piccoli coni di colore verdastro. L'impollinazione avviene quando un grano di polline atterra su di una parte femminile della pianta. I semi maturano nell'autunno successivo all'impollinazione e sono racchiusi in un cono di colore brunastro chiamata galbulo; squamoso e pruinoso, è composta da 4 squame carnose saldate tra loro contenenti da 1 a 3 semi angolosi ricchi di un olio essenziale aromatico. Per il loro aspetto i coni sono facilmente scambiati per bacche e dunque volgarmente chiamati "bacche di ginepro". Sono ampiamente apprezzati per le loro doti aromatiche.
  • Juniperus sabina L., chiamato volgarmente gGinepro sabina o più semplicemente Sabina, è un arbusto cespuglioso prostrato o alberetto alto da 1 a 5 m, con corteccia bruno-rossiccia, foglie squamiformi, embricate, in alcuni casi aghiformi, di colore verde-cupo. Gli sporofiti maschili sono riuniti in piccoli amenti, quelli femminili portati su piccoli peduncoli ricurvi. I coni, chiamati coccole, appaiono come pseudobacche globoso-ovali, pendule, nerastro-violacee a maturità, contenenti piccoli semi ovali. È una pianta velenosa diffusa in luoghi soleggiati e scoscesi delle zone montane dove viene coltivata spesso per il consolidamento del terreno e come pianta ornamentale.
  • Tra le specie coltivate nell'arboricoltura da legno troviamo il Juniperus virginiana noto col nome di cedro della Virginia e originario dell'America nord-orientale. È un albero alto fino a 30 m, con foglie glauche in parte aghiformi, sottili, lunghe circa 1 cm, e in parte squamiformi non più lunghe di 2 mm. Porta pseudobacche (coni) ovoidali pruinose ed erette.
  • Tra le specie ornamentali citiamo inoltre il Juniperus rigida Sieb. & Zucc., specie rustica originaria del Giappone e della Corea. È un albero sempreverde alto 6–9 m con ramificazioni slanciate, ad effetto ricadente, con le foglie aghiformi e rigide, riunite in gruppi di 3, di colore verde-giallastro, argentante al rovescio. I coni sono globosi, di colore nerastro e ricoperti da pruina.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

La coltivazione del ginepro richiede clima temperato, dalle frequenti precipitazioni estive, esposizione in pieno sole o mezz'ombra, e suolo ricco ma sabbioso o carsico.

Si moltiplica con la semina o per talea di nuovi getti in primavera.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Uno studio effettuato dall'Università di Camerino ha approfondito una particolarità delle piante di ginepro (Juniperus communis e Juniperus oxycedrus), cioè la loro capacità di promuovere la formazione di biogruppi.

In particolare, i biogruppi di ginepro racchiudono all'interno varie specie legnose e erbacee che permettono di promuovere la successione secondaria del territorio.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Bacche di ginepro per uso culinario in vendita al mercato di Ortigia a Siracusa.
  • Le numerose varietà, con foglie di colore verde-azzurro dal gradevole odore di essenza resinosa, vengono coltivate per decorare parchi, ampi giardini e boschetti di conifere.
  • In arboricoltura da legno, vengono coltivate per la produzione di legname principalmente le seguenti specie:
    • Juniperus phoenicea L. noto come Ginepro licio o Ginepro fenicio,
    • Juniperus oxycedrus L. noto come Ginepro rosso o Appeggi,
    • Juniperus virginiana L. noto come Ginepro di Virginia o Cedro rosso della Virginia.
  • In selvicoltura,
    • per il consolidamento di litoranei sabbiosi si utilizza per la sua resistenza alla salsedine il Juniperus macrocarpa S. & S. conosciuto col nome volgare di Ginepro coccolone;
    • per il rimboschimento delle zone montuose e aride si utilizza invece il Juniperus communis L. noto come Ginepro comune.
  • Il legno di ginepro, di colore rosso e dal tipico odore resinoso, viene impiegato per lavori di intaglio e per suffumigi contro i dolori reumatici; il ginepro della Virginia fornisce il legno per matite di ottima qualità.
  • I coni (detti "bacche di ginepro") si usano anzitutto nelle arti culinarie come spezie per piatti di selvaggina e per i crauti, nonché per la fabbricazione di superalcolici quali gin, grappa di ginepro, la gineprata e il Kranewitter (prodotto tradizionale altoatesino).
  • Dai suoi coni, o coccole, si estrae per distillazione un olio essenziale chiamato essenza di ginepro. Il residuo della distillazione trattato con acqua e concentrato sotto vuoto produce un liquido sciropposo chiamato estratto di ginepro.
  • I suoi rami sono usati in piccola parte per aromatizzare l'affumicatura.

Uso in medicina popolare e come fitoterapico[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e e ne ipotizza grandi doti come rimedio per:

  • disturbi digestivi
  • malattie respiratorie
  • malattie delle vie urinarie
  • malattie reumatiche

Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti.

La monografia della Commissione E del Ministero tedesco per la Salute scrive in merito:
Indicazioni: disturbi dispeptici
Controindicazioni: gravidanze e affezioni renali infiammatorie
Effetti collaterali: danni renali in caso di utilizzo prolungato o sovradosato
Interazioni: nessuna nota
Posologia: 2 - 10! gr (1/2 - 2 c.t.) di bacche essiccate, corrispondenti a 20 – 100 mg (0.4 - 2 gtt.) di olio essenziale.
Proprietà: in esperimenti su animali è stato dimostrato un aumento della secrezione urinaria nonché un'aumentata contrazione di muscolatura liscia (p.e. utero).

Oggi l'olio di ginepro viene usato molto raramente, sia per il suo altissimo costo, sia perché per la maggior parte delle indicazioni esistono farmaci più efficaci e a minor rischio. Un'eccezione possono essere frizioni contro dolori reumatici come nel seguente esempio:

Rp. Frizione antireumatica
Aeth. Juniperi 2
Spirit. Calami ad 100
D.S. topico. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Genus Juniperus in The Plant List. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Della Loggia, R (cur): Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici; OEMF 1993; ISBN 88-7076-132-0
  • Fintelman V. Weiss R.: Lehrbuch der Phytotherapie; Hippokrates 2002; ISBN 3-8304-5243-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]