Juniperus sabina
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Juniperus sabina Koehler's Medizinal-Pflanzen, 1897 |
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Plantae | ||
| Sottoregno | Tracheobionta | ||
| Superdivisione | Spermatophyta | ||
| Divisione | Pinophyta | ||
| Classe | Pinopsida | ||
| Ordine | Pinales | ||
| Famiglia | Cupressaceae | ||
| Genere | Juniperus | ||
| Specie | J. sabina | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Juniperus sabina L., 1753 |
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| Nomi comuni | |||
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Sabina |
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Il Ginepro sabina (Juniperus sabina L., 1753) è una pianta arborea, appartenente alla famiglia Cupressacee.
Indice |
Distribuzione e habitat [modifica]
Originario dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale, si trova in Italia sulle Alpi e negli Appennini dai 1000 m fino ai 3000 m.
Morfologia [modifica]
Portamento [modifica]
È un arbusto per lo più cespuglioso, prostrato, fittamennte ramificato, con i rami giovani sottilissimi.
Corteccia [modifica]
La corteccia è di colore bruno-rossiccia.
Foglie [modifica]
Le foglie intensamente verdi, nella pianta giovane sono a verticilli di tre e glauche, aghiformi, lunghe mezzo centimetro, patenti. Le piante adulte hanno generalmente le foglie brevi, opposte, squamiformi, decussate, accostate a rivestire i rami. Sparse, nei rami più vigorosi si trovano foglie più lunghe e scostate dal ramo. Ogni foglia è munita alla base della faccia esterna di una grossa ghiandola, e tutte le sue parti verdi se stropicciate esalano un odore penetrante e caratteristico.
Fiori [modifica]
I fiori sono sempre unisessuati, possono essere monoici o dioici (in questo caso le definizioni di sabina maschio o sabina femmina sono riferite alla forma delle foglie)[2] tutti all'estremità di brevissimi rami. Le maschili sono piccole, ovali, le femminili ovali o globulose. Dopo la fecondazione i rami che portano i fiori femminili si ricurvano verso il basso, in modo che la bacca sia pendente. La fioritura avviene verso il mese di aprile.
Frutti [modifica]
Il frutto detto anche coccola, è una bacca ovoidale di mezzo centimetro, nera o pruinoso-azzurrognola, contenente 1-2 semi.
Semi [modifica]
Maturano in 18 mesi, sono piccoli 4-5 mm ed ovali.
Specie simili [modifica]
Può essere confusa con:
- Silybum phoenica detto Cedro ligio, si riconosce per il portamento sempre eretto, le bacche pure erette, più grandi quasi 1 cm, rossastre non pruinose, le foglie sono più brevi (ogni coppia lascia del tutto scoperta la successiva), più convesse e con la ghiandola dell'essenza molto più liscia.
- Juniperus virginiana detto Cedro americano, albero che si può trovare presso nei giardini, alto fino ad una 15 m, le foglie sono un po' lunghe e strette (le foglie lunghe sono aghiformi e del tutto patenti) e più appuntite. La bacca è portata da un rametto eretto lungo quanto quello della Sabina ma più sottile, il colore è uguale.
Varietà [modifica]
- Juniperus sabina var. erectopatens': fusto piccolo; rametti dritti. I semi sono verde chiaro e brunastri a maturità.
- Juniperus sabina var. sabina': fino ad 1 m, raramente a fusto piccolo; rametti apicalmente ricurvi. Si trova su boschi o macchie sui versanti delle montagne rocciose o sulle dune di sabbia dai 1000-3300 m., la varietà più diffusa.
- Juniperus sabina var. yulinensis': portamente arustivo.
Ibridi [modifica]
L'ibrido tra Juniperus chinensis e Juniperus sabina, anche conosciuto come Juniperus × pfitzeriana (Pfitzer Juniper, sinonimo J. × media), è stato trovato nelle zone rupestri della Cina del nord dove coesistono le due specie; questo ibrido è comunemente utilizzato anche come specie ornamentale, con un fusto più largo, può arrivare a crescere dai 3 ai 6 m.
Avversità [modifica]
Questa pianta può ospitare il fungo Gymnosporangium fuscum.
Principi attivi [modifica]
Contiene olio essenziale con sabinolo, sabinene, cardinene, pinene, citronellolo, furfurolo, alcol metilico, un glucosile, la pinipricrina, una resina, un tannino, acido gallico.
Usi [modifica]
Tutta la pianta è velenosa anche con esito mortale. In passato veniva utilizzato in fitoterapia, ha proprietà emagoghe, abortive e irritanti quest'ultime sfruttate per patologie cutanee. Il facile sovradossaggio porta a metroragie, nefrittiemorragiche, violenta irritazione del tubo digerente, con bruciore della bocca e della gola, vomito, diarrea, dolori addominali, che possono agravarsi in con la perforazione intestina, inoltre congestione degli organi encefalici, emorragie retiniche, stasi, crampi, e poi paralisi. Oggi viene utilizzata come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini.
Riproduzione [modifica]
Questa pianta può essere riprodotta per talea o per seme.
Note [modifica]
- ^ Conifer Specialist Group 1998. Juniperus sabina. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane.
Bibliografia [modifica]
- Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane (in IT), Bologna, Edizioni Agricole Bologna, 1957, pag. 791.
- Giovanni Negri, Erbario Figurato (in IT), Milano, Ulrico Hoepli Editore Milano, 1979, pag. 459. ISBN 88-481-1542-X
- Jean Valnet, Fitoterapia. Guarire con le piante (in IT), Firenze, Giunti Editore, 2005, pag. 719. ISBN 88-09-03780-4
- Jonathan Pereira, The elements of materia medica and therapeutics (in EN), Londra, Longman, Brown, Green, and Longmans, 1842, pag. 978.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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