Juniperus sabina

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Ginepro sabina
Juniperus sabina - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-212.jpg
Juniperus sabina
Koehler's Medizinal-Pflanzen, 1897
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Cupressaceae
Genere Juniperus
Specie J. sabina
Nomenclatura binomiale
Juniperus sabina
L., 1753
Nomi comuni

Sabina

Il Ginepro sabina (Juniperus sabina L., 1753) è una pianta arborea, appartenente alla famiglia Cupressacee.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Originario dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale, si trova in Italia sulle Alpi e negli Appennini dai 1000 m fino ai 3000 m.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Portamento[modifica | modifica sorgente]

È un arbusto per lo più cespuglioso, prostrato, fittamente ramificato, con i rami giovani sottilissimi.

Corteccia[modifica | modifica sorgente]

La corteccia è di colore bruno-rossiccia.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie intensamente verdi, nella pianta giovane sono a verticilli di tre e glauche, aghiformi, lunghe mezzo centimetro, patenti. Le piante adulte hanno generalmente le foglie brevi, opposte, squamiformi, decussate, accostate a rivestire i rami. Sparse, nei rami più vigorosi si trovano foglie più lunghe e scostate dal ramo. Ogni foglia è munita alla base della faccia esterna di una grossa ghiandola, e tutte le sue parti verdi se stropicciate esalano un odore penetrante e caratteristico.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono sempre unisessuati, possono essere monoici o dioici (in questo caso le definizioni di sabina maschio o sabina femmina sono riferite alla forma delle foglie)[2] tutti all'estremità di brevissimi rami. Le maschili sono piccole, ovali, le femminili ovali o globulose. Dopo la fecondazione i rami che portano i fiori femminili si ricurvano verso il basso, in modo che la bacca sia pendente. La fioritura avviene verso il mese di aprile.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto detto anche coccola, è una bacca ovoidale di mezzo centimetro, nera o pruinoso-azzurrognola, contenente 1-2 semi.

Semi[modifica | modifica sorgente]

Maturano in 18 mesi, sono piccoli 4-5 mm ed ovali.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Può essere confusa con:

  • Silybum phoenica detto Cedro ligio, si riconosce per il portamento sempre eretto, le bacche pure erette, più grandi quasi 1 cm, rossastre non pruinose, le foglie sono più brevi (ogni coppia lascia del tutto scoperta la successiva), più convesse e con la ghiandola dell'essenza molto più liscia.
  • Juniperus virginiana detto Cedro americano, albero che si può trovare presso nei giardini, alto fino ad una 15 m, le foglie sono un po' lunghe e strette (le foglie lunghe sono aghiformi e del tutto patenti) e più appuntite. La bacca è portata da un rametto eretto lungo quanto quello della Sabina ma più sottile, il colore è uguale.

Varietà[modifica | modifica sorgente]

  • Juniperus sabina var. erectopatens': fusto piccolo; rametti dritti. I semi sono verde chiaro e brunastri a maturità.
  • Juniperus sabina var. sabina': fino ad 1 m, raramente a fusto piccolo; rametti apicalmente ricurvi. Si trova su boschi o macchie sui versanti delle montagne rocciose o sulle dune di sabbia dai 1000-3300 m., la varietà più diffusa.
  • Juniperus sabina var. yulinensis': portamente arustivo.

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

L'ibrido tra Juniperus chinensis e Juniperus sabina, anche conosciuto come Juniperus × pfitzeriana (Pfitzer Juniper, sinonimo J. × media), è stato trovato nelle zone rupestri della Cina del nord dove coesistono le due specie; questo ibrido è comunemente utilizzato anche come specie ornamentale, con un fusto più largo, può arrivare a crescere dai 3 ai 6 m.

Avversità[modifica | modifica sorgente]

Questa pianta può ospitare il fungo Gymnosporangium fuscum.

Principi attivi[modifica | modifica sorgente]

Contiene olio essenziale con sabinolo, sabinene, cardinene, pinene, citronellolo, furfurolo, alcol metilico, un glucosile, la pinipricrina, una resina, un tannino, acido gallico.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Tutta la pianta è velenosa anche con esito mortale. In passato veniva utilizzato in fitoterapia, ha proprietà emagoghe, abortive e irritanti quest'ultime sfruttate per patologie cutanee. Il facile sovradossaggio porta a metroragie, nefrittiemorragiche, violenta irritazione del tubo digerente, con bruciore della bocca e della gola, vomito, diarrea, dolori addominali, che possono aggravarsi in con la perforazione intestina, inoltre congestione degli organi encefalici, emorragie retiniche, stasi, crampi, e poi paralisi. Oggi viene utilizzata come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Questa pianta può essere riprodotta per talea o per seme.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Conifer Specialist Group 1998, Juniperus sabina in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane, Bologna, Edizioni Agricole Bologna, 1957, pag. 791.
  • Giovanni Negri, Erbario Figurato, Milano, Ulrico Hoepli Editore Milano, 1979, pag. 459, ISBN 88-481-1542-X.
  • Jean Valnet, Fitoterapia. Guarire con le piante, Firenze, Giunti Editore, 2005, pag. 719, ISBN 88-09-03780-4.
  • (EN) Jonathan Pereira, The elements of materia medica and therapeutics, Londra, Longman, Brown, Green, and Longmans, 1842, pag. 978.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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