Sabina

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Sabina
Sabina – Stemma
(dettagli)
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio (Rieti)
Lazio Lazio (Roma)
Umbria Umbria (Terni)
Abruzzo Abruzzo (L'Aquila)
Collocazione della Sabina in Italia Centrale. In colore più scuro la Sabina moderna.
Collocazione della Sabina in Italia Centrale. In colore più scuro la Sabina moderna.

La Sabina è una regione storico-geografica dell'Italia centrale, situata tra Umbria, Lazio e Abruzzo. Storicamente la Sabina è la terra abitata dai Sabini, popolazione preromana indoeuropea di ceppo osco umbro. Il territorio sabino è attraversato dall'antica via Salaria.

Rieti e sullo sfondo l'alta valle del Velino.
Poggio Mirteto e sullo sfondo la Valle del Tevere ed il Monte Soratte
L'altopiano di Norcia (Nursia) e sullo sfondo l'appennino umbro

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

« La Sabina, a partire dalla confluenza dell’Aniene con il Tevere, si svolge come elegante vaso, tra l’Umbria e il Lazio, e poi, fra gli Appennini, spingendosi fino a Norcia ed Accumoli, le due ultime città di sua pertinenza »
(Giuseppe Antonio Guattani[1])

Ai nostri giorni il 66% della Regione Sabina fa parte dell'odierna provincia di Rieti (Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Casperia, Montopoli di Sabina, Torri in Sabina, Cantalupo in Sabina, Montebuono, Forano, Poggio Catino, Montasola, Stimigliano, Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina, Roccantica, Mompeo, Salisano, Cottanello, Configni, Vacone, Tarano, Collevecchio, Toffia, Poggio Nativo, ecc.), una parte della restante Sabina si trova in provincia di Roma (Montorio Romano, Montelibretti, Moricone, Palombara Sabina, Monterotondo, Mentana, Monteflavio, Nerola), la cosiddetta Sabina romana, un'altra si trova in Umbria (territori di Narni, Amelia, Cascia, Norcia, una parte dell'alta Valnerina, ecc.) ed una terza parte in Abruzzo (Valle dell'Aterno fino all'Aquila). Il territorio antico oggi è diviso in tre Regioni e cinque Province. Attualmente il termine è usato impropriamente per connotare l'intera provincia di Rieti, mutuando l'uso storico più proprio per cui Sabina era il nome usato per indicare un territorio dello Stato Pontificio dai confini piuttosto variabili, estesa da Rieti e Valle del Turano fino al Tevere (ancora oggi esiste la diocesi di Sabina-Poggio Mirteto), escludendo le valli del Velino e quella del Salto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le antiche fonti storico-letteraria, i primi abitatori della regione, che in seguito sarebbe stata identifica come Sabina, furono gli Aborigeni[2], che vi fondarono diverse città, tra le quali la capitale Lista.[3]

I Sabini, antico popolo italico, furono in perenne guerra con Roma. Essi confinavano ad ovest con gli Etruschi, a sud con i Latini, a nord con gli Umbri ed a sud con il Sannio.[4]

Nella divisione augustea dell'Italia fu compresa nella Regio IV, il Sannio, mentre in quella dioclezianea appartenne alla provincia Valeria.

L'antica Sabina

Il suo territorio, nel Medioevo, fu aggregato in parte al Ducato di Spoleto, in parte al Ducato Romano (l'odierna Sabina romana).

Con la nascita dello Stato della Chiesa, fu per un periodo governata direttamente dal pontefice, in seguito affidata a famiglie nobiliari, che istituirono diverse divisioni territoriali, fra le quali la Contea di Sabina e il patrimonium Sabinese. La provincia pontificia della Sabina risale ufficialmente al 1605, con sede dei rettori a Collevecchio, durante il pontificato di Paolo V (1605-1621), che riprese il controllo diretto sul suddetto territorio.

  • PAULUS V P.MAX/PROVINC.SAB IN GUBERN. ERETICA/JO ANT. MAXIMO V.S.R. PRAEFECTUS / FORUM APTAN. CARCERES/COSTRUEND. MANDAVIT/A. D. MDCV
  • Paolo V Pont. Mass/ dopo la costruzione della provincia sabina, ordinò al governatore Giovanni Antonio Massimo di organizzare le carceri e il tribunale. nell'anno del signore 1605.
Mappa della Sabina del Giubilio 1617

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma della provincia di Rieti.

Lo stemma della provincia sabina, le cui prime testimonianze risalgono al 1600, si presentava di color verde con una sbarra di color argento riportante tre gruppi di tre anelli intrecciati; è all'origine dell'odierno stemma della provincia di Rieti.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il Fara Music Festival, evento didattico e concertistico nato nel 2007 a Fara in Sabina è divenuto negli anni uno dei Festival jazz più importanti. Ha ospitato il meglio del jazz internazionale come John Scofield, Yellow Jackets, Tuck & Patti, Stochelo Rosenberg, George Garzone, Enrico Rava, Danilo Rea, Roberto Gatto, Rick Margitza, Bill Stewart, Scott Colley, Mulgrew Miller, Jim Campilongo... Il direttore artistico Enrico Moccia, ha rappresentato nel 2011 il jazz italiano a New York durante l'Italian Jazz Days. Nella Conferenza Stampa tenutasi all'interno dell'Istituto Italiano di Cultura di New York ha sostenuto che "Fara Sabina è un borgo storico come pochi nel mondo e un progetto come il Fara Music dove didattica e concerti si fondono in un unicum è la dimostrazione che eventi culturali di grandi dimensioni possono essere realizzati anche in piccoli centri, così lontani dalla cultura metropolitana".

Il gruppo de I ratti della Sabina ha fatto un punto d'orgoglio la provenienza dalla Sabina, spesso cantando in dialetto e narrando storie e leggende della loro terra. Anche il gruppo Area765 deve il nome al prefisso telefonico 0765 della Sabina reatina, marcando ancora il legame con la terra di provenienza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Augusto Di Carlo, I Castelli della Sabina: dalla caduta dell'Impero Romano all'unità d'Italia; memorie storiche, vita sociale, economica ed amministrativa tratte dagli archivi locali ed in particolare dall'archivio del castello di Cantalupo in Sabina, 1998.
  • Mario Polia. "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina" Il Cerchio, Rimini, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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