Carthamus tinctorius

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Cartamo
Safflower.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Genere Carthamus
Specie C. tinctorius
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Nomenclatura binomiale
Carthamus tinctorius
L.
Carthamus tinctorius

Carthamus tinctorius L., noto con i nomi comuni di cartamo o zafferanone, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.
Pianta spontanea e infestante, cresce selvatica sia in climi continentali che caldi o costieri; viene anche coltivata, per estrarre l'olio di cartamo (dai semi) e, dai fiori, la cartamina: un colorante per cibi dall'aroma e dal sapore che ricorda un po' quello dello zafferano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cartamo è una specie annuale, che giunge ad una altezza di 1-1,4 m; caratteristica per la spinosità delle foglie superiori e delle brattee fiorali.
La radice è tipicamente fittonante, molto profonda (1-1,5 m).
Ogni ramificazione termina con una infiorescenza a capolino che porta fino a 100 fiori, tutti tubulosi, circondati da brattee spinose. I fiori sono gialli, giallo-rossastri o anche bianchi. A fecondazione avvenuta (prevalentemente autogama) gli ovari dei fiori evolvono in acheni di colore bianco brillante che a maturità hanno un contenuto di acqua del 9%-10% ed uno di olio del 38%-40%.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La semina nell'Italia peninsulare può essere fatta in autunno purché le temperature non scendano sotto i -7 °C, che segna la soglia di sopravvivenza delle piantine allo stato di rosetta. La semina autunnale è preferibile in quanto, anche se molto resistente all'aridità, fa sfuggire la coltura alla siccità estiva. La semina si fa a righe distanti da 0,30 a 0,45 m con quantità dell'ordine di 25 kg ad ettaro per assicurare 50 piante a metro quadrato.
Il diserbo può essere fatto con Metribuzin o Propyzamide, in pre-emergenza oppure con Alossidim-sodio in post-emergenza.
La concimazione è sufficiente farla con 60–70 kg ad ettaro di fosforo e 100–120 kg ad ettaro di azoto da dare tutto in copertura.
La raccolta si fa a luglio-agosto, alcune settimane più tardi del frumento, quando le piante sono disseccate fin quasi al piede e la granella non ha più del 10% di acqua. Si attua con mietitrebbiatrice. Le rese conseguibili, nelle regioni siccitose dove il cartamo potrebbe trovare impiego, sono di 1,5-2 t all'ettaro.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

  • Attualmente il cartamo ha importanza soprattutto come pianta oleifera; il suo interesse per l'Italia è solo potenziale. L'olio di cartamo è un olio che si estrae dai semi. I semi contengono il 60% in olio. L'olio contiene il 75% di acido omega 6 (acido linoleico) e vitamina K. L'olio di cartamo viene utilizzato per produrre margarine speciali vitaminizzate. È indicato come rigenerativo della pelle.
  • L'utilizzo in pittura è piuttosto recente: si utilizza l'olio estratto dalla pianta per far essiccare lentamente i colori. Un vantaggio è che ammorbidisce e fluidifica i colori, per contro, un difetto, è che l'olio di cartamo viene raccomandato per colori bianchi e colori molto tenui o tonalità pastello.
  • In cucina la polvere di cartamo può sostituire lo zafferano, ma il suo sapore è piuttosto lieve, mentre il colore è intenso. L'impiego come coagulante è in atto soltanto a livello industriale. Volendo preparare l'infuso, bisogna mettere a bagno 2 g di cartamo in una tazza di acqua bollente, filtrare e bere con l'aggiunta di miele. Questa spezia ha il potere di far coagulare il latte e rendere consistenti creme e budini.
  • Come colorante viene usato nella fabbricazione di belletti e rossetti.
  • La tradizione popolare le associa le proprietà di prolungare vigore fisico, agilità mentale e attività sessuale.
  • Nel Medioevo, alle persone non più giovani, si somministrava ogni giorno un infuso di cartamo e la stessa usanza è ancora in auge in India e in Africa.

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