Nomen conservandum

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Nomen conservandum (plurale nomina conservanda, abbreviazione nom. cons.) è un termine latino utilizzato nelle convenzioni di nomenclatura scientifica per indicare "un nome che deve essere conservato" ovvero una denominazione scientifica che gode di specifiche protezioni nomenclaturali.
Si tratta in pratica di nomi che malgrado non rispettino le regole di nomenclatura devono continuare a essere adoperati perché ormai di uso comune ed universale.

Il termine è utilizzato con diverse accezioni nel Codice internazionale di nomenclatura botanica[1] e nel Codice internazionale di nomenclatura zoologica[2].

Botanica[modifica | modifica sorgente]

In botanica il termine nomen conservandum è definito come:

« ...any name of a species, genus, family, or taxon of intermediate rank that must be adopted in accordance with special legislation (Arts. 14, 15) as a correct name although otherwise contrary to the rules[3] »

La procedura di conservazione di un nome è governata dall'articolo 14 dell'ICBN.
Il suo scopo è:

« to avoid disadvantageous nomenclatural changes entailed by the strict application of the rules, and especially of the principle of priority [...] »

La procedura si può applicare a taxon appartenenti al rango di famiglia, genere, specie o a ranghi intermedi.
Il Codice di Nomenclatura prevede anche la possibilità di rigetto di un nome (art. 56), creando un nomen rejiciendum (abbr.: nom. rej.), cioè che non può più essere usato.

Un esempio di nomen conservandum in botanica è Ophrys speculum[4]. La prima descrizione di questa orchidea si deve al naturalista tedesco Johann Heinrich Friedrich Link, che nel 1800 descrisse un esemplare raccolto nei pressi di Lisbona, battezzandolo appunto con il nome di Ophrys speculum. In epoca successiva, nel 1804, il botanico portoghese Félix Avelar Brotero pubblicò la descrizione di una specie assai simile, raccolta nei pressi di Coimbra, cui diede il nome di Ophrys vernixia. Qualche anno dopo, nel 1806, il botanico siciliano Antonino Bivona Bernardi, basandosi su esemplari raccolti nei dintorni di Palermo, descrisse la medesima entità dandole il nome di Ophrys ciliata.
Nella realtà le tre denominazioni, O. speculum, O. vernixia e O. ciliata, hanno continuato ad essere utilizzate indifferentemente dai botanici dei vari paesi, creando una notevole confusione. Per porre fine al caos nomenclaturale è intervenuto nel 2004 il botanico tedesco Werner Greuter che ha proposto di inserire il binomio Ophrys speculum tra i nomina conservanda[5]. La proposta di Greuter è stata accolta in via definitiva dal Congresso Internazionale di Botanica tenutosi a Vienna nel 2005.

La procedura di conservazione può essere limitata alla ortografia di un nome, come per esempio Euonymus (giudicato da preferire al formalmente più corretto Evonymus), Guaiacum (in luogo di Guajacum), Hieronyma (invece di Hyeronima o Hieronima).

Molti esempi di nomina conservanda si ritrovano tra alcune delle famiglie più conosciute di piante. Secondo le regole dell'ICBN i nomi delle famiglie si ricavano dal nome del genere tipo con l'aggiunta del suffisso "aceae". Così, la famiglia dei cereali si denomina Poaceae a partire dal nome del genere tipo Poa, ovvero la famiglia delle Brassicaceae prende il suo nome dal genere Brassica. Ciò nonostante, è molto diffuso l'uso di denominare, rispettivamente, le prime Gramineae e le seconde Cruciferae. Entrambe le denominazioni sono state considerate nomina conservanda.
Le famiglie in cui, come eccezione, si permette l'uso del nome tradizionale sono:[6]

Nome convenzionale Genere tipo Nomen conservandum
Apiaceae Apium L. Umbelliferae
Arecaceae Areca L. Palmae
Asteraceae Aster L. Compositae
Brassicaceae Brassica L. Cruciferae
Clusiaceae Clusia L. Guttiferae
Fabaceae Faba Mill. Leguminosae
Lamiaceae Lamium L. Labiatae
Poaceae Poa L. Gramineae

Zoologia[modifica | modifica sorgente]

In zoologia il termine nomen conservandum, (in inglese conserved name), è definito nel glossario del Codice internazionale di nomenclatura zoologica come:

« un nome non disponibile o non valido che la Commissione, con l'uso del suo potere plenario, ha permesso di usare come nome valido, rimuovendo i noti impedimenti a tale uso. »

Un esempio di nomen conservandum è il nome del genere Tyrannosaurus, formalmente descritto nel 1912. Solo successivamente ci si rese conto che il genere Manospondylus (che era stato formalmente descritto nel 1892) era sostanzialmente lo stesso genere di Tyrannosaurus (sinonimo). Secondo le convenzioni di nomenclatura Manospondylus avrebbe dovuto avere la precedenza e sarebbe stato quindi il nome valido. Ma la Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica ha deliberato che Tyrannosaurus, nome nel frattempo divenuto più diffuso e conosciuto, fosse il nome accettato (nomen conservandum), classificando invece Manospondylus come nomen oblitum.

La Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica prevede procedure leggermente diverse dalla omologa commissione botanica, ma con analoghi principi di base.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) International Code of Botanical Nomenclature (VIENNA CODE), adopted by the Seventeenth International Botanical Congress, 2005
  2. ^ (EN) International Code of Zoological Nomenclature 4th Edition, adopted by International Union of Biological Sciences, 2005
  3. ^ McVaugh, R., R. Ross and F. A. Stafleu. 1968. An annotated glossary of botanical nomenclature. Utrecht, Netherlands: International Bureau for Plant Taxonomy and Nomenclature of the International Association for Plant Taxonomy
  4. ^ Grunanger P, Il gioco della nomenclatura: il caso di Ophrys speculum in GIROS Notizie, 2007; 36: 4-10.
  5. ^ Greuter W, Proposal to conserve the name Ophrys speculum (Orchidaceae) with a conserved type in Taxon 2004; 53(4): 1070-1071.
  6. ^ Articolo 18 inciso 5 del Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • McVaugh, R., R. Ross and F. A. Stafleu. 1968. An annotated glossary of botanical nomenclature. Utrecht, Netherlands: International Bureau for Plant Taxonomy and Nomenclature of the International Association for Plant Taxonomy.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]