Pappo (botanica)

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiore delle Asteraceae.
Frutti di Taraxacum officinale con il caratteristico pappo.

Il termine pappo denota, in botanica, l'appendice piumosa e leggera di alcuni frutti e di alcuni semi avente la funzione di favorire la dispersione dei semi per l'azione del vento (disseminazione anemocora). È diffuso soprattutto nella famiglia delle Asteracee, nella quale, unitamente all'achenio, forma la cipsela.

In base alla morfologia il pappo può essere:

  • omomorfico, quando tutti gli elementi del pappo di un singolo achenio sono uguali o molto simili;
  • eteromorfico quando gli elementi di un singolo pappo differiscono fra di loro.

L'eteromorfismo può riguardare differenze nella lunghezza, nel diametro, nella struttura. Esempi di pappi eteromorfi si hanno tra le Hyoseridinae (Launaea)[1] e le Hypochaeridinae (Picris)[2].

Il pappo più grande (sino a 35 mm di lunghezza) è stato descritto in alcune specie del genere Tragopogon.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kilian N., Revision of Launaea Cass. (Compositae, Lactuceae, Sonchinae) in Englera 1997; 17: 1–478.
  2. ^ Lack, H.W, Die Gattung Picris L., sensu lato, im ostmediterranen-westasiatischen Raum in Dissertationen der Universität Wien 1975; 116: i–iv, 1–184.
  3. ^ Bobrov, E.G. & Tzvelev, N.N. 1964. Flora USSR 29. Moskva & Leningrad [English translation: Science Publishers, Enfield, 2000
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