Mongolia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« Lo sguardo cerca punti di riferimento sul terreno. Non una strada, una pista, un sentiero, un fabbricato, una casa, tutto sembra vuoto: colline brulle, ondulazioni sinuose, corrugamenti appena accentuati, poi d’improvviso è un fiume scintillante, una strada dritta, un susseguirsi di edifici. È Ulan Bator la capitale »
(dal Grande libro dei viaggi)


Mongolia
Mongolia - Bandiera
Mongolia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: 

Generalità
Nome completo: Mongolia
Nome ufficiale: Монгол Улс
Lingue ufficiali: Mongolo
Capitale: Ulaanbaatar  (1.044.500 ab. / 2008)
Politica
Forma di governo: Democrazia parlamentare
Capo di stato: Tsakhiagiin Elbegdorj
Capo di governo: Sanjiin Bayar
Indipendenza: dalla Dinastia Qing nel 29 dicembre 1911



Superficie
Totale: 1.565.000 km²  (18º)
 % delle acque: 0,6 %
Popolazione
Totale (2003): 2.712.315 ab.  (134º)
Densità: 1,73 ab./km²  
Geografia
Continente: Asia
Fuso orario: UTC da +7 a +8
Economia
Valuta: tughrik
PIL (PPA)  (2006): 5.781 milioni di $  (154º)
PIL procapite (PPA)  (2006): 3.541 $  (182º)
ISU  (2005): 0,700 (medio)  (114º)
Energia:
Varie
TLD: .mn
Prefisso tel.: +976
Sigla autom.: Mng
Inno nazionale: Bügd Nairamdakh Mongol
Festa nazionale:

Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}|Portale {{{portale}}}]]
(Guida alla compilazione della tabella)

La Mongolia (mongolo: Монгол Улс) è uno stato dell'Asia, confinante a nord con la Russia e a sud con la Cina. È il più grande stato del mondo non avente accesso al mare.

Centro dell'Impero mongolo del XIII secolo, fu dominata dalla Dinastia Qing dalla fine dal 1691 fino al XX secolo, quando - il 29 dicembre 1911 - un governo indipendente fu formato. Con l'indipendenza si instaurò un regime comunista filo sovietico che terminò con il dissolvimento dell'URSS. La Mongolia è una democrazia dal 1992. Solo una piccola percentuale del terreno è utilizzabile per scopi agricoli: per la maggior parte, infatti, il territorio è costituito da una prateria circondata dalle montagne del nord e dal deserto di Gobi a sud.

La parte prevalente della popolazione è composta da nomadi di etnia mongola.

In Mongolia vivono anche gli Tsaatan, un antichissimo popolo nomade oggi a rischio di estinzione.

Indice

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia della Mongolia.

Il territorio della Mongolia è principalmente coperto dalla steppa e a sud dall'enorme deserto del Gobi, dove vivono ancora i pastori di pecore, capre, cavalli e cammelli.

L'unica città importante è Ulaanbaatar (la capitale), dove vive la maggior parte della popolazione.

Il clima è continentale con estati calde ed inverni rigidi in cui le temperature possono toccare i -50 °C.

[modifica] Laghi della Mongolia

Una veduta del lago Hovsgol

[modifica] Storia

Le prime informazioni sugli abitanti nomadi della Mongolia risalgono agli annali cinesi del 780 a.C. che li identificano come predoni. La Grande Muraglia fu eretta a partire dal 220 a.C. con lo scopo appositamente di contenerne le razzie. Anche gli Unni vengono riconosciuti abitare in questa zona prima del 260 d.C.. L'eroe nazionale mongolo fu però Temujin, noto come Gengis Khan (1162 - 1227), che unificò i territori mongoli e creò l'impero più vasto della storia. Nel XVI secolo, sotto Altan Khan, i mongoli si convertirono al buddhismo tibetano; un secolo più tardi la dominazione dei Manciuri trasformò il paese in due province, la Mongolia interna ed esterna. Il vincolo che legava la mongolia alla cina era di tipo "ad personam", ovvero l'imperatore cinese era al contempo imperatore dei cinesi e dei mongoli. La perdita di questo vincolo personale dava la possibilità ai mongoli di rendersi indipendenti dalla Cina, il che avvenne quando, nel 1911, in cina fu instaurata la repubblica dopo la deposizione dell'ultimo imperatore, poco più che bambino, Pu Yi. Dopo l'invasione russa della fine del XVII secolo il paese perse la sua parte settentrionale ed il lago Bajkal. La parte russa della Mongolia è la "Buriazia" - o "Mongolia Buriata", annessa in virtù dei trattati russo - cinesi del 1689 e del 1728. In sèguito all'avvento della repubblica in Cina, nel 1911 la Mongolia esterna dichiarò la propria indipendenza sotto la protezione dell'Impero russo. alla cina rimase solo la provincia della Mongolia Interna. La capitale fu posta ad Urga, poco più che un agglomerato di tende e di edifici in legno, che, al momento dell'avvento della dittatura comunista, nel 1921, verrà rbatezzata "Ulan Bator" (od "Ulan Bataar", dal soprannome del rivoluzionario che vinse la guerra civile). La Mongolia divenne una sorta di protettorato russo ed il potere venne esercitato da una gerarchia lamaista. Con il collasso russo durante la Prima Guerra Mondiale e la successiva Rivoluzione d'Ottobre, la Mongolia si trovò inserita di fatto nella guerra civile russa (1917 - 1922). Le truppe zariste fedeli all'imperatore la occuparono nel 1918, ma furono cacciate dai cinesi che, a loro volta, tentarono di riannettersi la nazione (1919). Nel frattempo, ad est, il Giappone aveva occupato (1919 - 1922) la regione russa dei fiumi Amur ed Ussuri, premendo sul confine mongolo. Nel 1921 le truppe di Roman von Ungern-Sternberg, un ufficiale zarista di origini baltico - tedesche, entrarono in Mongolia su richiesta del Khan Bogd, leader religioso e politico del paese. Nel gennaio di quell'anno le truppe di Ungern von Sternberg sferrarono diversi attacchi sulla capitale Urga (oggi Ulan Bator) ma vennero più volte respinti dalla guarnigione cinese riportando ingenti perdite. Fu così che Ungern von Sternberg ordinò alle sue truppe di dare fuoco ai campi sulle colline intorno ad Urga, in modo tale che i difensori della città pensassero di essere circondati da forze in superiorità schiacciante. Ungern von Sternberg riuscì in tal modo, nel mese di febbraio, a prendere la città senza dover sferrare un nuovo attacco. Il 13 marzo la Mongolia venne proclamata una monarchia indipendente e Ungern von Sternberg divenne un dittatore, esautorando di fatto il clero lamaista e denunciando i legami che aveva con l'esercito controrivoluzionario russo a cui apparteneva. Il governo corrotto e crudele del generale zarista fece sollevare la popolazione nomade mentre si stavano avvicinando le avanguardie bolsceviche. Un contigente bolscevico inviato in soccorso del leader filo-sovietico Sukhe-Bator (il cui nome di battaglia era "l'eroe rosso") decretò la sconfitta delle forze di Ungern von Sternberg in Mongolia. Nel mese di maggio, egli tentò di invadere il territorio russo presso Troitskosavsk (oggi Kyakhta, nella Repubblica dei Buriati). Dopo alcuni primi successi riportati tra maggio e giugno, Ungern von Sternberg venne definitivamente sconfitto tra luglio e agosto. In luglio le truppe sovietiche entrano a Urga insieme all’esercito rivoluzionario mongolo, guidato da Sukhbataar, soprannominato “l’eroe rosso” (Ulaan Baatar). È istituito il Governo Popolare della Mongolia che ha a capo, senza però poteri effettivi, il Bogd Khan. È costituito il Partito popolare rivoluzionario mongolo (il PRPM resterà al governo fino ai giorni nostri, salvo una pausa dal 1996 al 2000). Catturato dai suoi stessi soldati, venne consegnato all'Armata Rossa il 21 agosto 1921. Dopo un processo sommario ad opera di un tribunale militare, Ungern von Sternberg venne fucilato a Novonikolayevsk (oggi Novosibirsk). Secondo la tradizione, Ungern von Sternberg ingoiò la sua medaglia raffigurante la Croce di San Giorgio per impedire che essa cadesse nelle mani dei bolscevichi. Bator morì in circostanze non chiarite nel 1923. alla morte di Lenin, nel gennaio del 1924, le lotte intestine al KPSS (il Partito comunista sovietico), favoriranno un tentativo autonomista della Mongolia, durato fino alla presa del potere da parte di Stalin nel 1929. Nel 1925 entrò in vigore il [èTugrug]+, la moneta ufficiale della Mongolia. L'indipendenza della Mongolia esterna fu dichiarata nel 1921 dopo una rivoluzione guidata da Sukhbaatar, ma il governo autonomo della nuova Repubblica Popolare Mongola non ebbe inizio che il 26 novembre 1924, col sostegno dell'URSS. Di fatto, la Mongolia divenne il secondo stato comunista al mondo e tornò al ruolo di protettorato della nuova Russia, tanto che, morto nel 1924 il Bogd Khan, i sovietici tolsero il potere del tutto formale, peraltro, alle autorità religiose mongole già dal 1926. Le purghe staliniane tra il 1929 ed il 1952 coinvolsero anche la Mongolia. Nel 1928, durante il settimo Congresso del Partito rivoluzionario del popolo, i rappresentanti mongoli chiesero una maggiore autonomia da Mosca ed una polizia indipendente. Un colpo di stato avvallato da Mosca precipitò il paese nel terrore, tanto che, nel biennio 1932 - 1933 scaturì una rivolta popolare ferocemente repressa. Dalle epurazioni all'interno del Partito Comunista Mongolo emerse, nel 1936, la figura di Khorloogiin Choibalsan (08 febbraio 1895 - 26 gennaio 1952) un leader stalinista che tenne il paese con pugno fermo. La repressione stalinista del 1937 provocò 30 mila morti su una popolazione di 700 mila abitanti e cancellò quasi definitivamente il lamaismo dal paese e con esso i monasteri. Prima e durante la seconda guerra mondiale i sovietici difesero la Mongolia dal Giappone. La crisi più acuta si verifico con gli scntri diretti tra l'Armata Rossa e l'esercito Nipponico sull'altopiano di Nomonhan (o Nemenkan, e presso Khalkhin gol, tra maggio ed agosto 1939), che vide i giapponesi sconfitti dai sovietici. La Battaglia di Nomonhan fece ricredere l'alto comando giapponese sulla possibilità di una vitttoria agevole contro l'URSS e scongiurò - a detta degli storici - un attacco congiunto tra Germania e Giappone ai danni dell'URSS, permettendo alle truppe siberiane di dar man forte sul fronte europeo fino alla sconfitta definitiva del Nazismo. Nel 1941 fu imposto il nuovo alfabeto cirillico che sostituì (solo in parte) l’antica lingua uigura. il 20 ottobre 1945 un referendum popolare sancisce la richiesta d'indipendenza formale sia dalla Cina che dall'URSS. Il 6 gennaio 1946 la Repubblica Popolare Mongola fu riconosciuta dalla Repubblica di Cina e - nel 1949 dallarss rese autonoma la Mongolia il 27 novembre 1946 Repubblica Popolare Cinese. Con la morte di choibalsan, nel 1952 subentrò il più duttile Yumjaagiyn Tsedenbal (1916 - 1991). Il paese iniziò allora un ulteriore avvicinamento ai sovietici dopo il 1958 ed ha ospitato molte basi URSS durante la Guerra fredda. Le proteste popolari fecero revocare il piano di collettivizzazione del 1960. L'adesione all'ONU del paese avvenne nel 1961, mentre nel 1962 il paese aderì al COMECON. Schieratasi apertamente con l'URSS durante la crisi dei rapporti con la Cina, nel 1967 fu direttamente minacciata d'invasione da parte di Pechino, il che provocò l'intervento di 80 mila soldati sovietici armati con artiglieria pesante per scongiurare il pericolo. Per motivi di salute, Tsendebal lasciò la guida del paese nel 1984 e fu sostituito da Zhambyn Batmunkh. Nel 1989 vengono ricostituiti i partiti soppressi nel 1921. Nel 1990 il Partito comunista ha cessato di controllare direttamente il governo e si è venuto a creare una repubblica ibrida in cui coesistono elementi del sistema parlamentare e presidenziale e viene decretata nuovamente la libertà religiosa. Dal 1990 al 1997 il capo del governo è l’ingegner Punsalmaagin Ochirbat. Nel 1991 è riammessa la proprietà privata. Il 13 gennaio 1992 nasce ufficialmente la Repubblica Popolare di Mongolia e viene compilata la prima Costituzione. Nel 1997 Natsagiin Bagabandi, comunista, diventa l'attuale presidente.

[modifica] Politica

Fin al 27 giugno 2004 il principale partito del paese era l'ex comunista Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo, formato dai leader comunisti del paese dopo la fine della Guerra fredda. All'opposizione c'era il Partito Democratico, che ha governato da 1996 al 2000. Fino al 2004 il potere è poi tornato alla formazione comunista, che da quell'anno lo ha dovuto condividere in una coalizione, la Coalizione Democratica della Terra Madre. Dopo le elezioni del 25 maggio 2009 il leader dell'opposizione vince le elezioni presidenziali, che sancisce la vittoria di Tsakhiagiin Elbegdorj.

In Mongolia è in vigore un sistema parlamentare con un presidente dal ruolo simbolico. Il potere legislativo è attribuito alla Grande Khural di Stato.

L'esercito mongolo si avvale delle migliori scuole esistenti in altri paesi per la formazione dei suoi ufficiali.

L'Accademia Militare di Modena ospita ciclicamente la formazione di allievi ufficiali mongoli anche nel 188esimo corso Fedeltà (2006-2008) era presente un ufficiale proveniente dalla Mongolia.

[modifica] Province

Mongolia è divisa in 21 province (aimag), Ulaanbaatar (la capitale) è una municipalità con lo status di provincia. Le aimag sono a loro volta divise in distretti (sum).

[modifica] Economia

L'economia della Mongolia si basa principalmente sullo sfruttamento delle ingenti risorse naturali come il petrolio, il carbone minerale ed il rame, ma anche dello sfruttamento minerario del molibdeno, tungsteno e fosfato. Dopo decenni di totale controllo governativo e la forte dipendenza tecnologica dall'Unione Sovietica, l'economia del paese ha intrapreso una difficile transizione al capitalismo. A partire dal biennio 1991-1992, con il dissolvimento dell'entità sovietica, il prodotto interno lordo si riduce di un terzo e il paese pur se in crescita economica sconta gravi debolezze strutturali e politiche aggravate dai disastri naturali (inquinamento dell'aria, desertificazione, piogge acide) ereditati dalla rapida industrializzazione e dall'intenso sfruttamento minerario nei decenni precedenti. Un periodo particolarmente critico si è avuto tra il 2000 e il 2002 quando il PIL scende a zero a causa del tracollo delle attività agricole e di pastorizia causato dalle cattive condizioni climatiche. Dal 2003 l'economia del paese, grazie soprattutto all'aumento mondiale dei prezzi del rame, torna a crescere con una percentuale media annua del 6% (7,5% al 2006).[1]

Oggi esistono nel paese più di 10.000 imprese private, stabilite per lo più nella capitale. Fuori dai grandi centri abitati la popolazione si dedica per lo più ad attività di sussistenza come la pastorizia.[1]

Il reddito procapite è di circa 3.541 dollari (al 2008) e, come il PIL, si mantiene in crescita stabile dal 2002 nonostante una lieve flessione dal 2005. Un problema del paese rimane il forte deficit commerciale. L'enorme debito estero con la Russia (originariamente di 11 miliardi di dollari) viene tuttavia estinto molto favorevolmente per la Mongolia, nel 2004, con un pagamento di circa 250 milioni di dollari come ricompensa per i danni economico-ambientali conseguenti l'influenza sovietica.[1]

La Mongolia ha aderito all'Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1997 ed esporta oggi cashmere, minerali e generi alimentari principalmente verso Russia, Stati Uniti, Cina, Giappone e Italia.[1]

[modifica] Demografia

La maggioranza dei cittadini del paese è di etnia mongola, ma ci sono minoranze di kazaki e tungusi. La popolazione della Mongolia ha un'età media piuttosto bassa e con un tasso di crescita elevato.

Evoluzione demografica tra 1961 e 2003 (cifre FAO in migliaia di abitanti)

[modifica] Religione

Per approfondire, vedi la voce Buddhismo in Mongolia.

La religione principale è il buddhismo tibetano. Vi sono inoltre minoranze sciamaniche, cristiane ed islamiche

[modifica] Note

  1. ^ a b c d CIA - The World Factbook - Mongolia del 2006.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Altre lingue