Dinastia Jīn

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History of China
Storia della Cina
MITOLOGICA
Tre Augusti e Cinque Imperatori
ANTICA
Dinastia Xia c. 2100 – c. 1600 a.C.
Dinastia Shang c. 1600 – c. 1046 a.C.
Dinastia Zhou c. 1045 – 256 a.C.
 Dinastia Zhou occidentale
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IMPERIALE
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  Dinastia Han orientale
Tre Regni 220–280
  Wei, Shu e Wu
Dinastia Jìn 265–420
  Jin occidentale Sedici regni
304–439
  Jin orientale
Dinastie del Nord e del Sud
420–589
Dinastia Sui 581–618
Dinastia Tang 618–907
  (Wu Zetian 690–705)
5 dinastie
e 10 regni

907–960
Dinastia Liao
907–1125
Dinastia Song
960–1279
  Song del Nord W. Xia
  Song del Sud Dinastia Jīn
Dinastia Yuan 1271–1368
Dinastia Ming 1368–1644
Dinastia Qing 1644–1911
MODERNA
Repubblica di Cina 1912–1949
Repubblica popolare
cinese

1949–presente
Repubblica di Cina
(Taiwan)

1949–presente
Localizzazione della dinastia Jīn

La dinastia Jīn (jurchen: Anchu; manciu: Aisin Gurun; cinese: 金朝; pinyin: Jīn Cháo; mongolico: Altan Ulus; 1115–1234), conosciuta anche come dinastia Jurchen, fu fondata dal clan Wanyan (完顏 Wányán) degli Jurchen, antenati dei Manciù, che fondarono la dinastia Qing circa 500 anni dopo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa[modifica | modifica wikitesto]

La dinastia Jīn fu fondata nel 1115, dal leader delle tribù Jurchen Wányán Āgǔdǎ (完顏阿骨打), divenuto imperatore con il nome Taizu di quel territorio che sarebbe stato poi chiamato Manciuria settentrionale. Nel 1125, la dinastia Jīn sconfisse la dinastia Liao e nel 1127 il suo esercito saccheggiò Kaifeng, capitale dell'impero della dinastia Song del Nord, facendo prigioniero sia l'imperatore Qinzong che suo padre, l'imperatore Huizong, che aveva abdicato di fronte all'avanzata dei Jīn.

Dopo la caduta di Kaifeng, l'esercito Song, sotto il comando della successiva dinastia Song del Sud, per oltre un decennio diede luogo a numerose scaramucce con le forze Jin, fino alla firma del trattato di Shaoxing del 1141, con il quale i Song ottennero tutte le terre a nord del fiume Huai prima dominate dai Jin.

Ornamento in giada con motivo floreale, dinastia Jīn (Museo di Shanghai).

Dopo la conquista della Cina settentrionale, la dinastia Jīn progressivamente si integrò con la popolazione cinese. Nel corso di due decenni, circa tre milioni di manciù (metà dei quali di etnia jurchen), migrarono verso sud, nella Cina settentrionale, e questa minoranza regnò su una popolazione di circa trenta milioni. Molti jurchen sposarono cinesi han e ottennero terre, anche se il divieto dei matrimoni fra nobili delle due etnie fu revocato solo nel 1191.

Nel 1135, dopo la morte dell'imperatore Jīn Tàizōng (太宗), gli succedettero tre nipoti di Wányán Āgǔdǎ. Il primo fu Xīzōng (熙宗) (regno 1135-1149), che studiò i classici cinesi, fu autore di componimenti poetici e, pur adottando tradizioni culturali cinesi, mantenne tutti i privilegi della nobiltà jurchen.

Xīzōng fu ucciso nel 1149 a seguito di una congiura di palazzo, che portò sul trono il cugino Wányán Liàng (完顏亮), il quale fu poi destituito a causa della brutalità con cui condusse sia la politica interna che quella estera. Gli storici si riferiscono comunemente a lui col nome postumo di principe Hǎilíng (海陵王).[1]

Consolidamento e crisi interne[modifica | modifica wikitesto]

Statua di marmo di un monaco buddhista, ca. 1180, dinastia Jīn

Nel 1153, il principe Hǎilíng spostò la capitale "meridionale" da Huining Fu nella Manciuria settentrionale (a sud dell'odierna Harbin) a Zhongdu (l'odierna Pechino). Quattro anni dopo, nel 1157, distrusse Pechino, compresi i palazzi della nobiltà, e spostò la capitale meridionale a Kaifeng, iniziandone la ricostruzione (la città era stata saccheggiata nel 1127). Il principe Hǎilíng tentò anche di soffocare la ribellione dei nobili Jurchen dissidenti ordinando l'esecuzione di 155 principi.[2]

Il principe Hǎilíng attaccò la dinastia Song del Sud nel 1161. Intanto, due ribellioni simultanee, la prima dei nobili Jurchen, comandati da Wányán Yōng (完顏雍), e la seconda delle tribù Khitan, scoppiarono nella Manciuria, costringendo la dinastia Jīn a ritirare l'esercito dalla Cina meridionale per soffocare le rivolte. I Jīn furono sconfitti nelle battaglie di Caishi e di Tangdao. Nel dicembre 1161 il principe Hǎilíng fu assassinato dai suoi stessi generali, ed anche suo figlio ed erede al trono fu ucciso nella capitale. Wányán Yōng, ch era salito al trono già nel mese di ottobre, fu riconosciuto ufficialmente imperatore solo dopo la morte del principe ereditario, e prese quindi il nome di Shìzōng (世宗).[2] La rivolta Khitan fu sedata solo nel 1164; le ribellioni interne avevano gravemente indebolito la forza militare Jīn e la sua capacità di fronteggiare la dinastia Song del Sud, inducendo l'imperatore Shìzōng a negoziare la pace. Nel 1164 fu firmato il trattato di Lóngxīng (隆興和議), che assicurò oltre un quarantennio di pace fra i due imperi.

Nei primi anni del decennio 1180 l'imperatore Shìzōng riformò il sistema delle tasse ed incoraggiò l'agricoltura. L'impero Jīn conobbe un periodo di prosperità. Il nipote di Shìzōng, l'imperatore Zhāngzōng (章宗) (regno 1189-1208), pur esaltando i valori della tradizione Jurchen, si accostò alla cultura cinese, e sposò una donna cinese.

Nel 1207 i Song tentarono un'invasione, ma l'esercito Jīn fu in grado di respingerli. Col successivo accordo di pace, i Song furono costretti a pagare un elevato indennizzo e a condannare all'esecuzione Hán Tūozhòu (韩侂胄), capo del partito della guerra.[3]

Declino[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del XIII secolo, la dinastia Jīn cominciò a subire le pressioni dei Mongoli a nord. Genghis Khan nel 1205 condusse i Mongoli nel territorio della dinastia Xia occidentale e li saccheggiò nei quattro anni successivi. Nel 1211 una cavalleria di circa 50 000 Mongoli invase l'impero Jīn e cominciò ad assorbire i ribelli Khitan e Jurchen. L'esercito Jīn, che pure contava mezzo milione di uomini e 150 000 cavalieri, fu costretta ad abbandonare la "capitale occidentale". L'anno seguente, i Mongoli invasero il nord e conquistarono la "capitale orientale" Jin, e nel 1213 assediarono la "capitale centrale". Nel 1214 i Jīn furono costretti a subire un trattato umiliante, e riuscirono a mantenere il possesso della città, ma l'imperatore Xuānzōng (宣宗) abbandonò la capitale centrale e spostò il governo nella "capitale meridionale" Kaifeng. Nel 1216 Xuānzōng fu indotto ad attaccare i Song, ma l'azione si risolse in una sconfitta presso il fiume Azzurro, dove il principe Hǎilíng era stato sconfitto nel 1161.

L'imperatore Āizōng (哀宗), succeduto dopo una lotta dinastica contro suo fratello, mise fine alla guerra e rientrò nella capitale. Successivamente, concluse un accordo di pace con i Tangut, che erano stati alleati dei Mongoli.

Genghis Khan morì nel 1227, mentre il suo esercito stava conquistando i territori della dinastia Xia occidentale. Suo figlio Ögedei Khan invase l'impero Jīn nel 1232, con l'aiuto della dinastia Song del Sud. I Jīn tentarono di opporre resistenza, ma quando fu attaccata la capitale Kaifeng, l'imperatore Āizōng fuggì a sud. I Mongoli conquistarono la città nel 1233, e l'anno seguente Āizōng si suicidò per evitare la cattura, mettendo così fine alla dinastia Jīn nel 1234.[1]

La Pagoda Chengling di Zhengding, Hebei, edificata fra il 1161 e il 1189

Imperatori[modifica | modifica wikitesto]

Statua lignea di un Bodhisattva, dinastia Jīn (Museo di Shanghai).
Sovrani della dinastia Jīn 1115-1234
Nome templare
(廟號 miàohào)
Nome postumo
(諡號 shìhào)
Nome alla nascita
(姓名 xìngmíng)
Anni di
regno
Ere di regno
(年號 niánhào)
Convenzione: "Jin" + nome templare o postumo
Tàizǔ
太祖
(1) Wányán Āgǔdǎ
完顏阿骨打
1115-1123

Shōuguó
收國
1115-1116
 
Tiānfǔ
天輔
1117-1123

Tàizōng
太宗
(1) Wányán Wúqǐmǎi
完顏吳乞買
o
Wányán (Shèng o Chéng)
完顏晟
1123-1134 Tiānhuì
天會
1123-1134
Xīzōng
熙宗
(1) Wányán Hélá
完顏合剌
or
Wányán Dǎn
完顏亶
1135-1149

Tiānhuì
天會
1135-1138
 
Tiānjuàn
天眷
1138-1141
 
Huángtǒng
皇統
1141-1149

(2) Hǎilíngwáng
海陵王
Wányán Liàng
完顏亮
1149-1161

Tiāndé
天德
1149-1153
 
Zhènyuán
貞元
1153-1156
 
Zhènglóng
正隆
1156-1161

Shìzōng
世宗
(1) Wányán Yōng
完顏雍
1161-1189 Dàdìng
大定
1161-1189
Zhāngzōng
章宗
(1) Wányán Jǐng
完顏璟
1190-1208 Míngchāng
明昌
1190-1196
 

Chéng'ān
承安
1196-1200
 
Tàihé
泰和1200-1208

(2) Wèishàowáng
衛紹王
o
Wèiwáng
衛王
Wányán Yǒngjì
完顏永濟
1209-1213 Dà'ān
大安
1209-1212
 

Chóngqìng
崇慶
1212-1213
 
Zhìníng
至寧
1213

Xuānzōng
宣宗
(1) Wányán Xún
完顏珣
1213-1223 Zhēnyòu
貞祐
1213-1217
 

Xīngdìng
興定
1217-1222
 
Yuánguāng
元光
1222-1223

Āizōng
哀宗
(1) Wányán Shǒuxù
完顏守緒
1224-1234 Zhèngdà
正大
1224-1232
 

Kāixīng
開興
1232
 
Tiānxīng
天興
1232-1234


Mòdì
末帝
Wányán Chénglín
完顏承麟
1234

(1) Nome lungo, generalmente non usato.
(2) Inesistente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Liao, Xi Xia, and Jin Dynasties 907-1234
  2. ^ a b ibidem
  3. ^ Chinese History - Song Dynasty 宋 (960-1279)

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