Giovanni da Pian del Carpine

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(LA)

« Familiaris homo et spiritualis et litteratus et magnus prolocutor »

(IT)

« Uomo affabile, spirituale, letterato e grande oratore »

(Salimbene de Adam, "Chronica")

Giovanni da Pian del Carpine o da Piano dei Carpini (Pian del Carpine, 1182 circa – Antivari, 1º agosto 1252) è stato un religioso e missionario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni da Pian del Carpine nacque a Pian del Carpine (l'attuale Magione, in provincia di Perugia) verso la fine del XII secolo. Nel 1215 entro nell'Ordine dei Frati Minori e fu tra i primi compagni di Francesco d'Assisi, forse dopo averlo incontrato in una sosta presso l'Hospitale di Pian del Carpine. Come frate minore fece parte della missione inviata da Francesco in Sassonia: predicò ad Augusta, Magonza, Spira, Colonia e Worms. Nel 1228 fu ministro provinciale in Germania (dove istituì l'ordine in Lotaringia e promosse e visse in prima persona missioni per diffondere l'ordine francescano in Boemia, Ungheria, Danimarca, Polonia e Norvegia, poi in Spagna (1230) e infine nuovamente in Germania (1233).

Missione in Mongolia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1243 Giovanni da Pian del Carpine fu alla corte di papa Innocenzo IV, che due anni dopo lo inviò come legato presso i Tatari con l'incarico di portare due bolle papali al Gran Khan dell'Impero mongolo, che in quel periodo era Güyük Khan, nipote di Gengis Khan, che in effetti il frate incontrò più volte. Lo scopo della missione diplomatica era quello di scongiurare un nuovo flagello mongolo sulla cristianità e di sondare un'alleanza per una guerra contro i Turchi e la liberazione della Terra Santa.

Tuttavia il contenuto delle bolle che il papa diede a frate Giovanni non era il più adatto per ricercare un'alleanza: il Gran Khan veniva trattato come un inferiore e dall'alto il papa imponeva ai Mongoli di pentirsi dei loro peccati, di smetterla di sterminare i cristiani e di battezzarsi. In realtà quella di frate Giovanni fu anche una missione esplorativa e di spionaggio, come risulta evidente dalla relazione che ne fece, ricchissima di notizie geografiche, politiche e militari, e conclusa da abbondanti consigli su come combattere i mongoli.

Politicamente scarno di risultati, il viaggio si rivelò comunque prezioso. Giovanni si può definire il primo inviato europeo in Oriente, il primo a cercare di intraprendere relazioni diplomatiche con i popoli che lo abitavano e colui che aprì la strada a successive spedizioni, compresa quella di Marco Polo, di cui fu precursore di ben ventisette anni, di Guglielmo di Rubruck che visitò la Tartaria e il Tibet e Giovanni da Montecorvino, che giunse fino a Khanbaliq, in Cina, rimanendovi fino alla morte[1].

Episcopato[modifica | modifica wikitesto]

Al ritorno dal viaggio Giovanni da Pian del Carpine fu legato del papa presso Luigi IX e fu poi nominato arcivescovo di Antivari (oggi Bar), dove morì il 1º agosto 1252.

La Historia Mongalorum[modifica | modifica wikitesto]

Il viaggio verso l'Impero Mongolo di Giovanni da Pian del Carpine fu lunghissimo e avventuroso. Molto si sa di questo viaggio (che attraverso la Polonia e poi la Russia sembrava doverlo condurre ai confini del mondo) grazie allo straordinario resoconto che egli stesso ne dette nella sua Historia Mongalorum, l'opera che scrisse al ritorno dalla sua missione, trattando degli usi e costumi dei mongoli. Il suo itinerario si sviluppò da Cracovia a Kiev, superando poi il fiume Volga e il mar Caspio, per giungere sul lago di Aral; da qui si diresse verso il lago Balqaš, per proseguire in direzione di Karakorum, dove per la prima volta incontrò il Khan e la nobiltà mongola.

Fu un viaggio costellato di spettacoli raccapriccianti, fatiche e stenti, ma anche di racconti e incontri favolosi. Dalle pagine della sua cronaca risuona vivida la voce umile e al contempo risoluta di Giovanni, uomo che, per primo e dal vero, svelò agli europei i segreti di quell'Estremo Oriente per secoli temuto e favoleggiato. Senza alcun mezzo, se non la compagnia del fedele Benedetto Polacco (in latino Benedictus Polonus), un francescano polacco che si aggregò a fra' Giovanni a Breslavia (Wroclaw), e fino a poco oltre Kiev anche di Stefano di Boemia, che dovette rinunciare al viaggio per la sua salute precaria, Giovanni s'inoltrò in questa avventura senza paura e con spirito del dovere verso la Chiesa cattolica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Giuseppe Buffon, Khanbaliq. Profili storiografici intorno al cristianesimo in Cina dal medioevo all’età contemporanea (XIII-XIX sec.), Ed. Antonianum, Roma 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 239502727 LCCN: n87804271