Odorico da Pordenone

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Beato Odorico da Pordenone
Odoryk z Pordenone.jpg
Nascita 1280/1285, Villanova di Pordenone
Morte 14 gennaio 1331, Udine
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 2 luglio 1755
Ricorrenza 14 gennaio
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« De qui partendone venemmo in una contrada chiamata Milestre... nel quale dice che solea stare uno che se chiama el Vecchio de la Montagna... E havìa facto sopra altissimi monti, che circhiava intorno una valle, un muro grossissimo et alto, et gyrava intorno

ma miglia, et andava seper doi porte dentro et erano occulte, forate nel monte »

(Odorico da Pordenone,De rebus incognitis, Impressus Esauri, 1513, c. 21, p. 15 ripreso anche da Umberto Eco, Il pendolo di Foucault [pagina 102 dell'edizione italiana], 1988)

Odorico da Pordenone, al secolo Odorico Mattiussi o Mattiuzzi (Villanova di Pordenone, tra il 1280 ed il 1285Udine, 14 gennaio 1331), è stato un presbitero e religioso italiano dell'Ordine dei Frati Minori, beatificato nel 1755.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Odorico (di cui si intravede solo una parte della testa) con il compagno ed un famiglio dissotterra le ossa dei martiri a Thane - Affresco nella Chiesa di San Francesco ad Udine.
Odorico salva le ossa dei martiri durante un incendio - Affresco nella Chiesa di San Francesco ad Udine

Entrato ancora adolescente nel convento di san Francesco, a Udine, dove fu ordinato sacerdote dell'ordine francescano (1290), si distinse per zelo, austerità e quel fervore missionario che lo porterà a lasciare il proprio paese per l'Asia Minore prima, ad incontrare poi i Mongoli, successivamente la Cina e l'India per tornare infine in patria e riferire al Papa sulla situazione delle missioni in Oriente. La sua opera di apostolato gli fece meritare il nome di "Apostolo dei Cinesi".

Il viaggio[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1318 Odorico partì missionario per l’Oriente: attraversò durante il suo viaggio le città di Trebisonda, Erzurum, Homs e Baghdad. Giunto a Thane (che ora è un sobborgo di Bombay), Odorico classificò la popolazione come idolatra, perché adoravano fuoco, serpenti ed alberi; la città era stata però conquistata di recente dai musulmani, i quali condizionavano la vita religiosa. Odorico proseguì toccando Ceylon, Canton e infine, dopo 4-5 anni di viaggio, raggiunse Pechino, dove fu ricevuto dall’imperatore Yesün Temür Khan (T’ai-ting-ti), pronipote di Kublai Khan, che aveva conosciuto Marco Polo (allora la Cina era ancora sotto il dominio dei mongoli). Dopo soli tre anni fu incaricato di rientrare in Italia. Durante il viaggio di ritorno visitò il Tibet e fu il primo europeo ad entrare nella sua capitale, Lhasa, da dove attraversò poi la Persia e l’Armenia.

Il ritorno e la morte[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Odorico nella Chiesa del Carmine in Udine

Giunti a Trebisonda, Odorico e il suo compagno, frate Giacomo, si imbarcarono su una nave veneziana, giunsero prima a Venezia e successivamente a Padova.

Qui, nel maggio del 1330, su richiesta del suo superiore Guidotto, Odorico, ospite del monastero presso la Basilica di Sant'Antonio, dettò il resoconto del suo viaggio al frate Guglielmo di Solagna. Da lì Odorico, per adempiere il compito affidatogli dal vescovo Giovanni da Montecorvino riprese il cammino per raggiungere la curia papale ad Avignone. L'itinerario prescelto prevedeva un viaggio via terra fino a Pisa, poi via mare fino a Marsiglia e quindi ad Avignone. Proprio mentre era diretto ad Avignone si ammalò e fece ritorno ad Udine dove morì.

Nella Biblioteca Riccardiana a Firenze si trova la sua relazione del viaggio nelle Indie. Odorico ci ha lasciato anche le sue memorie raccolte nell’Itinerarium Terrarum.

Fu proclamato beato da papa Benedetto XIV il 2 luglio 1755 e attualmente è in corso il processo di canonizzazione.

Pordenone ha dedicato a lui una parrocchia cittadina, sita in viale della Libertà. Nel 1992, è stato completato il progetto per l'edificazione della nuova chiesa su disegno dell'architetto svizzero Mario Botta.

Opere di Odorico disponibili su Web[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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