Pordenone

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Pordenone
comune
Pordenone – Stemma Pordenone – Bandiera
Palazzo comunale e campanile del Duomo di San Marco
Palazzo comunale e campanile del Duomo di San Marco
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia – stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Pordenone – stemma Pordenone
Sindaco Claudio Pedrotti (centrosinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°57′0″N 12°41′0″E / 45.95°N 12.68333°E / 45.95; 12.68333 (Pordenone)Coordinate: 45°57′0″N 12°41′0″E / 45.95°N 12.68333°E / 45.95; 12.68333 (Pordenone)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 38,23 km²
Abitanti 51 822[1] (31-05-2011)
Densità 1 355,53 ab./km²
Frazioni Borgomeduna, Rorai Grande, San Gregorio, Torre, Vallenoncello, Villanova di Pordenone
Comuni confinanti Azzano Decimo, Cordenons, Fiume Veneto, Pasiano di Pordenone, Porcia, Prata di Pordenone, Roveredo in Piano, San Quirino, Zoppola
Altre informazioni
Cod. postale 33170
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093033
Cod. catastale G888
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 459 GG[2]
Nome abitanti pordenonesi
Patrono san Marco Evangelista; Beata Vergine Maria delle Grazie
Giorno festivo 25 aprile e 8 settembre
PIL (nominale) 813.945.704
PIL procapite (nominale) 25521
Localizzazione
Pordenone è posizionata in Italia
Pordenone
Posizione del comune di Pordenone nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Pordenone nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Pordenone (Pordenon in friulano[3] e in dialetto pordenonese) è un comune italiano di 51.822 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nel Friuli-Venezia Giulia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pordenone.

Pordenone appartiene alla zona climatica E.

[modifica] Storia

Questa voce è parte della serie
Bandiere dal Friûl.svg
Storia del Friuli
Categoria: Storia del Friuli

In epoca romana il nucleo urbano si situava nell'alto corso del fiume Noncello pressappoco nel luogo dove oggi sorge la frazione di Torre come dimostrato dal ritrovamento dei resti di una villa romana (chiamata così tradizionalmente ed erroneamente poiché dalle ultime indagini archeologiche pare fosse un sito di lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli e merci). Il luogo venne scelto probabilmente per la presenza più a nord di un ampio guado fluviale, raggiungibile facilmente a piedi dalla "villa", presso la quale probabilmente esisteva anche un piccolo porto fluviale.

Con l'inizio del periodo altomedioevale (dal VI secolo) le vie fluviali assunsero maggiore importanza e il nucleo della città si spostò, di conseguenza, verso valle, in una posizione che permettesse l'approdo di barche di stazza maggiore. La città si sviluppò quindi sulla sponda destra del fiume Noncello, presso una insenatura che approfittava di una "motta" (collinetta, terrapieno) circondata ad ovest dalla roggia Codafora e a nord-est da quella dei Molini. La sua vocazione portuale si evidenziava anche nel nome: Portus Naonis (in latino porto sul [fiume] Naone [Noncello])

Tutto il periodo che va dall'epoca romana fino a circa il X secolo è, comunque, poco documentato. Recenti ritrovamenti nell'area del duomo di San Marco, e in particolare nell'area antistante il municipio e sotto il Palazzo Ricchieri, mostrano che Pordenone era abitata, all'incirca sotto il regno di Berengario, da popolazioni provenienti dalla Carinzia che all'epoca era di cultura slava (Carantani).

Successivamente durante l'XI e il XII secolo, la curtis (corte) fu nelle mani dei duchi e marchesi di Austria, Carinzia e Stiria. Juan Carlos I di Spagna si fregia tutt'oggi del titolo di Signore di Pordenone, Duca di Carinzia e Stiria. Il castello di Torre con un piccolo territorio circostante era, invece, di proprietà dei patriarchi di Aquileia, che successivamente l'avrebbero concesso in feudo ai nobili di Prata e poi permutato con i Signori di Ragogna. Il villaggio di Vallenoncello apparteneva al vescovo di Salisburgo.

Tra il XIII e XIV secolo la frammentazione politica della zona si accentuò ulteriormente perché Corva (attuale frazione di Azzano Decimo) venne data ai di Prata che acquisiranno anche alcune parti di Fiume Veneto.

Nel 1282 Pordenone divenne patrimonio personale degli Casa d'Austria rappresentando de facto un'enclave dell'Arciducato d'Austria nel territorio del Patriarcato di Aquileia.

Il 23 agosto del 1318 un furioso incendio distrusse le case di legno della città. Nel 1347 fu inaugurato il campanile, edificato accanto al duomo di San Marco.

La città subì - come quasi tutte le città del tempo - anche molte pestilenze ed epidemie (nel 1444, 1485, 1527, 1556 e 1576), ma la peggiore avvenne nel 1630 quando morì quasi la metà della popolazione.

Nel XIV secolo l'insediamento di Pordenone si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici commerciali fluviali e nel 1314 le venne conferito lo status di città.

Il 20 aprile 1508 il capitano Bartolomeo d'Alviano entrava in Pordenone, togliendola agli Asburgo per conto della Repubblica di Venezia. Venezia mantenne la città solo per un biennio poiché nel 1509 perse nuovamente Pordenone. Tuttavia nel 1514 lo stesso Bartolomeo d'Alviano la riconquistava definitivamente a Venezia. Venezia non governò direttamente la città, preferendo darla in feudo al condottiero Bartolomeo d'Alviano che la resse a signoria. Alla sua morte, avvenuta nel 1515, gli succedette la consorte Pantasilea Baglioni, e quindi il figlio Liviano fino al 1537.
In quell'anno Pordenone e i territori limitrofi passarono sotto il diretto controllo della Repubblica di Venezia e vi rimasero per più di due secoli e mezzo. La Serenissima mantenne gli statuti della città e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manifatturiere.

Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani.

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale.

Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Rex, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città.

Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia. Sino ad allora il territorio della Destra Tagliamento faceva parte della provincia di Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di Concordia-Pordenone. Già dal 1919 a Pordenone era ubicato il seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la città è divenuta sede di un consorzio universitario che ospita corsi universitari organizzati dall'Università di Udine e dall'Università di Trieste. Inoltre dal 2002 è attivo il Polo Tecnologico di Pordenone per promuovere la cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Corso Vittorio Emanuele II
  • Corso Vittorio Emanuele II, via principale della città vecchia, affiancato da palazzi porticati gotici e rinascimentali con affreschi, esempio mirabile di porticato veneto.
  • Monumento ai caduti. Opera dello scultore friulano Aurelio Mistruzzi, costituita da un basamento a forma di vasca, sul quale si eleva lo zoccolo che sostiene i gruppi statuari di bronzo. Il gruppo principale, al centro, rappresenta l'Italia che protegge con lo scudo il combattente e il caduto. Le figure laterali raffigurano i fiumi sacri alla patria: l'Isonzo e il Piave. Il monumento fu inaugurato il 23 aprile 1929.
  • Museo Civico d'Arte
  • Museo Civico delle Scienze
  • Seminario, qui è conservata la statua di San Nicolò dello scultore rinascimentale Donato Casella di Carona già sull'altare della chiesa parrocchiale di Castelnovo del Friuli.
  • Corso Garibaldi, qui un gruppo scultoreo del 1532 raffigurante la Madonna col Bambino è pure attribuito a Donato Casella
  • Museo Diocesano

[modifica] Architetture

Palazzo comunale
Palazzo Ricchieri
  • Palazzo Comunale, costruito in stile gotico tra il 1291 e il 1395, i pinnacoli e la torre dell'orologio furono aggiunti nel XVI secolo su progetto del pittore Pomponio Amalteo.
  • Palazzo Ricchieri, originariamente una casa-torre a difesa del nucleo cittadino edificata nel XIII secolo fu adattata durante il periodo veneziano in palazzo dalla famiglia Ricchieri. È ora sede del Museo Civico d'Arte.
  • Ex Convento dei domenicani. Edificio neoclassicheggiante ultimato nel 1722 dopo 31 anni di lavori. Un tempo era addossato alla chiesa del Rosario, oggi scomparsa. L'edificio fu in seguito acquistato dalle monache agostiniane e ha subito numerose altre destinazioni. Dal 2010 è sede della Biblioteca Civica Multimediale.
  • Ex Convento e chiesa di san Francesco. Acquistato in epoca recente dal Comune, l'edificio è stato restaurato e adibito a usi artistico-culturali. Fondato nel 1419, il convento con chiesa di san Francesco fu soppresso nel 1774. L'interno conserva tracce di affreschi quattrocenteschi e un chiostro dipinto.
  • Castello di Torre sorto alla fine del XII secolo, residenza della famiglia dei signori di Ragogna, dopo l'assalto del 1402 da parte del capitano austriaco a Pordenone Mordax fu ricostruito e in parte trasformato in dimora signorile. È sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale.
  • Villa romana di Torre, non lontana dal Castello di Torre, fu scoperta negli anni cinquanta dal conte Giuseppe di Ragogna; i reperti e gli affreschi rinvenuti sono ospitati nel museo nel Castello. Inizialmente si pensò fossero i resti di una ricca residenza di campagna (da cui la denominazione "villa"); in seguito ad altre indagini (che comunque non escludono la possibilità che fungesse anche da residenza) si è più propensi a concludere che la villa fosse in realtà un sito, posto vicino al primo, piccolo, porto fluviale sul Noncello, per la lavorazione e lo stoccaggio di merci e prodotti agricoli che poi tramite vie fluviali e di terra sarebbero andate rispettivamente verso il mare e verso l'entroterra, a nord-est.

[modifica] Luoghi di culto

Il campanile del Duomo
  • Duomo concattedrale di S. Marco, edificato a partire dal XIII secolo in stile romanico-gotico e rimaneggiato successivamente nel XVI e XVIII secolo. Contiene la pala d'altare denominata Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio de' Sacchis detto "il Pordenone" e dello stesso l'affresco di San Rocco, oltre a numerose altre opere che ne impreziosiscono l'interno.
  • Campanile del Duomo, terminato nel 1374, successivamente, durante il XVII secolo, vi fu aggiunta una cuspide che lo portò a raggiungere un'altezza di circa 79 metri.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta del Cristo. Fu edificata nel 1309. Più volte restaurata, conserva all'interno un pregevole ciclo di affreschi trecenteschi, una Santa Barbara di Gianfrancesco da Tolmezzo (XV secolo) e un portale in marmo del Pilacorte (1510).
  • Chiesa della Santissima Trinità, lungo il fiume Noncello, di forma ottagonale contiene affreschi cinquecenteschi di Giovanni Maria Calderari, allievo del Pordenone.
  • Chiesa parrocchiale di San Giorgio. Chiesa neoclassica, dal caratteristico campanile ottocentesco, colonna di stile dorico dell'architetto Giovanni Battista Bassi.
  • Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Chiesa di stile neogotico, edificata in sostituzione di altra preesistente del XVII secolo, costruita tra il 1899 e il 1921.
  • Chiesa di San Leonardo in Silvis. Risalente al XV secolo, si erge su un breve spiazzo erboso nella Valle del Romito della frazione di Vallenoncello.
  • Chiesetta del Corpus Domini. Risalente al XIV secolo, in essa si conservano affreschi ritenuti opere del Brunello e dal Furlan attribuiti al Pordenone (Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone).
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Ilario e Taziano, nella frazione di Torre, conserva una Madonna con Bambino e Santi di Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, del 1521. Donato Casella nel 1532 scolpì un'acquasantiera.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire, nella frazione di Rorai Grande, conserva il fonte battesimale frutto della collaborazione dello scultore rinascimentale Donato Casella col figlio Alvise.
  • Chiesa parrocchiale del Beato Odorico, costruita su progetto dell'architetto Mario Botta nel 1990-1992.

[modifica] Piazze

Piazza XX Settembre
  • Piazza San Marco
  • Piazza della Motta
  • Piazza Risorgimento
  • Piazza del Cristo
  • Piazza Cavour
  • Piazza XX Settembre
  • Piazza Giustiniano
  • Piazza Ospedale Vecchio
  • Piazzetta del Portello
  • Piazzetta Nino Bixio
  • Piazza Enea Ellero dei Mille
  • Piazza S. Giovanni Bosco
  • Piazza Mons. Giuseppe Lozer
  • Piazzetta Abramo Freschi
  • Piazzetta Calderari

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Qualità della vita e riconoscimenti

  • Comune Riciclone 2011: un importante riconoscimento di Legambiente che premia Pordenone come primo capoluogo di provincia del nord Italia, per la raccolta differenziata dei rifiuti[4].

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Di seguito viene riportato l'elenco della popolazione straniera residente e della relativa provenienza[5]:

Nazionalità Residenti
Bandiera del Ghana Ghana 1742
Bandiera della Romania Romania 1595
Bandiera dell'Albania Albania 1258
Bandiera del Bangladesh Bangladesh 411
Bandiera del Marocco Marocco 278
Bandiera dell'Ucraina Ucraina 271
Bandiera della Moldavia Moldavia 223
Bandiera del Pakistan Pakistan 135
Bandiera della Tunisia Tunisia 132
Bandiera dello Zaire Zaire 116
Bandiera della Macedonia Macedonia 114

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Lingua veneta e Dialetto pordenonese.

Oltre alla lingua italiana, a Pordenone vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano. In città il friulano convive con il dialetto pordenonese, un dialetto appartenente alla lingua veneta, così come i dialetti parlati nei comuni non friulanofoni dell'area sud-occidentale della Provincia.

[modifica] Cultura

[modifica] Media

Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Pordenone:

Quotidiani Periodici TV Radio Internet

Edizioni di Pordenone:

Redazioni di Pordenone:

  • Wireless Naonis

Pordenone sarebbe dovuta essere la prima città in Italia a offrire un collegamento a Internet gratuito utilizzando la tecnologia wireless tramite hotspot, che si prevedeva dovere essere destinato ai residenti ed esteso all'intero territorio comunale.[7][8] Il 7 aprile 2008 è stata attivata la rete sperimentale che copriva le aree di corso Vittorio Emanuele e piazza Cavour. L'infrastruttura di rete comunale era una Wireless Local Area Network di tipo HIPERLAN. L'accesso avveniva tramite scheda wireless dotata di lettore di smart card e richiedeva il possesso della Carta regionale dei servizi della regione Friuli-Venezia Giulia.[9] Era prevista la copertura di tutto il territorio comunale entro la fine del 2009, ma da gennaio 2009 il progetto è stato interrotto per mancanza di fondi.

[modifica] Personalità legate a Pordenone

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Personalità legate al Friuli e Nativi del Friuli-Venezia Giulia.

Questa è una lista di personalità legate a Pordenone: che vi sono nate, morte, ci hanno vissuto, lavorato, ecc.

[modifica] Eventi

  • SICAM Pordenone Dal 2009 nel mese di ottobre, si svolge il SICAM (meglio conosciuto come Salone Internazionale dei Componenti ed Accessori per l'Industria del Mobile), la manifestazione leader in Italia per il settore dei componenti e dei semilavorati per il mobile, nel cuore di un distretto nel quale viene prodotto oltre il 40 per cento del mobile italiano. Ogni anno circa 20.000 visitatori professionali provenienti da circa 90 paesi visitano questa manifestazione.[10]
  • Le giornate del cinema muto Dal 1981 al 1998, nel mese di ottobre, si svolge il Pordenone Silent Film Festival (meglio conosciuto come Le Giornate del Cinema Muto), una rassegna cinematografica specialistica dedicata al cinema muto che acquisisce nel tempo una rilevanza mondiale in questo settore. Dal 1999 al 2006 il festival è stato trasferito a Sacile, a causa della ricostruzione (completata nel maggio 2005) del teatro Verdi, il teatro cittadino del capoluogo pordenonese. Nel 2007 è ritornato nella sede storica, ora rinnovata.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Le giornate del cinema muto - Pordenone Silent Film Festival.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce pordenonelegge.it.
  • Dedica Festival Si tratta di un festival letterario internazionale monografico. Ogni anno infatti è ospite della manifestazione un unico scrittore al quale vengono per l'appunto "dedicate" due settimane all'interno delle quali le sue opere vengono presentate, discusse con il pubblico, rappresentate attraverso letture sceniche, mostre, film e concerti. Ospiti di Dedica Festival sono stati tra gli altri: Paul Auster, Nadine Gordimer (premio Nobel per la letteratura nel 1991), Amos Oz, Anita Desai, Paco Ignacio Taibo II, Claudio Magris, Dacia Maraini. Il Festival si svolge normalmente nel mese di marzo ed è organizzato dall'associazione culturale Thesis.
  • Le voci dell'inchiesta nato nel 2007 sul cinema d'inchiesta e documentario.
  • Pordenone Pensa Nell'autunno del 2008 ha preso vita la manifestazione culturale Pordenone Pensa, patrocinata dall'Amministrazione provinciale. Si tratta di una manifestazione di largo respiro, che mira a coinvolgere il territorio provinciale, svolgendosi dall'autunno alla primavera.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Pordenone Pensa.
  • Pordenone Comics Manifestazione che si tiene annualmente, dal 2004, a maggio, nella fiera della città, con mostra-mercato di fumetti, DVD, gadget, giochi di ruolo ed eventi ad essi correlati.
  • Rally della Stampa Evento turistico-culturale-sportivo alla scoperta delle località, dei monumenti e degli avvenimenti caratteristici della provincia di Pordenone. Ideato nel 1976 dal Circolo della Stampa di Pordenone. Cadenza annuale, in data 1º maggio.ù
  • Pordenone Blues Festival Evento che combina la musica blues ad altre forme di espressione artistica. Si tiene tutti gli anni nell'ultima settimana di agosto.
  • Processo e rogo della vecia Nel giovedì di mezza Quaresima il fantoccio della Vecia viene portato in processione ed infine processato e bruciato.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Circoscrizioni e quartieri

La città è suddivisa in quattro circoscrizioni comunali: Rorai-Cappuccini, Centro, Torre, Sud (comprendente i quartieri di Borgomeduna, Villanova, Vallenoncello e San Gregorio).

La città ha inglobato come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta, alcuni borghi limitrofi (attualmente contigui nel tessuto urbano) come Torre (l'insediamento più antico nel territorio comunale risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone (quest'ultimi tutti di epoca medioevale). È di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna, un insediamento agricolo privo, fino agli anni 1970, di chiesa parrocchiale (Borgocampagna). A nord si trova il quartiere della Comina, sede di un'importante aerocampo.

Precedentemente all'inclusione, dopo l'annessione allo stato unitario italiano (1866), questi nuclei abitativi costituivano frazioni e località (Torre, Borgomeduna, Rorai Grande, Villanova) del comune di Pordenone o comuni autonomi (Vallenoncello[11]).

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Claudio Pedrotti (centrosinistra) dal 30/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2011.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  5. ^ Sono stati omesse alcune minoranze meno consistenti: per l'elenco completo consultare Dati Istat al 31 dicembre 2009. URL consultato il 7 marzo 2011.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  7. ^ Pordenone prima città gratuita in Italia dal 2008, ITNews, 24 settembre 2007
  8. ^ Pordenone, dal 2008 sarà wireless, Punto Informatico, 25 settembre 2007.
  9. ^ Wireless Naonis, portale del progetto nel sito del comune. Contiene le informazioni sulla rete e lo stato di avanzamento.
  10. ^ www.exposicam.it vedi
  11. ^ Vallenoncello rimane comune autonomo fino al 1926 secondo i tabulati delle elezioni amministrative riportate in appendice a: Pier Paolo Pillot, Livio Camisa, Il primo dopoguerra nel Friuli Occidentale (1919-1923) Edizioni Concordia Sette, Pordenone 1997, pp 296-297.

[modifica] Bibliografia

  • A. Benedetti, Storia di Pordenone, Pordenone 1964.
  • F. Boni de Nobili, Le strade di Pordenone, Pordenone 1994 (II edizione 2006).
  • V. Candiani, Pordenone. Ricordi cronistorici, Pordenone 1902.
  • G. Chiaradia, Pordenone. Schede per la lettura della città, Pordenone 1989.
  • P. Goi (a cura di), Pordenone, una città, Pordenone 1991.
  • P. Goi (a cura di), San Marco di Pordenone, 3 voll., Pordenone 1993.
  • G.B. Pomo, Commentari urbani (a cura di P. Goi), Pordenone 1990.
  • P. Angelillo (a cura di), "Mille protagonisti per 12 secoli", Dizionario biografico, Pordenone 2000.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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