Diocesi di Concordia-Pordenone

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Diocesi di Concordia-Pordenone
Dioecesis Concordiensis-Portus Naonis
Chiesa latina
Concordia Sagittaria Cattedrale.jpg
Suffraganea del patriarcato di Venezia
Regione ecclesiastica Triveneto
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Giuseppe Pellegrini
Vicario generale Basilio Danelon
Vescovi emeriti Ovidio Poletto
Sacerdoti 321 di cui 265 secolari e 56 regolari
1.075 battezzati per sacerdote
Religiosi 73 uomini, 245 donne
Diaconi 17 permanenti
Abitanti 350.102
Battezzati 345.361 (98,6% del totale)
Superficie 2.675 km² in Italia
Parrocchie 188
Erezione IV secolo
Cattedrale Santo Stefano
Concattedrali San Marco
Santi patroni Santo Stefano
Santi Martiri Concordiesi
Indirizzo C.P. 337, Via Revedole 1, 33170 Pordenone, Italia
Sito web www.diocesi.concordia-pordenone.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Concordia-Pordenone (in latino: Dioecesis Concordiensis-Portus Naonis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia e appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2006 contava 345.361 battezzati su 350.102 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Pellegrini.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la provincia di Pordenone (tranne parte dei comuni di Sacile, Caneva, Brugnera e Prata di Pordenone che rientrano nella diocesi di Vittorio Veneto, e parte del comune di Erto e Casso, che rientra nella diocesi di Belluno-Feltre) e la parte orientale della provincia di Venezia, compresa tra i fiumi Livenza e Tagliamento (ad eccezione di Caorle, che, già diocesi autonoma, ricade sotto la giurisdizione del patriarcato di Venezia) che ha sempre fatto capo alla città di Portogruaro (e quindi, in via riflessa, storicamente è sempre stata sotto la giurisdizione dell'antica città romana di Concordia Sagittaria). Fanno parte della diocesi anche 3 parrocchie in provincia di Treviso.

Sede vescovile è la città di Pordenone, dove si trova la concattedrale di San Marco. A Concordia Sagittaria si trova la cattedrale di Santo Stefano protomartire.

Il territorio è suddiviso in 188 parrocchie, raggruppate dal 2014 in 8 foranie.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi prende il nome dalla città romana di Iulia Concordia Sagittaria, che si ritiene fondata probabilmente nel 42 a.C., e che fu statio sulla via Annia tra Altino e Aquileia.

La diocesi fu eretta nel IV secolo; la cattedrale di Concordia venne consacrata dal vescovo aquileiese Cromazio tra il 388 e il 389 circa, con le reliquie dei santi Apostoli. Gli storici ritengono che probabilmente già in questa occasione era presente un vescovo concordiese.[1] Il primo vescovo certo è Chiarissimo, presente al sinodo di Grado del 579 e a quello di Marano del 590.

Subito dopo la consacrazione di Concordia prese il via l'evangelizzazione dell'agro concordiese compreso tra i fiumi Tagliamento e Livenza, più o meno corrispondente all'attuale provincia di Pordenone.

In seguito all'invasione dei Longobardi, accompagnata dalla distruzione di Concordia, il vescovo, con il clero e i fedeli, ripararono a Caorle, nei domini Bizantini, dove la diocesi sopravvisse per un periodo imprecisato.[2] All'epoca del vescovo Pietro, inizio del IX secolo, la sede episcopale era di certo ritornata a Concordia.[3]

In una bolla di papa Urbano III del 12 marzo 1186 al vescovo Gionata vengono elencati per la prima volta tutti i possedimenti e le proprietà sotto la giurisdizione dei vescovi concordiesi, tra cui quaranta pievi.

Nei secoli XIV e XV, a causa principalmente dell'azione dei fiumi Tagliamento e Livenza, l'area di Concordia subì una trasformazione morfologica consistente e prese l'avvio un impaludamento che sommerse alcune pievi e villaggi costieri. Per questo motivo, pur mantenendo nominalmente il titolo di sede vescovile, Concordia decadde rapidamente e i vescovi preferirono trasferire la loro residenza a Portogruaro o anche fuori diocesi (Venezia). Già nel 1425 papa Martino V dispose il trasferimento della sede a Portogruaro, ma il decreto dovette essere revocato dal successore Eugenio IV, su istanza del capitolo cattedrale e della comunità di Portogruaro. La traslazione ufficiale avvenne comunque in seguito con la bolla di papa Sisto V del 29 marzo 1586.

Nel 1701 il vescovo Pietro Valaresso istituì il seminario diocesano.

Da sempre suffraganea del patriarcato di Aquileia, quando questo fu soppresso nel 1753 Concordia passò alla metropolia dell'arcidiocesi di Udine, a cui restò unita fino al 1818, anno in cui fu assegnata come suffraganea al patriarcato di Venezia.

Negli ultimi due secoli sono avvenute una serie di modifiche territoriali volte ad eliminare le varie exclavi dell'arcidiocesi di Udine in territorio concordiese e a riordinare i confini orientali coincidenti con il mutevole corso del Tagliamento. Già nel 1794 a Concordia furono unite le sei parrocchie della soppressa abbazia territoriale di Sesto.[4] Il 1º maggio 1818 con la bolla De salute dominici gregis di papa Pio VII la giurisdizione di Concordia si estese sulle parrocchie ex udinesi di Castello d'Aviano, Erto, Cimolais, Claut, Corbolone, Sesto e Torrate, nonché su Saletto-Bando, località priva di una propria autonomia e inclusa nella giurisdizione di Morsano[5]; di contro, cedette alla vicina quattro filiali dell'antica pieve di San Giorgio della Richinvelda, ovvero Rivis, Turrida, Grions e Redenzicco. Un'ulteriore variazione avvenne il 13 novembre 1923 con l'inclusione di Meduna di Livenza e Carbona, sempre da Udine[6][7]. Le ultime acquisizioni, ancora da Udine, furono decise dalla Congregazione per i vescovi il 18 ottobre 1974 e riguardò San Paolo e Mussons (nel comune di Morsano al Tagliamento)[8][9].

In seguito alla promozione di Pordenone a città capoluogo di provincia (1968), avendo a tutti gli effetti questa città assunto il ruolo dominante nel territorio della Destra Tagliamento, con il decreto In dioecesi Concordiensi del 12 gennaio 1971 la Congregazione per i vescovi stabilì il nuovo titolo della diocesi in Concordia-Pordenone. Con il successivo decreto Novissimis hisce del 26 ottobre 1974 la stessa Congregazione ha disposto la traslazione della sede vescovile da Portogruaro a Pordenone elevando, al tempo stesso, il duomo di San Marco di Pordenone alla dignità di concattedrale.

Nell'aprile-maggio 1992 la diocesi ha accolto la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II. Si è trattata della prima visita di un Pontefice alla diocesi. In passato i papi Gregorio XII e Pio VI erano transitati per il territorio per recarsi l'uno al concilio di Cividale (1409), l'altro a Vienna (1782).

Il 17 febbraio la diocesi celebra la festa di un gruppo di martiri uccisi a Concordia durante la persecuzione di Diocleziano (304), le reliquie dei quali sono conservate in un'apposita cappella della cattedrale. Tradizionalmente i loro nomi sono Donato, Solone Secondiano, Romolo, Crisanto, Eutichio, Giusto, Cordio, Silvano, Neomedio, Lucilla, Policrazio, Ermogio e altri, in tutto settantadue. La tradizione narra che costoro furono arrestati mentre i fratelli vicentini Donato e Solone catechizzavano e battezzavano Neomedio e la figlia Lucilla. Imprigionati e torturati, furono infine tutti decapitati lungo il fiume Lèmene.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Concordia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anonimo † (fine IV-inizio V secolo)
  • Chiarissimo † (prima del 579 - dopo il 590)
  • Augusto † (menzionato nel 591)
  • Giovanni † (menzionato nel 604)
  • Pietro † (menzionato nell'802)
  • Anselmo † (menzionato nell'827)
  • Tomicario (o Toringario) † (menzionato nell'844)
  • Adelmano † (menzionato nel 901)
  • Alberico † (menzionato nel 963)
  • Bennone † (menzionato nel 996)
  • Majo † (prima del 1015 - dopo il 1027)
  • Rodberto † (menzionato nel 1031)
  • Giovanni † (menzionato nel 1042 circa)
  • Runno †
  • Diotwino (Diduino) † (menzionato nel 1063)
  • Regimpoto (Rempozio) † (menzionato nel 1089)
  • Riwino † (menzionato nel 1106)
  • Otto I † (prima del 1118 - dopo il 1121)
  • Artmanno † (menzionato nel 1136)
  • Gervico † (prima del 1139 - dopo il 1162)
  • Conone † (menzionato nel 1164)
  • Gerardo † (prima del 1177 - 1179 o 1180)
  • Gionata † (prima di aprile 1180 - 13 settembre 1187 deceduto)
  • Romolo † (circa 1188 - dopo il 1196 deceduto)
  • Volderico † (prima del 1203 - dopo il 1211)
  • Oddo † (1214 - 1216 deposto)
  • Almerico † (1216 - ?)
  • Federico dei conti di Prata † (prima del 1221 - 20 novembre 1250 deceduto)
  • Guglielmo da Cividale † (5 gennaio 1251 - ?)
  • Guarnerio † (12 giugno 1251 - circa 1252 deceduto)
    • Tiso † (25 ottobre 1252 - 1257 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Alberto da Collice † (26 luglio 1260 - 3 luglio 1268 deceduto)
  • Fulcherio di Zuccola, O.F.M. † (circa 1269 - 17 aprile 1293 deceduto)
  • Giacomo d'Ottonello † (27 aprile 1293 - 10 dicembre 1317 deceduto)
  • Anonimo † (circa 1319 - 18 gennaio 1320 deceduto)
  • Artico Frangipani † (28 settembre 1320 - 1331 deceduto)
  • Guido I, O.S.B.Cam. † (5 aprile 1331 - 23 marzo 1333 deceduto)
  • Umberto da Cesena † (21 aprile 1333 - 22 agosto 1334 deceduto)
  • Guido de Guisis † (16 settembre 1334 - 17 giugno 1347 deceduto)
  • Costantino di Savorgnano † (12 dicembre 1347 - 7 maggio 1348 deceduto)
  • Pietro da Clausello † (30 maggio 1348 - 25 ottobre 1360 deceduto)
  • Guido de Baisio † (15 febbraio 1361 - 10 ottobre 1380 nominato vescovo di Modena)
  • Ambrogio da Parma † (10 ottobre 1380 - 1389 nominato vescovo di Viterbo)
  • Agostino di Boemia, O.E.S.A. † (7 marzo 1389 - 22 maggio 1392 deceduto)
  • Antonio Panciera † (12 luglio 1392 - 27 febbraio 1402 nominato patriarca di Aquileia)
  • Antonio Da Ponte † (27 febbraio 1402 - 26 giugno 1409 nominato patriarca di Aquileia)
  • Enrico dei Signori di Strassoldo † (6 settembre 1409 - circa 1432 deceduto)
  • Daniele Scotto † (7 gennaio 1433 - 11 luglio 1443 deceduto)
  • Battista Legname † (19 luglio 1443 - 6 aprile 1455 deceduto)
  • Antonio Feletto † (2 maggio 1455 - 15 ottobre 1488 deceduto)
  • Leonello Chiericato † (22 ottobre 1488 - 19 agosto 1506 deceduto)
  • Francesco Argentino † (24 agosto 1506 - 23 agosto 1511 deceduto)
  • Giovanni Argentino † (10 settembre 1511 - 1533 deceduto)
  • Pietro Querini † (11 aprile 1537 - 1º dicembre 1584 deceduto)
  • Marino Querini † (13 maggio 1585 - agosto 1585 deceduto)
  • Matteo Sanudo I † (26 agosto 1585 - 1616 dimesso)
  • Matteo Sanudo II † (1616 succeduto[10] - 22 febbraio 1641 deceduto)
  • Benedetto Cappello † (21 ottobre 1641 - 22 agosto 1667 deceduto)
  • Bartolomeo Gradenigo † (14 novembre 1667 - 27 febbraio 1668 nominato vescovo di Treviso)
  • Agostino Premoli † (9 aprile 1668 - ottobre 1692 deceduto)
  • Paolo Valaresso, O.S.B. † (9 marzo 1693 - 23 novembre 1723 deceduto)
  • Giacomo Maria Erizzo, O.P. † (26 giugno 1724 - 26 novembre 1760 deceduto)
  • Alvise Maria Gabrieli † (6 aprile 1761 - 12 luglio 1779 nominato vescovo di Vicenza)
  • Giuseppe Maria Bressa, O.S.B. † (12 luglio 1779 - 13 gennaio 1817 deceduto)
    • Sede vacante (1817-1819)
  • Pietro Carlo Antonio Ciani † (27 settembre 1819 - 31 luglio 1825 deceduto)
  • Carlo Fontanini, C.M. † (9 aprile 1827 - 1º novembre 1848 deceduto)
  • Angelo Fusinato † (20 maggio 1850 - 28 luglio 1854 deceduto)
  • Andrea Casasola † (17 dicembre 1855 - 28 settembre 1863 nominato arcivescovo di Udine)
  • Nicolò Frangipane † (8 gennaio 1866 - 27 gennaio 1872 deceduto)
  • Pietro Cappellari † (6 maggio 1872 - 22 aprile 1881 dimesso)
  • Domenico Pio Rossi, O.P. † (13 maggio 1881 - 29 ottobre 1892 deceduto)
  • Pietro Zamburlini † (16 gennaio 1893 - 22 giugno 1896 nominato arcivescovo di Udine)
  • Francesco Isola † (22 giugno 1896 - 14 febbraio 1919 nominato vescovo titolare di Adrianopoli di Onoriade)
  • Luigi Paulini † (10 marzo 1919 - 1945 deceduto)
  • Vittorio D'Alessi † (10 ottobre 1945 - 9 maggio 1949 deceduto)
  • Vittorio De Zanche † (23 settembre 1949 - 12 gennaio 1971 nominato vescovo di Concordia-Pordenone)

Vescovi di Concordia-Pordenone[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 350.102 persone contava 345.361 battezzati, corrispondenti al 98,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 316.820 316.858 100,0 309 292 17 1.025 10 49 174
1970 301.188 ,0 408 348 60 0 109 756 192
1980 320.000 321.035 99,7 375 316 59 853 91 603 204
1990 332.791 334.129 99,6 351 294 57 948 2 71 422 188
1999 337.204 339.322 99,4 344 283 61 980 15 73 307 188
2000 337.604 339.880 99,3 338 273 65 998 16 87 292 188
2001 338.528 341.093 99,2 344 275 69 984 17 95 268 188
2002 339.422 342.340 99,1 335 268 67 1.013 16 104 282 188
2003 339.118 342.711 99,0 343 276 67 988 16 92 261 188
2004 341.687 346.177 98,7 333 270 63 1.026 16 74 254 188
2006 345.361 350.102 98,6 321 265 56 1.075 17 73 245 188

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pio Paschini, op. cit.
  2. ^ Secondo Giovanni Diacono, questa traslazione sarebbe avvenuta all'epoca di papa Adeodato (615-618). Cfr. Giorgio Arnosti, Lo scisma tricapitolino e l'origine della diocesi di Ceneda, in Il Flaminio, 11 (1998), p. 93.
  3. ^ Kehr, op. cit., p. 72.
  4. ^ Cappelletti, op. cit., p. 469.
  5. ^ Filiberto Agostini, Istituzioni ecclesiastiche e potere politico in area veneta (1754-1866), Milano, Marsilio, 2002, p. 25.
  6. ^ Parrocchia di Meduna di Livenza - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  7. ^ Parrocchia di Gleris-Carbona - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  8. ^ Parrocchia di Mussons - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  9. ^ Pier Carlo Begotti, Le istituzioni ecclesiastiche del Friuli Occidentale lungo la storia. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  10. ^ Il 2 dicembre 1615 era stato nominato vescovo titolare di Joppe e coadiutore di Concordia.
  11. ^ Il 20 luglio 1970 era stato nominato vescovo titolare di Nasbinca e coadiutore di Concordia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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