Sacile

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Sacile
comune
Sacile – Stemma
Sacile – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Sindaco Roberto Ceraolo (PdL-Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 12°30′00″E / 45.966667°N 12.5°E45.966667; 12.5 (Sacile)Coordinate: 45°58′00″N 12°30′00″E / 45.966667°N 12.5°E45.966667; 12.5 (Sacile)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 32,62 km²
Abitanti 20 408[1] (30-06-2012)
Densità 625,63 ab./km²
Frazioni Casut, Cavolano, Cornadella, Ronche, San Giovanni del Tempio, San Giovanni di Livenza, San Liberale, San Michele, San Odorico, Schiavoi, Topaligo, Villorba, Vistorta
Comuni confinanti Brugnera, Caneva, Cordignano (TV), Fontanafredda, Gaiarine (TV)
Altre informazioni
Cod. postale 33077
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093037
Cod. catastale H657
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 461 GG[2]
Nome abitanti sacilesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sacile
Posizione del comune di Sacile nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Sacile nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Sacile (Sazhil in veneto, IPA: /sa'θil/, Sacil nella variante veneta liventina di Sacile, IPA: /sa'cil/) è un comune italiano di 20.408[1] abitanti della provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sacile è la seconda città della provincia e la sesta della regione per numero di abitanti. Il caratteristico centro storico sorge su due isole sul fiume Livenza lungo le cui sponde si affacciano numerosi palazzi nobiliari del periodo veneziano; è soprannominata anche Giardino della Serenissima e Porta del Friuli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In epoca romana il territorio di Sacile rientrava nella giurisdizione del municipio di Oderzo, ma non è provata l'esistenza di un vero centro abitato. Dopo la distruzione di Oderzo da parte dei Longobardi di re Grimoaldo (667), la zona assunse importanza strategica in quanto localizzata nel punto in cui la strada che collegava Pavia (capitale del regno longobardo) a Cividale superava il Livenza tramite un ponte; in aggiunta, il fiume era divenuto un confine naturale tra i neoistituiti ducati di Ceneda e del Friuli.

Il primo riferimento alla zona di Sacile è contenuto nell'Historia Langobardorum di Paolo Diacono, dove è ricordato uno scontro tra i friulani fedeli a re Cuniperto e le truppe del ribelle Alachis avvenuto sul finire del VII secolo presso il ponte, posto nella selva di Capulanus (Cavolano). Si può supporre - con qualche riserva - che ancora Sacile non esistesse.

Alla luce di ciò, si ipotizza che Sacile sia stata fondata nell'VIII secolo come avamposto militare collocato presso un'isola artificiale (un "sacco", da cui il toponimo) ottenuta grazie all'escavo di una diversione del Livenza. Mantenne a lungo una condizione di centro di confine, stretto tra le giurisdizioni del castello di Cavolano, a sud, e del castello di Caneva, a nord e, dal punto di vista ecclesiastico, tra le diocesi di Ceneda e di Concordia[3].

Il fortilizio doveva essere ancora in piena attività nel X secolo, quando avrebbe sostenuto l'invasione degli Ungari, tuttavia con il tempo cominciò ad affiancare alle funzioni militari quelle di centro industriale e commerciale. Grazie alla presenza del Livenza che forniva l'energia meccanica necessaria, il borgo poté arricchirsi di impianti per la lavorazione dei metalli e la molitura. Lo stesso fiume, grazie ad alcune opere idrauliche, venne reso navigabile fino al mare, aprendolo ai traffici.

Discorso diverso per i mercati i quali, per questioni soprattutto igieniche, non potevano tenersi all'interno della città. La zona extramuraria, come si è visto, ricadeva però sotto altre giurisdizioni e i Sacilesi dovettero quindi faticare non poco per ottenere concessioni dai vicini, che talvolta si risolvevano in violenti liti.

A partire dall'XI secolo la città poté godere di ulteriori vantaggi in concomitanza con la formazione dello Stato patriarcale. I principi-vescovi, infatti, scelsero Sacile per trascorrervi lunghi soggiorni durante i quali emetteva sentenze, incontrava ambasciatori, organizzava feste. Nel 1190 l'abitato ottenne le libertà comunali, ovvero la concessione dell'autonomia amministrativa mediante la stesura di propri statuti. In età medievale, dunque, Sacile rappresentava un centro aperto e dinamico, decisamente opposto alle ristrette realtà dei feudi confinanti[4].

Nel 1420 Sacile, come il resto del Friuli, venne annessa alla Repubblica di Venezia; durante il periodo veneziano ci fu un grande sviluppo grazie ai commerci, soprattutto fluviali e molte famiglie nobili eressero i loro palazzi lungo il fiume e i suoi canali. Nel 1797, alla caduta della Serenissima, Sacile perse il potere sui territori dei paesi vicini ed entrò in una crisi economica.

Il 3 aprile 1809, a Camolli nei pressi di Sacile ci fu una battaglia tra le truppe austriache e quelle francesi ed italiane che furono sconfitte e furono costrette a ritirarsi.

Nel 1816 con la Restaurazione Sacile entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto; nel 1855 arrivò la ferrovia Venezia-Udine che contribuì a rilanciare l'economia.

Con l' annessione al Regno d'Italia nel 1866 sorsero anche le prime attività industriali. Il terremoto del 18 ottobre 1936 provocò gravi danni agli edifici, danneggiando anche l'antica cinta muraria.

Logistica militare[modifica | modifica sorgente]

Nello scacchiere geopolitico del Friuli, Sacile è stata considerata dalla Forze armate italiane una località strategica dal punto di vista militare, dotata di una autonoma stazione sulla importante linea ferroviaria Venezia-Udine. Il distretto militare di Sacile fu istituito nel 1907 ed ebbe importanza durante la prima guerra mondiale (esiste una cartolina con le "nuove caserme" spedita nel 1916) e fino agli anni 1960.

Una prima caserma fu eretta sui resti di un antico convento acquistato dal Comune e ospitò un reparto di bersaglieri e un distaccamento del terzo cavalleggieri "Savoia". Dopo il primo conflitto la caserma fu intitolata allo scrittore triestino e volontario irredentista Scipio Slataper. Da allora la caserma ha ospitato sempre importanti reparti militari di fanteria. Dal 1949 al 1976 è stata sede del 182º Reggimento Fanteria Corazzata Garibaldi. Attualmente ospita il "7º Reggimento Trasmissioni".

A causa dell'importanza logistica di Sacile fu ripetutamente bombardata sia durante la prima che nella seconda guerra mondiale.

Il celebre show-man Rosario Fiorello vi ha svolto il servizio di leva negli anni ' 80

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Sacile è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del centro storico
  • Duomo di San Nicolò, costruito da Beltrame e Vittorino da Como tra il 1474 e il 1496 in stile rinascimentale, anche se si possono notare delle reminiscenze dell'arte gotica, come ad esempio negli archi; è stato restaurato nelle forme originarie dopo il terremoto del 1976.
  • Chiesa della Madonna della Pietà, (XVII secolo) questa piccola chiesa a pianta esagonale si affaccia sul Livenza, al suo interno si trova una statua appunto raffigurante la Pietà in arenaria.
  • Chiesa di San Gregorio (XVI secolo), ora sconsacrata ed adibita a mostre e concerti, era la chiesa del vecchio ospedale di origine medievale
  • Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia (XV secolo) fu abitato e ampliato dalla famiglia veneziana Ragazzoni, signori del feudo di S.Odorico. Al suo interno si trova un ciclo di affreschi di Francesco Montemezzano raffiguranti la storia della famiglia.
  • Piazza del Popolo, di forma irregolare con palazzi porticati in stile veneto.
  • Torrioni di Prà Castelvecchio e largo Salvadorini, resti delle fortificazioni trecentesche
  • Palazzo Bellavitis, Via XXV Aprile civico nº2 .Palazzo di campagna risalente a 1600 con pavimenti a terrazzo veneziano, bel cortile interno con pozzo ed un bellissimo oleandro di oltre 50 anni a fiori bianchi. A metà scalinata centrale due affreschi, posti uno di fronte all'altro con gli stemmi delle famiglia Conti Bellavitis e Frangipane, sovrastano rari dipinti di giardini all'Italiana.
  • Oratorio di San Giuseppe in piazzetta 4 novembre. piccolo gioiello di chiesetta risalente al Seicento. all'interno lapide di sepoltura di Bellavite risalente attorno al 1680. tuttora proprietà privata, aperta al culto nei mesi di maggio e ottobre e il 19 marzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.372, ovvero l'11,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Albania Albania, 687
  2. Romania Romania, 393
  3. Ucraina Ucraina, 170
  4. Marocco Marocco, 149
  5. Ghana Ghana, 109
  6. Macedonia Macedonia, 105
  7. Moldavia Moldavia, 87
  8. Senegal Senegal, 86
  9. Cina Cina, 75
  10. Kosovo Kosovo, 54

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Sacile[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Dal 1274, ogni prima domenica dopo Ferragosto a Sacile si tiene la Sagra dei Osei, fiera-mercato di uccelli e animali da cortile. Particolare è la gara di chioccolo in cui i concorrenti imitano il canto degli uccelli. La manifestazione si svolge anche in forma ridotta a primavera.

Fotomercato. Una manifestazione che ha avuto origine negli anni novanta è una mostra-scambio di materiale, libri e accessori di fotografia - si tiene la terza domenica di aprile, la terza di settembre e la terza domenica di dicembre. Da alcuni anni la manifestazione è diventata itinerante e agli appuntamenti di sacile, si sono aggiunti quello di Padova in Fiera con Tuttinfiera (di solito nel ponte del primo novembre), quello di Pordenone in Fiera con Radioamatore2 la terza domenica di novembre, quello di Colorno (PR) con ColornoPhotoLife e ultimamente Albisola Superiore (SV) con AlbisolaPhotoForum e Roma con PhotographersDay presso Visiva la città dell'Immagine.

Da alcuni anni sono state trasferite a Sacile, a causa della ricostruzione del teatro in cui erano ospitate a Pordenone, le Giornate del Cinema Muto: attualmente esse si tengono in entrambe le città.

Nel mese di dicembre, in tutto il centro storico, viene allestito un mercatino con delle casette di legno, ornate da luci e addobbi natalizi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale società calcistica di Sacile è la Società Sportiva Sacilese Calcio ed è affiliata al Vicenza Calcio[8].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Per questo la pieve di San Lorenzo, fondata dal conte Enrico del Friuli, non dipendeva né dalla diocesi di Ceneda, né da quella di Concordia, ma era direttamente sottoposta al patriarcato di Aquileia (situazione che si mantenne intatta sino al 1926!).
  4. ^ Comune di Sacile - Storia di Sacile.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 23 ottobre 2012.
  7. ^ [1] Fonte: Articolo su una testata online locale.
  8. ^ Progetto "Vicenza Academy", Vicenza Calcio. URL consultato il 27 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sacile, ed. Le Tre Venezie, maggio 1997

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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