Grande coalizione

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Il Governo Letta, gabinetto di grande coalizione formato nell'aprile 2013 a seguito dello stallo politico determinatosi con le elezioni politiche del febbraio 2013.

Una grande coalizione (dal tedesco Große Koalition), in Italia nota anche col nome di governo di larghe intese, è un governo di coalizione che si sviluppa in un sistema parlamentare multi-partitico in cui i due maggiori partiti politici si uniscono per costituire una coalizione.

Il termine è comunemente utilizzato nelle nazioni in cui vi sono due partiti predominanti con differenti orientamenti ideologici, più altri partiti minori che sono in grado di assicurarsi una rappresentanza in Parlamento. I due grandi partiti cercano di ottenere abbastanza seggi da poter formare un governo di maggioranza, e se tale proposito non si verifica, ognuno dei due grandi partiti cerca di entrare in coalizione con partiti minori che hanno un simile orientamento ideologico. Dato che i due partiti maggiori tendono ad avere diverse idee sui principali argomenti politici e si considerano rivali o addirittura nemici, troveranno più difficile l'unirsi per accordarsi su una direzione comune per un governo da essi costituito, rispetto al caso in cui il governo sia formato con partiti minori: questo è il motivo per cui le grandi coalizioni sono rare.

Cause di una grande coalizione[modifica | modifica wikitesto]

Occasionalmente, può verificarsi la circostanza in cui i partiti che normalmente sono oppositori, possono reputare conveniente formare un governo insieme; uno di questi motivi può essere una crisi nazionale come una guerra o una depressione economica, in cui la popolazione sente la necessità di unità nazionale e di stabilità che vada oltre le differenze ideologiche ordinarie. Questo è particolarmente vero ove vi sia un ampio accordo sulla miglior politica che consenta di uscire dalla crisi. In questo caso, può essere formata una grande coalizione anche quando un partito avrebbe abbastanza seggi da poter governare da solo.

Un esempio di ciò è il governo di unità nazionale del Regno Unito durante la prima guerra mondiale e prima e durante la seconda guerra mondiale. Un'altra possibilità è il fatto che i maggiori partiti potrebbero scoprire di avere più in comune fattori ideologici tra loro piuttosto che con altri partiti minori, oppure la frammentazione dei partiti più piccoli è talmente grande da rendere instabile qualsiasi altra coalizione. Tra questi esempi vi è l'Austria, in cui i principali partiti della sinistra e della destra hanno spesso formato grandi coalizioni per far rimanere i partiti di estrema sinistra o destra fuori dal governo (un esempio di cordon sanitaire), o Israele, dove in alcuni parlamenti la frammentazione e l'intransigenza di alcuni dei partiti minori ha reso più semplice l'unione tra i grandi partiti.

Questa opzione è spesso scelta per necessità politica, per impedire elezioni anticipate. In alcune nazioni, la presenza di grandi coalizioni persistenti frustra spesso gli elettori ed i partiti più piccoli, che sentono di non avere nessuna rappresentanza reale nel governo: in queste nazioni è quindi più probabile il voto di protesta.

Grande coalizione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo governo definibile di grande coalizione è quello guidato da Enrico Letta, nonostante il Governo Ciampi abbia presentato alcune delle caratteristiche ascrivibili a tale forma. Diversamente, il Governo Monti è stato definito tecnico, essendo i suoi membri tutti indipendenti[senza fonte]. La formazione del Governo Letta è stata incoraggiata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in seguito al fallimento del tentativo di Pier Luigi Bersani di formare un governo. La grande coalizione italiana del Governo Letta era composta da:

Precedentemente ne facevano parte anche:

In seguito alle dimissioni del Governo Letta, è stato formato il Governo Renzi, un nuovo esecutivo di grande coalizione guidato da Matteo Renzi, composto da:

Grande coalizione in Germania[modifica | modifica wikitesto]

A livello nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nella politica della Germania post-bellica, a livello nazionale si sono formate tre grandi coalizioni (Große Koalition). La Germania ha sempre storicamente teso a favorire le coalizioni tra partiti che presentino un'ideologia simile, come SPD-FDP, SPD-Verdi o CDU/CSU-FDP. Si forma una grande coalizione solo se una di queste unioni naturali si rompe, o se l'estrema sinistra o destra si assicurano una rappresentanza significativa al Bundestag tale da non permettere di formare un governo stabile alle forze moderate.

Nel 1966 fu formato un governo composto dal Partito Socialdemocratico Tedesco e dall'Unione Cristiano Democratica, i due principali partiti politici della Repubblica Federale Tedesca. La grande coalizione fu costituita il 1 dicembre 1966 in seguito alla crisi tra CDU/CSU e FDP riguardo all'innalzamento delle tasse. I ministri del FDP si dimisero e fu pertanto formato un nuovo governo, composto anche dal SPD, con cancelliere Kurt Georg Kiesinger della CDU. La coalizione durò fino al 1969; questo periodo fu segnato dalle proteste studentesche in tutta la Germania, originate dall'approvazione delle Leggi di Emergenza del 1968.

Dopo il risultato delle elezioni federali del 2005, nessuna delle coalizioni tradizionali riuscì a formare un governo di maggioranza. Esisteva, nel centro-sinistra, una coalizione ideologicamente coerente formata dal SPD, dai Verdi e dal Partito della Sinistra; il desiderio di escludere la Linke dal governo portò però i leader di SPD e CDU/CSU ad accordarsi per formare un governo di grande coalizione diretto da Angela Merkel della CDU, con un numero di ministeri assegnato in modo equo ai due partiti. L'11 novembre 2005 fu presentato al pubblico il testo dell'accordo. Il cancelliere fu eletto il 22 novembre 2005, giorno in cui entrò in carica il governo di grande coalizione. Il governo terminò con le elezioni federali del 2009, che posero fine alla grande coalizione a favore di un governo di centro-destra (sempre in coalizione), costituito da CDU e Partito Liberale Democratico (FDP).

Dopo le elezioni federali del 2013 il primo partito CDU/CSU raggiunse il 41,5% e 311 dei 631 seggi. Tra gli altri tre partiti che hanno superato il quorum dei 5% solo la SPD (il secondo partito con 25,7% e 193 deputati) e verdi (Alleanza '90 - I Verdi) sono stati invitati al colloquio. Dopo lunghe trattative e un voto favorevole degli associati della SPD il patto tra CDU/CSU e SPD è stato firmato il 14 dicembre 2013 [1]. La parola GroKo (abbreviazione die große Koalition) è parola dell'anno 2013 in Germania.

A livello regionale[modifica | modifica wikitesto]

Sono più comuni le grandi coalizioni a livello dei Land della Germania. Nel novembre 2007, Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Schleswig-Holstein erano governati da grandi coalizioni formate da CDU e SPD.

Altri esempi di grandi coalizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • In Canada, il Partito Unionista del Canada, una coalizione nata in tempo di guerra tra liberali e conservatori dal 1917 al 1920.
  • Contemporaneamente a quanto avveniva in Italia alla nascita del Governo "tecnico" presieduto da Monti, in Grecia dopo la caduta del premier socialista George Papandreou i due maggiori partiti del Paese il partito socialista di centrosinistra PASOK, partito principale della precedente maggioranza del Governo socialista Papandreou (e con essi i loro storici alleati del piccolo partito della Sinistra Democratica di DIMAR) e il partito conservatore di centrodestra allora all'opposizione Nuova Democrazia si misero d'accordo per formare un Governo di "Unità Nazionale", che fosse appoggiato e rappresentativo dalle maggiori forze politiche del Paese in Parlamento per affrontare la grave crisi economica, presieduto da un premier "tecnico": l'ex Vicepresidente della BCE Lucas Papademos (a differenza del Governo Monti, il Governo Papademos a parte il premier tecnico ha al suo interno politici ed esponenti dei partiti e tecnici di area più marcata rispetto alla composizione dell'Esecutivo del Professore italiano, nel quale, a parte pochi casi, sono tutti tecnici "indipendenti" e non ci sono pertanto rappresentanti parlamentari in rapporto al peso politico; inoltre il Governo Papademos ricalca molto l'uscente Governo Papandreu con conferme nei ruoli più importanti di ex Ministri ed ex sottosegretari che risente dei rapporti di forza parlamentari delle elezioni del 2009 vinte dai socialisti ma che rappresenta anche a ruoli di rilievo esponenti della ex opposizione). Nel 2012, dopo pressioni di ND di andare al voto al più presto e mettere fine al Governo Papademos, le elezioni non producono alcuna maggioranza richiedendo una seconda tornata nello stesso anno. Il 20 giugno il leader del partito di centrodestra Nuova Democrazia Antonis Samaras, il cui partito era stato il più votato ma senza maggioranza, è nominato dal Presidente della Repubblica Ellenica Karolos Papoulias nuovo Premier essendo costretto però ad una "Grande Coalizione" con il principale partito di opposizione del centrosinistra il PASOK e con i suoi alleati di DIMAR (il secondo più grande partito del Paese l'estremo sinistra SYRIZA che si oppone all'austerity rifiuta di entrare in maggioranza) che vede inizialmente appoggiare il Governo di centrodestra con esponenti di ND all'esterno senza però prendervi parte. In estate con l'uscita di DIMAR dalla maggioranza e il passaggio all'opposizione il Governo sarà formato da esponenti politici di ND e PASOK che dopo l'uscita degli alleati di sinistra assume un ruolo centrale di rappresentanza all'interno del Governo (rispetto al peso politico 12% e parlamentare 33 deputati) con la nomina del suo Presidente Evangelos Venizelos come Vicepremier e Ministro degli Esteri e di altri esponenti del partito a Ministeri di peso.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.corriere.it/esteri/13_dicembre_14/germania-l-spd-dice-si-grosse-koalition-0221336c-64d0-11e3-bf08-7326d8b40f20.shtml

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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