Trasversalismo

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Il trasversalismo o sincretismo politico è una concezione politica sistematizzata come un insieme di posizione politiche, ideologiche e partititiche che uniscono aspetti delle politiche di sinistra con quelle di destra. Per quanto ambedue le posizioni vengono comunemente rappresentate come opposte, può verificarsi che un particolare individuo - o un insieme di questi - possano accettare dei punti di vista di sinistra da una parte e altrettanti di destra dall'altra. In Francia, dove i termini stessi hanno avuto origine, la "Sinistra" è sempre stato definito il "partito dei movimenti" mentre la "Destra" il "partito dell'ordine".[1][2][3][4] Una posizione intermedia tra entrambe le parti è il centrismo e la persona che appoggia questa posizione politica è un moderato. Il trasversalismo non è necessariamente collegato ad esso, in quanto non si occupa da fare da mediatore neutrale per trovare dei compromessi da entrambe le parti, bensì prende diversi aspetti di entrambe le posizioni e li concilia in un'unica ideologia.[5][6]

Principali ideologie politiche trasversali[modifica | modifica wikitesto]

Conservatorismo sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il conservatorismo sociale è un'ideologia politica la cui posizione si è sempre collocata a centro pur non considerandosi come del tutto moderata. Questa filosofia politica difende i principi conservatori tipici della destra unendoli a quelli della giustizia sociale e dell'egualitarismo economico, tanto da essere spesso una tendenza appoggiata sia da partiti collocati a centro-sinistra come altrettanti a centro-destra. Spesso buona parte dei conservatori sociali sono assimilati ai cristiano-sociali e ai cristiano-democratici, sebbene nel conservatorismo diverse personalità non siano necessariamente cristiane, ma basano i propri principi appoggiandosi sui valori della religione predominante nel proprio paese per difendere la tradizione sociale, etica e morale della propria nazione, opponendosi strenuamente a matrimoni omosessuali, aborto, eutanasia e antiproibizionismo. In termini di politica economica sono rigorosamente statalisti e dirigisti, al punto da appoggiare anche idee keynesiane.

Eco-fascismo[modifica | modifica wikitesto]

L'eco-fascismo o ecologismo identitario è una filosofia politica che unisce il fascismo all'ecologismo.[7] Anticapitalisti e anticomunisti,[7] diversi sostenitori di questa ideologia sono favorevoli a una decrescita economica, un rapporto più stretto con la natura[7][8] - sostenendo talvolta anche posizioni animaliste[7] - oltre a dare un maggiore impulso a un'economia basata più sull'artigianato che sull'industria e la tecnologia,[8] pur restando ancorati al corporativismo. Gli eco-fascisti sono inoltre sostenitori del bioregionalismo.[7]

Nazional-bolscevismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Nazional-bolscevismo (o Bolscevismo Nazionale) è una ideologia politica sincretica fra il bolscevismo ed il nazionalismo, con forti accentuazioni geopolitiche. È accompagnato da una visione complessiva, che ne accentua il realismo e quindi concepisce la politica all'interno del "continente" Eurasia comprendente l'intera Europa, la Russia, e parte dell'Asia. Il nazional-bolscevismo è programmaticamente nazionalrivoluzionario, tradizionalista, antiamericano, anticapitalista nell'ambito della Terza via fascista; concilia le concezioni rivoluzionarie materialiste e spirituali. Le figure di riferimento sono prese dai rivoluzionari politici del novecento, dai teorici comunisti e socialisti, a molti teorici nazional rivoluzionari come Niekisch e Sorel. I riferimenti idealisti trovano ispirazione in Hegel, Julius Evola e altri filosofi, mentre economicamente i nazional-bolscevichi appoggiano una commistione tra le riforme economiche del comunismo e varie teorie sindacaliste di natura socializzatrice e antifiscale, ma sempre mettendo l'accento sulla spiritualità dell'azione.

Nazionalismo di sinistra[modifica | modifica wikitesto]

La sfera del nazionalismo di sinistra (o sinistra nazionale) rappresenta la posizione dei movimenti e partiti politici che si fanno promotori di una forma di nazionalismo coniugato con il posizionamento a sinistra nello spettro politico. Valori di base sono quindi quelli dell'uguaglianza sociale, del principio di sovranità popolare, e dell'autodeterminazione dei popoli.[9]

Le sue origini si basano nel giacobinismo della Rivoluzione francese.[9]

Il nazionalismo di sinistra differisce dal nazionalismo di destra in quanto non sostiene posizioni clericali o avverse nei confronti dell'immigrazione, e rifiuta il nazionalismo razzista e fascista (va detto che ciò non è sempre vero, esistendo infatti alcuni movimenti di sinistra nazionalista che comprendono tra le loro idee l'intolleranza e il pregiudizio razziale, come ad esempio l'Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico di Robert Mugabe).[10]

I movimenti di sinistra nazionalista sono generalmente legati all'idea di anti-imperialismo[10][11] (spesso spinto a antisionismo, antiamericanismo, e antiglobalizzazione), e la maggior parte di loro si colloca all'interno del socialismo (spaziando dalla socialdemocrazia al comunismo), anche se ciò non è vero per tutti, come ad esempio il Congresso Nazionale Indiano che è considerato parte del liberalismo sociale.

Populismo di destra[modifica | modifica wikitesto]

Il populismo di destra (dall'inglese right-wing populism) è un'ideologia politica che combina populismo e anti-elitarismo con un posizionamento sulla destra dello scacchiere politico (posizione che può variare dal centrodestra all'estrema destra).

Mescola una tendenza al laissez-faire e al liberismo ("meno tasse") con alcuni elementi della Nuova Destra, il rifiuto dell'uguaglianza sociale e dell'egualitarismo (e quindi di progetti politici finalizzati al suo raggiungimento), la critica del multiculturalismo e il contrasto all'immigrazione (sfociando a volte in xenofobia e razzismo).[12] La tendenza populista è testimoniata dall'uso strumentale dei sentimenti popolari, dai richiami all'antipolitica (che diventa lo strumento principale di coinvolgimento del popolo e quindi di acquisizione del consenso), e dagli appelli all'uomo comune in contrasto con le istituzioni, con le élite, e con l'establishment.[12][13]

Altre caratteristiche spesso presenti nei partiti della destra populista sono una leadership carismatica, la demonizzazione degli avversari politici, la ricerca di un capro espiatorio (spesso identificato nello "straniero"), il cospirazionismo, e il produzionismo.[14] I partiti europei condividono inoltre un diffuso euroscetticismo.

Pur essendo caratterizzato dalle tendenze sopra esposte, il populismo di destra non è in realtà un monolite unico, e anzi si registrano alcune differenze tra i vari movimenti, dovute alla diversa storia e cultura politica che li hanno generati;[13] mentre alcuni di questi partiti nascono da movimenti neofascisti o comunque di estrema destra, altri sono sorti invece grazie a scissioni da partiti conservatori o liberali.[15]

Socialismo nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il socialismo nazionale è un'ideologia politica nata in Italia alla vigilia della prima guerra mondiale, diffondendosi anche in Europa durante il ventesimo secolo, per poi venire assorbita in Italia dal fascismo delle origini e soprattutto dalla RSI. Nel dopoguerra, è stato presente all'interno della galassia del neofascismo.

L'ideologia si proponeva di coniugare socialismo e nazionalismo, con una posizione definita "nazional-rivoluzionaria" in contrapposizione sia al capitalismo nella politica economica, sia all'internazionalismo marxista (definito “nemico delle patrie e dei più elementari valori nazionali"). Così diversi elementi del nazionalismo sociale di Enrico Corradini, del sindacalismo rivoluzionario del francese Georges Sorel e del socialismo patriottico di Carlo Pisacane si uniscono tra di loro. Questa posizione venne poi assorbita dal fascismo, con riferimenti nella Carta del Lavoro, nel sindacalismo fascista, e nella legislazione sociale, mentre nella "Repubblica Sociale Italiana" mantenne le radici legate agli aspetti rivoluzionari e anticapitalisti, nell'ambito della ricerca di una "terza alternativa" economica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Knapp & Wright, p. 10
  2. ^ Adam Garfinkle, Telltale Hearts: The Origins and Impact of the Vietnam Antiwar Movement (1997). Palgrave Macmillan: p. 303.
  3. ^ "Left (adjective)" and "Left (noun)" (2011), Merriam-Webster Dictionary.
  4. ^ Roger Broad, Labour's European Dilemmas: From Bevin to Blair (2001). Palgrave Macmillan: p. xxvi.
  5. ^ Mario Isnenghi, L'Italia del fascio, Giunti
  6. ^ http://www.villagevoice.com/2002-05-14/news/the-politics-of-pim/ Richard Goldstein, The politics of Pim
  7. ^ a b c d e Riscossa Cristiana
  8. ^ a b An alternative to the new wave of ecofascism | Micah White | Comment is free | theguardian.com
  9. ^ a b Anne Sa'adah, Contemporary France: a democratic education, Lanham, Rowman Littlefield & Publishers, 2003.
  10. ^ a b Angel Smith e Stefan Berger, Nationalism, labour and ethnicity 1870-1939, Manchester e New York, Manchester University Press, 1999.
  11. ^ Gerard Delanty e Krishan Kumar, The SAGE handbook of nations and nationalism, Thousand Oaks, SAGE Publications, 2006.
  12. ^ a b Betz, op. cit., p. 4
  13. ^ a b Gentile, op. cit., p. 9
  14. ^ (EN) Chip Berlet, Matthew Lyons, What is Right-Wing Populism?. URL consultato l'11 giugno 2012.
  15. ^ Meindert Fennema, Populis Parties of the Right, 2005. in Rydgren, op. cit., p. 1