Nuova Democrazia

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Nuova Democrazia
(EL) Νέα Δημοκρατία ()
Nea Dimokratia (ND)
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Leader Antonis Samaras
Stato Grecia Grecia
Fondazione 4 ottobre 1974
Sede 340 Via Syggrou,
Kallithea, Atene
Ideologia Conservatorismo,
Conservatorismo liberale,[1]
Cristianesimo democratico[1]
Collocazione Centro-destra
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Unione Democratica Internazionale,
Internazionale Democratica Centrista
Seggi Parlamento Ellenico
128 / 300
 (2012-2)
Seggi Parlamento Europeo
8 / 22
 (2009)
Seggi Periferie della Grecia
261 / 725
Sito web nd.gr

Nuova Democrazia (in greco Νέα Δημοκρατία, Nea Dimokratia, ) è un partito politico greco di centrodestra d'ispirazione conservatrice.[1]

Il partito è stato fondato da Konstantinos Karamanlis nel 1974.

A livello internazionale il partito aderisce all'Internazionale Democratica Centrista[2] e all'Unione Democratica Internazionale;[3] a livello europeo aderisce al Partito Popolare Europeo[4] e i suoi europarlamentari risiedono nel Gruppo del Partito Popolare Europeo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

ND è stato fondato nel 1974 da Costantino Karamanlis, già primo ministro dal 1955 al 1963. ND vinse le prime elezioni del dopo dittatura, grazie ad una campagna improntata alla stabilità e ad evitare il rischio del ritorno della dittatura. ND venne immaginato da Karamanlis come un partito di destra liberale, ma disponibile ad un intervento dello Stato per assicurare politiche di giustizia sociale.

Alle elezioni del 1977, con il 41% dei voti, ND si riconfermò, anche se di poco, primo partito. I governi di Karamanlis si caratterizzarono per l'avvicinamento alla NATO, il tentativo di risolvere l'occupazione turca di Cipro Nord e per l'ingresso nella CEE. Nel 1980, Karamanlis si ritirò. Il suo successore, George Rallis, fu sconfitto alle successive elezioni dal PASOK guidato da Andreas Papandreou.

La Grecia entrò nella Comunità Europea nel 1981, ma Karamanlis fu criticato dall'opposizione, contraria all'ingresso nella CEE, per non aver indetto un referendum. Alle elezioni europee del 17 giugno 1984 ND fu nuovamente sconfitta ottenendo soltanto 9 dei 24 seggi assegnati alla Grecia nel Parlamento Europeo.

ND tornò al potere in coalizione con un partito tradizionalmente di sinistra (Synaspismos), all'interno del quale c'era il Partito Comunista) nel 1989, il primo Ministro era Tzanis Tzannetakis. Quindi, partecipò al Governo di grande coalizione di Xenophon Zolotas dal novembre del 1989 all'Aprile del 1990. Infine, andò al governo con Constantino Mitsotakis.

Campagna elettorale del partito, per le elezioni europee del 2009

Alle elezioni del 1993 e del 1996, ND non raggiunse neanche il 40% dei consensi. A quelle del 2000 ND ottenne il 42,7% tallonando, così, il PASOK, che nonostante appena l'1% dei voti in più, conquistò ben 23 seggi in più. Dal 2003, comunque, ND è stato avanti nei sondaggi rispetto al PASOK. Nel gennaio 2004 Costas Simitis si dimise e indisse le elezioni per il 7 marzo nelle quali Costas Karamanlis affrontò George Papandreu, nuovo leader del PASOK. Karamanlis vinse divenendo il primo capo del Governo di centro-destra dopo 11 anni.

Rappresentazione dei risultati delle elezioni greche del maggio 2012

██ Nuova Democrazia: 108 seggi

██ Coalizione della Sinistra Radicale: 52 seggi

██ Movimento Socialista Panellenico: 41 seggi

██ Greci Indipendenti: 33 seggi

██ Partito Comunista Greco: 26 seggi

██ Alba Dorata: 21 seggi

██ Sinistra democratica: 19 seggi

Alle politiche anticipate del 2007 ND ha ottenuto il 41,8% dei voti, conquistando 152 seggi, 2 in più della maggioranza. ND ha, in tal modo, mantenuto la guida del governo, nonostante le forti polemiche suscitate dalla cattiva gestione della crisi degli incendi boschivi dell'estate precedente. Due anni dopo però, Karamanlis, travolto da alcuni scandali e dalla crisi, si dimette e annuncia elezioni anticipate per il 4 ottobre 2009, nelle quali il partito viene sconfitto dal PASOK. A Karamanlis succede Antonis Samaras

Nel 2010 viene espulsa dal partito l'ex ministro degli Esteri Dora Mpakogiannis, favorevole alle misure economiche d'austerità per affrontare la crisi economica della Grecia, che fonda un proprio partito, l'Alleanza Democratica, il quale si è disciolto nel maggio 2012. Con le Elezioni parlamentari greche del maggio 2012, Nuova Democrazia risulta essere il partito di maggioranza relativa: con il voto popolare ottiene infatti 58 seggi, a cui poi ne vengono aggiunti 50 in virtù del premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale greca al partito che ha ricevuto più voti.[5]

Antonis Samaras viene così incaricato dal Presidente della Repubblica Karolos Papoulias di formare il nuovo governo; l'unico partito presente in Parlamento che sosterrebbe le riforme pro-Europa è il PASOK ma ha attualmente solo 41 seggi che, sommati ai 108 di ND, arriverebbero a 149 su 300, insufficienti per garantire stabilità ad un futuro governo.[6] Gli altri partiti di sinistra (SYRIZA, KKE e DIMAR) sono da sempre contrari alle riforme imposte dall'Unione Europea; lo stesso si può dire per i partiti di estrema destra come ANEL e XA.

In questa difficile situazione Antonis Samaras, dopo un giorno di consultazioni, rimette il suo incarico nelle mani del Presidente della Repubblica.[7] Dopo che anche gli altri tentativi falliscono, la Grecia torna alle urne un mese dopo. Alle elezioni parlamentari greche del giugno 2012, ND ottiene 129 seggi e Samaras riesce a formare un governo con il sostegno di PASOK e DIMAR.

Alle Elezioni europee del 2014 il partito viene sconfitto da SYRIZA, principale partito d'opposizione, che diventa il primo partito di Grecia con il 26,6% contro il 22,7% di ND che ottiene soltanto 5 eurodeputati contro gli 8 uscenti (rispetto alle Politiche 2012 il principale partito di Governo passa dal 29,7% al 22,7% perdendo 7 punti percentuali e da 1,825,497 voti a 1,295,967 perdendo quasi 500 mila voti mentre rispetto alle precedenti Europee 2009 il partito passa dal dal 32,3% al 22,7% perdendo 10 punti percentuali e da 1,655,636 voti a 1,295,967 perdendone oltre 300 mila).

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Presidente[modifica | modifica sorgente]

Capi ufficio stampa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - Greece. URL consultato il 10 giugno 2012.
  2. ^ www.idc-cdi.com - Parties: Greece
  3. ^ www.idu.org - Member Parties, Greece
  4. ^ www.epp.eu - The party, member parties: Greece
  5. ^ Elezioni Grecia: i vincitori cercano alleati per formare il nuovo governo - Wakeupnews
  6. ^ Election Resources on the Internet: Elections to the Hellenic Parliament (Vouli) - Results Lookup
  7. ^ http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201205072059-ipp-rt10889-grecia_nel_caos_samaras_rinuncia_impossibile_formare_governo

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]