Appello Cristiano Democratico

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Appello Cristiano Democratico
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Leader Sybrand van Haersma Buma
Presidente Ruth Peetoom
Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Fondazione 11 ottobre 1980
Sede Buitenom 18 Postbus 30453 L'Aia
Ideologia Cristianesimo democratico, Conservatorismo sociale.
Collocazione Centro-destra
Partito europeo PPE
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista
Sito web http://www.cda.nl/

Appello Cristiano Democratico (in olandese: Christen-Democratisch Appèl - CDA) è un partito politico di orientamento cristiano democratico fondato nei Paesi Bassi nel 1980. Esso si è affermato dalla confluenza di tre distinti soggetti politici:

  • il Partito Popolare Cattolico (Katholieke Volkspartij; KVP);
  • l'Unione Cristiana-Storica (protestante, Christelijk-Historische Unie; CHU)
  • il Partito Anti-Rivoluzionario (protestante, Anti-Revolutionaire Partij; ARP).

Prima del 1980[modifica | modifica sorgente]

Fin dal 1880 l'ARP ed il KVP collaborarono attivamente in parlamento, anche per difendere la libertà d'insegnamento e la possibilità di costituire scuole confessionali - il nome del primo di questi due, il Partito Anti-Rivoluzionario, rievoca proprio questa impostazione anti-secolarista. Il CHU nacque solo nel 1894 per iniziativa di alcuni protestanti fuoriusciti dall'ARP, che non condividevano i rapporti tra Paesi Bassi e Santa Sede. Ciò nonostante dal 1918 i tre partiti ebbero in parlamento la maggioranza dei deputati e due, su tre, presero quasi sempre parte ai vari governi. Anche nell'immediato dopoguerra i partiti cristiani confermarono il proprio peso nel 1963, ottenendo il 51% dei suffragi. Consapevoli, però, che la società olandese cominciava a secolarizzarsi e grazie alle aperture cattoliche del Concilio Vaticano II, diedero vita alla Commissione dei 18 (sei per ogni partito), un "pensatoio", con il compito di delineare comuni linee di azione. Alle elezioni del 1972, i tre partiti raccolsero, però, solo il 32% dei voti. Questo calo fu dovuto anche dalla nascita, nel 1968, del Partito Politico dei Radicali (PRP), che raccolse sia la sinistra cattolica che quella protestante e che poi confluì nel partito Sinistra Verde.

Nel 1973, i tre partiti diedero vita ad un federazione e ad un unico gruppo parlamentare, presero anche parte al governo del socialdemocratico Den Uyl, che però rifiutò ministri del CHU. Questo rifiuto rese più tesi i rapporti in seno alla federazione. Nelle elezioni del 1977, i tre partiti mantennero invariati i propri consensi e guidarono, con Dries van Agtun del CVP, un nuovo governo insieme ai liberali conservatori. L'inatteso governo con i liberali determinò la frattura tra progressisti e conservatori in seno alla federazione, i primi rimasero nella federazione e furono detti "lealisti". Nel 1980 i partiti si fusero nell'Appello Cristiano Democratico.

Dal 1980[modifica | modifica sorgente]

Dopo le elezioni del 1981 il CDA non poté continuare nell'alleanza con il VVD, si alleò con i socialdemocratici del PvdA e Van Agt divenne nuovamente primo ministro, ma il governo durò appena un anno. Alle elezioni del 1982 il CDA fu guidato da Lubbers che portò il partito alla vittoria e ad un governo con il VVD. Il governo di centro-destra fu riconfermato nel 1986. In questi anni il governo si impegnò nella riforma delle pensioni e nella liberalizzazione dei servizi pubblici. Nel 1989, il CDA mantenne i consensi delle elezioni precedenti, ma visto il non brillante risultato del VVD fu costretto a dar vita al terzo governo Lubbers, questa volta di centro-sinistra, con il PvdA. Nelle elezioni del 1994, il CDA scese al 22% a causa delle sue divisioni interne. Fu quindi creata una coalizione che escludeva il CDA; per la prima volta dal 1918 si aveva una coalizione governativa senza un partito confessionale. Nel 1998 il partito raggiunse il suo minimo storico, scendendo al 18%. Nonostante ciò, le elezioni del 2002 punirono duramente la coalizione al governo ed il CDA, in quanto all'opposizione, ne beneficiò guadagnando dieci punti percentuali e tornando primo partito olandese. Il CDA diede vita, allora, ad un governo di centro-destra, guidato dal suo leader Jan Peter Balkenende, insieme sia al VVD che alla Lista Pim Fortuyn. Il governo durò solo pochi mesi; nelle elezioni del 2003, la LPF ridusse fortemente i suoi consensi; il CDA, ancora primo partito, cercò, allora, di dar vita ad un esecutivo con la PvdA, ma non riuscendovi creò un esecutivo "centrista" insieme al VVD e ai D66, liberali progressisti.

Alle politiche anticipate del 2006, il quadro politico olandese si complicò particolarmente. Nelle elezioni si rafforzò, infatti, il Partito Socialista, il partito più a sinistra, che guadagnò ben 17 seggi, ed ottenne un buon risultato il Partito per la Libertà, liberal-conservatore nato da una scissione dei liberali, che conquistò 9 seggi. Persero consensi tutti i partiti maggiori: il CDA (-3), il PvdA (-10), il VVD (-6) la Lista Pim Fortuyn, che non ha più deputati. Il CDA è sceso dal 28,6% al 26,5%, ottenendo solo 41 seggi. Il calo dei democristiani sembra aver avvantaggiato l'Unione Cristiana (CU), socio-conservatori, che con il 2,1% dei voti è passato da 3 a 6 seggi. Nonostante il calo dei consensi, il CDA restò comunque il primo partito olandese ed tornò a guidare il paese con Balkenende, sostenuto anche dai socialdemocratici del PvdA e dai socio-conservatori della CU.

Le politiche 2010 segnarono un ulteriore e forte calo per i democristiani del CDA (- 12,8%), che divennero il quarto partito in Parlamento. A crescere furono i liberali del VVD (+5,8%), i socio-liberali di D66 (+4,9%), gli ecologisti di GL (+2%), ma soprattutto i liberal-populisti del Partito per la Libertà (+9,4%). Sonora sconfitta la subì anche il Partito Socialista Olandese (- 7,7%). Ciò nonostante il CDA entra a far parte di una coalizione di minoranza con il VVD, sostenuta esternamente dal VVD.

Il 21 aprile 2012 il PVV ritira il suo appoggio all'esecutivo, provocando la crisi di governo.

Le successive elezioni, nel settembre 2012, risultano estremamente negative per il CDA, che conquista appena all'8,5% dei voti espressi (-5,2%) e 13 seggi alla Camera (-8), scivolando in quinta posizione. In tal modo i democristiani sono gradualmente passati dal 28,6% dei consensi del 2003 all'8,5% del 2012 e la perdita di ben 31 seggi.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il CDA, pur essendo nato come un partito d'ispirazione cristiana, oggi raccoglie tra i suoi membri anche Ebrei, Musulmani, Indù. Si caratterizza come un partito di centro con tendenze conservatrici essenzialmente in campo etico. Il CDA è contrario alla legalizzazione delle droghe e della prostituzione e chiede una restrizione della legislazione su aborto ed eutanasia.

È membro del Partito Popolare Europeo e dell'Internazionale Democratica Centrista.

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