Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia

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Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia
(NL) Volkspartij voor Vrijheid en Democratie (VVD)
VVD.svg
Leader Mark Rutte
Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Fondazione 24 gennaio 1948
Sede Thorbeckehuis Laan Copes van Cattenburch 52, L'Aia
Ideologia Liberalismo conservatore,[1]
Liberalismo economico,
Europeismo
[senza fonte]
Collocazione Centro-destra
Partito europeo ALDE
Gruppo parlamentare europeo Gruppo ALDE
Affiliazione internazionale Internazionale Liberale
Seggi Camera
41 / 150
Seggi Senato
16 / 75
Seggi Europarlamento
3 / 26
Sito web www.vvd.nl

Il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (in olandese Volkspartij voor Vrijheid en Democratie, VVD) è un partito politico olandese di stampo liberale conservatore.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al 1970[modifica | modifica wikitesto]

Il VVD è stato fondato nel 1948 quale continuatore dell'esperienza del Partito della Libertà, a sua volta erede del Partito dello Stato Liberale. Essi si erano uniti ai liberali fuoriusciti dal PvdA, eredi della Lega dei Liberali Liberi Pensatori. Dal 1948 al 1952 il VVD prese parte al governo con i cristiano-democratici ed il PvdA. Alle elezioni del 1952 elesse, però, un solo deputato, passando all'opposizione. Nelle elezioni del 1956 ottennero 13 seggi, ma non presero parte al governo.

Alle politiche del 1959 ottennero 19 seggi e formarono un governo con i partiti cristiani, poi conflutiti nel CDA. Nelle elezioni del 1963 il VVD perse tre seggi, ma rimase al governo. Iniziò, però, un periodo di divisioni interne al partito, che portò alla fuoriuscita di alcuni esponenti della sinistra che diedero vita al Centro Liberal Democratico (Liberaal Democratisch Centrum, LCD), dalle cui file poi nasceranno i D66. Nel elezioni del 1967 il VVD rimase stabile e continuò a prendere parte al governo.

Dal 1970 al 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni del 1971 il VVD perse un seggio, ma entrò al governo il CDA ed i socialdemocratici di DS70. Nelle elezioni del 1972, grazie alle politiche più sociali del nuovo leader, Hans Wiegel, il VVD guadagnò sei seggi, ma fu escluso dal governo CDA-PvdA. Alle elezioni del 1977, grazie alla forte opposizione svolta, il VVD ottenne 29 seggi e formò, con il CDA, un governo che aveva una maggioranza di soli due seggi. Nel 1981, il VVD perse due seggi e la CDA lo sostituì al governo con i D66 ed il PvdA. Il governo però durò appena un anno ed alle politiche del 1982 il nuovo leader Nijpels portò il VVD a 36 seggi ed al governo con il CDA.

Nel 1986 il VVD perse 9 seggi, ma il governo mantenne la sua maggioranza. Nijpels fu sostituito da Joris Voorhoeve. Nel 1989, il VVD ottenne 22 seggi, perdendone 5, e fu sostituito al governo dal PvdA. Leader divenne Frits Bolkestein, che nonostante avesse portato il VVD al governo si caratterizzare sempre per i toni da opposizione e per la sua politica di pungolo alla compagine governativa. Nelle elezioni del 1994 Bolkestein portò, infatti, il partito a 29 seggi e nacque un governo "viola" (VVD e D66 "blu" e PvdA "rossi"), governo confermato nel 1998 con i VVD che conquistarono 38 seggi. Bolkestein nel 1999 fu nominato membro della Commissione Europea e fu sostituito da Hans Dijkstal, un socio-liberale.

Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Alle politiche del 2002, con la campagna elettorale contrassegnata dall'omicidio del leader di destra Pim Fortuyn, il VVD ottenne 24 seggi, perdendone 14, e diede vita ad un governo con il CDA ed i populisti della Lijst Pim Fortuyn. Il governo però durò appena un anno. Nelle elezioni del 2003, il VVD avendo fatto proprie alcune proposte tipiche della LPF ottenne 28 seggi ed è entrato a far parte di un governo con il CDA e i D66. Alle municipali del 2006, però, il partito ha perso molti consiglieri. Alle politiche anticipate del 2006, il quadro politico olandese si è particolarmente complicato.

Nelle elezioni si è rafforzato, infatti, il Partito Socialista, il partito più a sinistra, che ha guadagnato ben 17 seggi, ed ha ottenuto un buon risultato il Partito della Libertà, che ha conquistato 9 seggi. Il PVV è un partito conservatore nato da una scissione del VVD. Hanno perso consensi tutti i partiti maggiori: il CDA (-3), il PvdA (-10), la Lista Pim Fortuyn (-8), che non ha più deputati. Penalizzato dalla presenza del PVV, il VVD è sceso dal 17,9% al 14,3%. I Liberali hanno, così, perso 6 seggi (22 seggi) e sono stati superati dai Socialisti, che diventano il terzo partito della Camera bassa. Il VVD è passato quindi all'opposizione di un governo composto da democristiani (CDA), socialdemocratici (PvdA) e socio-conservatori (Unione Cristiana).

Alle politiche 2010, i liberali incrementarono i propri consensi del 5,8%, salendo al 20,4% e tornando ad essere il primo partito olandese. Anche altri partiti incrementarono i propri consensi: i socio-liberali di D66 (+4,9%), gli ecologisti di GL (+2%), ma soprattutto i liberal-populisti del Partito per la Libertà (+9,4%). Sonora sconfitta la subirono i democristiani del CDA (- 12,8%) e il Partito Socialista Olandese (- 7,7%). A seguito delle elezioni del 2010, il VVD diventa il partito di maggioranza a capo di un Governo di minoranza guidato da in alleanza con il CDA e con l'appoggio parlamentare del PVV.

L'azione dell'esecutivo di Mark Rutte si concentra sull'equilibrio di bilancio e la riduzione del deficit nazionale, supportando fortemente la linea di rigore ed austerity promossa dalla Germania di Angela Merkel. Il 21 aprile 2012 il PVV ritira il suo appoggio all'esecutivo, provocando la crisi di governo; il 23 aprile il premier Rutte rassegna le sue dimissioni. Alle successive elezioni nel settembre 2012 il VVD si riconferma primo partito, ottenendo il 26,4% dei voti e 41 seggi alla Camera, il risultato più alto nella sua storia.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il VVD nasce come un partito liberale "centrista". Nel 1971 vide la "fuoriuscita" di alcuni esponenti "socio-liberali" poi confluiti nei D66, mentre nella seconda decade del 2000 ha visto nascere alla sua destra il PVV, liberal-populisti. È membro del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori, dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa e dell'Internazionale Liberale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Parties and elections - Netherlands. URL consultato il 5 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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