Pim Fortuyn

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Pim Fortuyn (4 maggio 2002)

Wilhelmus Simon Petrus Fortuijn, più noto col nome di Pim Fortuyn (Velsen, 19 febbraio 1948Hilversum, 6 maggio 2002), è stato un politico olandese.

Pim Fortuyn studiò sociologia alla Libera Università di Amsterdam divenendo poi assistente universitario di sociologia all'Università di Groningen e all'Università Erasmo da Rotterdam.

Il suo percorso politico fu relativamente atipico, perché fu membro del Partito Socialista, che tentò invano di aderire al Partito Comunista, del Partito del Lavoro (PvdA) e, alla fine, fondò un movimento liberal-conservatore[1] e antislamista, la lista Pim Fortuyn, definita di estrema destra da alcuni suoi avversari, etichetta che lui stesso ricusò formalmente. Fu paragonato a Jean-Marie Le Pen e soprannominato "Haider di Rotterdam" dai detrattori, ma egli respinse questi paragoni, dicendo invece di ammirare politici come il socialdemocratico Joop den Uyl e il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy.[2] Definì la sua piattaforma politica come liberale, euroscettica, laica, a favore di libertà e diritti civili, deregulation, diritti LGBT (era omosessuale dichiarato da sempre) e delle donne, democrazia diretta, repubblicanesimo e di una politica antislamista.[3]

Fortuyn venne assassinato da un estremista di sinistra nel 2002, poco dopo la fondazione del suo partito.

Le scelte politiche[modifica | modifica sorgente]

La sua omosessualità dichiarata contribuì a tenerlo a distanza dai numerosi partiti conosciuti per programmi che mettono l'accento sulla difesa dei valori della famiglia (religiosi o di estrema destra). Fu eletto capolista per il movimento di estrema destra Leefbaar Nederland (Olanda Vivibile) vincendone le primarie. In seguito, la direzione di Leefbaar Nederland, composta da Henk Westbroek, Willem van Kooten e Jan Nagel, trasformò il movimento in un vero e proprio partito. Fortuyn fece sapere di non approvare, ma non diede vita a polemiche.

Il 9 febbraio 2002 esce un'intervista nel quotidiano "de Volkskrant" in cui Fortuyn afferma per l'ennesima volta di non essere razzista e di non voler espellere alcun immigrato, nemmeno i clandestini (al contrario del leader populista Hans Janmaat, a cui spesso veniva paragonato), ma che l'Olanda era troppo piena e i confini dovevano essere chiusi. Quando l'intervistatore gli fa notare che questa non era la linea del partito, Fortuyn risponde di non dover dare troppo peso a ciò che gli viene detto dal partito. La sera stessa Leefbaar Nederland organizza una riunione straordinaria in cui delibera il licenziamento di Fortuyn da capolista. Alla sua uscita dalla riunione, Fortuyn pronuncia una frase passata alla storia: "Vergis u niet. Ik word Minister-President van dit land!" ("Non sbagliatevi. Io sarò Premier di questo Paese!")

L'11 febbraio 2002, in vista delle elezioni legislative, Pim Fortuyn fondò un suo partito la Lista Pim Fortuyn (Lijst Pim Fortuyn, LPF), movimento che raccolse rapidamente numerosi membri e simpatizzanti di Leefbaar Nederland. La sezione di Rotterdam di Leefbaar Nederland si scisse mantenendo Fortuyn come leader. Nel marzo 2002, ottenne il 36% dei seggi a Rotterdam nelle elezioni per il consiglio di distretto, divenendo anche il primo partito della città dopo trent'anni di dominazione del partito social-democratico, che fu costretto all'opposizione.

Il 6 maggio 2002, a nove giorni dalle elezioni politiche, Pim Fortuyn fu assassinato da Volkert van der Graaf, attivista d'estrema sinistra, militante della causa animalista, all'uscita di una stazione radiofonica alla quale aveva appena concesso una intervista per la campagna elettorale. Questo assassinio ha causato una forte emozione nei Paesi Bassi: la regina Beatrice stessa ebbe ad esprimere la sua costernazione. Forse in parte anche a causa dell'emozione causata dall'omicidio, il popolo olandese accordò 1.614.801 voti all'LPF, che permise l'elezione di ventisei deputati alla camera bassa del Parlamento (pari al 17% dei centocinquanta seggi dell'assemblea). La LPF divenne anche il secondo partito olandese.

Pim Fortuyn era un grande tifoso del Feyenoord di Rotterdam, squadra di calcio che gli dedicò la vittoria della Coppa UEFA ottenuta pochi giorni dopo la sua morte.

Nonostante entrasse a far parte della coalizione di governo di Jan Peter Balkenende, il nuovo primo ministro democristiano, la Lista Pim Fortuyn, priva del suo capo, entrò rapidamente in una crisi che si concluse qualche mese più tardi con lo scioglimento della Camera bassa. In occasione delle elezioni del gennaio 2003, il partito subì infine un forte riflusso elettorale, raccogliendo 549.975 voti (5,7%) e otto seggi, passando dal secondo al quinto posto, ed essendo così confinato all'opposizione, fino allo sciolglimento, avvenuto nel 2008.

Pim Fortuyn amava molto l'Italia. Dopo i funerali, con rito cattolico, avvenuti nel paese natale, il corpo è stato sepolto in Italia, a Provesano frazione di San Giorgio della Richinvelda, in provincia di Pordenone, dove aveva una casa. Tale era infatti la volontà di Fortuyn, espressa quando ancora in vita. Sulla tomba è inciso il seguente epitaffio: Loquendi libertatem custodiamus ("custodiamo la libertà di parola"). Nel cimitero di Westerveld rimane invece solo una lapide commemorativa.

Opinioni su Islam ed accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Statua di Pim Fortuyn a Rotterdam.

Le sue posizioni politiche furono contraddistinte dalla sua preoccupazione per l'Islam e sull'immigrazione non-europea nei Paesi Bassi. Basò i suoi discorsi sull'argomento delle differenze culturali e sulla presunta assenza di volontà d'integrazione della maggior parte degli immigrati, ma non ha mai evocato gli argomenti del razzismo. Infatti, Pim Fortuyn ripeté numerose volte di non avere niente in comune con i partiti abitualmente classificati all'estrema destra quali il FPÖ in Austria, il Front National in Francia, o ancora il Vlaams Blok nel Belgio fiammingo. Ha ammesso, solo, di riconoscersi come nazionalista. La figura di Fortuyn giunse soprattutto all'estero con un'immagine non corrispondente alla realtà. È difficile inquadrare con precisione il personaggio. Egli, forse, non era di estrema destra, ma desiderava gestire l'immigrazione con molte similitudini con la Lega Nord in Italia. In ogni caso alcune sue dichiarazioni furono piuttosto forti, in qualche modo simili a quelle della giornalista Oriana Fallaci, molto ferma nel suo rifiuto dell'islamismo.

Ritratto di Pim Fortuyn, eseguito da Jean Thomassen

Nell'agosto 2001 il quotidiano Rotterdams Dagblad pubblicò una sua dichiarazione dove, tra l'altro, affermava:

(NL)
« Ik ben ook voor een koude oorlog met de islam. De islam zie ik als een buitengewone bedreiging, als een ons vijandige samenleving. »
(IT)
« Io sono anche a favore di una guerra fredda con l'Islam. Io vedo l'Islam come una minaccia straordinaria, come una Comunità ostile. »
([4])

Il 9 febbraio 2002 dichiarò al giornale olandese De Volkskrant che sedici milioni di abitanti nei Paesi Bassi erano una cifra sufficientemente elevata, e che l'accettazione di 40.000 domande d'asilo all'anno era una politica che doveva cessare.
Disse inoltre che, ai suoi occhi, l'articolo sette della costituzione, che garantisce la libertà di parola, è più importante dell'articolo uno, che si oppone a tutte le discriminazioni. Ebbe cura, in questa occasione, di prendere le distanze dalle posizioni espresse anni ottanta dal Centrumpartij di Janmaat, che chiedeva l'espulsione degli stranieri dal paese, mentre egli stimava che una loro sufficiente integrazione avrebbe fatto sì che la questione della loro presenza non si ponesse più.

Una delle paure di Fortuyn era l'intolleranza della comunità musulmana. Nel 2002, in un dibattito televisivo "Fortuyn punzecchiò un religioso musulmano facendo mostra della sua omosessualità. Alla fine l'imam esplose apostrofando Fortuyn con termini fortemente anti-omosessuali. Fortuyn con calma si girò verso la telecamera e, rivolgendosi direttamente ai telespettatori, disse loro che questo è il genere di cavallo di Troia dell'intolleranza che gli olandesi stanno accogliendo nella loro società nel nome del multiculturalismo[5]".

Ad quotidiano olandese Volkskrant che gli chiedeva se odiasse l'Islam, rispose:

(NL)
« Ik haat de islam niet. Ik vind het een achterlijke cultuur. Ik heb veel gereisd in de wereld. En overal waar de islam de baas is, is het gewoon verschrikkelijk. Al die dubbelzinnigheid. Het heeft wel iets weg van die oude gereformeerden. Gereformeerden liegen altijd. En hoe komt dat? Omdat ze een normen- en waardenstelsel hebben dat zo hoog ligt dat je dat menselijkerwijs niet kunt handhaven. Dat zie je in die moslimcultuur ook. Kijk dan naar Nederland. In welk land zou een lijsttrekker van een zo grote beweging als de mijne, openlijk homoseksueel kunnen zijn? Wat fantastisch dat dat kan. Daar mag je trots op zijn. En dat wil ik graag effe zo houden. »
(IT)
« Io non odio l'Islam. La considero una cultura retrograda. Ho viaggiato molto nel mondo, ed ovunque comanda l'Islam, è semplicemente terribile. Tutta l'ipocrisia. È un po' come quei vecchi Protestanti Riformati. I Riformati mentono tutto il tempo. È perché? Perché hanno norme e valori che sono così elevati che tu non puoi umanamente sostenerli. Questo puoi vederlo anche nella cultura musulmana. Prendi per esempio i Paesi Bassi. In quale altro paese un leader eletto di un movimento importante come il mio può essere apertamente omosessuale? È meraviglioso che questo sia possibile. È qualche cosa di cui essere fieri. E mi piace conservare le cose così, grazie molte. »
([4])

Nel 1997 Fortuyn scrisse un libro intitolato Contro l'islamizzazione della nostra cultura, tradotto in italiano dall'Associazione Culturale Carlo Cattaneo di Pordenone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pim Fortuyn
  2. ^ Intervista su youtube
  3. ^ Andeweg, R. and G. Irwin Politics and Governance in the Netherlands, Basingstoke (Palgrave) p.49
  4. ^ a b Biography in encyclopedia4u.com. URL consultato il 25 marzo 2011.
  5. ^ (EN) Rod Dreher, Murder in Holland in National Review, 7 maggio 2002. URL consultato il 25 marzo 2011.

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