Multiculturalismo

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Il termine multiculturalismo si riferisce a società in cui convivono culture differenti. Il termine può essere utilizzato in senso descrittivo o normativo, nel primo caso si riferisce a società in cui più culture differenti interagiscono in spazi pubblici e luoghi comuni, come ad esempio le scuole e i luoghi di lavoro; nel secondo è attribuibile a società, quali quella australiana e canadese che hanno implementato sistemi normativi atti a favorire un'interazione sociale basata sul rispetto profondo delle differenti identità culturali interagenti e comunicanti nello spazio pubblico. "La definizione configura le relazioni fra Stato e minoranze - in modo che il primo debba consentire a coloro che si identificano “culturalmente” con una specifica comunità a mantenere, salvaguardare, promuovere quella differenza culturale, la cui dignità e peculiarità deve essere riconosciuta e rispettata anche dagli altri. Questo implica che i pubblici poteri, ma anche l’intera società, «riconoscano l’eguale valore di culture diverse» e che ottemperino alla «richiesta di non lasciarle solo sopravvivere, ma di prendere atto che sono preziose»"[1]

Canada e Australia[modifica | modifica wikitesto]

Il Canada e l'Australia hanno elaborato sistemi normativi ed istituzionali che inseriscono tra i principi basilari della nazione il rispetto per la diversità culturale. Lo stato nord-americano nello specifico ha implementato nel 1971 la Multiculturalism Policy of Canada, successivamente confermata con il Canadian Multiculturalism Act[2], adottato dal Parlamento nel 1988, divenendo il primo paese al mondo ad aver "implementato il multiculturalismo come politica generale dello stato" per affermare "il valore e la dignità di tutti i cittradini canadesi, senza distinzione di origini razziali o etniche, lingua e religione". Per ribadire che "tutti i cittadini sono uguali. Il Multiculturalismo fa sì che tutti i cittadini possano mantenere le proprie identità, essere orgogliosi dei loro antenati e mantenere un senso di appartenenza" [3]. In Canada è stata istituita la festa del Multiculturalism day che cade tutti gli anni il 27 giugno.

Per quanto concerne l'Australia non vi è un vero e proprio Multiculturalism Act ma ci sono delle politiche che riguardano le "misure intraprese per far fronte alla diversità" culturale che contraddistingue il paese "nell'interesse dell'individuo e della società nel suo insieme". A tal riguardo i governi hanno identificato "tre dimensioni delle politiche multiculturali": l'identità culturale per mantenere "entro certi limiti cautamente definiti" l'identità delle differenti culture di origine; giustizia sociale per la rimozione delle barriere sociali connesse alla nazionalità di origine; efficienza economica, ovvero il bisogno di utilizzare al meglio le risorse, le capacità e i talenti dei cittadini australiani. [4].o

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati Uniti non hanno implementato politiche multiculturali, sebbene la società statunitense sia caratterizzata dal cosiddetto melting pot, che si differenzia dal cosiddetto patchwork multiculturale canadese.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'Europa, la Gran Bretagna ha adottato delle misure nel corso degli anni per creare coesione sociale in una delle società con la più vasta diversità culturale, ma non ha mai implementato un vero e proprio sistema normativo improntato al multiculturalismo come sistema sociale basato su differenti culture interagenti e comunicanti tra loro. In anni recenti si è inoltre sviluppata una polemica molto forte sull'efficacia del multiculturalismo e si è iniziato a parlare di interculturalismo[5]. La Francia non ha mai adottato delle vere e proprie politiche multiculturali, la prima volta che un governo ha istituito un ministero per l'Immigrazione, l'Integrazione, l'Identità nazionale e il Co-sviluppo è stato nel 2007 sotto la presidenza Sarkozy. La Germania non ha implementato delle politiche per il multiculturalismo a livello nazionale ma vi sono delle azioni specifiche per l'integrazione a livello comunale. Il Belgio, che ha tre lingue ufficiali, ha effettivamente implementato delle politiche per il riconoscimento delle minoranze etniche e per l'"interculturalismo". La Svezia già nel 1974 inseriva nella propria Costituzione dei riferimenti specifici al rispetto delle differenze, mentre la Finlandia ha atteso il 2003 per implementare politiche che facessero riferimento diretto al multiculturalismo. Spagna e Portogallo hanno, nel corso degli anni, implementato politiche 'interculturali'. [6].

Per quanto concerne il Medio Oriente, lo Stato di Israele ha affrontato la questione delle differenti nazionalità coesistenti in uno stesso stato mediante l'istituzione del Ministero per l'assorbimento degli immigrati dopo meno di tre anni dalla sua fondazione, adottando una serie di misure ed istituendo appositi centri per l'integrazione sociale di persone provenienti dai vari angoli del pianeta, seppure la maggioranza sia quasi interamente di religione ebraica. [7]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ceccherini, Eleonora, 'Multiculturalismo (Diritto Comparato)'
  2. ^ Il testo del Canadian Multiculturalism Act [1]
  3. ^ La pagina del governo canadese sul Canadian Multiculturalism Act [2]
  4. ^ La pagina sulle politiche multiculturali nel sito ufficiale del Governo australiano [3]
  5. ^ Un articolo sulla pagina del British Council Canada sulla questione [4]
  6. ^ Per i riferimenti ai differenti sistemi si veda lo studio della Queens University del Canada al riguardo [5]
  7. ^ Il sito ufficiale del Governo di Israele [6] e l'Agenzia per l'Aliyah [7]

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