Immigrazione

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Emigranti europei sbarcano a Ellis Island, a New York, (USA), nel 1902

L'immigrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine; il fenomeno è l'opposto dell'emigrazione.
Si possono includere le migrazioni di popolazioni ed i movimenti interni ad un paese.

L'immigrazione è uno dei fenomeni sociali mondiali più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. Per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo), i problemi che si pongono riguardano la regolamentazione ed il controllo dei flussi migratori in ingresso e della permanenza degli immigrati.

Il fenomeno dell'immigrazione è un tema associato a quello dell'aumento della delinquenza e della criminalità. Per quanto riguarda l'Italia, tuttavia, delle ricerche econometriche hanno dimostrato che non c'è alcun nesso fra l'immigrazione e la criminalità. I due fenomeni sono entrambi attratti dalla ricchezza, e quindi possono intensificarsi contemporaneamente nelle zone ricche, senza però che l'una causi o favorisca l'altra[1].

Tuttavia l'immigrazione può contribuire a risolvere problemi come sovrappopolazione, fame, epidemie e povertà nel Paese di origine. A livello politico, i Paesi di origine e di destinazione possono stringere accordi bilaterali che prevedono flussi migratori programmati e controllati, per rispondere a esigenze di manodopera del Paese di destinazione, a problemi di sovrappopolazione del Paese d'origine, compensati da altri aspetti come uno scambio di materie prime ed energia. Un accordo di questo tipo può prevedere la fornitura di materie prime e manodopera in cambio di prodotti finiti ed investimenti nell'industria e in infrastrutture nel Paese fornitore.

Cause dell'immigrazione[modifica | modifica sorgente]

Il fenomeno della migrazione può trovare origine in motivazioni:

  • in maniera forzata, dove chi migra è vittima della tratta di esseri umani.

Legislazione in materia[modifica | modifica sorgente]

Le legislazioni dei Paesi UE pongono l'autonomia economica dell'immigrato come una condizione necessaria per avere un permesso di soggiorno e poi la cittadinanza. L'immigrato viene espulso se non dimostra di avere un lavoro regolare o qualcuno che possa dargli un sostentamento economico, condizioni per ottenere un regolare permesso di soggiorno.

Una prima eccezione a questo principio riguarda quanti sono vittime di persecuzioni politiche o religiose, provengono da dittature e Paesi in guerra. Il diritto internazionale prevede che in questi casi sia riconosciuto il diritto di asilo, l'assistenza sanitaria e le cure di primo soccorso. A qualsiasi persona, pure clandestina, si applica quanto sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La norma si presta anche a degli abusi, essendo difficile provare la nazionalità di un clandestino che chiede asilo politico, e se questi ne ha effettivamente diritto.

I flussi di immigrazione clandestina vengono combattuti con accordi bilaterali con i Governi e le polizie dei Paesi di origine, in termini di esercitazioni e operazioni congiunte, condivisione di uomini, risorse, informazioni. Sul piano non repressivo, si combatte con accordi commerciali e di interscambio che favoriscano gli investimenti esteri, la crescita economica e del livello medio di istruzione, un mercato di sbocco alla produzione dei Paesi più poveri.

Il Parlamento europeo ha approvato, il 20 novembre 2008,[2] l’introduzione di una carta blu sul modello della green card americana.

La carta blu avrà lo scopo di attirare in Europa immigrati qualificati provenienti dai paesi terzi e ciò secondo una tabella standard di qualifiche applicabile discrezionalmente dai singoli Stati membri. Oltre alla carta blu, il Parlamento europeo ha adottato la cosiddetta "direttiva sanzioni" che prevede l'applicazione di multe e di sanzioni penali ai datori di lavoro che impiegano immigrati irregolari.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Studio su immigrati legali e illegali e reati nelle province italiane dal 1996 al 2003, di Paolo Buonanno (università di Bergamo), Milo Bianchi (Paris School of Economics) e Paolo Pinotti (Banca d'Italia), convegno dell'European economic association (Eea) e della Econometric society (Esem) presso la sede dell'università Bocconi di Milano; citato ne il manifesto, 28 agosto 2008, p. 4.
  2. ^ Una carta blu per migranti altamente qualificati articolo pubblicato sul sito web del Parlamento europeo il 20 novembre 2008
  3. ^ Pugno duro contro chi impiega immigrati clandestini articolo pubblicato sul sito web del Parlamento europeo il 6 febbraio 2009

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Caracciolo (storico), "Come muore una civiltà e come sta morendo la nostra", 2008, ISBN 978-1-4092-0001-7; sec.ed. riveduta 2012, ISBN 978-1-291-11327-3.
  • Francesco Caracciolo (storico), "Mali estremi", 2010, ISBN 978-1-4457-1709-8.
  • Francesco Caracciolo (storico), "L'integrazione dell' <<arcipelago migratorio>> in Occidente ", 2010, ISBN 978-1-4457-1699-2; sec.ed. riveduta 2012, ISBN 978-1-291-12507-8.
  • AaVv (2003) Indagine sulla mediazione culturale in Italia. La ricerca e le normative regionali, Roma, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli e Unione delle Università del Mediterraneo, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
  • De Leo G., (1994) Ridondanze discriminatorie negli interventi con i minori immigrati, “Terapia familiare”, 46, pp. 63–69.
  • "L’Espresso", n. 40, Io, clandestino a Lampedusa, anno LI, 13 ottobre 2005.
  • Einaudi L. (2005) Le politiche dell'immigrazione in Italia dall'Unità a oggi, Laterza, Bari.
  • Ghezzi M. (1996) Il rispetto dell’altro, NIS, Roma.

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