Provincia di Pordenone

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Provincia di Pordenone
provincia
Provincia di Pordenone – Stemma Provincia di Pordenone – Bandiera
Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Amministrazione
Capoluogo Pordenone
Presidente Alessandro Ciriani (Fratelli d'Italia) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°57′00″N 12°41′00″E / 45.95°N 12.683333°E45.95; 12.683333 (Provincia di Pordenone)Coordinate: 45°57′00″N 12°41′00″E / 45.95°N 12.683333°E45.95; 12.683333 (Provincia di Pordenone)
Superficie 2 275,42 km²
Abitanti 315 755 (31-08-2011)
Densità 138,77 ab./km²
Comuni 51 comuni
Province confinanti Udine, Venezia, Treviso, Belluno
Altre informazioni
Cod. postale 33070, 33072-33074, 33076-33087, 33090-33099, 33170
Prefisso 0427, 0432, 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093
Targa PN
Cartografia

Provincia di Pordenone – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Pordenone (provincie di Pordenon in friulano, provincia de Pordenon in veneto) è una provincia italiana della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia di 315.755 abitanti con capoluogo Pordenone.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del territorio provinciale attuale

Confina a nord e ad est con la provincia di Udine, a ovest e a sud con il Veneto (provincia di Belluno, provincia di Treviso, provincia di Venezia). Fu costituita nel 1968 per distacco dalla provincia di Udine.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Incremento naturale nei comuni della provincia.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione straniera nei comuni della provincia.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Appartengono alla provincia di Pordenone i seguenti 51 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

I comuni con più di 5.000 abitanti (dati 31.08.2011) sono nell'ordine:

Stemma Comune Abitanti
Pordenone-Stemma.png Pordenone 51.729
Sacile-Stemma.png Sacile 20.332
Cordenons-Stemma.png Cordenons 18.416
Azzano Decimo-Stemma.png Azzano Decimo 15.757
Porcia-Stemma.png Porcia 15.426
San Vito al Tagliamento-Stemma.png San Vito al Tagliamento 15.018
Spilimbergo-Stemma.png Spilimbergo 12.231
Maniago-Stemma.png Maniago 11.951
Fiume Veneto-Stemma.svg Fiume Veneto 11.716
Fontanafredda-Stemma.png Fontanafredda 11.701
Brugnera-Stemma.png Brugnera 9.350
Aviano-Stemma.png Aviano 9.235
Prata di Pordenone-Stemma.png Prata di Pordenone 8.655
Casarsa della Delizia-Stemma.png Casarsa della Delizia 8.573
Zoppola-Stemma.png Zoppola 8.566
Pasiano di Pordenone-Stemma.png Pasiano di Pordenone 7.848
Caneva-Stemma.png Caneva 6.525
Sesto al Reghena-Stemma.png Sesto al Reghena 6.354
Roveredo in Piano-Stemma.png Roveredo in Piano 5.860
Chions-Stemma.png Chions 5.261

Il comune più piccolo è Barcis con 258 abitanti.

I cinque comuni con la più alta densità abitativa sono Pordenone (1.347 ab./km²), Vajont (1.094 ab./km²), Sacile (623 ab/km²), Porcia (520 ab/km²), Casarsa della Delizia (421 ab./km²).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 cedette il comune di Forgaria nel Friuli alla provincia di Udine[1].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1968, quando Pordenone fu promossa a capoluogo di provincia, la sigla automobilistica prevista doveva essere PO; a quel punto però, su commissione del consiglio comunale di Prato, il suo segretario prese il treno e andò a Pordenone, a pregare di cambiare sigla, dato che altrimenti Prato avrebbe perso la possibilità di creare la sigla della provincia col nome della città capoluogo (tutte le altre sigle possibili erano già state utilizzate: PR per Parma, PA per Palermo, PT per Pistoia, ed infine proprio PO per Pordenone); il consiglio comunale di Pordenone accettò, e fu così che la sigla venne cambiata in PN, acronimo di Porto Naonis, l'antico nome latino della città.[2]
  • Il 26 marzo e 27 marzo 2007 i comuni di Cinto Caomaggiore, Pramaggiore, Gruaro e Teglio Veneto hanno tenuto un referendum per chiedere il distacco dalla provincia di Venezia e la relativa aggregazione alla provincia di Pordenone. L'unico comune che ha raggiunto il quorum è Cinto Caomaggiore che nel frattempo è riuscito ad ottenere non solo il parere favorevole del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, ma anche del Consiglio provinciale pordenonese. Durante la seduta consiliare il presidente De Anna si è impegnato a fare il possibile perché il comune di Cinto Caomaggiore diventi il 52esimo comune della provincia di Pordenone.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua friulana, Lingua veneta e Dialetto pordenonese.

Oltre alla lingua italiana, nella provincia di Pordenone la popolazione utilizza il friulano occidentale, una variante della lingua friulana. In 37 comuni su 51 della provincia infatti, vige la legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[3], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Nei comuni non friulanofoni dell'area sud-occidentale della Provincia invece, non si parla friulano, ma il liventino, una variante orientale del veneto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali industrie pordenonesi sono la Zanussi ora Electrolux, la Savio, la Valcucine, la Jacuzzi, la Onda Communication. È molto fiorente l'industria metalmeccanica e quella del mobile. Questi settori sono ben rappresentati dalla presenza di tre importanti distretti industriali: il distretto del Mobile del Livenza, il distretto della Componentistica e Termoelettromeccanica e il Distretto del Coltello di Maniago. Significativa anche la presenza del comparto della subfornitura (meccanica, plastica, tessile, legno, elettromeccanica). Fra le strutture a servizio delle imprese operano:

  • la Camera di Commercio I.A.A. di Pordenone e la sua Azienda Speciale ConCentro [1]
  • il Centro Regionale della Subfornitura del Friuli-Venezia Giulia, Centro di eccellenza a supporto della subfornitura regionale [2].

A Pordenone inoltre ha sede il Polo Tecnologico: un'area di ricerca affiliata all'Area Science Park di Trieste, dove molte aziende della zona svolgono attività di ricerca e sviluppo. Un mappa completa delle strutture economiche provinciali è consultabile alla sezione business del sito pordenonewithlove.it

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La linea ferroviaria principale che attraversa la provincia è la Udine-Venezia. I centri più importanti, in cui si trovano le stazioni ferroviarie principali, posti su tale linea sono Pordenone capoluogo, Sacile e Casarsa della Delizia. Stazioni minori, sulla stessa linea, sono presenti a Cusano di Zoppola e Fontanafredda. Le altre due linee ferroviarie pordenonesi si innestano a Sacile (linea Sacile-Gemona del Friuli) e a Casarsa (linea Casarsa-Portogruaro). I centri principali attraversati dalla prima sono Aviano e Maniago; dalla seconda è San Vito al Tagliamento.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La SS13[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale, più importante e più trafficata della provincia di Pordenone è la SS13 Pontebbana, che taglia la provincia in senso latitudinale, dal centro abitato di Sacile (dove entra dalla provincia di Treviso) al centro abitato di Casarsa della Delizia, passando per Fontanafredda, Porcia, Pordenone, Fiume Veneto, Zoppola ed entrando in provincia di Udine attraverso il Ponte della Delizia, che si trova in comune di Valvasone. Dalla sua importanza viaria deriva una innegabile ripercussione nella geografia umana ed economica del territorio provinciale: lungo il suo asse si riscontra, infatti, la più alta densità abitativa della provincia (i comuni di Pordenone capoluogo, Sacile, Porcia e Casarsa della Delizia, tutti attraversati dall'arteria, sono 4 dei 5 più densamente popolati, ma in generale gli insediamenti abitativi sono pressoché continui - o tutt'al più alternati ad insediamenti commerciali ed industriali - anche nei punti in cui la densità scende leggermente), nonché la più alta densità commerciale (soprattutto in corrispondenza del grande polo commerciale di Pordenone est, che copre una superficie ininterrotta di circa 4 km, dai pressi del fiume Meduna allo svincolo della A28 di Cimpello).

Altre strade principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Pordenone.

Altre arterie stradali di notevole importanza sono la SS251, che parte dalla Pedemontana (dove entra dalla provincia di Belluno) scendendo verso il capoluogo, per poi correre parallela alla A28 da Pordenone a Portogruaro (Venezia), attraversando il centro abitato di Azzano Decimo; la SS463, che, entrata dalla provincia di Udine, si innesta con la SS13 presso Casarsa della Delizia e raggiunge Portogruaro attraversando San Vito al Tagliamento e Cordovado, superata la quale si immette nella provincia di Venezia; la SS464, che attraversa in senso latitudinale la Pedemontana, da Spilimbergo (dove entra in provincia di Udine) fino a Maniago.

All'interno della provincia vi sono poi altre arterie locali, attraversate da notevoli flussi di traffico. Tra queste, la SP35 "Opitergina" che da Pordenone raggiunge Oderzo (Treviso) passando per Prata di Pordenone; la SP29 "Pedemontana Occidentale", che da Caneva raggiunge Montereale Valcellina (e raccordandosi con la viabilità principale, collega di fatto Sacile con Maniago); la SP1 "Val d'Arzino", che da Spilimbergo (dove si innesta con la SS464) raggiunge Motta di Livenza, intersecando la SS13 a Casarsa della Delizia ed attraversando San Giorgio della Richinvelda, Valvasone, San Vito al Tagliamento, Chions e Pravisdomini, entrando poi in provincia di Treviso; l'arteria Cimpello - Sequals, che parte da Pordenone est (in comune di Fiume Veneto) e, superata Zoppola, sale verso nord fino ad innestarsi alla SS464 all'altezza di Sequals. La SS552, che sempre da Sequals sale verso Meduno, Tramonti e il Passo del Monte Rest, dove entra in provincia di Udine in comune di Socchieve.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

L'unica autostrada della provincia è la A28 Portogruaro - Pordenone - Conegliano, che entra nel pordenonese dalla provincia di Venezia all'altezza dello svincolo di Sesto al Reghena ed esce nella provincia di Treviso dopo lo svincolo di Sacile Ovest.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La località turistica principale della provincia di Pordenone è Piancavallo. Le manifestazioni turistico-culturali più importanti sono: il festival del libro con gli autori "pordenonelegge.it" [3]; "Dedica" [4]; le "Giornate del Cinema Muto" [5], la "Sagra degli osei" di Sacile [6], "Folkest" di Spilimbergo [7].

Sono di particolare interesse il Parco naturale delle Dolomiti Friulane (Claut, località sciistica), la Valcellina (Barcis, lago), la Val d'Arzino (Vito d'Asio, fonti solforose e Pinzano al Tagliamento), la Val Tramontina (Tramonti, i 3 laghi, Campone), la Val Colvera (Frisanco), la Val Cosa (Clauzetto, grotte di Pradis), la Valle del Vajont (Erto e Casso, lago del Vajont) e i centri di Spilimbergo, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena, Valvasone e Sacile, nonché Pordenone. Rinomata località sciistica già citata è Piancavallo, in comune di Aviano.

"Pordenone with Love: segui il nostro cuore, amerai la nostra provincia" è lo slogan della promozione turistica che invita a visitare il sito istituzionale ufficiale turistico provinciale Pordenone with love.

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Pordenone è suddivisa in 51 comuni; sono state altresì create le seguenti unioni di comuni:

La provincia di Pordenone insieme al suo capoluogo, fa parte di diritto del Consiglio delle Autonomie del Friuli-Venezia Giulia, la cui sede è a Udine.

Sul territorio provinciale opera una comunità montana:

Le Città della provincia di Pordenone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città_d'Italia#Friuli-Venezia_Giulia.

I comuni della provincia di Pordenone che sono stati insigniti del titolo di Città da parte dello Stato Italiano o istituzioni precedenti sono:

Dal 2003 il titolo di Città viene concesso da parte della Regione Friuli-Venezia Giulia, con apposita legge regionale; i comuni sono:

  • Maniago, con Decreto del Presidente della Regione del 18 marzo 2003
  • Porcia, con Decreto del Presidente della Regione del 18 marzo 2003
  • Cordenons, con Decreto del Presidente della Regione del 22 dicembre 2004

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia di Pordenone è stata istituita nel 1968, ed è tra le istituzioni insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 17 maggio 1945 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale [8]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, le popolazioni della Destra Tagliamento, in seguito divenuta provincia di Pordenone, reagirono alla spietata oppressione degli occupatori tedeschi e dei fascisti con una lotta lunga, coraggiosa e tenace. I numerosi nuclei autonomi di resistenza e le brigate della "Garibaldi" e della "Osoppo", unitariamente organizzate, i pianura e sui monti, validamente sostenute dalla popolazione, condussero per 20 mesi una strenua resistenza armata per la libertà. Non valsero a frenare lo slancio generoso né la precarietà dei mezzi, né la preponderanza delle forze avversarie, né le barbarie a cui queste ispirano la loro ferocia opera di repressione con arresti, deportazioni, distruzioni di interi paesi. Oltre 2.000 caduti, partigiani e civili, furono il prezzo di questa lotta. Il grande contributo di sangue, i sacrifici e le sofferenze sopportate da tutta la popolazione della provincia testimoniano la sua volontà di combattere la tirannide, confermano la tradizione di dedizione alla Patria della sua gente, rinnovano la sua fede negli ideali di giustizia, di libertà di pace.»
— Pordenone, 8 settembre 1943 - 1º maggio 1945

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 10 marzo 1969, n. 81, in materia di "Distacco del comune di Forgaria nel Friuli dalla provincia di Pordenone e sua inclusione in quella di Udine."
  2. ^ Fonte: targheitaliane.it
  3. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito Istituzionale
  • http://www.pordenonewithlove.it/ Sito Ufficiale del turismo provinciale
  • http/://www.cmfriulioccidentale.it/ Sito Ufficiale della Comunità Montana del Friuli Occidentale
  • http/://www.montanevie.it/ Sito Ufficiale del turismo nella montagna pordenonese
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