Partito Liberale Democratico (Germania)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Partito Liberale Democratico
Freie Demokratische Partei
Freie Demokratische Partei, Deutschland (logo - 2005).svg
Presidente Philipp Rösler
Stato Germania Germania
Fondazione 11 dicembre 1948
Sede Thomas-Dehler-Haus Reinhardtstraße 14, 10117 Berlino
Ideologia Liberalismo classico, Liberalismo[1]
Collocazione Centro
Coalizione Schwarz-gelbe Koalition
(con CDU-CSU)
Partito europeo Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori
Gruppo parlamentare europeo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa
Affiliazione internazionale Internazionale Liberale
Seggi al Bundestag
0 / 631
Seggi nei Parlamenti dei Land
121 / 1890
Seggi al Parlamento europeo
1 / 96
Organizzazione giovanile Junge Liberale
Iscritti 63.123[2] (2011)
Colori Blu e giallo
Sito web www.liberale.de

Il Partito Liberale Democratico (in tedesco: Freie Demokratische Partei; abbreviato in FDP) è un partito politico tedesco di orientamento liberale. È l'erede dei partiti liberali storici Partito Popolare Tedesco, Partito Democratico Tedesco e Partito Liberale Nazionale. Dopo la sua fondazione nel 1948 è stato, fino all'avvento dei Verdi, il terzo partito tedesco ed ago della bilancia fra la Unione CDU/CSU ed il SPD.

Dopo le elezioni federali del 2009 fa parte della maggioranza di governo insieme ai democristiani della CDU e della CSU sostenendo il Governo Merkel II.

A livello internazionale è membro dell'Internazionale Liberale. A livello europeo è membro del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori ed i suoi esponenti siedono nel gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945, subito dopo la Seconda guerra mondiale, erano stati rifondati due partiti politici liberali: il Partito Democratico Tedesco ed il Partito Popolare Tedesco, attivi nella Repubblica di Weimar. Da questi partiti l'11 dicembre 1948 nacque il Partito Liberal Democratico e primo leader fu Theodor Heuss.

Il FDP ha raccolto consensi compresi fra il 4,8% ed il 12,8% partecipando a coalizioni ora con la CDU, ora con la SPD. Almeno fino agli anni '80 il partito era infatti portatore di posizioni liberali in senso lato, tanto socio-liberali, quanto liberiste. Solo a partire dagli anni '90 il partito è divenuto alleato stabile della CDU, sostenendo i governi di Helmut Kohl, e mantenendo una politica attenta ai diritti civili, ma puntando maggiormente su una politica liberale in campo economico.

Dopo la caduta del muro di Berlino, il partito si è unito all'Associazione dei Liberali Democratici, presente nella Germania dell'Est.

Alle elezioni politiche del 2005, la FDP ha ottenuto il 9,8% dei voti e ben 61 deputati. Il buon risultato del Partito della Sinistra ha reso impossibile la riconferma dell'alleanza rosso-verde composta da Verdi e SPD. La CDU e la FDP non avevano, però, ottenuto la maggioranza dei seggi. Ciò ha portato ad un governo di "grande coalizione" tra CDU e SPD. L'alleanza Verdi-SPD-FDP era resa difficile per le divisioni tra SPD e FDP in materia economica, analoga difficoltà trovava l'alleanza Verdi-FDP-CDU, per i difficili rapporti tra Verdi e CDU.

Dopo le politiche del 2009 la FDP torna al governo (governo Merkel II) in coalizione con la CDU-CSU.

Nel 2010 l' allora leader della FDP Guido Westerwelle, dopo aver vittoriosamente guidato il partito sulla vetta del 14% di voti del 2009, ha aperto e condotto in prima persona una campagna di attacchi col suo fervore oratorio contro l'abuso del sussidio sociale popolarmente chiamato "Hartz IV" (da leggersi "Hartz vier", Hartz è il celebre autore della legge), accusandolo di frenare l'economia; ampie reazioni negative nell' opinione pubblica[3] (in parte convinta che il sistema Hartz IV sia troppo "taccagno"), e un successivo prolungato e drammatico calo di consensi per la FDP emerso dai sondaggi hanno riportato la paura, ricorrente nella storia del partito, di sparire dal parlamento federale a causa della barriera del 5% e hanno portato alla sostituzione di Westerwelle alla guida della FDP, aprendo la strada all'ascesa di Philipp Rösler a nuovo leader del partito nel maggio 2011, la quale però non porta allo sperato arresto dell'emorragia di consensi perché nelle elezioni del Land di Berlino del settembre 2011 la FDP crolla[4] al di sotto delle già negative aspettative scomparendo da tutti i parlamenti del Land.

Nell'ottobre 2011 il "rischio 5%" permanente nei sondaggi rafforza la posizione, fino ad allora fortemente in minoranza nel partito [5], di riconsiderare la ferma politica di veto assoluto nei confronti di un salario minimo fissato per legge, progetto invece in fase avanzata nei piani dell'alleata al governo ma concorrente Union (CDU-CSU), in risposta alle richieste della popolazione al ceto politico di migliore protezione dai rischi di impoverimento causati dalla crisi economica.

Nelle elezioni del settembre 2013 il "rischio 5%" si concretizza e la FDP rimane esclusa dal Bundestag.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Partiti ed Elezioni in Europa. URL consultato il 13 agosto 2012.
  2. ^ FDP verliert Tausende Mitglieder. URL consultato il 13 agosto 2012.
  3. ^ Westerwelle - Tempesta sull' Hartz IV - La cancelliera Merkel prende le distanze
  4. ^ Rechtsextreme NPD bekommt mehr Stimmen als FDP in welt.de. URL consultato il 13 agosto 2012.
  5. ^ 07.10.2011 - DGB begrüßt FPD-Wende FDP beim Mindestlohn ; 24.05.2011 - Mindestlohn - FDP-Landesvize Wolff stösst Diskussion an

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]