Austerità

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In politica economica il termine austerità definisce la politica di bilancio dello Stato fatta di tagli alle spese pubbliche[1] al fine di ridurre il deficit pubblico[2], attraverso la riduzione delle spese e l'ottimizzazione dei servizi (spending review) e/o aumento della pressione fiscale sui cittadini contribuenti.

Secondo alcuni autori l'austerità ha spesso lo scopo di dimostrare ai creditori la solvibilità, dunque la credibilità, a lungo termine del sistema paese[3] favorendo in tal modo la ripresa economica grazie alla maggior fiducia degli investitori interni ed esteri nell'acquisizione di titoli di stato per coprire il deficit. Altri autori (tra cui quelli di orientamento keynesiano) come il premio nobel Paul Krugman sostengono che non ci sia nessuna prova a favore di questo argomento e che nonostante i deficit eccezionalmente elevati, i tassi di interesse sui titoli di Stato sono oggi già abbastanza bassi e senza precedenti in tutti i principali paesi in cui c’è una banca centrale normalmente funzionante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sophie Elmhirst, Word Games: Austerity, New Statesman, 24 settembre 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.
  2. ^ Ian Traynor, Katie Allen, Austerity Europe: who faces the cuts (London), Guardian News, 11 giugno 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.
  3. ^ Brian S. Wesbury, Robert Stein, Government Austerity: The Good, Bad And Ugly, Forbes.com, 26 luglio 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]