Partito Nazionalista (Malta)

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Partito Nazionalista
(MT) Partit Nazzjonalista
Leader Lawrence Gonzi
Stato Malta Malta
Fondazione 1880
1926 (ricostituzione)
Ideologia Cristianesimo democratico,[1]
Conservatorismo[1]
Europeismo,
Filo-italiano
Collocazione Centro-destra
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista,
Unione Democratica Internazionale
Seggi Parlamento
30 / 69
 (2013)
Seggi Europarlamento
2 / 6
 (2009)
Sito web www.pn.org.mt

Il Partito Nazionalista (in maltese Partit Nazzjonalista, PN) è un partito politico maltese di centrodestra.

Fondato nel 1880 da Fortunato Mizzi, fu sciolto nel 1905 e ricostituito nel 1926. Mantenne fino alla Seconda guerra mondiale un'impostazione liberal-costituzionalista e pro-italiana, dovuta alla presenza di rifugiati italiani durante il periodo del Risorgimento.

Dopo il 1945, il partito è assurto a uno dei due principali schieramenti politici maltesi, assieme al Partito Laburista. Ha una impostazione filo-europeista, è membro del Partito Popolare Europeo ed è associato alla Unione Democratica Internazionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1880, l'italo-maltese Fortunato Mizzi fondò il Partito Anti-Riformista (Partit Anti-Riformista) per contrastare le politiche del governo coloniale britannico in materia fiscale e l'anglicizzazione del sistema giudiziario e scolastico. Il Partito aveva anche posizioni molto vicine a quelle degli esuli italiani risorgimentali, cosa che causò frizioni con la Chiesa cattolica locale.

Nei suoi primi anni, il partito era diviso fra due fazioni: gli "astensionisti", ovvero coloro che volevano boicottare i lavori del Consiglio di Governo per protesta contro l'esautorazione dei poteri del Consiglio stesso, e gli "anti-astensionisti", che intendevano cooperare con le autorità coloniali al fine di raggiungere una nuova e migliore Costituzione per Malta.

Nel 1905, il partito si sciolse, a causa della stretta britannica sulle attività politiche. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, si formò una nuova coalizione più ampia e più moderata, che prese il nome di Unione Politica Maltese (Unjoni Politika Maltija, UPM). Da questa fuoriuscì la corrente più estremista e pro-italiana, guidata da Enrico Mizzi, che si costituì in Partito Democratico Nazionalista (Partit Demokratiku Nazzjonalista, PDN).

I due movimenti parteciparono separati alle elezioni del 1921, ma adottarono una forma di desistenza per non danneggiarsi vicendevolmente. L'UPM, risultato primo partito nell'Assemblea legislativa, scelse di governare in coalizione con il Partito Laburista, esprimendo due Primi ministri: Joseph Howard e Francesco Buhagiar.

UPM e PDN parteciparono ancora una volta separati, sebbene in coalizione, alle elezioni del 1924. Nel 1926, decisero di riunirsi e di adottare nuovamente il nome di Partito Nazionalista. Il nuovo partito unitario uscì però sconfitto dalle elezioni del 1927, a vantaggio del Compact, l'alleanza elettorale fra Partito Costituzionale e Laburista.

In seguito ad una crisi costituzionale, derivante da una disputa fra la Chiesa cattolica e il Partito Costituzionale, le elezioni politiche inizialmente programmate per il 1930 slittarono al 1932: il Partito Nazionalista emerse indiscusso vincitore di queste elezioni, conquistando 21 seggi su 32. La loro stagione di Governo non durò però a lungo: preoccupate dall'ascesa dell'Italia fascista nel Mar mediterraneo e in Africa, le autorità coloniali presero come pretesto le misure a sostegno dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole per sospendere sia il Governo che la Costituzione.

Il PN subì ulteriori durissimi contraccolpi durante la Seconda guerra mondiale: l'assimilazione del partito all'Italia fascista gli alienò il sostegno dell'elettorato e il suo leader Enrico Mizzi (figlio del fondatore Fortunato) fu esiliato in Uganda, al pari di molti altri membri di rilievo della comunità italo-maltese. Gli effetti si fecero sentire fino alle prime elezioni del dopoguerra, a cui il PN non partecipò.

Nonostante tutto, il partito si riorganizzò e alle elezioni del 1947 riuscì a raccogliere più voti dei vari movimenti scissionisti. Tre anni più tardi, i risultati elettorali arrisero al PN: in seguito alla scissione del Partito Laburista, il Partito Nazionalista divenne il primo partito nell'Assemblea legislativa e formò un Governo di minoranza di brevissima durata. Enrico Mizzi, tornato dall'esilio forzato, giurò come Primo ministro nel settembre 1950, ma morì appena tre mesi dopo. Alla guida del partito, gli successe Giorgio Borg Olivier.

Il PN aveva comunque riacquisito lo status di partito politico di un certo peso, tanto da vincere le elezioni del 1951 e quelle del 1953, entrambe in coalizione col Partito dei Lavoratori Maltesi (che scomparve nel giro di cinque anni). Passò all'opposizione in seguito alle elezioni del 1955, lanciando una campagna di boicottaggio contro la proposta del Governo laburista di integrazione con il Regno Unito. Il tentativo fallì anche a causa del disinteresse britannico e alle proteste dovute alla decisione di licenziare 40 lavoratori dal Porto di Malta.

In seguito alla nuova Costituzione maltese del 1961 e alle elezioni del 1962, il PN ritornò al Governo. I temi principali furono l'indipendenza dal Regno Unito, conseguita nel 1964, e la crisi fra Chiesa cattolica e Partito Laburista. Il PN venne confermato al Governo alle elezioni del 1966, ma perse di misura quelle del 1971 e del 1976.

Nel 1977, Olivier lasciò il posto di leader del partito a Edward Fenech-Adami. Alle elezioni del 1981, il PN ottenne la maggioranza assoluta dei voti per la prima volta dagli anni trenta, ma non quella dei seggi, a causa del sistema elettorale basato sul voto singolo trasferibile. Questo portò ad una grave crisi, che portò al boicottaggio dei lavori del Parlamento maltese e a gravissimi scontri di piazza.

La crisi si risolse con un emendamento alla Costituzione che prevedeva un premio di maggioranza al partito che otteneva più voti. Questo sistema permise al PN di ritornare al Governo in seguito alle elezioni del 1987. Nel 1990, il Governo richiese ufficialmente l'adesione all'Unione europea e lanciò un ampio programma di liberalizzazioni e riforme, che gli valse la conferma dei consensi alle elezioni del 1992.

Quattro anni dopo, il PN perse di strettissima misura le elezioni del 1996, ma rimase all'opposizione per soli 22 mesi. Il Governo laburista entrò infatti nel 1998 in crisi a causa della striminzita maggioranza in Parlamento (un solo seggio) e si ricorse ad elezioni anticipate, che il PN vinse nettamente.

Nel 2003, il PN si espresse per il sì al referendum sull'adesione all'UE. La vittoria al referendum fu propedeutica alla vittoria alle elezioni del 2003. Nel 2004, vi fu l'avvicendamento alla guida del partito fra Fenech-Adami e Lawrence Gonzi, che poi assunse anche la carica di Primo ministro e che portò il partito a vincere, sebbene di misura, le elezioni del 2008.

Alle elezioni del 2013 il Partito Nazionalista scende al 43,3%, conquistando 30 seggi e perdendo quindi la maggioranza.[1]

Dirigenti[modifica | modifica sorgente]

Data Leader
1880-1905 Fortunato Mizzi
1926-1940 Ugo Pasquale Mifsud
Enrico Mizzi
1940-1944 Giorgio Borg Olivier
1944-1950 Enrico Mizzi
1950-1977 Giorgio Borg Olivier
1977-2004 Edward Fenech-Adami
2004-2013 Lawrence Gonzi
2013-oggi Simon Busuttil

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - Malta. URL consultato il 1º aprile 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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