Elezioni europee del 2009

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Elezioni europee del 2009
Unione europea Unione europea
2009 EP election result by Member State.svg
Commissione europea Commissione Barroso II
Precedenti 2004
Successive 2014

Le elezioni europee del 2009 si sono tenute tra il 4 e il 7 giugno nei 27 stati dell'Unione europea; ogni stato ha scelto la data delle elezioni a seconda delle consuetudini proprie della nazione o secondo quanto stabilito dai singoli governi — ad esempio, in Italia il 6 e 7 giugno, di sabato e domenica, come nel 2004, ma diversamente da quanto accaduto nelle più recenti elezioni[1], mentre nel Regno Unito il 4 giugno, di giovedì, come avviene solitamente. 500 milioni di europei[2] sono rappresentati, a seguito delle elezioni, da 736[3] membri del Parlamento europeo con il sistema proporzionale, superando le elezioni del 2004 che furono le più grandi elezioni trans-nazionali della storia.

I nuovi stati membri e la nuova composizione del Parlamento europeo[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni europee del 2009 furono le prime a cui parteciparono in contemporanea con gli altri stati membri anche le due nazioni entrate nell'Unione Europea nel 2007 ovverosia Bulgaria e Romania. I seggi dell'europarlamento sono stati riallocati tra i paesi membri per portarli alla quota di 736 componenti concordemente con il Trattato di Nizza all'epoca in vigore. Il Trattato di Lisbona, poi entrato in vigore dopo le elezioni e cioè il 1º dicembre 2009, pone invece la soglia massima di componenti il Parlamento Europeo a 751 membri (vedere sezione frazionamento sotto).[4]

Avvenimenti politici[modifica | modifica sorgente]

Presidenza della Commissione[modifica | modifica sorgente]

Era atteso che entro le elezioni europee del 2009 entrasse in vigore il Trattato di Lisbona,[5] il quale prevede gran parte dei cambiamenti originariamente previsti dalla defunta Costituzione europea: se la ratifica fosse avvenuta allora, i cambiamenti apportati dal Trattato avrebbero immediatamente aumentato le prerogative dell'europarlamento, tra cui i poteri riguardanti l'approvazione della fiducia alla Commissione Europea e ai suoi membri incluso il Presidente della Commissione.[6] Alcuni commentatori politici suggerirono allora l'idea che i partiti europei avrebbero potuto concorrere proponendo i propri candidati alla Presidenza della Commissione Europea già prima delle elezioni e quindi direttamente ai cittadini.[7] Il suggerimento venne accolto dal Partito Popolare Europeo (PPE) che sostenne José Manuel Durão Barroso, egli stesso membro del PPE, alla rielezione come guida della Commissione, da lui già presieduta dal 2004.[8]

EPPcongressWarsaw.jpg

Magnify-clip.png
30 aprile 2009. Al termine del Congresso di Varsavia i capi di governo aderenti al Partito Popolare Europeo sostengono la rielezione di José Manuel Durão Barroso (al centro con la cravatta azzurra) alla guida della Commissione aprendo la campagna elettorale per le europee 2009. L'unica donna è Angela Merkel. Il settimo da destra è Silvio Berlusconi.

I principali partiti europei e il rimescolamento delle alleanze[modifica | modifica sorgente]

Le principali famiglie politiche a livello europeo partecipati alle elezioni attraverso i partiti nazionali membri furono il Partito Popolare Europeo, il Partito del Socialismo Europeo, il Partito Democratico Europeo e il Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori. Nell'ambito dei partiti presenti negli Stati Membri in Italia Alleanza Nazionale si fuse con Forza Italia dando luogo al Popolo della Libertà e così aderendo al Partito Popolare Europeo. Alcuni partiti, tra i quali Diritto e Giustizia in Polonia, costituirono un gruppo unico assieme al Partito Conservatore (Regno Unito), che fino ad allora aveva aderito ai Democratici Europei all'interno del gruppo PPE-DE: nacque così il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Altri partiti decisero di costituire il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, erede di Indipendenza e Democrazia (ID), tra i quali la Lega Nord. Infine il Fianna Fáil (Irlanda), sempre più distante dalla politica di destra di alcuni membri del suo precedente gruppo, si unì all'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa.

Il Partito Democratico di Dario Franceschini[modifica | modifica sorgente]

Nel Partito Democratico in Italia, durante la leadership di Dario Franceschini, si discusse lungamente riguardo al gruppo ove collocare i propri membri all'interno del Parlamento europeo, giungendo a una soluzione solo dopo le votazioni. Il Partito Democratico era stato creato sotto la guida di Walter Veltroni ufficialmente il 14 ottobre 2007 dall'unione dei due principali partiti di centro-sinistra italiani, ovverosia i Democratici di Sinistra e La Margherita, i cui membri appartenevano rispettivamente al Partito del Socialismo Europeo (PSE) e all'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE). La soluzione venne poi trovata grazie alla creazione di una federazione con il PSE dando così vita a un gruppo parlamentare unico PSE-PD denominato Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D).

Sistema elettorale[modifica | modifica sorgente]

Per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo ciascuno stato membro è tenuto a utilizzare il sistema proporzionale in conformità dei principii comuni concernenti le elezioni europee ed emanati nel 2002 sulla base del trattato di Amsterdam del 1997. La legge italiana venne modificata il 20 febbraio 2009 e previde sempre il metodo Hare-Niemeyer già in vigore precedentemente, ma con aggiunta una soglia di sbarramento equivalente al 4% sul piano nazionale. Secondo tale legge elettorale ogni elettore poté esprimere un massimo di tre preferenze. Il territorio italiano si suddivide in cinque circoscrizioni ai soli fini della presentazione delle candidature, essendo la ripartizione dei seggi effettuata nel collegio unico nazionale.

Frazionamento[modifica | modifica sorgente]

Cambiamento dell'assegnazione dei seggi al Parlamento europeo alle elezioni del 2009[9]
Stato membro 2007 2009
2009
Lisbona
     Stato membro 2007 2009
Nizza
2009
Lisbona
     Stato membro 2007 2009
2009
Lisbona
Germania Germania 99 99 99 Rep. Ceca Rep. Ceca 24 22 22 Slovacchia Slovacchia 14 13 13
Francia Francia 78 72 74 Grecia Grecia 24 22 22 Irlanda Irlanda 13 12 12
Italia Italia 78 72 73 Ungheria Ungheria 24 22 22 Lituania Lituania 13 12 12
Regno Unito Regno Unitoa 78 72 73 Portogallo Portogallo 24 22 22 Lettonia Lettonia 9 8 9
Spagna Spagna 54 50 54 Svezia Svezia 19 18 20 Slovenia Slovenia 7 7 8
Polonia Polonia 54 50 51 Austria Austria 18 17 19 Cipro Cipro 6 6 6
Romania Romania 35 33 33 Bulgaria Bulgaria 18 17 18 Estonia Estonia 6 6 6
Paesi Bassi Paesi Bassi 27 25 26 Finlandia Finlandia 14 13 13 Lussemburgo Lussemburgo 6 6 6
Belgio Belgio 24 22 22 Danimarca Danimarca 14 13 13 Malta Malta 5 5 6
a Comprende Gibilterra, ma non tutti gli altri Territori britannici d'oltremare, aree sovrane o Dipendenze della Corona.
b Il Presidente non è conteggiato ufficialmente, pertanto rimangono 750 MPE.
I Paesi in corsivo sono suddivisi in circoscrizioni
Totale: 785 736 754b

La ripartizione dei seggi fra gli Stati membri applicata alle elezioni del 2009 è stata quella riportata nella colonna centrale. Questa ripartizione si differenzia da quella applicata alle precedenti elezioni, giacché nel frattempo entrò in vigore il Trattato di Nizza.

La ripartizione precedente (nella colonna 2007) fu quella decisa per le elezioni del 2004, ed integrata dal successivo ingresso nell'UE della Bulgaria e della Romania.

La terza colonna ("2009 Lisbona") si riferisce alla composizione secondo il trattato di Lisbona. Se esso fosse stato ratificato e fosse entrato in vigore prima delle elezioni (cosa tuttavia non avvenuta) il numero di europarlamentari sarebbe stato incrementato a 751 membri. Salvo nuove modifiche ai trattati europei, la ripartizione dei seggi conseguente al Trattato di Lisbona sarà in vigore per le elezioni europee del 2014.

Risultati finali[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportata la composizione definitiva del Parlamento Europeo. Accanto ai seggi assegnati ad ogni partito politico nazionale è indicata la percentuale di voti ottenuta da quel partito a livello nazionale.

Per nazione[modifica | modifica sorgente]

Gruppo politico
Nazione
PPE S&D
(PSE e PD)
ALDE Verdi-ALE ECRG GUE-NGL EFD Altri
(incl. NI)
MPE Affluenza Note
Austria 6 (ÖVP) 30% 4 (SPÖ) 23.7% 2 (Grünen) 10% 3 (Martin) 17.7%
2 (FPÖ) 12.7%
17 45,97% [10]
Belgio 3 (CD&V) 14.4%
1 (CDH) 5%
1 (CSP) 0.2%[11]
3 (PS) 10.9%
2 (SP.A) 8.2%
3 (VLD) 12.7%
2 (MR) 9.7%
1 (Verdi) 4.9%
2 (Ecolo) 8.5%
1 (N-VA) 6.1%
1 (LDD) 4.5% 2 (VB) 9.8% 22 90,39% [12]
Bulgaria 5 (GERB) 24.4%
1 (SDS/DSB) 8%
4 (BSP) 18.5% 3 (DPS) 14.1%
2 (NDSV) 8%
2 (Ataka) 12% 17 38,99% [13]
Cipro 2 (DISY) 35.6% 1 (EDEK) 9.8%
1 (DIKO) 12.3%
2 (AKEL) 34.8% 6 59,4% [14]
Danimarca 1 (C) 12.3% 4 (A) 20.9% 3 (V) 19.6% 2 (F) 15.4% 1 (N) 7% 2 (O) 14.8% 13 59,54% [15]
Estonia 1 (IRL) 12.2% 1 (SDE) 8.7% 1 (RE)15.3%
2 (KE) 26.1%
1 (Tarand) 25.8% 6 43,9% [16]
Finlandia 3 (Kok.) 23.2%
1 (KD)[17]
2 (SDP) 17.5% 3 (Kesk.) 19%
1 (SFP)6.1%
2 (Vihr.) 12.4% 1 (PS)[17] 13 40,3% [18]
Francia 29 (UMP-NC-LGM) 27.8% 14 (PS) 16.5% 6 (MoDem) 8.4% 14 (E-É) 16.3% 5 (FG) 6% 1 (MpF) 4.6% 3 (FN) 6.3% 72 40,63% [19]
Germania 34 (CDU) 30.7%
8 (CSU) 7.2%
23 (SPD) 20.8% 12 (FDP) 11% 14 (Grüne) 12.1% 8 (Linke) 7.5% 99 43,3% [20]
Grecia 8 (ND) 32.3% 8 (PASOK) 36.6% 1 (OP) 3.5% 2 (KKE) 8.3%
1 (SYRIZA) 4.7%
2 (LAOS) 7.1% 22 52,61% [21]
Irlanda 4 (FG) 29.1% 3 (Lab) 13.9% 3 (FF)24.%
1 (Harkin) 4.6%
1 (SP) 2.8% 12 58,64% [22]
Italia 29 (PdL) 35.3%
5 (UDC) 6.5%
1 (SVP) 0.5%
21 (PD) 26.1% 7 (IdV) 8% 9 (LN) 10.2% 72 65,05% [23]
Lettonia 1 (JL) 6.7%
2 (PS) 24.3%
1 (SDP[24]) 19.6% 1 (LPP/LC) 7.5% 1 (PCTVL) 9.7% 1 (TB/LNKK) 7.4% 1 (LSP[25]) 19.6% 8 53,7% [26]
Lituania 4 (TS-LKD) 26.9% 3 (LSDP) 18.6% 1 (DP) 8.8%
1 (LRLS) 7.4%
1 (AWPL) 8.4% 2 (TT) 12.2% 12 20,98% [27]
Lussemburgo 3 (CSV) 31.3% 1 (LSAP)19.4% 1 (DP)18.7 1 (Verdi) 16.8% 6 90,75% [28]
Malta 2 (PN) 40.5% 3 (PL) 54.8% 5 78,79% [29]
Paesi Bassi 5 (CDA) 20% 3 (PvdA)12% 3 (VVD)11.4%
3 (D66) 11.3%
3 (GL) 8.9% 1 (CU[30]) 6.8% 2 (SP) 7.1% 1 (SGP[31]) 4 (PVV) 17% 25 36,75% [32]
Polonia 25 (PO) 44.4%
3 (PSL) 7%
7 (SLD-UP) 12.3% 15 (PiS) 27.4% 50 24,53% [33]
Portogallo 8 (PSD) 31.7%
2 (CDS-PP) 8.4%
7 (PS) 26.5% 2 (PCP[34]) 10.6%
3 (BE) 10.7%
22 36,78% [35]
Regno Unito 13 (Lab) 15.3% 11 (LD) 13.3% 2 (GP) 8.4%
2 (SNP) 2%
1 (PC) 0.7%
24 (Con) 26.8%

1 (UUP) 0.6%

1 (SF) 0.6% 13 (UKIP) 16.1% 2 (BNP) 6%

1 (DUP) 0.5%
1 (Con)

72 34,7% [36]
Repubblica Ceca 2 (KDU–ČSL) 7.6% 7 (ČSSD) 22.4% 9 (ODS) 31.4% 4 (KSČM) 14.2% 22 28,22% [37]
Romania 10 (PD-L) 29.7%
3 (UDMR)8.9%
1 (Băsescu) 4.2%
11 (PSD-PC) 31% 5 (PNL) 14.5% 3 (PRM) 8.6% 33 27,67% [38]
Slovacchia 2 (SDKÚ-DS) 17%
2 (KDH) 10.9%
2 (SMK-MKP) 11.3%
5 (Smer)32% 1 (LS-HZDS) 9% 1 (SNS)5.6% 13 19,64% [39]
Slovenia 2 (SDS) 26.9%
1 (NSi) 16.3%
2 (SD) 18.4% 1 (LDS) 11.5%
1 (Zares) 9.8%
7 28,33% [40]
Spagna 23 (PP) 42.2% 21 (PSOE) 38.5%

1 (CDC[41]) 5.1%
1 (EAJ[42])

1 (ERC[43]) 2.5%

1 (ICV[44]) 3.7%

1 (PCE[45]) 1 (UPyD) 2.9% 50 44,9% [46]
Svezia 4 (M) 18.8%
1 (KD) 4.7%
5 (S) 24.4% 3 (FP) 13.6%
1 (C) 5.5%
2 (MP) 11%
1 (PP) 7.1%
1 (V) 5.7% 18 45,53% [47]
Ungheria 14 (Fidesz-MPP) 56.4% 4 (MSZP) 17.4% 1 (MDF) 5.3% 3 (Jobbik) 14.8% 22 36,31% [48]
Totale 265 184 84 55 54 35 32 27 736 43,24% [1]
Gruppo politico PPE PSE ALDE Verdi-ALE ECRG GUE-NGL EFD Altri
(incl. NI)
MPE Affluenza Note

Composizione del Parlamento[modifica | modifica sorgente]

Gruppo Ideologia Partiti europei MPE
  PPE Liberalismo conservatore e Cristianesimo democratico Partito Popolare Europeo 265
  S&D Progressismo (Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale e Liberalismo sociale) Partito Socialista Europeo e Partito Democratico 184
  ALDE Liberalismo e Liberaldemocrazia Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori e Partito Democratico Europeo 84
  V–ALE Ambientalismo e Regionalismo Partito Verde Europeo e Alleanza Libera Europea 55
  ECR Conservatorismo nazionale, Euroscetticismo moderato Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei e Movimento Politico Cristiano d'Europa 54
  GUE–NGL Comunismo, Socialismo democratico e Sinistra ecologista Partito della Sinistra Europea e Alleanza della Sinistra Verde Nordica 35
  ELD Euroscetticismo Movimento per un'Europa della Libertà e della Democrazia 32
  NI Indipendenti nessuno 27 Totale: 736

Elezioni svolte contemporaneamente alle europee[modifica | modifica sorgente]

In alcuni stati UE si sono tenute varie altre elezioni contemporaneamente alle europee: in Lussemburgo si sono tenute le amministrative, in Belgio si sono svolte le regionali, in Irlanda le amministrative come già nel 1999 e nel 2004, in Danimarca una modifica della costituzione. Nella stessa occasione vi sono state le elezioni locali in Inghilterra. In Italia il 6 e 7 giugno si è tenuta contemporaneamente alle europee anche la tornata ordinaria delle elezioni amministrative.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Interno.it: elezioni europee e amministrative il 6 e 7 giugno 2009
  2. ^ Popolazione totale dell'Unione e non numero degli elettori: 388 milioni circa.
  3. ^ Il trattato di Nizza dà questo numero come tetto massimo di deputati, ma certi siti danno la cifra di 732, quella del giugno 2004, altri ancora 750/751 che è il numero massimo previsto dal trattato di Lisbona, non ancora ratificato. Nelle sue conclusioni, il Consiglio europeo degli 11 e 12 dicembre 2008 ha adottato il seguente testo: "Nel caso in cui il trattato di Lisbona entrasse in vigore dopo l'elezione del Parlamento europeo di giugno 2009, delle misure provvisorie saranno adottate appena possibile per aumentare, fino al termine della legislatura 2009-2014, per i 12 Stati membri per cui era previsto l'aumento. Per cui questo numero passerà da 736 a 754 fino alla fine del 2014. L'obiettivo è che questa modifica entri in vigore nel 2010."
  4. ^ Euractiv.com - La Croazia non aderirà all'UE prima del 2010 - URL controllato il 12 giugno 2006
  5. ^ Council of the European Union, Consiglio europeo di Bruxelles 21/22 giugno 2007: Conclusioni della Presidenza, 20/06/2007. URL consultato il 22/06/2007.
  6. ^ Portale web Europa, Le istituzioni comunitarie: il Parlamento europeo. URL consultato il 28/06/2007.
  7. ^ La dimensione non dovrebbe importare commentisfree.guardian.co.uk 10/01/07
  8. ^ I politici europei diventeranno più politici, EU Observer 27/06/07
  9. ^ Vedere: Istituzioni: PE, Cambiamenti costituzionali, Protocollo 34.
  10. ^ In the past
  11. ^ Il sistema elettorale belga prevede la suddivisione del territorio nazionale in tre circoscrizioni elettorali indipendenti fra loro, di cui una elegge un solo eurodeputato; quindi il Partito Cristiano Sociale, nonostante un risultato irrisorio a livello nazionale, ha eletto un rappresentante avendo conseguito il maggior numero di voti in tale collegio
  12. ^ In the past
  13. ^ In the past
  14. ^ In the past
  15. ^ In the past
  16. ^ In the past
  17. ^ a b KD insieme a PS 14%
  18. ^ In the past
  19. ^ In the past
  20. ^ In the past
  21. ^ In the past
  22. ^ In the past
  23. ^ In the past
  24. ^ nella coalizione SC
  25. ^ nella coalizione SC
  26. ^ In the past
  27. ^ In the past
  28. ^ In the past
  29. ^ In the past
  30. ^ Con SGP
  31. ^ Con CU
  32. ^ In the past
  33. ^ In the past
  34. ^ nella CDU
  35. ^ In the past
  36. ^ In the past
  37. ^ In the past
  38. ^ In the past
  39. ^ In the past
  40. ^ In the past
  41. ^ nella CpE
  42. ^ nella CpE
  43. ^ nella coalizione EdP
  44. ^ nella coalizione IU
  45. ^ nella coalizione IU
  46. ^ In the past
  47. ^ In the past
  48. ^ In the past

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Unione europea Portale Unione europea: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Unione europea