Dario Franceschini

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Dario Franceschini
Dario Franceschini daticamera.jpg

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Massimo Bray

Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di governo
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Piero Giarda
Successore Maria Elena Boschi

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 21 febbraio 2009 –
25 ottobre 2009
Predecessore Walter Veltroni
Successore Pier Luigi Bersani

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema, Giuliano Amato
Predecessore Gianclaudio Bressa
Successore Gian Paolo Gobbo

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
(dal 2007)
Precedenti:
La Margherita
(2002-2007)
Partito Popolare Italiano
(1995-2002)
Cristiano Sociali
(1994-1995)
Democrazia Cristiana
(fino al 1994)
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
on. Dario Franceschini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Dario Franceschini
Luogo nascita Ferrara
Data nascita 19 ottobre 1958 (56 anni)
Partito Partito Democratico
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo Partito Democratico
Coalizione PD-IdV (XVI)
Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione XI Emilia-Romagna
Incarichi parlamentari
  • Presidente gruppo parlamentare Partito Democratico (XVI legislatura)
  • Componente XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea)
  • Componente Delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa
  • Componente Delegazione parlamentare presso l'Assemblea dell'Unione dell'Europa Occidentale
Pagina istituzionale

Dario Franceschini (Ferrara, 19 ottobre 1958) è un politico, avvocato e scrittore italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nel governo Renzi.

Dal 22 dicembre 1999 all'11 giugno 2001 è stato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei governi D'Alema II, Amato II, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di governo nel Governo Letta

È stato segretario nazionale del Partito Democratico dal 21 febbraio al 25 ottobre 2009 e presidente del gruppo del PD alla Camera dei deputati dal 17 novembre 2009 al 19 marzo 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Giorgio fu un partigiano cattolico e deputato per la Democrazia Cristiana durante la II Legislatura, dal 1953 al 1958. Laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Ferrara con una tesi in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche, ha pubblicato nel 1985 il libro Il Partito Popolare a Ferrara. Cattolici, socialisti e fascisti nella terra di Grosoli e Don Minzoni e sullo stesso argomento ha partecipato a convegni e a varie pubblicazioni. Dal 1985 esercita la libera professione come avvocato civilista cassazionista.

È stato membro effettivo del collegio sindacale dell'Eni nei primi tre anni della privatizzazione; è socio ordinario di Astrid (Associazione per gli Studi e le ricerche sulla Riforma delle Istituzioni Democratiche e sull'innovazione nelle amministrazioni pubbliche) e della sezione italiana dell'Istituto Internazionale Jacques Maritain.

È stato presidente dell'ente Palio di Ferrara. È cittadino onorario del Comune di Borgo Velino.

Ha due figlie[1].

L'8 marzo 2014, nel corso di una visita a Palmanova, viene ricoverato a causa di un malore mentre si trovava nella caserma "Ederle". Il bollettino ufficiale dell'ospedale riferirà, più tardi, che il ministro è stato colpito da una «sindrome coronarica acuta, trattata positivamente e tempestivamente». Successivamente verrà trasferito all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine[2]. Verrà dimesso il 16 marzo 2014.

Dopo il Divorzio, Il 14 settembre 2014 si sposa, a Sutri (VT) con Michela Di Biase [3].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Associazione Studentesca Democratica alla Democrazia Cristiana[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività politica inizia a livello studentesco, al liceo scientifico Antonio Roiti di Ferrara nell'autunno del 1974 quando fonda l'Associazione Studentesca Democratica, di ispirazione cattolica e centrista. L'ASD si presenta in quasi tutti gli istituti superiori della città alle prime elezioni previste dai "decreti delegati". Dal 1974 al 1977 viene eletto nei vari organismi (consigli di classe, disciplina e istituto). Successivamente viene eletto in rappresentanza degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Università di Ferrara. Le figure carismatiche che fin dalla giovinezza suscitano la sua attenzione sono, fra le altre, Benigno Zaccagnini e don Primo Mazzolari. In particolare don Mazzolari viene più volte ricordato durante la sua campagna per la corsa alla segreteria del Partito Democratico. A lui dedica uno dei passi più significativi del discorso finale della campagna elettorale, pronunciato a Marzabotto il 24 ottobre 2009

Si iscrive alla Democrazia Cristiana dopo l'elezione di Benigno Zaccagnini e viene eletto delegato provinciale giovanile. Nel 1980 diventa consigliere comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare. L'anno seguente entra nella direzione nazionale del movimento giovanile DC, per il quale fonda e dirige la rivista Nuova Politica. Nel 1989 dirige a Roma il mensile Settantasei che raccoglie i quadri trentenni della sinistra dc e viene chiamato alla vice-direzione del mensile Il Confronto e nella redazione del settimanale del partito La Discussione.

Nella fase di trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano invita il partito, all'Assemblea Costituente di Roma del 1993, a scegliere con determinazione, come conseguenza del nuovo sistema elettorale maggioritario, la via dell'alleanza tra centro e sinistra. Non accetta infatti la decisione del partito di schierarsi autonomamente - come coalizione di centro - alle elezioni politiche del 1994, nel Patto per l'Italia. Decide pertanto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali, fondando il movimento a Ferrara e divenendone Consigliere Nazionale. Nel 1994 dà vita a Ferrara a una delle prime giunte di centrosinistra d'Italia, divenendo Assessore alla Cultura e al Turismo. Nel 1995 si candida a sindaco di Ferrara (sostenuto da Verdi, Cristiano Sociali e Laburisti) raccogliendo il 20%.

Nel Partito Popolare Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le scissioni interne al PPI e l'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito e, dal 1997 al 1999, ne è vicesegretario nazionale. Successivamente al congresso nazionale del 1999, in cui si candida a segretario nazionale ma viene sconfitto da Pierluigi Castagnetti, entra a far parte della direzione nazionale e dell'ufficio di segreteria con l'incarico per le politiche della Comunicazione. Entra nel secondo Governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali, riconfermato poi dal successivo governo Amato. A nome del Governo segue in particolare il tema della legge elettorale, e sino all'approvazione definitiva, la legge costituzionale di riforma degli statuti delle Regioni a statuto speciale, l'introduzione del diritto di voto per gli italiani all'estero e le modifiche al titolo V della Costituzione.

Nell'Ulivo[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Ferrara e diventa componente della giunta delle elezioni e della prima commissione permanente per gli affari costituzionali. Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del comitato costituente del partito, del quale diventa coordinatore dell'esecutivo nazionale[4]. Gli incarichi di partito gli vengono confermati dai successivi congressi del 2002 e del 2004. È stato membro del direttivo del Partito Democratico Europeo e componente dell'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). È socio fondatore dell'associazione interparlamentare per il commercio equo e solidale.

Rieletto deputato alle elezioni politiche del 2006 nella lista unica di Margherita e DS detta L'Ulivo, si dimette da coordinatore della Margherita e viene eletto presidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei deputati.

Nel Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Con la nascita del Partito Democratico il 14 ottobre 2007 e l'ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, è divenuto vicesegretario nazionale del nuovo partito[5]. A seguito di tale designazione, si è dimesso dalla presidenza del gruppo L'Ulivo alla Camera dei deputati, sostituito da Antonello Soro[6].

È Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel Governo ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.

Viene eletto nuovamente deputato alle elezioni politiche del 2008. Ha rappresentato sino al luglio 2012 il Parlamento italiano al Consiglio d'Europa e all'assemblea dell'Unione Europea Occidentale.

Segretario del Partito[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 febbraio 2009, dopo le dimissioni di Walter Veltroni[7], viene eletto segretario del Partito Democratico con 1047 preferenze[8].

Il primo atto dopo l'elezione è stato il giuramento su una copia della Costituzione Italiana, davanti al castello della natìa Ferrara; presente il padre Giorgio Franceschini, ex-partigiano ed ex-deputato[9].

In vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 25 ottobre 2009, Franceschini è candidato segretario, insieme a Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino. Lo slogan per la sua corsa alla segreteria è "Liberiamo il Futuro". Organizza la campagna elettorale incentrandola su una serie di discorsi, i "10 discorsi agli italiani", che pronuncia in città o luoghi attinenti al tema trattato e significativi per la storia del paese. A Marzabotto pronuncia il "Discorso ai Liberi", a Genova il "Discorso ai Nuovi Italiani", a Cosenza il "Discorso ai giovani del Sud". Ogni discorso si conclude con la parola "adesso", chiaramente ispirata alla rivista Adesso, fondata da don Primo Mazzolari. I discorsi vengono poi pubblicati nel novembre 2009 nel libro, edito da Bompiani: "In dieci parole. Sfidare la destra sui valori".Tra i sostenitori della candidatura di Franceschini ci sono Piero Fassino[10], Debora Serracchiani[11], Franco Marini[12], Marco Minniti[13], Giovanna Melandri[14], Tiziano Treu[15], Enrico Morando[16], Marina Sereni[17], Antonello Soro[18], Cesare Damiano[19], Pierluigi Castagnetti[20], Paolo Gentiloni[21], Sergio Cofferati[22], Rita Borsellino[23], Mario Adinolfi[24], David Sassoli[25]. L'ex segretario del Pd Walter Veltroni, pur dichiarando di voler rimanere fuori dalle vicende congressuali, ha avuto parole di apprezzamento per la candidatura di Franceschini[26].

Il 25 ottobre 2009 alle primarie del PD Franceschini ottiene oltre un milione di voti, pari al 34% dei consensi, venendo superato da Bersani che diventa quindi il nuovo segretario. La sera stessa dà atto a Bersani della vittoria, e afferma che al di là dei risultati si impegnerà per garantire l'unità del partito[27]. Il 17 novembre viene eletto Presidente del Gruppo parlamentare del PD alla Camera dei deputati dopo che Antonello Soro si era dimesso da deputato. Dopo la sconfitta alle primarie, riorganizza tutte le forze che avevano sostenuto la sua candidatura in una componente interna al Partito Democratico, Area Democratica, di cui subito è visto come punto di riferimento.

Elezioni politiche 2013[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è candidato ed eletto alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Emilia-Romagna[28].

A marzo, in seguito alle Elezioni, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto Riparte il futuro firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (art. 416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare[29].

Ministro nei governi Letta e Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell'attività di governo nel Governo Letta. Il 22 febbraio 2014 presta giuramento come Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo del Governo Renzi.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo Nelle vene quell'acqua d'argento, con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Il romanzo è stato pubblicato da Gallimard in Francia nella collana L'Arpenteur con il titolo Dans les veines ce fleuve d'argent e successivamente ripubblicato nella collana tascabile "Folio".

Nel 2007 ha pubblicato il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale della compagnia "Giorni Dispari Teatro" di Varese.

Nel 2011 esce il libro Daccapo, un romanzo che ha come protagonista il figlio di un notaio di provincia che ha avuto 53 figli segreti da altrettante prostitute[30][31].

Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bompiani.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franceschini, il candidato che tifa Spal e scrive romanzi in Adnkronos, 16 ottobre 2009. URL consultato il 21 febbraio 2010.
  2. ^ Udine, Franceschini in ospedale «Sindrome coronarica acuta» in L'Unità, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  3. ^ Ballerino e dj, il ministro Franceschini dà spettacolo al suo matrimonio» in Il resto del Carlino, 14 settembre 2014. URL consultato il 18 settembre 2014.
  4. ^ Margherita, 25 membri per il primo Esecutivo in Corriere della Sera, 28 luglio 2001, p. 9. URL consultato il 13 novembre 2009.
  5. ^ Monica Guerzoni, Pd, Veltroni vara la sua squadra Le donne superano gli uomini in Corriere della Sera, 05 novembre 2007, p. 10-11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  6. ^ Pd, è Soro il nuovo capogruppo in Corriere della Sera, 08 novembre 2007, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  7. ^ Veltroni conferma le dimissioni "Adesso basta farsi del male" in La Repubblica, 17 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  8. ^ Franceschini nuovo segretario del Pd Veltroni: «Dario è la persona giusta» in Corriere della Sera, 21 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  9. ^ A Ferrara Franceschini giura sulla Costituzione in L'Unità, 22 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  10. ^ Goffredo De Marchis, Dario il ponte tra due generazioni Massimo e Walter si facciano da parte in La Repubblica, 28 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  11. ^ Curzio Maltese, Io non corro, sosterrò Franceschini D' Alema e gli altri sono l'apparato in La Repubblica, 1° luglio 2009, p. 15. URL consultato il 13 novembre 2009.
  12. ^ Il Pd vota: «Congresso a ottobre» Passa la linea Franceschini, 7 contrari in Corriere della Sera, 27 giugno 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  13. ^ Mariagrazia Gerina, Il sondaggio dell'Unità: forza primarie, non si torna indietro in l'Unità, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  14. ^ Susanna Turco, Il congresso Un rischio farlo nel momento di maggior fragilità Oggi il Pd è il partito del distinguo. Ma sto con Franceschini - Intervista a Giovanna Melandri in l'Unità, 03 luglio 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  15. ^ Mozione Franceschini in Sito ufficiale Tiziano Treu. URL consultato il 13 novembre 2009.
  16. ^ (PDF) Tommaso Labate, Bene Bersani, ora basta con gli accrocchi in Il Riformista, 30 luglio 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  17. ^ Andrea Carugati, Intervista a Marina Sereni in l'Unità, 09 luglio 2009, p. 20. URL consultato il 13 novembre 2009.
  18. ^ (PDF) Teresa Bartoli, Bersani? Troppo legato ai vecchi schemi in Il Mattino, 29 giugno 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  19. ^ Andrea Carugati, I«Scelgo Dario perché le vecchie divisioni appartengono al passato» - Intervista a Cesare Damiano in l'Unità, 16 luglio 2009, p. 19. URL consultato il 13 novembre 2009.
  20. ^ (PDF) Dario segretario e Pierluigi candidato premier in Il Messaggero, 29 giugno 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  21. ^ Paolo Gentiloni, Una rotta per tornare a vincere in Europa, 07 luglio 2009, p. 1. URL consultato il 13 novembre 2009.
  22. ^ Marco Imarisio, Cofferati con il segretario «È una scelta di sinistra» in Corriere della Sera, 25 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  23. ^ Rita Borsellino a Firenze per sostenere Franceschini in La Nazione, 05 settembre 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  24. ^ Ninni Andriolo, Franceschini-Bersani scontro sul bipolarismo Adinolfi: non mi candido in l'Unità, 24 luglio 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  25. ^ Sassoli: “Perché voto Franceschini” in L'Altro, 22 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  26. ^ Roberta Giani, Veltroni: Dario vuole grande il Pd in La Provincia Pavese, 06 settembre 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  27. ^ Pd, è Bersani il nuovo segretario «Saremo il partito dell'alternativa» in Corriere della Sera, 25 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  28. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) in Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  29. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  30. ^ Denise Pardo, Franceschini erotico in l'Espresso, 21 aprile 2011. URL consultato il 3 maggio 2011.
  31. ^ “Daccapo”, il romanzo hot di Franceschini in Il Secolo XIX, 22 aprile 2011. URL consultato il 3 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Massimo Bray 22 febbraio 2014 in carica
Predecessore Ministro per i Rapporti con il Parlamento Successore
Piero Giarda 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Maria Elena Boschi
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Dario Franceschini 25 aprile 2000 - 11 giugno 2001 Gian Paolo Gobbo
Predecessore Segretario del Partito Democratico Successore Partito Democratico.jpg
Walter Veltroni 21 febbraio 2009 - 25 ottobre 2009 Pier Luigi Bersani
Predecessore Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati Successore
gruppo non costituito 3 maggio 2006 - 7 novembre 2007 Antonello Soro I
Antonello Soro 17 novembre 2009 - 19 marzo 2013 Roberto Speranza II

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