Enrico Letta

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Enrico Letta
Enrico Letta 2013.jpg

Presidente del Consiglio dei ministri
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Giorgio Napolitano
Predecessore Mario Monti
Successore Matteo Renzi

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
(ad interim)
Durata mandato 27 gennaio 2014 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Nunzia De Girolamo
Successore Maurizio Martina

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianni Letta
Successore Gianni Letta

Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema,
Giuliano Amato
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Antonio Marzano

Ministro per le Politiche comunitarie
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Lamberto Dini[1]
Successore Patrizia Toia

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Tendenza politica Cristianesimo sociale
Alma mater Università di Pisa
on. Enrico Letta
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Enrico Letta
Luogo nascita Pisa
Data nascita 20 agosto 1966 (47 anni)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche, PhD in diritto internazionale
Professione Dirigente di azienda privata
Partito La Margherita - l'Ulivo, Partito Democratico
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo La Margherita - l'Ulivo, PD
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
PD-IdV (XVI),
l'Unione (XV),
l'Ulivo (XIV)
Circoscrizione XIV (Marche) (XVII),
IV (Lombardia 2) (XVI),
III (Lombardia 1) (XV),
I (Piemonte 1) (XIV)
Incarichi parlamentari

XVI Legislatura

  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)

XV Legislatura

  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
  • Componente della XIII Commissione (Agricoltura)

XIV Legislatura

  • Componente della IV Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
  • Componente del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Pagina istituzionale
Enrico Letta
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Uniti nell'Ulivo
Legislatura VI
Gruppo Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
* Membro della Commissione per i problemi economici e monetari
  • Membro della delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)
  • Membro sostituto della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013
Pagina istituzionale

Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Nel 1998 è stato nominato ministro per le politiche comunitarie del governo D'Alema I,[2] diventando il più giovane, fino ad allora, ministro della storia della Repubblica.[3] È stato successivamente ministro dell'industria nei Governi D'Alema II ed Amato II,[2] e poi sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri del governo Prodi II.

Europarlamentare dal 2004 al 2006 nel gruppo liberaldemocratico, dal 2001 è deputato, iscritto dapprima al gruppo parlamentare della Margherita e poi a quello del PD, partito del quale è stato vicesegretario nazionale dal 2009 al 2013.[2]

Il 24 aprile 2013, Giorgio Napolitano, appena rieletto presidente della Repubblica, gli conferisce l'incarico di formare un nuovo governo. Letta accetta l'incarico con riserva, che scioglie positivamente il 27 aprile 2013; lo stesso giorno presenta la lista dei ministri e il 28 aprile pronuncia il giuramento.[2] Il 14 febbraio 2014 rassegna le proprie dimissioni a seguito della sfiducia votata il giorno precedente dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.[4]

Studi e vita familiare[modifica | modifica sorgente]

Enrico Letta è figlio di Anna Banchi e di Giorgio Letta (professore di Calcolo delle probabilità all'Università di Pisa, socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei e dell'Accademia Nazionale delle Scienze) ed è nipote di Gianni Letta, uno dei principali collaboratori di Silvio Berlusconi.[5]

Trascorre parte dell'infanzia a Strasburgo, dove frequenta la scuola dell'obbligo. Si laurea in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode[6]. Consegue il perfezionamento (equivalente al dottorato di ricerca, in base alla legge N. 41/1987) in Diritto delle comunità europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

È stato professore a contratto presso l'Università Carlo Cattaneo tra il 2001 e il 2003, presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nel 2003 e presso l'École des hautes études commerciales di Parigi nel 2004[7]. Si è sposato una prima volta a 24 anni, ha divorziato 6 anni dopo[8] ed è sposato in seconde nozze con la giornalista del Corriere della Sera Gianna Fregonara, con la quale ha tre figli,[9] Giacomo, Lorenzo e Francesco.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Primi passi[modifica | modifica sorgente]

È stato presidente dei Giovani democristiani europei tra il 1991 e il 1995, quindi segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro nel biennio 1996-1997 e vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano dal 1997 al 1998. Successivamente è nominato ministro per le politiche comunitarie del governo D'Alema I (1998-1999), poi ministro dell'industria nei Governi D'Alema II ed Amato II (1999-2001).[2]

Dal 2001 al 2004, Letta è responsabile nazionale per l'economia della Margherita. Alle elezioni europee del 2004 è stato eletto parlamentare europeo per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-est, ricevendo 176 000 preferenze.[10]

Iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia). Nel 2006, viene nominato sottosegretario del Consiglio dei ministri del Governo Prodi,[2] succedendo allo zio Gianni Letta, e abbandona l'incarico europeo per accettare quello di deputato nazionale.

L'impegno nel Partito Democratico[modifica | modifica sorgente]

Enrico Letta nel 2009

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato Nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD[11] tramite un video su YouTube.[12] In seguito ha dichiarato:

« Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel PD ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.[13] »

La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra:

Raccogliendo 391.775 voti (l'11,02%), supera i tre candidati indipendenti (Jacopo Schettini Gherardini, Pier Giorgio Gawronski e Mario Adinolfi) e si piazza terzo alle spalle di Rosy Bindi e Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75,82% dei voti. Nel 2007 è nominata Responsabile nazionale Lavoro nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni. Dal 9 maggio 2008 al 24 febbraio 2009 è Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali nel Governo ombra del Partito Democratico.[19] L'8 maggio 2008 restituisce l'incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta, a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva elezione a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

È eletto alla Camera nelle fila del Partito Democratico. Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella XVI legislatura (2008-2013), quella sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari.[20] Primo firmatario, insieme con Guglielmo Vaccaro, della Legge 238/2010 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto "Controesodo - Talenti in movimento".

Dal 24 febbraio 2009 il Segretario del PD Dario Franceschini (già Vicesegretario di Veltroni nominato leader del Pd dopo le sue dimissioni dalla Segreteria nazionale) lo nomina Presidente nazionale del Forum Welfare del Pd.

Vicesegretario del PD (2009-2013)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni primarie del 2009 sostiene la mozione vincente di Pier Luigi Bersani ed il 7 novembre 2009 viene eletto vicesegretario nazionale del PD.[21] Il 20 aprile 2013, contestualmente alla effettività delle dimissioni del segretario Bersani a causa dell'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, tutta la segreteria del PD, e quindi anche il vicesegretario Letta, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito.

Deputato PD nella XVII Legislatura (2013)[modifica | modifica sorgente]

L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nelle circoscrizioni Marche e Campania II in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013[22]. A marzo, in seguito alle elezioni, insieme con molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro", firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione, modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[23]

Presidente del Consiglio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Letta.
Enrico Letta con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

IL 24 aprile 2013 riceve l'incarico di presidente del Consiglio dei ministri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incarico che accetta con riserva.[24] Dopo un rapido giro di consultazioni nella giornata di giovedì 25 aprile,[25] il 27 aprile scioglie la riserva e forma il 62° governo della Repubblica Italiana, composto da 21 ministri, di cui sette donne, con un'età media di 54 anni.[26] Il governo è composto da esponenti del Partito Democratico, Popolo della Libertà e Scelta Civica.

Il 29 aprile ottiene la fiducia della Camera dei Deputati con 453 voti favorevoli e 153 contrari su 623 votanti; solo 17 gli astenuti[27]. Il giorno successivo ha ottenuto la fiducia anche al Senato con 233 sì, 59 no e 18 astenuti.[28] Il suo governo si configura come il primo esecutivo di grande coalizione della storia della Repubblica, in quanto comprende esponenti di entrambe le principali coalizioni che si contrapponevano prima delle elezioni.

In particolare, la stessa carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri è stata affidata al segretario politico del Popolo della libertà Angelino Alfano. Il 14 giugno promuove un vertice a quattro a Palazzo Chigi con i ministri economici e del Lavoro di Italia, Germania, Francia e Spagna sul tema della disoccupazione giovanile[29]. Il 15 giugno il Governo emana il c.d. "decreto del fare", provvedimento volto ad assumere politiche per il rilancio dell'economia[30].

Il 17 e 18 giugno partecipa al suo primo G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord[31], mentre tra il 5 e il 6 settembre partecipa al G20 di San Pietroburgo[32].

Letta e Barack Obama al G8 del 2013

Il 28 settembre i ministri del PdL si dimettono su ordine del loro leader Silvio Berlusconi, prendendo a pretesto la decisione di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA dal 21 al 22%, aprendo così di fatto una crisi di governo.[33]. Il giorno seguente Letta si reca al Colle dal Presidente della Repubblica per fare il punto della situazione sul Governo e le alternative possibili. In precedenza il Capo dello Stato aveva dichiarato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibili[34].

Il 2 ottobre si è votato per la fiducia: in mattinata si è votato presso il Senato, nel pomeriggio alla Camera[35][36]. Al Senato ha ottenuto 235 voti favorevoli e 70 contrari, mentre alla Camera 435 favorevoli e 162 contrari, ottenendo quindi la piena fiducia da parte del Parlamento[37]. Il 27 novembre il Senato approva il ddl di Stabilità con 162 voti favorevoli (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica) e 115 contrari (Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Fratelli d'Italia). Ciò comporta, dunque, sia l'approvazione della legge finanziaria da parte del Senato sia la composizione di una nuova maggioranza di Governo dopo l'uscita di Forza Italia, anche a seguito della votazione della decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi avvenuta in quello stesso giorno.[38][39]

In seguito alle dimissioni dal Governo del ministro Nunzia De Girolamo, dal 27 gennaio assume ad interim la carica di Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.[40]

Il 13 febbraio 2014 la Direzione Nazionale del Partito Democratico, su impulso del segretario Matteo Renzi, chiede a Letta le dimissioni per fare spazio ad un nuovo esecutivo guidato dallo stesso Renzi.[41] Il giorno seguente, Letta rassegna le proprie dimissioni al Capo dello Stato.[4][42]

In seguito si trasferisce a Parigi per insegnare all'Università Sciences-Po dove tiene un corso su Europa e populismi.[43]

Incarichi associativi[modifica | modifica sorgente]

Letta è segretario generale dell'Arel - Agenzia di ricerche e legislazione, fondata da Beniamino Andreatta, nonché fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò[44]. È inoltre membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale[45] e del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia (ne è vicepresidente dal 2004)[46]. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg presso Chantilly, Virginia, USA.[47]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luigi Lusi#Inchieste giudiziarie.

Nel gennaio 2012 l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito, ha sostenuto che parte di tali soldi sia andata a diversi appartenenti al partito, tra i quali Enrico Letta[48]. Nel maggio 2013, veDrò, la fondazione politico-culturale creata da Letta, è al centro di un'inchiesta della Guardia di Finanza[49]. La fondazione viene chiusa qualche mese più tardi per evitare possibili accuse di conflitto d'interesse con l'incarico governativo del suo fondatore[50].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministro per gli Affari Esteri con delega alle Politiche comunitarie; Sottosegretario di Stato delegato Piero Fassino
  2. ^ a b c d e f Enrico Letta, Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  3. ^ Il record è stato superato da Giorgia Meloni, ministro nel 2008 a 31 anni.
  4. ^ a b Letta, dimissioni compiute. Quirinale, subito consultazioni: nessun passaggio in Aula, la Repubblica, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  5. ^ Mattia Feltri, Gianni ricevuto da Enrico. E per la prima volta zio e nipotetrattano “alla luce del sole”, La Stampa, 28 settembre 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  6. ^ Come riportato sul CV della sua pagina web. Il prof. Basani, in un' un'intervista a Libero in libero.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 19 settembre 2013. ricorda diversamente.
  7. ^ Governo. Enrico Letta, l’allievo di Andreatta diventa presidente del Consiglio in giornale.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  8. ^ Quando Enrico Letta ringraziò lo «zio Gianni», Vanity Fair, Sara Faillaci, 3 maggio 2013
  9. ^ Enrico Letta Profile: Mild-Mannered AC Milan Fan who is Italy’s Next PM in International Business Times, 24 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  10. ^ Enrico Letta, genitori tra gioia e timori, ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  11. ^ Pd: Letta: «Mi candido». Video sul web - Corriere della Sera
  12. ^ Enrico Letta si candida alle primarie del Partito Democratic - YouTube
  13. ^ Citato in Paolo Tessadri, Letta leader? Senza grinta, il Fatto Quotidiano, 1º agosto 2013. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  14. ^ De Castro: «Candidatura Letta grande occasione per coinvolgere società» - EnricoLetta.it
  15. ^ con il Pd Corritore appoggia Letta
  16. ^ ds Ranieri «Pronto a sostenere Letta»
  17. ^ qui il Pd non si fara - Cronaca - Trentino Corriere Alpi
  18. ^ Gli Innovatori Europei sostengono la candidatura di Enrico Letta in tutta Italia - Innovatori Europei- Info
  19. ^ Governo ombra, tutti i nomi in Corriere della Sera, 09 maggio 2008. URL consultato il 1º novembre 2009.
  20. ^ La nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi in Sito ufficiale Enrico Letta, 24 ottobre 2011. URL consultato il 25 aprile 2013.
  21. ^ Bersani indica la rotta "Partito dell'alternativa" Enrico Letta eletto vice in Quotidiano Nazionale, 07 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  22. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) in Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  23. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  24. ^ Federica Seneghini, Letta nuovo premier incaricato «Siamo in terra incognita , ma sono fiducioso» in Corriere della Sera, 24 aprile 2013. URL consultato il 25 aprile 2013.
  25. ^ Letta: "Nodi restano, ci vuole tempo"Alfano: "Difficoltà, ma spirito costruttivo" in la Repubblica, 25 aprile 2013. URL consultato il 26 aprile 2013.
  26. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione» in Corriere della Sera, 27 aprile 2013.
  27. ^ 453 sì, 153 no: il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera in Corriere della Sera, 29 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013.
  28. ^ Letta incassa la fiducia anche al Senato in Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  29. ^ Vertice lavoro, Letta ai ministri europei: «Non c'è più tempo, si deve agire subito Scelta sciagurata guardare solo i conti» in Il messaggero, 16 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  30. ^ Il Decreto del fare, misura per misura in europaquotidiano.it, 14 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  31. ^ G8, il debutto di Enrico Letta Prima l'incontro con Obama L'incognita Siria divide già in qn.quotidiano.net, 17 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  32. ^ San Pietroburgo, al via il G20 Tensione e freddezza tra Obama e Putin in corriere.it, 5 settembre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013.
  33. ^ Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi - Letta: gesto folle per motivi personali, 28 settembre 2013. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  34. ^ Napolitano: "Verifico se possibile legislatura" In serata Letta sale al Colle, 29 settembre 2013. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  35. ^ Crisi di governo: i ministri PdL rassegnano le dimissioni irrevocabili, 30 settembre 2013. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  36. ^ Crisi di governo: voto di fiducia il 2 ottobre, 30 settembre 2013. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  37. ^ Berlusconi si arrende, Letta ottiene fiducia. Napolitano: "Ora basta giochi al massacro" repubblica.it
  38. ^ Legge stabilità, sì del senato Ddl ora passa alla Camera, 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  39. ^ Forza Italia esce dalla maggioranza Alfano: «Un errore sabotare Letta», 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  40. ^ Comunicato del Governo: Letta accetta dimissioni ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, De Girolamo, 27 gennaio 2014. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  41. ^ Renzi manda a casa Letta: oggi il premier al Quirinale per le dimissioni. Pd: sì a nuovo governo, 13 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  42. ^ governo.it (Il Presidente della Repubblica ha preso atto e lo ha invitato a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti)
  43. ^ Letta professore a Parigi “Insegno a Sciences-Po ma non sono un esule”
  44. ^ Noi in Associazione TrecentoSessanta. URL consultato il 10 marzo 2010.
  45. ^ Trilateral.org. URL consultato il 23 settembre 2011.
  46. ^ "Comitato Esecutivo dell'Aspen Institute Italia"
  47. ^ bilderbergmeetings.org/.
  48. ^ Lusi si difende e parla di E. Letta "Non potevo verificare le fatture" in la Repubblica, 24 maggio 2012. URL consultato il 26 aprile 2013.
  49. ^ Mose, Fiamme gialle anche nella fondazione di Letta
  50. ^ VeDrò, chiude il think tank di Letta in lettera43.it, 10 ottobre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2013.

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