Isola di Lampedusa

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Isola di Lampedusa
Lampedusa island.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Canale di Sicilia
Coordinate 35°30′56″N 12°34′23″E / 35.515556°N 12.573056°E35.515556; 12.573056Coordinate: 35°30′56″N 12°34′23″E / 35.515556°N 12.573056°E35.515556; 12.573056
Arcipelago isole Pelagie
Superficie 20,2 km²
Altitudine massima 133 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Agrigento Agrigento
Comune Lampedusa e Linosa-Stemma.png Lampedusa e Linosa
Demografia
Abitanti 6.304
Etnico Lampedusani
Cartografia
Pelagie Islands map it.PNG
Mappa di localizzazione: Sicilia
Isola di Lampedusa

[senza fonte]

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Lampedusa (Lampidusa in siciliano) è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Pelagie, in Sicilia[1].

È la più estesa dell'arcipelago delle Pelagie nel mar Mediterraneo e fa parte della provincia di Agrigento. Amministrativamente forma assieme a Linosa il comune di Lampedusa e Linosa (di cui è la sede municipale), che conta 6.304 abitanti complessivi[2]. Con una superficie di 20,2 km², è la quinta per estensione delle isole siciliane. In antichità il suo nome era Lopadùsa (Λοπαδοῦσσα in greco).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'isola ha una forma allungata e misura da O a E, 10,8 km, mentre nel punto più largo, da N a S, misura 3,6 km, per uno sviluppo perimetrale di 33,3 km. Geologicamente è un Horst e appartiene all'Africa; come Pantelleria è più vicina alle coste tunisine, distando da queste 113 km (e 150 km da Malta), che non a quelle siciliane, da cui la separano 205 km; la profondità massima del braccio di mare tra Lampedusa e l'Africa è di 120 m. Il punto più elevato dell'isola è Albero Sole, a 133 m di altitudine.

Lampedusa è il territorio e il centro abitato più meridionale d'Italia: è infatti situata alla latitudine di 35°30' N, più a sud di Tunisi e Algeri.

Zone d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dal porticciolo e, procedendo verso ovest, si incontra l'insenatura in cui si trova la spiaggia della Guitgia, oltrepassata questa, che chiude ad ovest l'insenatura del porto, il tratto di costa successivo è caratterizzato da punte e cale di interesse morfologico come Cala Croce e Cala Madonna, particolarmente profonde, Cala Greca e Cala Galera.

Dopo un tratto di costa più alta, che sormonta la baia della Tabaccara, si giunge in vista dell'isola dei Conigli che dista poche decine di metri dalla costa dove si trova la spiaggia omonima, e dove un tempo Domenico Modugno trascorreva le sue vacanze e dove morì, il 6 agosto 1994. Subito dopo si trova la cala Pulcino e il vallone dell'Acqua. Sul versante settentrionale dell'isola caratterizzato da coste alte e frastagliate a punta Parise troviamo una grotta particolarmente ampia e dall'angusta entrata, che consente l'accesso soltanto a nuoto, e nel cui interno è presente una piccola spiaggia di sabbia. Proseguendo verso ovest, ha inizio da qui un tratto di costa caratterizzato dalla presenza degli Scogli Pignolta, Sacramento e Faraglione, seguiti da Punta Muro, Punta Cappellone che scende a strapiombo sul mare, Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che marcano un lungo litorale particolarmente selvaggio.

Altro punto d'interesse e il faro di capo Grecale, dal quale costeggiando una grande baia detta del Mare Morto, e frequentatissima da imbarcazioni e dai sub attratti dalla varietà della fauna ittica si giunge a Punta Parrino, che chiude il golfo, e Punta Sottile dove si aprono alcune cale del versante meridionale, come Cala Francese, in fondo alla quale si trova una spiaggia vicino all'aeroporto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione meteorologica di Lampedusa.

Il clima prevalente è mediterraneo (sottotipo termomediterraneo con ombrotipo secco) e presenta caratteri di transizione verso il clima desertico, le estati in genere sono calde e molto asciutte e gli inverni miti e relativamente piovosi, le precipitazioni sono comunque molto scarse, mantenendosi in media tra i 300 e i 350 mm annui.
Il persistente spirare dei venti, a causa della bassa elevazione dell'isola di Lampedusa sul livello del mare (da un minimo di 2–10 m nella parte SE a un massimo dì 133 m nella parte NW), concorre a rendere sopportabile anche il caldo clima estivo, che risulta essere così piuttosto costante e privo degli eccessi che caratterizzano alcune aree della vicina costa libica.

L'andamento delle temperature medie conferma queste peculiarità climatiche, che avvicinano il clima lampedusano a quello subtropicale semi-arido tipico di alcune aree del Mediterraneo sud-orientale e lo rendono sensibilmente diverso da quello delle altre località costiere della Sicilia; osservando i dati della locale stazione meteorologica si nota che, a Lampedusa, il mese più freddo dell'anno risulta essere febbraio la cui temperatura media giornaliera è +13,6 °C, mentre il mese più caldo risulta essere agosto, con una media di +26,4 °C; a differenza delle località costiere siciliane e tunisine, nelle quali il mese più freddo dell'anno è in genere gennaio (mentre il massimo raffreddamento delle acque marine avviene nel mese successivo), il profilo della temperatura media atmosferica di Lampedusa segue quasi fedelmente quello delle acque marine, che mostrano il massimo raffreddamento a inizio/metà febbraio e il massimo riscaldamento nella seconda metà del mese di agosto.

Questa spiccata marittimità, alla bassa latitudine dell'isola (posta a ridosso del 35º parallelo Nord), ha l'effetto di stemperare notevolmente anche gli estremi climatici stagionali, per cui è raro che in inverno si abbiano minime inferiori ai +8 °C e che in estate le massime superino i +32 °C, salvo quando spira lo scirocco, proveniente dall'entroterra libico. A causa della spiccata insularità il clima di Lampedusa è però caratterizzata da tassi di umidità relativa mediamente elevati, compresi tra il 74 e il 78% per l'intera durata dell'anno, soprattutto nei mesi invernali mentre sono più bassi con le più elevate temperature estive; comunque nell'isola la temperatura è relativamente più fresca nella zona nord-occidentale (Monte Albero Sole, 133 m s.l.m.) e più calda nella zona sud-orientale (cittadella e zona portuale) perché più bassa e meno ventilata.

L'isola ha visto nevicate nel 1913, 1915, 1942 (la più abbondante, con accumulo ovunque, anche sulla riviera) e nel 1956. Il fenomeno non si è più ripetuto da allora. Precedentemente la nevosità era superiore a causa della piccola era glaciale, nel XIX secolo circa 20 episodi, cui però solo pochi con accumulo.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La costa meridionale dell'isola

Lampedusa e Lampione fanno parte della placca continentale africana, e si sono sollevate due milioni di anni fa, mentre Linosa è di origine vulcanica.

L'origine geologica di Lampedusa si fa risalire al Tortoniano, periodo Terziario, alla fine del Miocene. Fu questa un'era di ripresa ed esplosione della vita.

La carta (ufficiale) geologica di Lampedusa è stata redatta da Mario Grasso e da H. Martyn Pedley (1988). L'isola è un Horst ed è costituita da calcari di piattaforma e di mare basso (scogliera corallina tortoniana, strati di Calca Pisana).

Il tipo di terreno di Lampedusa è prevalentemente caratterizzato dalla presenza di due tipi di roccia: il calcare (carbonato di calcio) e la dolomite (carbonato di calcio e magnesio).

Tuttavia il suolo calcareo non è uniforme: in alcuni punti si presenta friabile, in altri compatto e misto a roccia silicea (calscisto) tanto da richiedere l'uso di esplosivi per lo sbancamento. Sono presenti notevoli strati di pietra arenaria di durezza inferiore alla pietra di calce che, esposta agli agenti atmosferici, diviene porosa e facile allo sfaldamento.

Questi strati, ben visibili specialmente lungo la costa settentrionale dell'isola (da Capo Ponente a Capo Grecale), formano il letto su cui poggiano gli strati più duri di dolomite. Ciò determina il fenomeno delle falesie, cioè delle ripide scarpate e delle «mensole» formate da lancio continuo di sabbie e ciottoli che scavano un «solco di battente» nella roccia a livello del mare, scalzando alla base la parete rocciosa che finisce per crollare e trasformarsi in «ripa a strapiombo».

Un tratto di costa

Più vistose testimonianze dell'erosione profonda della costa, soprattutto a livello del mare, sono le stupende grotte, talvolta maestosamente paurose, che costituiscono il fascino maggiore dell'intera fascia costiera, specialmente di quella settentrionale.

Un centinaio di metri prima di aggirare Capo Ponente, venendo da Capo Grecale, si ammira un'enorme grotta semicircolare che termina in basso in un'angusta strettoia a pelo d'acqua oltre la quale si raggiunge a nuoto un'imprevedibile spiaggetta di sabbia sottile.

Volgendo lo sguardo verso il cielo si ha l'impressione di sentirsi calati al centro di un cratere di vulcano la cui parete, tondeggiante e protesa verso il mare, supera i 100 metri di altezza.

Più oltre, verso Capo Ponente, si scopre una profonda ansa dominata, a circa 50 metri sul livello del mare, da due massi di roccia biancastra e compatta che sono, tra l'altro, punto di riferimento per i pescatori.

Con un pizzico di fantasia si può vedere un gruppo statuario collocato in incredibile equilibrio statico sull'abisso sottostante. L'immagine di una Madonna con Bambino richiama il gusto iconografico del grande maestro della scultura moderna Henry Moore. Altri e numerosi sono gli incontri con sculture opere degli agenti naturali. Sono immagini fantastiche, ma precise, di animali preistorici giganteschi, di teschi umani, di un baffuto dio Nettuno che scruta severo il mare verso oriente.

Il «faraglione» dopo Punta di Muro Vecchio; lo Scoglio di Sacramento; la deserta Isola dei Conigli; la Punta Sottile, aguzza come la punta di una matita che scompare sott'acqua in una zona irta di punte taglienti e il ponte aereo naturale che sovrasta una bellissima grotta inaccessibile da terra, completano la fantastica galleria della costa. La Punta Sottile è il luogo più meridionale dell'Italia.

È presente anche del terreno pianeggiante, cioè del suolo composto di fertile humus, adatto alla vegetazione spontanea e alle coltivazioni.

L'isola di Lampedusa, assieme a Lampione, non fa parte geograficamente del territorio europeo, in quanto situata sullo zoccolo africano, mentre Linosa fa ancora parte della zolla siciliana. Pertanto, particolare non spesso ricordato, Lampedusa e Lampione sono l'unico territorio italiano che si trova fuori dall'Europa geografica, ed esattamente appartengono all'Africa.

La stessa cosa che, per esempio, succede alle isole greche di Rodi, o di Lesbo, che sono di uno Stato europeo ma si trovano nel continente asiatico.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale orientata Isola di Lampedusa.
La spiaggia attrezzata di Cala Madonna
L'isolotto dei Conigli a Lampedusa

Tra il 1954 ed il 1956 diverse spedizioni scientifiche si occuparono di elencare le specie faunistiche presenti a Lampedusa; nonostante siano passati più di 50 anni, rimane ancora lo studio più completo fino ad ora mai eseguito.

La spiaggia dei Conigli è oggi uno dei pochi siti del Mediterraneo in cui le tartarughe marine Caretta caretta depongono le uova. L'isola è una riserva naturale e comprende la spiaggia, l'isola dei Conigli e la macchia mediterranea. La flora e la fauna sono simili a quelle nord-africane. È parte dell'Area Marina Protetta "Isole Pelagie" istituita il 21 ottobre 2002 con decreto del Ministro dell'Ambiente.

Il paesaggio di Lampedusa annovera 3 ambienti:

  • la steppa: copre tutta la parte pianeggiante dell'isola.
  • la prateria: nei valloni più distanti dall'abitato.
  • la gariga: in alcuni valloni e cale del versante nord.

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

I cervi, introdotti probabilmente dai principi Tomasi, erano già estinti alla fine del 1800, anche le capre portate sull'isola dagli stessi principi furono distrutte da Sanvisente intorno al 1847 perché recavano danno ai numerosi innesti degli ulivi. Nessuna traccia è rimasta degli altri mammiferi che negli stessi anni sembra che popolassero Lampedusa come il cinghiale, il bue domestico e l'asino.

Sono soltanto quattro, invece, le specie selvatiche di questa classe trovate recentemente: coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), mustiolo (Suncus etruscus), pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) e topolino delle case (Mus musculus).
Nel mare che circonda l'isola sono presenti con regolarità tre specie di delfino: tursiope (Tursiops truncatus), stenella (Stenella coeruleoalba), delfino comune (Delphinus delphis).
Un lontano ricordo è invece la foca monaca (Monachus monachus), mentre sono ancora facilmente osservabili, nel periodo tra marzo ed aprile, alcuni grandi mammiferi quali la balenottera comune (Balaenoptera physalus), la balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) e il capodoglio (Physeter macrocephalus).

Uccelli[modifica | modifica wikitesto]

La vera vedetta alata dell'isola, presente però soltanto da aprile a settembre, è il falco della regina (Falco eleonorae).
Altre specie nidificanti comprendono la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus puffinus), il gheppio, il falco pellegrino, il piccione selvatico, la calandrella, il cardellino ed il fanello, il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis). Qualche nidificazione sporadica vi è stata pure da parte del beccamoschino e lo strillozzo. Deve essere inoltre citata la nutrita colonia di gabbiano reale (Larus argentatus) che nel mese di aprile depone sull'isola dei Conigli.

Rettili[modifica | modifica wikitesto]

Tra i rettili, tutti di grande interesse, dobbiamo citare subito, la presenza regolare in fase riproduttiva della tartaruga marina comune (Caretta caretta). Sul suolo dell'isola esiste anche un altro rappresentante dell'ordine Testudinati, la testuggine comune (Testudo hermanni).
Il gruppo dei Sauri è rappresentato da quattro specie. Due comuni su tutta Lampedusa e sono il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus) e il geco comune (Tarentola mauritanica). L'altra è la lucertola striata comune (Psammodromus algirus) che è presente soltanto sull'Isola dei Conigli e risulta introvabile (scientificamente assente) sull'isola di Lampedusa.
Soltanto due specie di serpenti sono stati trovati a Lampedusa, ambedue di origine nordafricana: il colubro dal cappuccio (Macroprotodon cucullatus) e il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus).

Pesci[modifica | modifica wikitesto]

L'assenza di raccolte d'acqua permanenti esclude la presenza di pesci d'acqua dolce a Lampedusa. Il mare è invece ricco di vita. Ovunque è un pullulare di specie più o meno policrome. Sono presenti l'aragosta, la cernia, la murena, il pesce pappagallo e più a largo, il pesce spada e il tonno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lampedusa è stata luogo di sosta per Fenici, Greci, Romani e Arabi che hanno lasciato tracce ben evidenti del loro passaggio. I Romani sfruttarono Lampedusa per impiantarvi uno stabilimento per la lavorazione del pesce e per la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età imperiale. Gli Arabi sono coloro che lasciarono più impronte su quest'isola perché la utilizzarono come approdo nel corso delle loro scorribande piratesche, anche molto tempo dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia.

Tipico dammuso in località cala Creta

Successivamente, per un lungo periodo, l'isola rimase in tranquilla attesa di nuovi abitanti. Nel 1630 Giulio Tomasi Principe di Lampedusa e Linosa, avo dell'autore de Il Gattopardo, fu insignito dal re di Spagna di questo titolo nobiliare. Nel 1760 fu colonizzata da sei francesi seguiti, dopo sedici anni, da un nucleo familiare maltese. In seguito fu un susseguirsi di piccoli gruppi di agricoltori capeggiati ora da maltesi ora da inglesi. Anche i Russi, con il principe Grigori Alexandrovich Potemkin tentarono l'acquisto dell'Isola per poter insediarvi una colonia di sudditi della zarina. Un secolo dopo, la famiglia Tomasi chiese ai Borbone un congruo finanziamento per poter condurre sulle isole dell'arcipelago le opere necessarie al ripopolamento. Nell'800 i Tomasi cedettero le Pelagie a Ferdinando II di Borbone. Il sovrano non fece un acquisto avventato e riuscì a rendere attivo e produttivo l'arcipelago insediandovi circa 150 abitanti di Pantelleria che utilizzarono anche a Lampedusa i dammusi, tipiche costruzioni della loro isola.

Nel 1861 gli isolani divennero sudditi del Regno d'Italia che vi impiantò nel 1872 una colonia penale, poi soppressa nel secolo successivo.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presa di Lampedusa.

Durante il decennio antecedente la seconda guerra mondiale, l'isola fu fortificata e dotata di numerose batterie navali e antiaeree, per la difesa e per la sua importante posizione strategica al centro del Mediterraneo, in una zona di massimo transito dei convogli.

Il Regio Esercito presidiò l'isola per diversi anni anche durante la guerra, mantenendola come postazione avanzata nel Mediterraneo a favore delle forze dell'Asse. Fino al 1943, quando durante l'Operazione Corkscrew, ovvero le azioni militari precedenti allo sbarco alleato in Sicilia, gli alleati attaccarono e in breve tempo occuparono l'isola.

Negli anni sessanta, dopo decenni di attesa, Lampedusa fu collegata dalla linea telefonica con la terraferma e vi fu costruita una centrale elettrica e un aeroporto civile.

La stazione LORAN[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attacco missilistico libico di Lampedusa.
L'antenna LORAN di Lampedusa.

Nella parte occidentale dell'isola è presente una installazione militare. La base NATO, gestita da personale statunitense della United States Coast Guard sino al 1994, era sede di uno dei trasmettitori del sistema di radionavigazione LORAN ed era integrata in una rete di installazioni simili poste a Estartit in Spagna, Kargaburan in Turchia e Sellia Marina in Calabria a supporto della navigazione nel Mediterraneo. La stazione trasmittente, divenuta operativa nel 1972, era caratterizzata da una antenna alta 190,5 m.

Il 15 aprile 1986, le forze armate libiche del colonnello Gheddafi lanciarono due missili SCUD. I missili caddero ad appena due km dalle coste lampedusane. La rete LORAN per il Mediterraneo è attualmente inattiva e la base militare è stata restituita alle Forze armate italiane ed è sede di installazioni radar.

Nel marzo 2011 la ex base Loran è stata utilizzata per ospitare donne e minori extracomunitari sbarcati clandestinamente sull'isola.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal maggio 2012 il sindaco del comune di Lampedusa e Linosa è Giusi Nicolini, eletta in una lista civica di ispirazione ambientalista.

Ponte tra Europa e Nord Africa[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua posizione tra le coste nordafricane e il sud d'Europa, l'isola nell'ultimo decennio è divenuta una delle principali mete delle rotte dei migranti africani nel Mediterraneo. È stato costruito un centro di accoglienza temporanea, gestito dal ministero dell'Interno, che provvede all'identificazione dei migranti e al loro trasferimento. Soprattutto nel periodo estivo migranti e rifugiati, partiti dai porti tunisini e libici, approdano sulle coste di Lampedusa e Linosa, o vengono soccorsi in mare dalle motovedette della Guardia Costiera e/o della Guardia di Finanza.

"Porta di Lampedusa - Porta d'Europa", opera di Domenico Paladino inaugurata nel 2008.

Il massimo si raggiunse tra marzo e aprile 2011 quando furono 6.500 i migranti presenti sull'isola, a fronte di circa seimila abitanti.[3]

L'8 luglio 2013, Papa Francesco ha compiuto a Lampedusa il suo primo viaggio apostolico, sul tema dell'accoglienza dei migranti.[4][5][6]

Il 3 ottobre 2013 un'imbarcazione carica di migranti naufraga a poche miglia dall'imboccatura del porto causando 366 morti e oltre 20 dispersi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Porta sulle rotte degli emigranti[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 2008 è stata inaugurata a Lampedusa la Porta di Lampedusa - Porta d'Europa, opera d'arte di Mimmo Paladino dedicata agli emigranti morti e dispersi in mare. I promotori del progetto sono Amani Onlus, Alternativa Giovani di Lampedusa e Arnoldo Mosca Mondadori.

Persone legate a Lampedusa[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola sono presenti solo strade comunali e trazzere in sterrato. La strada comunale più importante è la Via Grecale che passando per il Borgo Cala Creta collega l'abitato di Lampedusa, che si trova a sud, con la punta nord-orientale dell'isola dove si trova il Faro di Capo Grecale. Per gli spostamenti est-ovest è presente la Strada di Ponente che correndo lungo la costa meridionale collega il paese con l'estremità occidentale dell'isola. Altre comunali costeggiano la costa settentrionale o si diramano dal paese.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto di Lampedusa, principale approdo dell'isola è formato da tre cale naturali, la Cala Palme a levante, la Cala Salina al centro e la Cala Guitgia a ponente. Due delle cale, quella centrale (Porto Nuovo) e quella di levante (Porto Vecchio), sono state banchinate e vengono usate per l'ormeggio di pescherecci e imbarcazioni da diporto. Nella cala di levante si trova anche il Molo Cavallino Bianco per l'attracco dei traghetti della Siremar che svolgono servizi giornalieri per Linosa e per Porto Empedocle che è raggiungibile in 8 ore. A causa dei forti venti e del mare mosso, nei mesi invernali i collegamenti marittimi con Lampedusa spesso vengono interrotti mentre nei mesi estivi, da luglio a settembre, i collegamenti con Linosa e la Sicilia sono assicurati anche da aliscafi con servizio bigiornaliero.
  • Molo di Cala Pisana, costruito nella località omonima è stato ufficialmente inaugurato il 22 settembre del 2010[7]. È il secondo approdo di Lampedusa costruito come alternativa al porto principale per le giornate con venti di Libeccio che rendono difficoltoso l'approdo ai natanti. È composto da un molo costruito sulla sponda meridionale della cala che permette l'attracco anche di grandi navi come la Palladio che svolge il servizio con la Sicilia, e la Clodia[8] e la Excelsior[9] che vi stazionarono il 3 aprile 2011 per l'emergenza dei migranti nordafricani.

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Aeroporto di Lampedusa il collegamento aereo è garantito tutto l'anno per gli aeroporti di Palermo e Catania. Essendo questi servizi delle tratte sociali per questi due collegamenti i lampedusani usufruiscono di tariffe agevolate[10]. Durante i mesi estivi diversi operatori turistici organizzano voli charter dalle principali località italiane.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 è stato pubblicato il romanzo di Elvira Siringo La zia di Lampedusa un giallo ambientato nelle isole Pelagie che costituisce solo lo strato esteriore dentro il quale si muovono, intrecciandosi, il dramma degli isolani trascurati, spesso dimenticati, dallo Stato e il dramma dei naufraghi, analogamente trascurati e dimenticati dal mondo. Una vicenda che mette in risalto la suggestiva cornice naturale e la generosa ospitalità degli abitanti. Si conclude con l'auspicio che la "terra di mezzo" sia luogo di incontro e non più di scontro fra i due mondi, l'Europa e l'Africa, distinti ma sfumati l'uno verso l'altro in un abbraccio di pace universale.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 sull'isola è stato girato il film Respiro, con l'attrice Valeria Golino e la regia di Emanuele Crialese[11].

Nel 2009 è stato girato il film L'ultima estate, con Roberto Farnesi, Daniela Poggi e la regia di Eleonora Giorgi.

Si svolgono a Lampedusa due festival cinematografici: il Lampedusa In Festival, organizzato dall'associazione locale Askavusa in collaborazione con diverse realtà nazionali ed internazionali, e Vento del Nord, organizzato da Massimo Ciavarro e Laura Delli Colli.

O' Scià[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi O' Scià.

Nel mese di settembre, a partire dal 2003 si tiene sull'isola un concerto-evento dal nome O' Scià, organizzato da Claudio Baglioni, con numerosi ospiti italiani e stranieri, per aumentare la sensibilizzazione sul problema dell'immigrazione irregolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TCI, 109-116.
  2. ^ Dato Istat al 31/10/2010
  3. ^ Lampedusa travolta dall’emergenza: oltre seimila immigrati sull’isola
  4. ^ Alessia Manfredi e Paolo Rodari, Papa a Lampedusa: "Siamo tutti responsabili. Oggi globalizzazione dell'indifferenza", www.repubblica.it, 8 luglio 2013
  5. ^ Il papa a Lampedusa: l'abbraccio con gli immigrati, Radio Vaticana news, 8 luglio 2013
  6. ^ Alex Zanotelli, Il Papa a Lampedusa e il silenzio della CEI, Nigrizia Blog, 11 luglio 2013
  7. ^ Ansa.it, articolo: Molo Cala Pisana
  8. ^ Tg1online.Rai, articolo: Imbarco migranti su navi Clodia e Excelsior
  9. ^ Rainews24, articolo: Excelsior al Molo Cala Pisana
  10. ^ Comunicato della Regione Siciliana con i voli e costi
  11. ^ Io, donna ribelle tra Messico e Sicilia in La Repubblica, 14 agosto 2001, p. 37. URL consultato il 23 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]