Isola di Marettimo

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Marettimo
Il porto di Marettimo
Il porto di Marettimo
Geografia fisica
Localizzazione Canale di Sicilia
Coordinate 37°58′20″N 12°03′20″E / 37.972222°N 12.055556°E37.972222; 12.055556Coordinate: 37°58′20″N 12°03′20″E / 37.972222°N 12.055556°E37.972222; 12.055556
Arcipelago Isole Egadi
Superficie 12,3 km²
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Trapani Trapani
Comune Favignana-Stemma.png Favignana
Demografia
Abitanti 684 (2011)
Cartografia
Aegadian Islands map it.png
Mappa di localizzazione: Sicilia
Marettimo

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Marettimo (Marèttimu in siciliano) è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia.

È la più occidentale delle Egadi e vi si trova la località Marèttimo, frazione di Favignana, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vista di Marettimo
Scoglio del Cammello

Le antiche popolazioni di questa ristretta area del Mediterraneo (Fenici, Elimi, Sicani) le attribuirono il carattere di sacralità di cui ancora oggi si può godere. Secondo la teoria trapanese dell'Odissea (nata ad opera di Butler), Marèttimo verrebbe a coincidere, dal punto di vista geografico, con Itaca, la patria di Ulisse. Sarebbe lo stesso eroe a indicarne la posizione.

Diversi autori citano Hierà come il luogo dove venne firmato il trattato di pace tra Romani e Punici-Cartaginesi dopo la drammatica Battaglia delle Isole Egadi del 10 marzo del 241 a.C., che vide Annone e le proprie navi sconfitti dalle pentere e trireme dotate di rostri dei Romani comandati da Lutazio Catulo.

Il castello di Punta Troia, edificato in periodo normanno (circa 1140) sui resti di una preesistente torre di avvistamento, venne in seguito usato anche come carcere. Nel periodo borbonico all'interno delle sue anguste e buie celle fu detenuto anche Guglielmo Pepe (liberato da Giuseppe Garibaldi prima dello sbarco a Marsala).

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

L'antico toponimo greco dell'isola, citato da Polibio, era Hierà Nésos (Ἱερά νῆσος), che significa «isola sacra». Il nome attuale deriva molto probabilmente da Marìtima, nome latino dell'isola che compare già nell'Itinerario Antonino, del III secolo d.C. Alcuni studiosi suggeriscono che l'origine del nome sia da ricercare nell'abbondante presenza del timo selvatico. Questa non è tuttavia l'unica tipologia di erba che cresce spontaneamente nell'isola, il cui clima del tutto particolare ha contribuito allo sviluppo di una flora straordinaria.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Marettimo si è staccata dalla terraferma diversi millenni prima delle altre due isole dell'arcipelago. Il risultato è che ci sono varie piante endemiche, come il cavolo delle Egadi e la finocchiella di Boccone, arbusto che cresce sulle rupi attorno al Semaforo. Lungo la fascia costiera vegetano Helichrysum pendulum, Rosmarinus officinalis, Satureja fruticulosa, Euphorbia dendroides, Euphorbia bivonae. A quota maggiore si trovano Erica multiflora, Cistus incanus, Ruta chalepensis, Daphne oleifolia, Quercus ilex, Pinus halepensis, Lonicera implexa, Bupleurum sp., Scabiosa sp., Dianthus sp. Degne di nota le diverse grotte, raggiungibili solo dal mare; i fenomeni carsici; i fondali, alcuni dei quali sono parte della riserva naturale delle Egadi. Il punto più alto dell'isola è il Monte Falcone (686 m). L'isola è percorsa da vari sentieri.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pietrino Eduardo Dùran, Una perla in fondo al mare, sintesi storica-politica-sociale dell'isola di Marettimo, Genova 1928
  • Fabiola Ardizzone, Rosa Di Liberto, L'insediamento cristiano di Case Romane nell’isola di Marettimo dal periodo protobizantino alla rifondazione di età normanna, in Cantieri e maestranze nell'Italia medievale (De Re Monastica – II) Atti del Convegno di studio (Chieti-San Salvo, 16-18 maggio 2008), a cura di Maria Carla Somma, Spoleto 2010, pp. 413–448.
  • Vito Vaccaro Marèttimo. Guida per viaggiatori e curiosi, Marèttimo, Associazione C.S.R.T. Marettimo, 2009

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