Isola di Pantelleria

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Isola di Pantelleria
Ortofoto-piccola.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Canale di Sicilia
Coordinate 36°47′27″N 11°59′38″E / 36.790833°N 11.993889°E36.790833; 11.993889Coordinate: 36°47′27″N 11°59′38″E / 36.790833°N 11.993889°E36.790833; 11.993889
Superficie 84,55 [1] km²
Sviluppo costiero 51,5 km
Altitudine massima 836 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Trapani Trapani
Comune Pantelleria-Stemma.png Pantelleria
Centro principale Pantelleria
Porti principali Porto di Pantelleria, Porto di Nikà
Aeroporti principali Aeroporto di Pantelleria
Demografia
Abitanti 7839 (31-12-2011)
Etnico Panteschi
Cartografia
Pantelleria map it.PNG
Mappa di localizzazione: Sicilia
Isola di Pantelleria

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Pantelleria (in siciliano Pantiddirìa) è un'isola dell'Italia situata nel Mar Mediterraneo, in Sicilia.

Amministrativamente appartiene all'omonimo comune italiano della provincia di Trapani.

Si trova al centro del Canale di Sicilia, non lontana dalle coste della Tunisia, ed è la più grande della regione tra le isole circumsiciliane.

Le caratteristiche geo-morfologiche[modifica | modifica wikitesto]

È la più grande delle isole satelliti della Sicilia, con una superficie di 83 km² ed è anche la più occidentale. Si trova a 120 chilometri dalla Sicilia e a 70 dalla costa tunisina. Il suo territorio è di origine vulcanica. Presenta molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e fumi che dimostrano il persistere dell'attività del vulcano. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nordoccidentale nella parte sommersa. Il livello massimo del rilievo detto Montagna Grande è di 836 metri sul livello del mare. Pur non essendo il punto più meridionale d'Italia, primato che appartiene a Lampedusa e dalla quale la distingue anche il fatto di essere geograficamente in Europa, è comunque il territorio dello Stato più vicino all'Africa, dalla quale la separano solo 70 km (Capo Bon in Tunisia è solitamente visibile ad occhio nudo dall'isola).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione meteorologica di Pantelleria.

Il clima è caldo ma comunque temperato dai quasi onnipresenti venti marini che soffiano fortissimi e che giustificano l'appellativo di "Figlia del Vento" datole dagli Arabi.

Aspetto e struttura dell'isola[modifica | modifica wikitesto]

Pantelleria è un'isola che si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (tavolieri di colate laviche, cale e faraglioni) si aggiungono tipici manufatti creati dall'uomo per vivere:

  • muri a secco (con la funzione di utilizzare il pietrame esistente, bonificando e contenendo il terreno coltivabile e delimitando la proprietà fondiaria),
  • i giardini panteschi (tipiche costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di bonificare il terreno dall'eccesso di pietrame e di proteggere gli alberi di agrumi piantati all'interno dal vento e dalla salsedine),
  • i dammusi (fabbricati rurali di pietra lavica, cubici, con aperture ad arco a tutto sesto e tetti bianchi a cupola) costruiti in modo da raccogliere l'acqua piovana.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Cappereto a terrazze

La scarsità di acqua che non sia piovana non favorisce lo sviluppo di grandi zone vegetative. Vi cresce spontanea una varietà di cappero detto di Pantelleria, apprezzato e conosciuto dappertutto, che oggi rappresenta anche una delle principali coltivazioni dell'isola. Gli Arabi vi introdussero gli alberi di agrumi coltivati con particolare cura e protetti dai venti. Il terreno vulcanico favorisce la crescita di vitigni particolarmente adatti a produrre vini di buona gradazione; molto conosciuti il Moscato ed il Passito di Pantelleria ottenuto con l'uso del famoso ed esclusivo zibibbo fatto appassire appositamente al sole e protetto dalla salsedine e dall'umidità nei "stinnituri".

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asino pantesco.

La fauna di Pantelleria annovera tra l'altro la presenza di una razza tipica originaria di equidi detta appunto Asino di Pantelleria; fino a poco tempo fa è stato a rischio di estinzione, oggi, grazie ad un'iniziativa mirata dell'Azienda Forestale Demaniale della Regione Siciliana con l'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Trapani messa in atto presso l'azienda pilota San Matteo di Erice è stato sviluppato il progetto per ricostituire la razza Pantesca in purezza; dalla fine del 2003 vi collabora anche l'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia. Oggi si annoverano più di 50 esemplari. La presenza di tale asino è nota sin dai tempi della dominazione romana dell'isola.

Molto diffuso fino a qualche decennio fa e molto forte, l'asino di Pantelleria riusciva a trasportare carichi pesantissimi lungo i sentieri dell'isola. In passato questa razza rappresentava per l'isola un'importante risorsa e anche i suoi muli erano molto apprezzati anche all'estero.

La coltivazione della "vite ad alberello" della comunità di Pantelleria"[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 novembre 2014 l'Unesco ha iscritto la "Pratica agricola tradizionale di coltivare la 'vite ad alberello' della comunità di Pantelleria" nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità riconosciuti [2][3].

La pratica tradizionale di coltivare la vite ad alberello è trasmessa da generazioni di viticoltori e agricoltori dell'isola mediterranea di Pantelleria. Circa 5.000 abitanti possiedono un appezzamento di terreno, che coltivano con metodi sostenibili. La tecnica consiste di diverse fasi. Il terreno è preparato per essere livellato e viene scavata una conca per piantare la vite. Il fusto principale della vite viene poi accuratamente potata per produrre sei rami, formando un cespuglio con una disposizione radiale. La cavità è costantemente rimodellata per garantire la crescita della pianta nel giusto microclima. Le uve da vino vengono raccolte a mano nel corso di un evento rituale a partire dalla fine di luglio. I viticoltori e agricoltori di Pantelleria, uomini e donne, praticano la coltivazione della vite ad alberello in condizioni climatiche difficili. Le conoscenze e le competenze dei coltivatori e professionisti si tramandano nelle famiglie attraverso l'istruzione orale e pratica nel dialetto locale. Inoltre, i rituali e le feste organizzate tra luglio e settembre consentono alla comunità locale di condividere questa pratica sociale. Gli abitanti di Pantelleria continuano a identificarsi con la coltivazione della vite e si sforzano di preservare questa pratica[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ucomrifiuti/acque/DOCUMENTI/DOCUMENTI_B/B3/B3_41.pdf
  2. ^ Lo Zibibbo di Pantelleria patrimonio dell'Unesco in Repubblica.it. URL consultato il 27 novembre 2014.
  3. ^ (EN) Ten elements inscribed on Representative List of the Intangible Cultural Heritage in Unesco.org, 26 novembre 2014. URL consultato il 29 novembre 2014.
  4. ^ (EN) Traditional agricultural practice of cultivating the ‘vite ad alberello’ (head-trained bush vines) of the community of Pantelleria, Unesco, 24 novembre 2014.

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