Erice
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| Erice comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giacomo Tranchida (centrosinistra) dal 29/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°2′0″N 12°32′0″E / 38.03333°N 12.53333°ECoordinate: 38°2′0″N 12°32′0″E / 38.03333°N 12.53333°E | ||||
| Altitudine | 751 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 47,30 km² | ||||
| Abitanti | 28 583[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 604,29 ab./km² | ||||
| Frazioni | Ballata, Casa Santa, Crocefissello, Napola, Pizzolungo, Rigaletta, San Cusumano, Torretta | ||||
| Comuni confinanti | Buseto Palizzolo, Paceco, Trapani, Valderice, Custonaci | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 91016 | ||||
| Prefisso | 0923 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 081008 | ||||
| Cod. catastale | D423 | ||||
| Targa | TP | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | ericini | ||||
| Patrono | Maria santissima, patrona e custode dell'Agro Ericino, onorata sotto il titolo di Madonna di Custonaci | ||||
| Giorno festivo | ultimo mercoledì di agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Erice nella provincia di Trapani |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Sulla vetta più alta inciela una medievale borgata irta di torri. È il piccolo borgo di Erice, dominato una volta dal più famoso tempio della dea più famosa...Venere,... con la sua cinta fortificata, con le sue strade accuratamente selciate. » | |
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(Roger Peyrefitte su Erice nel 1952.)
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Erice (Monte San Giuliano fino al 1934, Èrici o u Munti in siciliano) è un comune italiano di 28.534 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.
Il centro cittadino, di 512 abitanti[2], è posto sull'omonimo Monte Erice, mentre la maggior parte della popolazione si concentra nell'abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani. Il nome di Erice deriva da Eryx, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Boote, ucciso da Ercole.
Indice |
[modifica] Geografia
Cuore del comune è il capoluogo che sorge sull'omonimo "monte". Un tempo era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Diverse le frazioni che completano il territorio, alle falde della montagna madre (Casa Santa, Pizzolungo, Roccaforte, Rigaletta, Tangi, Ballata, Napola, ecc.) A Erice sono rimasti solo poco più di cinquecento abitanti, che si decuplicano nel periodo estivo. Artigianato caratteristico: ceramica. Dolce tipico: Genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore (possibilità di gustare anche la variante con ricotta) e "Mustaccioli", antichi biscotti fatti nei conventi di clausura.
[modifica] Storia
[modifica] Origini
Secondo Tucidide, fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo la leggenda, i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.
Virgilio la cita nell'Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un'epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Eryx, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l'anziano Entello.[3]
In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi.
Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l'odierna Trapani.
I Romani vi veneravano la "Venere Erycina", la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite, ma Diodoro Siculo narra l'arrivo di Liparo, figlio di Ausonio, alle Isole Eolie (V, 6,7), aggiungendo che i Sicani «abitavano le alte vette dei monti e adoravano Venere Ericina».
Scarse, o quasi nulle, sono le notizie della città e del santuario nel periodo bizantino, restando comunque economicamente attiva.
[modifica] Dagli arabi agli spagnoli
Denominata Gebel-Hamed durante l'occupazione araba (dal 831 fino alla conquista normanna dell'Isola), la montagna non fu probabilmente nemmeno abitata in questo periodo. Ripopolata la nuova cittadella col nome di Monte San Giuliano, ribattezzata nel 1167 dai Normanni, acquista prestigio anche con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, divenendo una della maggiori città demaniali del Regno, grazie anche alle concessioni ottenute sulla base di un falso documento, a firma di Federico II, utilizzato dai suoi abitanti come attestato di legittimità per l'occupazione del vasto territorio che si estendeva dal Monte Erice fino ai confini di Trapani, e verso oriente sino a San Vito Lo Capo e alla confinante città di Castellammare del Golfo. Erice deve la sua rinascita alla Guerra del Vespro, divenendo di fatto la rocca da cui scaturivano le azioni belliche di Federico d'Aragona, re di Sicilia fino al 1337. Sant'Alberto, che predicò l'azione contro gli Angioini discendeva dagli Abbati, una delle maggiori famiglie della città.
Da ricordare è anche la poco pacifica convivenza con i dominatori spagnoli, culminata con una rivolta popolare assai feroce. La vita monastica, con numerosi monasteri amministrati da famiglie locali, caratterizza la vita cittadina. La gestione delle rendite agricole di questi determina l'edificazione di straordinari edifici tuttora visibili. La ricchezza delle famiglie che quivi vivono sino alla riforma borbonica di Tommaso Natale che, di fatto, scardina il sistema su cui si era retta sino ad allora l'economia delle città demaniali, è testimoniata dai palazzetti e case signorili che si affacciano, numerosi, sulle strade della città. Le circa cento famiglie che nei 700 anni di vita della città hanno partecipato alla conduzione del potere (capitani, giurati, magistrati) hanno lasciato testimonianza della loro vitalità. La ristrutturazione ottocentesca della piazza centrale che era detta della Loggia, dedicata successivamente ad Umberto I, ha fatto perdere la lapide che recitava con orgoglio lo sforzo economico che i liberi cittadini di Erice avevano nel Seicento pagato al re per non essere infeudati da nessuno!. La città tende comunque a conservare gelosamente il fascino di una cittadina medievale.
A partire dal XVI secolo si svolge la rappresentazione del misteri in occasione del Venerdì Santo, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. Sostituendo la rappresentazione scenica teatrale con statue in legno attorno all'800, i misteri vengono condotti a spalla, seguendo sempre il percorso originario.
[modifica] Dal Novecento ai giorni nostri
Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di "Erice".
Dal 1957 si organizza ogni anno, nel periodo primaverile, una gara automobilistica di cronoscalata, denominata "Gara in salita di velocità Monte Erice", per la quale esistono anche un campionato italiano e un campionato europeo. Sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta dell'omonimo monte, sfrecciano a tutta velocità vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vettura formula, circondati da sportivi e appassionati e, naturalmente, da uno sfondo mozzafiato.
Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all'astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo è dato attribuito l'appellativo "città della scienza".
Dal 1972 ha sede la Associazione Artistica Culturale La Salerniana, fondata dal poeta Giacomo Tranchida che conserva opere di Carla Accardi, Gianni Asdrubali, Pietro Consagra, Antonio Sanfilippo, Emilio Tadini tra gli altri, organizzando mostre d'arte contemporaena curate da critici di rilievo come Palma Bucarelli, Achille Bonito Oliva, Luciano Caramel e Giulio Carlo Argan.
Nel 1990, a seguito della prima edizione dell'"Atelier Internazionale di Gastronomia Molecolare", di cui da allora regolarmente si tengono convegni annuali, si ebbe il formale riconoscimento della disciplina della gastronomia molecolare.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
- Mura fenicie
- Duomo dell'Assunta (Matrice)
- Castello di Venere (normanno - XII sec. sui resti del tempio romano di Venere ericina)
- Giardino del Balio
- Castello del Balio (medievale)
- castello Pepoli (XIX sec.)
- chiesa di San Giovanni Battista
- Quartiere Spagnolo
- Museo civico "Antonio Cordici"
- Chiesa di San Pietro (sede del Centro Ettore Majorana)
[modifica] Collegamenti
Oltre che dalla strada statale Trapani-Erice, e dalla Valderice-Erice (dove si svolge la Cronoscalata Monte Erice) dal luglio 2005 la vetta del monte è collegata con la valle da una funivia ad agganciamento automatico, lungo un tracciato che riprende il percorso della vecchia, da trent'anni inattiva. Le modifiche adoperate sulle strutture hanno permesso di vivere un viaggio di circa 10 minuti alla velocità di 5 m/s, su 47 cabine da 8 posti (4 di queste attrezzate per accogliere disabili) che offrono un paesaggio mozzafiato di un'ampia porzione della provincia di Trapani.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giacomo Tranchida (centrosinistra) dal 29/05/2007
Indirizzo della casa comunale: Piazza Umberto I, 3 - 96016 Erice
[modifica] Personalità legate a Erice
- Antonino Zichichi, scienziato, nato a Trapani il 15 ottobre 1929, fondatore del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana; cittadino onorario di Erice;
- Salvatore Genovese, cestista della Fortitudo Bologna, nato a Erice il 13 ottobre 1987;
- Aldo Firicano, calciatore di Cagliari e Fiorentina negli anni novanta.
- Guglielmo di Voltaggio - Cavaliere Crociato, commerciante, accomandatario.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Curiosità
Da Erice è possibile scorgere, nelle giornate limpide, anche Ustica, Pantelleria e Capo Bon (Tunisia).
Erice è stata usata come set del paese di Carini durante le riprese della miniserie televisiva, diretta da Umberto Marino, "La Baronessa di Carini".
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Dati ISTAT 2001
- ^ Informazioni tratte dal sito del comune
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Lorenzo Zichichi, Storia di Erice, Sellerio editore, Palermo 2002
- Fabrizio Nicoletti, Sebastiano-Tusa, Erice da Porta Trapani al Quartiere Spagnolo. Un itinerario turistico lungo le mura puniche, Alcamo 2001
- Fabrizio Nicoletti, Sebastiano Tusa, Saggi stratigrafici alle mura di Erice
- Edoardo Caracciolo, Edilizia Ericina, Palermo, 1939. ISBN 8836524826.
- Amedeo Gerardi, Sicilia, Touring Club Editore, 2002. ISBN 8836524826.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Erice
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