Gibellina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gibellina
comune
Gibellina – Stemma Gibellina – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Rosario Fontana dal 2-6-2010
Territorio
Coordinate 37°49′00″N 12°52′00″E / 37.816667°N 12.866667°E37.816667; 12.866667 (Gibellina)Coordinate: 37°49′00″N 12°52′00″E / 37.816667°N 12.866667°E37.816667; 12.866667 (Gibellina)
Altitudine 233 m s.l.m.
Superficie 45,02 km²
Abitanti 4 298[3] (31-12-2010)
Densità 95,47 ab./km²
Frazioni Villaggio Madonna delle Grazie[1], Ruderi di Gibellina[2]
Comuni confinanti Calatafimi Segesta, Monreale (PA), Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa
Altre informazioni
Cod. postale 91024
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081010
Cod. catastale E023
Targa TP
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti gibellinesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gibellina
Posizione del comune di Gibellina nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Gibellina nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Gibellina (Ibbiddina in siciliano) è un comune italiano di 4.298 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Il centro abitato attuale, noto anche come Gibellina Nuova, è sorto dopo il terremoto del Belice del 1968 in un sito che in linea d'aria dista circa 11 km dal precedente. Il vecchio centro, distrutto dal sisma, è stato abbandonato ed è oggi noto come Gibellina Vecchia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il nome si suppone derivi dall'arabo Gebel (Montagna, Altura) e Zghir (Piccola); il nome completo significa, pertanto, "piccola montagna", "piccola altura".

Secondo alcuni storici fondata dagli Arabi nell'Alto medioevo, il centro medioevale si formò nel secolo XIV intorno al castello edificato da Manfredi Chiaromonte.

L'era Corrao e la ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto del Belice.

Dopo il terremoto del 1968 e le devastazioni, fu lentamente avviata la ricostruzione del paese. Tuttavia, invece di riedificare nelle vicinanze dell'antica Gibellina, essa fu ripresa una ventina di chilometri più a valle. La scelta del sito avrebbe potuto seguire la logica della vicinanza alla costruenda autostrada sino a Mazara del Vallo, se non fosse che il terreno di nuova edificabilità era dei fratelli Ignazio e Nino Salvo, boss della mafia[4].

Gibellina nuova sorse quindi sul territorio del comune di Salemi, in contrada Salinella, a seguito di una votazione del consiglio comunale.

Per la ricostruzione della cittadina l'ex sindaco della città Ludovico Corrao ebbe l'illuminata idea di "umanizzare" il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri; quest'ultimo si rifiutò di inserire una sua opera nel nuovo contesto urbano che si stava costruendo e realizzò un "Grande Cretto" nella vecchia Gibellina, a memoria del sisma che la distrusse. All'appello del sindaco risposero, altresì, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Leonardo Sciascia. La città divenne subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa.

Gibellina oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Gibellina è un museo dell'architettura moderna. Esempio ne sono la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Porta del Belice di Pietro Consagra, Piazza XV gennaio 1968 con la Torre Civica-Carrilion di Alessandro Mendini, il Sistema delle piazze (di Laura Thermes e Franco Purini), il Monumento ai Caduti, ecc.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Come detto, Gibellina è oggi un museo "en plein air", e molte sono le opere architettoniche notevoli.

Il Cretto di Burri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cretto di Burri.
Panoramica del Cretto di Burri

Gibellina nuova nasce da una tragedia, da un terremoto, i cui resti sono ancora visibili, in parte sotto il Cretto 37°47′17.09″N 12°58′16.62″E / 37.788081°N 12.971284°E37.788081; 12.971284 di Alberto Burri (l'artista di Città di Castello col cui comune Gibellina è gemellata), gigantesco monumento della morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città[5]. Esso infatti sorge nello stesso luogo dove una volta vi erano le macerie, attualmente "cementificate" dall'opera di Burri. Dall'alto l'opera appare come una serie di fratture di cemento sul terreno, il cui valore artistico risiede nel congelamento della memoria storica di un paese. Il cretto è una tra le opere d'Arte contemporanea più estese al mondo.

Il meeting[modifica | modifica wikitesto]

Il Meeting è una scultura-monumento realizzata da Pietro Consagra.

La Chiesa Madre[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico Quaroni: Chiesa Madre

Nel 1970 Ludovico Quaroni riceve l'incarico per la progettazione della Chiesa parrocchiale di Gibellina sulla sommità di una leggera collina, nel punto più alto del paese. Il progetto è completato nel 1972 insieme a Lucia Anversa. La geometria della chiesa di Gibellina rappresenta una novità, non solo nello schema tipologico dell'edificio e nel suo rapporto con il luogo, ma anche nel linguaggio per le forme architettoniche. Le varie funzioni sono raccolte e distribuite all'interno di un parallelepipedo a base quadrata di circa 50 metri di lato, ulteriormente diviso in moduli e sottomoduli, mentre il centro simbolico e geometrico del monumento è una grande sfera liscia, di cemento che costituisce un riferimento puntuale del sacro. I lavori iniziarono nel 1985 e non sono mai stati completamente finiti[6].

Il 15 agosto 1994 crolla la copertura del tetto, fortunatamente senza provocare vittime. L'inchiesta ha portato all'invio di avvisi di garanzia per il direttore dei lavori[7]. I lavori di restauro, iniziati nel 2002, sono stati ultimati all'inizio del 2010.

La piazza del Comune e la Torre Civica[modifica | modifica wikitesto]

La piazza del comune è circondata da un portico realizzato da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, alle cui pareti si trovano delle ceramiche decorate da Carla Accardi. Al bordo della piazza si trovano delle sculture di metallo bianco - originariamente scenografia per l'opera teatrale "Edipo Re" - intitolate la Città di Tebe di Pietro Consagra, la scultura in travertino Città del sole di Mimmo Rotella e La torre di Alessandro Mendini.

Realizzata nel 1988 da Alessandro Mendini, la Torre Civica è posizionata nella piazza XV GENNAIO 1968. Quando funziona, dalla torre, quattro volte al giorno (che corrispondevano ai quattro momenti più importanti per il popolo gibellinese), fuoriusciva un mix di suoni (urla, venditori ambulanti...) caratteristici della vita quotidiana della "vecchia" Gibellina.

Il sistema delle piazze[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema delle piazze

Il cosiddetto sistema delle piazze a Gibellina è un allineamento di piazze cinte da strutture architettoniche laterali progettate da Franco Purini e Laura Thermes. Del sistema delle piazze fanno parte:

  • la Piazza Rivolta del 26 giugno 1937;
  • la Piazza Fasci dei Lavoratori;
  • la Piazza Monti di Gibellina;
  • la Piazza Autonomia Siciliana;
  • la Piazza Passo Portella delle Ginestre.

Gli artisti e i monumenti[modifica | modifica wikitesto]

A
B
C
D
F
G
I
K
L
M
O
P
Q
R
S
U
V
  • Costas Varotsos:
    • L'infinito della memoria (1992)
  • Francesco Venezia:
    • Museo a Gibellina, Palazzo Di Lorenzo (1981-1987),[9]
    • Giardino Segreto 1 (1985-1988)
    • Giardino Segreto 2 (1992)
  • Nanda Vigo:
    • Tracce Antropomorfe (1978)
    • Chiesa di Gesù e Maria e centro sociale (1979)
  • Darya von Berner:
    • Marcha des elefantes

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

A seguito del terremoto, ma anche prima di questo catastrofico e tragico evento, per la scarsissima evoluzione del paese sotto tutti i punti di vista, Gibellina subì una grave emorragia di abitanti, in quanto molti cittadini decisero di emigrare altrove come il Canada, gli USA, il Venezuela, l'Australia e molti altri a causa dell'assenza di reali opportunità lavorative che offriva il paese o per studiare altrove. Per questa ragione la demografia del paese ne risulta vistosamente influenzata.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo d'Arte Contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La Porta del Belice di Pietro Consagra

La collezione d'arte contemporanea di Gibellina si forma attraverso il contributo di numerosi artisti fra i più importanti del panorama nazionale ed internazionale. Bisogna in primis considerare che la città di Gibellina nasce da una scommessa culturale interessata contemporaneamente ai problemi abitativi ed al contributo degli artisti. Fra i primi artisti ad aderire all'appello del sindaco di allora Ludovico Corrao risposero proprio gli artisti siciliani: Pietro Consagra, Carla Accardi ed Emilio Isgrò. Pian piano aderirono altri artisti tra cui anche Mario Schifano, Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, Gino Severini, Alighiero Boetti, Fausto Melotti, Giuseppe Uncini, ecc. Il Museo d'Arte Contemporanea, da sempre attento alle nuove tendenze, si pone come elemento di aggregazione e di stimolo in un ambiente che ha come rischio più grosso la parcellizzazione delle iniziative che spinge spesso verso l'isolamento culturale.

Fin dal suo esordio, avvenuto nel 1980, grazie alla donazione Nino Soldano, il museo di Gibellina ospita una ricca collezione che contiene ad oggi più di 1800 opere fra dipinti originali, grafiche, sculture. Le opere sono collocate all'interno della sede del museo e lungo le vie cittadine e sono costituite da esempi di pittura, scultura ma anche di architettura come la Casa del Farmacista e il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, l'Edificio Comunale di Vittorio Gregotti, Giuseppe e Alberto Samonà, la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, il grande Spazio Urbano di O. M. Unghers che costituisce l'ingresso al Teatro di Pietro Consagra. La collezione permanente occupa gran parte dello spazio espositivo dell'edificio museale; le opere sono state sistemate secondo un allestimento ordinato sulla base di una collocazione che segue l'impostazione del catalogo del museo dalla A alla Z; una sala del museo è stata dedicata all'artista Mario Schifano ed un'altra sala invece ai bozzetti delle opere architettoniche ed artistiche presenti en plein air. A causa dei ristretti spazi espositivi un grande numero di opere viene conservato negli ampi magazzini adiacenti; ciclicamente queste opere vengono esposte al pubblico negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee. Tutte le opere presenti al museo provengono da donazioni o acquisizioni realizzate attraverso la programmazione di eventi espositivi. All'interno del museo è presente un auditorium in cui si svolgono spesso attività teatrali e musicali e una biblioteca con una sezione specialistica inerente all'arte contemporanea. Nel 2004 è stata istituita la sezione MAD, ovvero Museo-Laboratorio delle Arti Decorative, in cui vengono svolte di tanto in tanto esposizioni didattiche con le accademie siciliane.

Nel novembre del 2009 è stata costituita le sezione didattica "Di.Gib.art. - Gibellina didattiche per il contemporaneo", diretta da Giuseppe Maiorana.

Il 15 gennaio 2012, in occasione del XLIV anniversario del terremoto del Belice, il museo viene intitolato a Ludovico Corrao.

Le orestiadi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orestiadi di Gibellina.

Dal 1981 vi svolgono ogni anno le Orestiadi, un festival internazionale con manifestazioni che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.

Persone legate a Gibellina[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente basata sull'agricoltura, con coltivazioni di meloni gialli, cereali, viti, ulivi, alberi da frutto, agrumi e allevamenti di ovini. Operano anche varie aziende nel settore edile, alimentare e chimico (vernici). Da notare è anche il turismo, soprattutto da parte dei turisti stranieri che visitano le opere di arte contemporanea presenti nel paese.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'unico cittadino gibellinese noto morto nel campo di sterminio nazista di Birkenau è Giuseppe Pirrello, nato il 12 settembre 1911 e morto l'8 febbraio 1945.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva www.epicentrobelice.ne

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]