Gibellina

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Gibellina
Panorama di Gibellina
Gibellina - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Trapani
Coordinate: 37°49′0″N 12°52′0″E / 37.81667, 12.86667Coordinate: 37°49′0″N 12°52′0″E / 37.81667, 12.86667
Altitudine: 233 m s.l.m.
Superficie: 45,02 km²
Abitanti:
4.433 2007
Densità: 98,46 ab./km²
Comuni contigui: Salemi, Santa Ninfa, Partanna, Poggioreale, Castelvetrano, Salaparuta, Vita
CAP: 91024
Pref. telefonico: 0924
Codice ISTAT: 081010
Codice catasto: E023 
Nome abitanti: gibellinesi 
Santo patrono: San Rocco 
Giorno festivo: 16 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Gibellina è un comune di 4.433 abitanti della provincia di Trapani ubicato in una zona collinare a 250 metri sopra il livello del mare.

Il nome deriva dall'arabo Gebel (Montagna, Altura) e Zghir (Piccola): il nome completo significa, pertanto, "piccola montagna", "piccola altura".

Gibellina nuova è una cittadina sorta dopo la distruzione di Gibellina provocata dal Terremoto del Belice, con il contributo di numerosi artisti.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Secondo Tucidide e Diodoro Siculo Gibellina venne fondata prima dell'anno II della V Olimpiade (759 a.C.), prima cioè degli insediamenti greci in Sicilia. Ampliata (e secondo alcuni storici fondata) dagli Arabi nell'Alto medioevo, il centro medioevale si formò intorno nel secolo XIV intorno al castello edificato da Manfredi Chiaromonte.

[modifica] L’era Corrao e la ricostruzione

Per approfondire, vedi la voce terremoto del Belice.

Dopo il terremoto e le devastazioni, fu lentamente avviata la ricostruzione del paese. Ma invece di riedificare nelle vicinanze dell'antica Gibellina essa fu ripresa una ventina di chilometri più a valle. La scelta del sito avrebbe potuto seguire la logica della vicinanza alla costruenda autostrada sino a Mazara del Vallo, se non fosse che il terreno di nuova edificabilità era dei fratelli Ignazio e Nino Salvo, boss della mafia[1].
Gibellina nuova sorse quindi sul territorio del comune di Salemi, in località Salinella, a seguito di una votazione del consiglio comunale.
Per la ricostruzione della cittadina l'ex sindaco della città Ludovico Corrao ebbe l'illuminata idea di “umanizzare” il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri che riempirono la città nuova di opere d’arte. All’appello risposero, altresì, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Leonardo Sciascia. La città divenne subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa.

[modifica] Gibellina oggi

Oggi Gibellina ha assunto un valore artistico straordinario. Esempio ne sono la chiesa Madre 1997, i giardini segreti, la Porta del Belice di Pietro Consagra, Piazza XV Gennaio 1968 con la Torre Civica-Carrilion, il sistema delle piazze (di Laura Thermes e Franco Purini), il Monumento ai Caduti, etc. Tuttavia il suo valore artistico si scontra con la realtà di una città fuori dai circuiti turistici e pertanto del tutto sottovalutata.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

A seguito del terremoto, Gibellina subì un'emorragia di abitanti, in quando molti cittadini decisero di emigrare altrove. Per questa ragione la demografia del paese ne risulta vistosamente influenzata.

[modifica] Economia

[modifica] Cultura

Gibellina è oggi un museo "en plein air", un luogo in cui l'arte si fonde con la quotidianità, in cui si miscelano il vivere giornaliero con la cultura profonda delle sue opere.

Diverse sono le opere da visitare: il museo d'arte contemporanea annovera fra gli altri quadri di Mario Schifano, Renato Guttuso e altrettanti famosi artisti italiani ed internazionali. Lo scultore che ha lasciato un segno tangibile alla nuova Gibellina è Pietro Consagra con la Stella del Belice una scultura alta 24 metri alle porte della città. Sempre di Consagra sono il meeting e il portale d'ingresso dell'orto botanico. Oggi il meeting è un bar, ma era stato progettato con l'idea di farne un museo. La porta dell'orto botanico ha la forma di un portale gigante lungo circa 400mt. Ludovico Quaroni ha edificato la splendida Chiesa Madre (1972) considerato forse il monumento per eccellenza.

[modifica] Le orestiadi

Per approfondire, vedi la voce Orestiadi di Gibellina.

Dal 1981 vi svolgono ogni anno le Orestiadi, un festival internazionale con manifestazioni che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.

[modifica] Monumenti e piazze

Cretto di Burri

[modifica] Il Cretto di Burri

Gibellina nuova nasce da una disperazione, da una tragedia, da un terremoto i cui resti sono ancora visibili, in parte sotto il Cretto di Alberto Burri, gigantesco monumento della morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città[2]. Esso infatti sorge nello stesso luogo dove una volta vi erano le macerie, attualmente "cementificate" dall'opera di Burri. Dall'alto l'opera appare come una serie di fratture di cemento sul terreno, il cui valore artistico risiede nel congelamento della memoria storica di un paese. Il cretto è una tra le opere d'Arte Contemporanea più estese al mondo.

[modifica] Il baglio Di Stefano e la Fondazione

Il complesso della dimora baronale Di Stefano è stato ricostruito nel 1995 su progetto di Marcella Aprile, Roberto Collovà, Teresa La Rocca, Ettore Tocco, Valentina Acierno, Alessandro D'Amico, Stefano Marina, L. Raspanti e Lorenzo Salon. Antistante il baglio si trova La Montagna di sale di Mimmo Paladino, un monumento che rappresenta una montagna bianca con dei cavalli neri caduti. Essa era una scultura preparata per una delle rappresentazioni teatrali, posta poi in maniera definitiva a simbolo della città.

Il baglio Di Stefano ospita attualmente il Museo delle Trame Mediterranee, con una collezione di oggetti d'arte, gioielli, ceramiche e tessuti provenienti da Sicilia, Tunisia, Palestina,Albania, Algeria, Spagna, Marocco. Il baglio ospita inoltre una biblioteca, che raccoglie i fondi del Centro di Documentazione Orestiadi e la collezione "Giuseppe Nenci-Centro studi e documentazione sull'area elima", ed è sede dell'Istituto di Alta Cultura Fondazione Orestiadi Onlus.

[modifica] Il meeting

Il Meeting è una scultura-monumento realizzata da Pietro Consagra, inizialmente destinata a museo oggi ospita un gigantesco bar.

[modifica] La Chiesa Madre

Nel 1970 Ludovico Quaroni riceve l'incarico per la progettazione della Chiesa parrocchiale di Gibellina sulla sommità di una leggera collina. Nel punto più alto del paese. Il progetto è completato nel 1972 insieme a Lucia Anversa. La geometria della chiesa di Gibellina rappresenta comunque una novità,non solo nello schema tipologico dell’edificio e nel suo rapporto con il luogo, ma anche nel linguaggio per le forme architettoniche. Le varie funzioni sono raccolte e distribuite all'interno di un parallelepipedo a base quadrata di circa 50 metri di lato, ulteriormente diviso in moduli e sottomoduli, mentre il centro simbolico e geometrico del monumento è una grande sfera liscia, di cemento che costituisce un riferimento puntuale del sacro. I lavori iniziarono nel 1985 e nel 1989 venne aperta al culto.

Il 15 agosto 1994 crolla la copertura del tetto, fortunatamente senza provocare vittime. L'inchiesta ha portato all'invio di avvisi di garanzia per il direttore dei lavori[3]. I lavori di restauro, iniziati nel 2002, sono ancora in corso.

[modifica] La piazza del Comune e la Torre dell'Orologio

La piazza del comune è circondata da un portico realizzato da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, mentre all'interno si trovano delle ceramiche decorate da Carla Accardi e un'opera di Arnaldo Pomodoro. Al bordo della piazza si trovano delle sculture di metallo bianco ossia la Città di Tebe di Pietro Consagra, la scultura in travertino Città del sole di Mimmo Rotella e La torre di Alessandro Mendini.

Realizzata nel 1988, la Torre dell'orologio è alta una dozzina di metri ed è formata da due "ali" multicolori. Quattro volte al giorno dalla torre si sente un corncerto di voci che ricorda il disastro del terremoto.

[modifica] Il sistema delle piazze

Il cosiddetto sistema delle piazze a Gibellina è un allineamento di piazze cinte da strutture architettoniche laterali progettate da Franco Purini e Laura Thermes. Del sistema delle piazze fanno parte:

  • la Piazza Rivolta del 26 giugno 1937;
  • la Piazza Fasci dei Lavoratori ;
  • la Piazza Monti di Gibellina ;
  • la Piazza Autonomia Siciliana ;
  • la Piazza Passo Portella delle Ginestre.

[modifica] Gli artisti e i monumenti

  • Impronta (1978)
  • Spirale doppia (1973)
  • Tavola dell'alleanza (1980)
  • Omaggio a Tommaso Campanella (1984)
  • Contrappunto (1983)
  • Sequenze (1984)1
  • Sequenze (1984) 2
  • Sacrario ai Caduti (1986)
  • Elittica e Meridiana (1987)
  • Grande area 85 (1990)
  • La notte del cielo (1997)
  • Museo civico di arte contemporanea

[modifica] Personalità legate a Gibellina

[modifica] Collegamenti

Posta al centro della Valle del Belice (svincolo autostrada A29 uscita Salemi), dista:

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Vito Bonanno (UDC) dal 16/05/2005
Centralino del comune: 0924 985111
Posta elettronica: sindaco@comunedigibellina.it

[modifica] Note

  1. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1998/gennaio/12/Gibellina_cimitero_creato_dagli_artisti_co_0_9801123576.shtml
  2. ^ Il cretto di Burri recuperato con fondi Regionali
  3. ^ [1] Il crollo della chiesa di Quaroni

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[modifica] Collegamenti esterni

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