Marsala

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Marsala
comune
Marsala – Stemma Marsala – Bandiera
Marsala – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Giulia Adamo (UDC) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 37°47′58″N 12°26′04″E / 37.799444°N 12.434444°E37.799444; 12.434444 (Marsala)Coordinate: 37°47′58″N 12°26′04″E / 37.799444°N 12.434444°E37.799444; 12.434444 (Marsala)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 241,64 km²
Abitanti 82 937[2] (30-12-2013)
Densità 343,23 ab./km²
Frazioni elenco
Comuni confinanti Mazara del Vallo, Petrosino, Salemi, Trapani
Altre informazioni
Cod. postale 91025
Prefisso 0923
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081011
Cod. catastale E974
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 816 GG[3]
Nome abitanti marsalesi
Patrono Madonna della Cava,[1]
Giorno festivo 19 gennaio, 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marsala
Posizione del comune di Marsala nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Marsala nella provincia di Trapani
Sito istituzionale
« [...] Splendidissima civitas Lilibaetana [...] »
(Cicerone)

Marsala è un comune italiano di 82.937 abitanti[4] della provincia di Trapani in Sicilia.

È il primo comune della provincia di Trapani e il quinto della Sicilia per popolazione.

Il nome le fu dato dagli arabi che la chiamarono Mars-Allah: "Porto di Allah", da cui derivò il nome attuale della città.[5]

Famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei mille dell'11 maggio 1860 e per la produzione dell'omonimo vino Marsala, per cui, dal 1987, è Città del Vino. Sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo (Lilibeum in latino), dal cui nome deriva l'appellativo di lilibetani (oltre a quello di marsalesi) per i suoi abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Vista di Mozia dalla costa marsalese

Punta estrema occidentale della Sicilia la città sorge su capo Boeo, con vista sulle isole Egadi e sulle isole dello Stagnone (queste ultime fanno parte del territorio comunale).

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune marsalese, nei suoi 241 km² di estensione, ha un ricco patrimonio culturale e paesaggistico; il suo territorio comprende la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, tra cui l'isola di Mozia, antica città fenicia.

Il comune di Marsala fino alla fine degli anni 1970 contava all'interno del suo territorio, anche la frazione di Petrosino (che poi con un referendum della popolazione deciderà di diventare un comune autonomo) raggiungendo quasi 86.000 abitanti.

Il territorio di Marsala è classificato in zona sismica 2 (sismicità media). Negli ultimi 200 anni sono stati rilevati tre terremoti di medio-alta intensità:

  • 18.05.1828 magnitudo 5.17 (6° circa della scala Mercalli)
  • 15.01.1968 Terremoto del Belice che a Marsala ha raggiunto il 7° della scala Mercalli.
  • 7.06.1981 magnitudo 4.60 (4/5° della scala Mercalli) con epicentro in località Borgo Elefante in territorio di Mazara del Vallo a circa 20 km dal centro città di Marsala.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Marsala.

Il clima è mite con punte di 40 gradi in estate e inverni piovosi che oscillano tra i 0 e i 17 gradi.

Marsala
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 16,0 16,2 17,5 19,6 22,9 26,9 29,4 30,3 28,0 24,3 20,4 17,1 16,4 20,0 28,9 24,2 22,4
T. min. mediaC) 7,7 7,8 8,7 10,6 13,6 16,8 18,8 19,2 18,0 14,8 12,0 9,1 8,2 11,0 18,3 14,9 13,1


Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lilibeo.
Posizione di Marsala
Fossato punico difensivo originario

Nel 397 a.C. la colonia fenicio-punica di Mozia, fiorita 8 secoli prima di Cristo sull'isola di San Pantaleo, a poche miglia dalla costa della Sicilia sud-occidentale, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I. I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e fondarono un nuovo insediamento a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia "la città che guarda la Lybia", perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell'Africa.

Lylibeo passò in mano ai romani nel 241 a.C. per divenire uno dei centri più importanti della Provincia siciliana: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l'appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C.

Resti di una necropoli ellenico-romana

Devastata dai Vandali all'inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all'impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L'arrivo nell'VIII secolo degli arabo-berberi sotto il contiguo monte Granitola segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l'inizio della rinascita della città, che fu chiamata Marsa ʿAlī "Porto di ʿAlī" o, forse, Marsa ʿāliyy, "Porto Grande", data la grandezza dell'antico porto, sito presso Punta d'Alga, o anche Marsa Allāh, cioè "porto di Dio", donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo.

A partire dalla fine dell'XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane. Ma l'interramento del grande porto di Punta d'Alga, disposta nel 1575 dall'imperatore Carlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura[senza fonte].

Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un'altra svolta nella storia della città. Alla fine del Settecento, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l'approdo dell'inglese John Woodhouse che "inventò" il vino marsala. Il Woodhouse, infatti, ritenne di qualità eccellente il vino prodotto dai contadini locali, definito "in perpetuum", visto l'uso di rabboccare le botti in via di svuotamento con vino nuovo, sì da mantenerne inalterati i livelli. Caratterizzato da una naturale alta gradazione alcolica, il vino marsalese non era però adatto al trasporto: per ovviare al problema Woodhouse sperimentò con successo l'aggiunta di alcol di buona gradazione nel vino, garantendone in questo modo la stabilità. Egli ne avviò, quindi, l'esportazione annoverando in seguito, tra i suoi più illustri clienti, l'ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Il vino così "inventato" da John Woodhouse fu quindi in grado di affrontare vittoriosamente, specialmente nella variante secca, il confronto col Madera e col Porto, ampiamente popolari tra i sudditi di Sua Maestà. Si deve ai Woodhouse l'esplosione dell'economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali, tra cui il nuovo porto di Margitello, l'attuale porto di Marsala.

Monumento ai caduti, posto sul punto ove molti marsalesi persero la vita durante i bombardamenti britannici dell'11 maggio 1943

L'11 maggio 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille che da qui iniziò l'unificazione d'Italia.

Nella storia di Marsala vi è però anche un altro 11 maggio, un triste ricordo per la cittadinanza, quello del 1943: un bombardamento britannico sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò perennemente il centro storico barocco della città. Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d'oro al valor civile.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del Purgatorio

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Baluardo Velasco, costruito nel XVI secolo per scopi difensivi

Altro[modifica | modifica sorgente]

Stabilimenti enologici[modifica | modifica sorgente]

La produzione del vino su scala industriale fu introdotta in città nel 1773 dall'inglese John Woodhouse. Molti gli stabilimenti importanti tra cui quelli di Ingham-Whitaker, le Cantine Florio, Martinez, Pellegrino, Rallo, Mineo, Bianchi, Baglio Hopps, Donnafugata, Alagna, Caruso e Minini. Numerose anche le cantine modernissime, fra le molte Alcesti, De Bartoli, Fina, Vinci, Birgi, Mothia, Paolini e Baglio Oro. Cantine marsalesi famose per la produzione di vini non solo da dessert ma anche bianchi e rossi di alta qualità.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lilibeo.

La zona archeologica è una zona esterna all'originario abitato, occupata da macchia mediterranea.

Insula romana: mosaico

Proprio in questa zona più occidentale della città, sono presenti i resti di una vecchia casa patrizia romana, chiamata "Insula romana", databile tarda era romana imperiale (IV secolo d.C.). Venuta alla luce grazie a svariati scavi effettuatisi dal 1939 a oggi[non chiaro], presenta ricche decorazioni a mosaico di pavimenti, raffiguranti scene di lotta fra animali selvatici e figure mitologiche. È presente anche un ambiente termale. Attualmente[non chiaro] sono in corso i lavori per la realizzazione del suddetto parco archeologico.

Gli anni duemila stanno segnando[non chiaro] una svolta: non ultime le scoperte del decumano massimo, della Venere Callipige del II secolo e di innumerevoli tracce di civiltà antiche (camere mortuarie, pavimentazioni, utensili, resti di abitazioni e di strade). In particolare, nel 2007, nello scavo di San Giovanni, è stata rinvenuta la pavimentazione cinquecentesca dell'omonima chiesa, e nello scavo adiacente ad essa, una colonna crollata su una pavimentazione in marmo bianco. In tutti gli scavi dell'area, gli strati di terra visibili sono un mix di terra e pezzi di terracotta, anfore, monete, e vari segni dell'antica civiltà. Nel mese di luglio del 2008, è stata scoperta una statua di Iside, e diverse scritture che anticipano la presenza di un tempio di Ercole nella zona archeologica di Porta Nuova, destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo, due delle quattro città puniche della Sicilia insieme a Solunto e Palermo, si trovano a Marsala).

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Di grande attrazione è la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala che prende il nome dall'omonima laguna, nonché arcipelago comprendente diverse isole tra cui Mozia.

La riserva naturale orientata Isole dello Stagnone

Lo Stagnone è una laguna diventata riserva naturale perché habitat ideale di riproduzione e di ristoro per tantissime specie animali; tra queste i fenicotteri rosa che sempre più spesso – e in gruppi sempre più numerosi – scelgono lo stagnone ed in particolare l'Isola Grande (comunemente conosciuta come Isola Lunga) come luogo di riposo. Lo stagnone è uno dei pochissimi habitat naturali al mondo per la Posidonia, una rara qualità di pianta marina, simile all'erbetta da giardino. Nei momenti di bassa marea, lo stagnone si trasforma in una immensa prateria, quasi come un campo di calcio in mezzo al mare. L'Isola Lunga è raggiungibile a piedi dal promontorio di Birgi, esattamente dall'antica torre d'avvistamento San Teodoro. Sull'isola lunga è presente, oltre a una varietà di saline e mulini tipici della zona, una villa in stile romanico abbandonata. L'arcipelago delle isolette di fronte alla città di Marsala è completato dalle Schole, un'isoletta piccolissima dove si trovano due caseggiati, in passato utilizzati come lazzaretto della città colpita dalla peste in epoca medievale.

Da diversi anni il litorale nord di Marsala, quello che comprende lo stagnone, è diventato il luogo d'incontro per eccellenza degli amanti del kite surf, sport acquatico; sono tantissimi gli sportivi provenienti da ogni parte del pianeta per esercitare questo sport sfruttando al meglio il vento e le onde. Di conseguenza sono sorte diverse scuole di Surf, Kite Surf, Wind Surf e in generale di tutti gli sport acquatici, proprio sul litorale nord della città. [non chiaro]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo regionale Baglio Anselmi
  • Museo archeologico Baglio Anselmi. È il maggior museo marsalese, per importanza e numero di reperti. È stato istituito ad hoc per ospitare un reperto tra le maggiori attrazioni di Marsala, ovvero la nave punica di Marsala, una nave ritrovata presso punta alga, sul litorale nord. Fu usata durante la battaglia delle isole Egadi, che concluse la prima guerra punica, ed è un unico esemplare al mondo, importantissimo per lo studio della tecnica navale fenicia. Oltre ad essa si trovano numerosi reperti ritrovati nel territorio marsalese e documentazioni su alcune case romane sparse per la città, prova dell'intensa attività edilizia che interessò la cittadina durante l'età romana imperiale.
  • Museo degli arazzi fiamminghi, con serie di arazzi del XVI secolo raffiguranti la guerra giudaica.
  • Museo dell'agricoltura Baglio Biesina, situato in via Salemi ad est della città, è ospitato all'interno del Baglio Biesina, un antico caseggiato circondato da un bel giardino tipicamente siciliano, ricco di palme. Al suo interno gli attrezzi e gli utensili usati dai contadini, alcuni risalenti anche ai primi dell'Ottocento.
  • Museo garibaldino, ospitato nel complesso monumentale San Pietro.
  • Pinacoteca comunale, presso il convento del Carmine.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Il Giovedì Santo si svolge la Processione dei Misteri viventi, una rappresentazione sacra itinerante con nove gruppi di figuranti sulla passione di Cristo.[7]

Persone legate a Marsala[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Marsala è costituita dal punto di vista urbanistico da centri abitativi eterogenei e difformi diffusi in tutto il suo territorio tale da definirlo l'unico esempio di città-territorio in Sicilia.[senza fonte] Si distinguono:

  • il centro storico, racchiuso nel perimetro della città medioevale, dove sono localizzate quasi tutte le strutture monumentali, culturali e amministrative.
  • il centro urbano, cresciuto attorno all'antico centro storico, che si estende a sud sulla strada per Mazara del Vallo fino alla contrada Casabianca, a nord sulla strada per Trapani fino alla contrada Santa Venera, ad est sulla strada per Salemi fino alla contrada San Silvestro.
Villa Cavallotti
  • le contrade, che costituiscono la vera peculiarità del territorio comunale. Sono circa 100 e distano dal centro da 1 a 15 km. Si tratta di nuclei abitativi che sorgono lungo gli assi viari più importanti senza soluzione di continuità. La maggior parte di esse è priva di centro vero e proprio, ma strade ampie in cui si immettono decine di piccole vie abitate e che conducono al cosiddetto "chianu" (in lingua italiana piano), ossia un nucleo abitativo di antiche case affacciate ad un piazzale comune ove era collocato un pozzo d'acqua per l'uso delle famiglie che vi abitavano.

Il centro di Marsala conserva ancora oggi l'articolazione originale dell'asse viario, sviluppato secondo un disegno tipico dell'età ellenistica (per strigas, vie parallele e ortogonali, in contrapposizione con il modello romano per cardi e decumani).

Questo quadrilatero, delimitato anticamente da una cinta muraria della quale restano quattro cinquecenteschi bastioni (via Colocasio, via G.A.Omodei/via Amendola, via E. Alagna al civico 65, via Sibilla (baluardo Velasco), che a causa dell'incuria dei governi cittadini[senza fonte] ne hanno permesso, in passato, la demolizione parziale e la costruzione di palazzi), racchiude il centro storico con il cinquecentesco quartiere spagnolo, che oggi ospita gli uffici del comune. Il nome attuale del Cassaro è Via XI Maggio. È la via principale della città, la più centrale, con parecchi vicoli che si diramano da questa via. Il sabato e i giorni festivi sono i giorni dove la maggior parte dei cittadini si reca al Cassaro per passeggiare piacevolmente durante il pomeriggio e la sera. La via XI Maggio comincia da Piazza Matteotti e finisce a Porta Nuova, una delle antiche porte della città. All'interno della via ci sono parecchi locali, negozi, ristoranti, enoteche ed altro.

Una caratteristica molto particolare del centro storico della città lilybetana sta nel fatto che la città, nel corso dei secoli e delle varie dominazioni, ha cambiato molte volte "faccia". Questa considerazione vale anche per gli anni tra il 1965 e il 1985, anni di un vero e proprio "boom" edilizio, specie nella zona del tribunale, dove sono stati costruiti nuovi quartieri sulle necropoli punico-romane e su altri importantissimi siti archeologici[senza fonte] che oggi, tra asfalto e cemento, timidamente compaiono tra un palazzo e l'altro. Questa "moda" marsalese ha radici antichissime. Come dimostrato dalla scoperta di un'abitazione romana sotto le basi della chiesa del monastero dell'area di San Girolamo (apertura degli scavi molto recente), la città, nel corso dei secoli, si rigenerava e si costituiva sulle abitazioni del passato. Edifici normanni venivano "ritoccati" dagli spagnoli e via dicendo. La via Garraffa in antichità era il secondo decumano della città. Oggi questa strada è tristemente asfaltata, così come buona parte del centro storico, ma è comunque ricca di paesaggi archeologici (famosa la barocca piazza del Purgatorio, con fontana e chiesa, o anche la stessa area di San Girolamo).

Le origini delle contrade invece risalgono alla fine dell'Ottocento-primi del Novecento e traggono origine dalla spiccata attività agricola del territorio; molti contadini risiedevano nel centro città ma i poderi agricoli distavano anche ore di strada percorribile con carretti o asini (da cui l'appellativo di città degli asinelli) e ciò costituiva un problema logistico non indifferente nei periodi di intensa attività (vendemmia, mietitura ecc.); l'esigenza di soggiornare nel luogo di attività per lunghi periodi diede avvio all'origine del "chianu", luogo abitativo temporaneo e successivamente definitivo da cui originano le attuali contrade.

Il territorio di Marsala nel 1978 è stato diviso in circoscrizioni amministrativa per la necessità di gestire l'amministrazione ed i servizi in maniera capillare su un territorio molto articolato. Il comune veniva suddiviso in 7 quartieri urbani e in 7 borgate extraurbane, ridotte successivamente a 5 (San Leonardo-Birgi, Paolini-Bosco, Strasatti, Terrenove-Ciavolotto, Amabilina-Ciancio) ognuna costituita da un numero consistente di contrade. Le circoscrizioni sono poi state soppresse nel 2003[8]

Contrade[modifica | modifica sorgente]

Peculiarità del territorio comunale di Marsala è quella comprendere un altissimo numero di piccoli nuclei abitati che sorgono lungo gli assi viari più importanti senza soluzione di continuità. La maggior parte di essi è priva di centro vero e proprio ma a un "chianu" (in lingua italiana piano), ossia un piazzale comune attorno al quale si è esteso il nucleo abitato. Il territorio di Marsala comprende oltre cento contrade, più o meno abitate in ragione della loro distanza dalla città, distinguendosi tra esse zone d'espansione edilizia nell'immediata prossimità del centro urbano, borghi saldati alla città dall'espansione urbanistica lungo le vie principali e contrade più lontane con poche abitazioni sparse.

Di seguito si riporta l'elenco delle contrade tradizionali:[9][10][11][12][13][14][15][16][17]. Abbadessa, Addolorata, Alfaraggio, Amabilina, Bambina, Baronazzo Amalfi, Bellusa, Berbarello, Berbaro, Biesina, Birgi Novi, Birgi Vecchi, Birgi Nivaloro, Bosco, Bufalata, Buttagana, Canale, Capofeto, Cardilla, Carinume, Casabianca, Casazze, Catenazzi, Chitarra, Ciancio, Ciappola, Ciavolo, Ciavolotto, Colombaio Lasagna, Conca, Cozzaro, Cozzogrande, Cuore di Gesù, Cutusio, Dammusello, Dara, Digerbato, Ettore Inversa, Falconiera, Florio, Fiumara Sant'Onofrio, Fontana di Leo, Fontanelle, Fornara, Fossarunza, Genodolfo, Giaccatello, Giammabella, Giardinello, Giunchi, Granatello, Gurgo, Isola di San Pantaleo, Isola Grande, Isola Santa Maria, Isola La Scuola, Madonna Cava Bufalata, Madonna dell'Alto Oliva, Mamuna, Mandriglie, Matarocco, Messinello, Misilla, Musciuleo, Nasco, Paolini, Pastorella, Perino, Pellegrino, Pispisia, Ponte Fiumarella, Porcospino, Pozzillo, Ragalia, Ranna, Rassameli, Rinazzo, Roccazzello, Salvaggi, San Giuseppe Tafalia, San Nicola, San Silvestro, Sant'Ambrogio, Sant'Anna, Santa Venera, Santi Filippo e Giacomo, San Michele Rifugio, San Leonardo, Santo Padre delle Perriere, Scacciaiazzo, Sinubio, Spagnuola, Stazzone, Strasatti, Sturiano, Tabaccaro, Terrenove, Torrelunga Puleo, Ventrischi, Zizza.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia della città è ancora oggi fortemente legata alle attività vitivinicole, soprattutto nella produzione del famoso vino Marsala; un'altra importante produzione è quella del caffè. Infatti è molto importante il marchio Zicaffè fondato nel 1929.

Si producono anche mezzi per la raccolta dei rifiuti; vi trova luogo infatti un'azienda che rifornisce mezza Italia di questi particolari camion. Importanti sono anche le produzioni meccaniche per industrie tedesche, di bottiglie di vetro, e di gruppi elettrogeni: è marsalese l'azienda che produce le stazioni mobili della RAI.[senza fonte]

Nell'ambito agricolo, è presente un gran numero di vigneti. Nel mese di settembre, la Vendemmia diventa uno stile di vita: sono tantissimi i giovani che partono verso le campagne per raccogliere i grappoli. È un lavoro molto pesante ma ben retribuito, anche se negli ultimi anni, questo settore ha conosciuto una crisi senza precedenti. Altre importanti produzioni agricole sono quelle di pomodoro e di fragola ("Marsalina", famosa in tutto il mondo[senza fonte]).

Tuttavia, il turismo, ormai da anni, è diventato una fonte di reddito molto importante per la città. Con i suoi 14 km di costa con spiagge di sabbia bianca e fina, il suo mare cristallino, i facili collegamenti con le Isole Egadi, e le bellezze naturalistiche dello Stagnone, Marsala rappresenta un'importante località turistica. L'aria che si respira per le vie della città è quella di un museo a cielo aperto, in cui è vistosa la presenza di tutte le culture che a Marsala hanno lasciato un segno.

Dal 2009 si svolge "Siciliamoexpo" rassegna in cui sono coinvolte aziende siciliane enogastronomiche, artigiane e del turismo e i buyers stranieri, organizzata dalla Camera di Commercio di Trapani . L’evento si svolge nel centro storico di Marsala nel mese di giugno. [18]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti viari e ferroviari[modifica | modifica sorgente]

Marsala è sede di una delle maggiori aziende di trasporti su autobus che servono la provincia[senza fonte]. È attraversata nel verso nord-sud dalla Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula che la collega a nord con Trapani e lo svincolo autostradale di Marsala sull'autostrada A29 ed a sud con Mazara del Vallo. La città è anche punto d'inizio della Strada statale 188 Centro Occidentale Sicula che la attraversa nel senso ovest-est fino a collegarla con Salemi. Sia la SP.21 che la Scorrimento Veloce Marsala-Birgi collegano la città al vicino aeroporto di Trapani-Birgi.

La linea ferroviaria che attraversa la città da nord a sud fa parte della linea Alcamo Diramazione-Castelvetrano-Trapani. Diverse sono le fermate dei treni all'interno del territorio marsalese:

Collegamenti aerei e marittimi[modifica | modifica sorgente]

La città è servita dall'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi (la cui pista, nella testata ovest lato mare, ricade in parte nel comune di Marsala, mentre la testata est della stessa pista e l'aerostazione ricadono nel comune di Trapani[19]), con collegamenti verso le maggiori città sia italiane che europee, distante c.a. 13 km dal centro cittadino.

Dal Porto di Marsala gli unici collegamenti di linea sono i traghetti per le isole Egadi, facilmente raggiungibili anche con imbarcazioni private.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«per il grande coraggio dimostrato dall'intera popolazione durante i bombardamenti del maggio 1943»
— 1961[22]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La città di Marsala è stata sempre ben rappresentata nelle discipline sportive.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città, lo Sport Club Marsala 1912, ha disputato molti campionati professionistici, tanto che fino al 2000 giocava nel girone B della Serie C/1, ha annoverato tra le proprie file calciatori del calibro del campione del mondo Marco Materazzi, Patrice Evra e diversi altri. Dall'ultimo fallimento del 2000, la società è stata rifondata nel 2006 partecipando anche a due campionati di serie D.

L'altra squadra di calcio della città è la Polisportiva Libertas Marsala 1987 A.S.D. che milita nel girone A siciliano di 2ª Categoria. È nata il 17 novembre 1987.

Volley[modifica | modifica sorgente]

A Marsala gioca la Pallavolo Marsala che dopo aver vinto il campionato di serie B femminile milita nel campionato di Serie A2 con colori sociali bianco e azzurro. Disputa le sue partite al Palabellina

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Il basket nasce negli anni sessanta con la Fiamma Marsala. La Pallacanestro Marsala nel 1992-1993 ha preso parte al campionato di Serie A2. Era sponsorizzata dalla Medinform. Neopromossa, si è classificata al 16º posto della Serie A2 ed è retrocessa in Serie B d'Eccellenza. Quell'anno è rimasto negli annali della storia del basket professionistico italiano perché è stato stabilito il record di punteggio più alto in una partita della Serie A2, tuttora imbattuto: 27 settembre 1992 Medinform Marsala – Teorematour Arese Milano 133-135. Oggi la società cestistica milita in C-1.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Marsala città del vento (pulcherrima sed ventosa)[senza fonte] può vantare numerose affermazioni a livello mondiale nella vela (la cui classe maggiormente praticata è il Lightning) e in particolare nel windsurf e nel kitesurf. Gli atleti marsalesi sono tanti ad aver avuto considerevoli affermazioni nelle più importanti manifestazioni veliche.[senza fonte]

Marsala ha una grande tradizione nella pallamano: due squadre maschili in A-2, la Giovinetto e l'Handbaal, mentre la femminile, la Venus Marsala, gioca da diversi anni in A-2.

In passato la massima categoria è stata conosciuta nelle discipline di Rugby e Pallavolo (Pasta Primeluci Marsala) mentre per il Calcio Femminile solo la serie B.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Santi Patroni dei comuni italiani - Comuni che iniziano con la lettera M
  2. ^ Dato Istat al 30/12/2013
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dato Istat al 30/12/2013
  5. ^ Ferdinando Schettino, Medio Oriente, l'epicentro della storia, Idea Edizioni, 2008, Roma, ISBN 978-88-903022-5-1.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Pasqua a Marsala
  8. ^ Decreto 20 maggio 2003 su Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
  9. ^ Mappa delle contrade - Tavola 1
  10. ^ Mappa delle contrade - Tavola 2
  11. ^ Mappa delle contrade - Tavola 3
  12. ^ Mappa delle contrade - Tavola 4
  13. ^ Mappa delle contrade - Tavola 5
  14. ^ Mappa delle contrade - Tavola 6
  15. ^ Mappa delle contrade - Tavola 7
  16. ^ Mappa delle contrade - Tavola 8
  17. ^ Mappa delle contrade - Tavola 9
  18. ^ SiciliamoExpo
  19. ^ http://www.pcn.minambiente.it
  20. ^ http://www.comune.marsala.tp.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24875.
  21. ^ http://powiat.nysa.pl/sites/3,45/show/3770/wspolpraca_powiatu_nyskiego_z_regionem_sycylia.html.
  22. ^ Statuto Comunale Città di Marsala. URL consultato il 29 ottobre 2010.
    «Art. 3, Comma 6: "Il Comune si fregia della medaglia d'oro al valor civile conferita per i fatti luttuosi conseguenti ai bombardamenti del maggio 1943 e per il grande coraggio dimostrato dall'intera popolazione."».

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