Sport Club Marsala 1912

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SC Marsala 1912
Calcio Football pictogram.svg
StemmaMarsala.png
Azzurri, Lilybetani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Azzurro2.png Azzurro
Inno Marsala siamo noi 1912
Dati societari
Città Marsala
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Eccellenza Sicilia
Fondazione 1912
Scioglimento 2000
Rifondazione 2006
Presidente Italia Luigi Vinci
Allenatore Italia Angelo Sandri
Stadio Municipale Antonino Lombardo Angotta
(13.500 posti)
Sito web www.marsala1912.it
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce
« Si è vero, che se ho appreso a guardare una partita di calcio, non lo debbo al Palermo ma al Marsala. A capire il calcio tecnicamente e tatticamente lo debbo al Marsala di Lerici, Orzan, De Corte, Vergazzola ed ai loro compagni di squadra, forti calciatori per molti anni in Serie A. Ecco perché il Marsala fu altamente significativo dell'evoluzione del calcio in Sicilia e non solo in Sicilia.[1] »
(Vladimiro Caminiti)
« Il Marsala va servito, guai a servirsene![2] »
(Peppe Pellegrino)

Lo Sport Club Marsala 1912 è la principale squadra di calcio di Marsala. Gioca le sue gare interne allo Stadio Antonino Lombardo Angotta. Storico club calcistico siciliano, ha vissuto il suo periodo di maggiore popolarità tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, quando ha disputato 29 campionati di Serie C. Tornato tra i professionisti nel 1995, ha riconquistato la C-1 nel 1998. Fallito nel 2000, è stato sostituito dalla Associazione Sportiva Marsala 2000, fallito però nuovamente al termine del campionato di Serie D 2004-05. Il 6 settembre 2006 il presidente Salvatore Giacalone ha riacquistato lo storico marchio dello Sport Club Marsala 1912 e, ripartendo dalla seconda categoria, lo ha riportato in Serie D, da dove è retrocesso nel 2012. Attualmente milita nel girone A dell'Eccellenza Sicilia. Tra le file del Marsala hanno militato tantissimi personaggi di grande fama, nazionale ed internazionale, tra cui Marco Materazzi, Patrice Evra, Luigi Bonizzoni, Pasquale Marino, Florian Radu, Gaspare Umile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini fino agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del calcio a Marsala sono inscindibili dalla storia del famoso e omonimo Vino Marsala, anche se, a distanza di un secolo, rimane arduo datarle con certezza assoluta. Nella diffusione del gioco del calcio assunse comunque un ruolo decisivo il trasferimento a Marsala di numerosi nuclei di imprenditori, industriali, tecnici e commercianti inglesi, nella scia di colui che per primo aveva intuito le enormi possibilità di diffusione del prodotto della vinificazione di alcune uve coltivate nell'agro lilibetano. Correva l'anno 1870 quando un commerciante inglese di nome John Woodhouse, proveniente da Liverpool, trovatosi a Marsala e venuto a conoscenza dell'alta alcolicità dei vini prodotti dalle uve "'nzolia e "catarratto", e vedendo che per il gusto s'avvicinavano molto ai famosi vini della Spagna e del Portogallo, provvide alla loro lavorazione e diede pertanto vita all'industria del vino cui diede il nome della nostra città: Marsala. Gli inglesi che in quegli anni tentavano l'avventura nelle calde terre del Sud, nel Mediterraneo, per lo più giovanottoni biondi e lentigginosi ancora freschi di "college" e smaniosi di avventure, si portavano inevitabilmente appresso qualche esemplare di quei palloni di cuoio che cominciavano a furoreggiare nella loro terra.

Formazione del Marsala nella stagione 1979-1980, giocata in Serie C.

Al punto che da sport tipicamente scolastico ed ancora privo di omogenea codificazione, il calcio cominciava a diventare autenticamente popolare e a diffondersi presso tutti gli strati sociali. Che anche a Marsala, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, si dessero già dei calci al pallone nei cortili dei "bagli" o sugli spiazzi prospicienti il porto, a ridosso delle alghe lambite dal mare, è cosa certa. Anche se mancano documenti, andati completamente perduti se mai ce ne furono, appare comunque più che attendibile la data del 1912 cui si fa ascendere la fondazione della prima società calcistica marsalese, quasi certamente "Marsala Football Club"", secondo la moda inglese. Come inglese ne era anche il presidente, Sir Enrico Clark, amministratore dello stabilimento vinicolo Ingham, una delle più floride fra le industrie per la produzione del Vino Marsala che gli inglesi avevano impiantato a Lilibeo.

Nei primi anni, quelli che vanno dalla fondazione del club all'interruzione causata dalla guerra, di campionati regolari non si parlava ancora. Si organizzavano però degli incontri, sotto forma di vere e proprie sfide, con le città vicine o con le rappresentative delle navi inglesi di passaggio nel porto.

L'accesa, inestinguibile rivalità che da sempre divide marsalesi e trapanesi, trovò così un mezzo in cui estrinsecarsi liberando il più acceso e cavalleresco (ma non sempre) agonismo. Il primo dell'interminabile serie di derby tra Marsala e Trapani pare si sia giocato nel 1913 sul Piazzale dei Mille, pressappoco dove adesso sorge la palazzina della Dogana, ed ebbe una gara di ritorno qualche settimana dopo a Trapani. L'esito fu favorevole ai marsalesi. Neanche al ritorno i rappresentanti del capoluogo riuscirono a piegare i cugini, che prevalsero ancora stabilendo una supremazia che durerà diversi anni. Solo molto tempo dopo infatti il Drepanum riuscirà ad aggiudicarsi il suo primo match.

In questi primi 24 mesi di attività, lo Sport Club Marsala ebbe come presidente Enrico Clark, mentre allenatore e direttore tecnico fu un altro inglese, Raffaele White. La squadra contava nelle sue file ancora tre cittadini d'oltre manica, il portiere Felice Andersson, il centro-mediano Gerardo Thompson ed il mediano Fitzgerald. Oltre al campo del Piazzale dei Mille, i primi anni di vita si svolsero in un terreno da gioco che sorgeva appena fuori dal quartiere Porta Nuova. A pochi metri da dove, qualche decennio dopo, sarebbe sorto il mitico Stadio della Vittoria, con capienza di circa 4.000 spettatori, che chiuse i battenti negli anni cinquanta, dopo centinaia di sfide con i migliori squadroni del sud Italia. Il Marsala arriva per la prima volta nel terzo livello calcistico italiano nel 1942-43, anno in cui arriva 6º nel girone N di Serie C.

Nel 1954 la squadra venne rilevata dal "Presidentissimo" Antonino Lombardo Angotta, facoltoso uomo politico e sociale marsalese. Lombardo Angotta presiedette il timone della società per dieci anni, facendo costruire (inaugurato nel 1956 in occasione di Marsala-Reggina) lo Stadio Lombardo Angotta che oggi porta il suo nome e il cavalcavia per raggiungerlo. Nei dieci anni di presidenza di Lombardo Angotta, il Marsala sfiorò la promozione in Serie B nel 1959-60, secondo dietro al Foggia (promozione mancata per un rigore sbagliato dal Marsala!). Nella stessa decade, la squadra siciliana disputò sempre ottimi campionati, concludendo i campionati con piazzamenti di tutto rispetto, confrontandosi continuamente con piazze come Bari, Pescara, Taranto, Lecce, Reggina, Salernitana, Avellino. Nella metà degli anni sessanta la squadra passò al Presidente Aurelio D'Asta, che la riportò in Serie C dopo la retrocessione del 1965. Il Marsala torna in Serie C (terza serie unificata) nel 1968 ai danni dell'Acireale, in uno spareggio giocatosi a Palermo il 2 giugno davanti a quasi 20.000 spettatori, finito 1-0 (gol di Paolinelli).

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Finite le ere Lombardo Angotta e D'Asta, il Marsala tornò nelle mani degli imprenditori vinicoli. Silvano Lombardo, titolare della omonima azienda produttrice del vino marsala, rilevò la società dando una anche svolta all'idea di società calcistica che vigeva in quel tempo. L'impronta di Lombardo è quella manageriale, della società-azienda.

Durante la presidenza Lombardo il Marsala si presenta ai nastri di partenza come pretendente alla promozione in Serie B, assortendo squadre ogni anno ben costruite, ma che poi, puntualmente, nella prima finestra di mercato, si indebolivano inverosimilmente. Nel 1977-78, la squadra giovanile del Marsala ha conquistato il Torneo Dante Beretti riservato alle formazioni di Serie C, battendo in finale la SPAL per 3-0, con una doppietta di Di Fresco e un gol di Scardino. Nel 1978, a causa della ripartizione della Serie C unica in C1 e C2, il Marsala, classificatosi solo al 16º posto, fu introdotto in Serie C2.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La decade si apre con l'annata 1980-81, dove il Marsala, primo in classifica per tutto il campionato, distrusse nelle ultime giornate quanto di buono fatto, classificandosi soltanto 4° e rimandando il ritorno in serie C1.

Nel 1984 la società, gestita dall'architetto Giacomarro, affrontò una difficile crisi societaria, retrocedendo per tre stagioni consecutive con squadre formate da giovani, passando così dalla Serie C2 al campionato di 1ª Categoria, dove rimase soltanto una stagione. Proprio da quel campionato di 1ª categoria, nella stagione 1986-87, ha inizio una lenta ma costante risalita.

Lo Stadio Antonino Lombardo Angotta è in ristrutturazione, la squadra gioca le partite interne al Campo "Ciavolo", oggi abbandonato, una borgata di campagna della città. Nello stesso anno gioca il suo primo e unico derby di campionato contro lo Strasatti, popolosa borgata marsalese di periferia. Il testa a testa con il Castellammare Calcio culmina in uno spareggio, giocatosi a Castelvetrano. Il Marsala batte 1-0 il Castellammare con gol di Guaiana e ritorna in Promozione. Nel 1987-88 si classifica 4º nel campionato di Promozione Siciliana, equivalente dell'Eccellenza di oggi, dove gioca la stracittadina con il Pro Marsala, società calcistica minore fino a poco tempo prima conosciuta come PLO Pizzo. In virtù del 4º posto, della fusione con il Pro Marsala, per il passato glorioso, e per la mole di spettatori presenti allo stadio e in trasferta, la lega decide di ammettere il sodalizio siciliano in Serie D dopo una sola stagione di Promozione Siciliana.

La stagione 1988-89, in serie D, è segnata dalle reti di Mario Guidotti, attaccante di Viareggio. Guidotti, tra il 1988 e il 1994, in tre stagioni e mezza di militanza nel Marsala 1912 intervallati da altre esperienze, conterà ben 41 reti, ergendosi di diritto a idolo del pubblico marsalese. Gli anni ottanta, sono anni difficili per il Marsala, che ricostruisce la risalita in serie C passando per campionati come quello di 1ª categoria, Promozione e Interregionale. Tuttavia, la presenza sugli spalti degli spettatori è sempre importante.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Tornato in Serie D nel 1988-1989, il Marsala disputa ottimi campionati, classificandosi sempre nelle prime posizioni. Sono gli anni dei derby (inediti per i tifosi del Marsala) contro realtà minori del calcio siciliano, come Nissa, Folgore Castelvetrano, Mazara, Sciacca, Partinico, Canicattì, sodalizi che in quegli anni arrivarono a disputare la Serie D.

A testimonianza delle buone posizioni in campionato, nella stagione 1991-92 il Marsala riuscì ad ottenere un terzo posto. Due anni dopo, nel 1993-94, si nota il talento di Marco Materazzi, che alla fine del torneo conterà ben 25 presenze e 4 reti. In quel periodo il Marsala ebbe in prova, ma non ingaggiò, anche un giovanissimo Emanuele Belardi che più tardi diventerà il portiere della Reggina in Serie A.

Nel 1994-95, la squadra, intanto passata sotto l'amministrazione dell'imprenditore Diego Maggio, sempre operante nel settore vinicolo, venne affidata a Mario Buccilli, ciociaro di Sora storico seguace di Zdenek Zeman, di cui fu suo secondo al Fenerbahçe. Buccilli era stato un buon difensore in Serie B, dove aveva giocato con Sambenedettese, Avellino e Rimini. Venne costruita una squadra di tutto rispetto: il centrale difensivo Policardi, storico difensore di Enna e Acireale, il portiere Ciccio Bifera, leader della squadra (molto noto non solo in Sicilia per la sua militanza, oltre che nel Marsala, nel Catania e nella Juve Stabia), che a fine campionato conterà solo 9 reti subite, il difensore Costantino e l'attaccante Spataro provenienti da buone stagioni nel Mazara, l'attaccante napoletano Giacomo Costigliola (oggi apprezzato allenatore delle giovanili del Marsala 1912), il terzino Matteo Gerardi, oggi Team Manager della squadra di Marsala, il centrocampista sardo Congiu, il talento dei giovani marsalesi Angelo Sandri e Vincenzo Saladino, il capitano di sempre Valerio Leto, il trequartista Sanchez. La squadra è costruita bene e dopo una prima parte di stagione in sordina, nelle ultime giornate mette a segno una serie di risultati positivi consecutivi che culminano nella piena rimonta ai danni del Monterondo, rimonta che ha avuto il suo culmine nelle ultime 4 giornate. Così il Marsala Calcio ritornò in Serie C2 dopo ben 11 anni (ultima volta nel 1984).

Le prime stagioni in C-2 sono travagliate: la squadra è protagonista di lotte serrate per non retrocedere. La squadra ritorna ai Lombardo degli anni settanta, nella persona di Marika Lombardo, sposa di Domenico Giacomarro, ex calciatore di serie A nell'Hellas Verona.

Nel 1995-96, Buccilli dopo la riconferma a furor di popolo, venne esonerato e la squadra venne affidata a Giuseppe Raffaele. Il Marsala 1912 raggiunse la salvezza soltanto ai play out, ai danni dei ministeriali dell'Astrea. La stagione 1995-96 è segnata dai gol di Giovanni Sorce, ex Parma e Licata, che con le sue 12 marcature entra di diritto nella storia dei bomber del Marsala. Lo stesso Sorce infatti, tornerà due anni più tardi a Marsala, per vincere il campionato e conquistare una promozione in Serie C1.

Nella stagione 1996-1997, sulla panchina del Marsala siede Giorgio Taormina, ex calciatore di Serie B. La squadra inizialmente sembra essere costruita bene: su tutti spiccano i nomi di Alberti, navigato difensore di categoria, la mezzapunta Massimo Formisano già del Trapani, l'attaccante Tony Fornò, il difensore centrale Ivano Pastore, l'altro centrale Gabriele Cioffi, il capitano-bandiera Valerio Leto, sempre presente. Su tutti, però, spicca la presenza di Domenico Giacomarro, figlio dell'Architetto che ad inizio anni ottanta salvò la squadra dal fallimento. La squadra colleziona risultati negativi non riuscendo ad uscire dalla crisi, così Taormina viene esonerato e sostituito da Antonucci, anch'egli poi esonerato per richiamare Taormina. Nella finestra di mercato di gennaio, Domenico Giacomarro lascia addirittura il Marsala per passare all'Altamura Calcio, squadra pugliese antagonista nella lotta serrata per la salvezza. Taormina viene esonerato nuovamente, per dar spazio a Massimo Morgia, allenatore che segnerà la storia del club lilibetano nel giro di pochissimo tempo. Morgia ridisegna la squadra col suo 3-4-3, inserisce il centrocampista Mauro Picconi (ex Ternana e Lucchese in B, a Marsala per tre anni, in cui nell'ultimo, il 1999, da capitano) e il difensore Flavio Chiti, ex Foggia in Serie A. Il primo Marsala di Morgia, quello 1996-97, si fa ricordare per delle bellissime partite disputate in casa contro le due formazioni poi promosse in C1 quell'anno, la Battipagliese, fermata per 0-0, e la Turris, battuta 1-0 con gol di Cioffi, partita ricordata da molti per gli scontri tra le due tifoserie, motivati dalla presenza dei tifosi del Trapani, storici gemellati dei Corallini.

La squadra si presenta ai play out contro l'Altamura dell'ex Giacomarro. All'andata, le proteste dei tifosi di casa per un gol non visto dall'arbitro si trasformano in vittoria a tavolino per il Marsala. Al ritorno è tutto facile: il Marsala, miracolosamente, dopo che era stato dato per spacciato da tutti, incredibilmente, rimane in Serie C-2.

Nell'estate del 1997, la squadra venne affidata al presidente Leonardo Mannone, noto medico, e al riconfermatissimo allenatore Massimo Morgia. Venne costruita una formazione con giocatori dal prestigioso passato: il portiere Luca Aprile, riconfermato, il difensore-goleador Tommaso Napoli, protagonista in Serie A nel Foggia di Zeman e in Serie C con Acireale, Licata e Cosenza, lo stopper Lorenzo Fabiani, ex Fiorentina, il terzino Michele Coppola, i centimetri di Egidio Ingrosso ex Lecce, i giovani Simone Fortini dalla Lucchese e Francesco Tondo sempre dal Lecce, gli attaccanti Francesco Erbini, (ventiseienne attaccante messosi in mostra nelle categorie minori con la maglia del Mazara) e Giovanni Sorce attaccante che in passato aveva già giocato in Serie A e in UEFA col Parma, e con il Marsala nel 96-97. Il fantasista marsalese Antonino Barraco, un mix di genio, estro e classe. Un calciatore eterno, che ha girovagato per tutte le squadre siciliane, arrivando a giocare in B con il Palermo, in C1 con Trapani e Marsala. Il capitano di quella squadra, ancora una volta, era Valerio Leto, giunto alla sua ottava stagione nel Marsala. In attacco brilla la stella di Marcello Direnzo, attaccante arrivato in punta di piedi dal Maglie ma che saprà farsi valere sotto porta, siglando a fine stagione 8 reti, una di queste al Trapani Calcio. La squadra parte senza i favori del pronostico, ma già al debutto in casa batte il Sora di Michele Marcolini per 2-0. I risultati positivi si susseguono, e dopo la vittoria casalinga contro l'Olbia per 4-1, nessuno si nascone più: il Marsala mira alla promozione in Serie C1. Quella stagione è segnata dai due derby giocati contro il Trapani, anch'esso in lotta per la promozione in C1. All'andata, il Marsala, nonostante avesse fatto la partita, venne beffato da un gol di Mosca e perse per 0-1. Al ritorno, a Trapani, gli azzurri, ansiosi di vendicare quella sconfitta, dominarono l'incontro passando in vantaggio con gol di testa di Marcello Direnzo. Ancora nei minuti finali, l'attaccante Giancarlo Ferrara (ex punta del "Palermo dei picciotti"), s'inventò una parabola che, complice il vento, s'insaccò alle spalle del portiere Luca Aprile. Nonostante i risultati poco positivi nei derby, il Marsala dominò il campionato, vincendolo con una giornata d'anticipo. Di quella stagione, rimane ancora oggi un episodio sempre ricordato dai tifosi del Marsala a quelli più giovani. A 4 giornate dalla fine, la squadra appariva stanca. Si giocava lo scontro diretto in casa, Marsala-Crotone. Il Crotone Calcio era un rullo compressore, la partita si avvertiva, già alla vigilia, tostissima. Anche perché, il portiere titolare del Marsala, Luca Aprile si era infortunato, così come il suo secondo, Gianfranco Randazzo. Dovette così giocare il giovanissimo Daniele Pinata, l'anno prima in forza ad una squadra di Eccellenza.

Nella partita contro il Crotone, il Marsala attaccò per 95 minuti, giocando sempre nell'area avversaria, ma perse per 0-3. I primi due gol crotonesi furono due reti-fotocopia. Il centrocampista Divella mise a segno due calci di punizione, uno alla fine del primo tempo, uno all'inizio del secondo, segnando facilmente, dato che il giovanissimo portiere marsalese, forse a causa del debutto e davanti a 9.000 spettatori, sbagliò a posizionare la barriera. Gli attacchi forsennati del Marsala scaturirono soltanto le parate del portiere del Crotone, Piazza, e il gol su contropiede della punta Balistreri.

L'episodio caro ad ogni tifoso del Marsala è, che dopo quello 0-3, nella partita che valeva una stagione, 9.000 spettatori chiamarono la squadra diretta al sottopassaggio per applaudirla. Furono cinque minuti di applausi continui e scroscianti. La squadra fece un giro di campo per ringraziare il pubblico, acquisendo, forse davvero in quell'attimo, la consapevolezza della propria forza. Successivamente il Marsala prima vinse a Chieti, poi liquidò in casa il Bisceglie, conquistando la matematica promozione in Serie C1. Nei play off, il Crotone eliminò il Trapani Calcio nelle semifinali, e il Benevento Calcio in finale, conquistando la C1 e facendo compagnia al Marsala nel salto di categoria.

Durante la stagione 1997-98, fu organizzato il Trofeo "Marsala Città del Vino". Si trattò di un triangolare disputato dalla compagine siciliana contro Feyenoord e Amburgo. La prima partita, Marsala-Feyenoord, vide il Marsala vittorioso per 1-0 con gol di Emanuele Germano. La seconda partita, Amburgo-Feyenoord, terminò 1-1. Nella terza partita, Marsala-Amburgo finì ai rigori con i tedeschi vittoriosi; decisivo, sia a calciare che a parare, il portiere Hans-Jörg Butt.

Il Marsala promosso in C1 nel 1998 In piedi da sinistra: Ingrosso, Aprile, Fortini, Di Renzo, Napoli, Picconi. Accosciati da sinistra: Barraco, Erbini, Coppola, Sorce, Leto.

Nell'estate del 1998, per festeggiare la vittoria del campionato di Serie C2, si giocò un'amichevole contro il Napoli Calcio, capitanato da Francesco Baldini e Igor Protti, che militava in Serie A. Il Marsala vinse per 1-0, grazie ad un gol del giovane Salvatore Marino.

Nella stagione 1998-1999 Morgia chiede due acquisti per andare tentare la promozione in Serie B. La società non accetta. L'allenatore toscano passa al Palermo portandosi in rosanero i difensori Simone Fortini e Francesco Tondo, il centrocampista Mauro Picconi, gli attaccanti Erbini e Giovanni Sorce, il preparatore atletico Vincenzo Teresa e il Direttore Generale Antonio Schio. Tommaso Napoli va alla Nocerina.

Il Marsala e i marsalesi, quasi frustrati dall'esodo verso Palermo dell'allenatore Morgia e di alcuni dei migliori giocatori della squadra, riversano le loro speranze nella competenza del nuovo direttore sportivo, Michele Pirro. Pirro sbaglia effettivamente qualche mossa, come gli ingaggi "fantasma" del portiere Roberto Verdi e del centrocampista della Roma Michele Scapicchi, ufficialmente in rosa ma mai visti a Marsala. Ma scova anche alcuni calciatori, acquistati praticamente gratis, che abilmente si valorizzeranno. Parliamo di Filippo Pensalfini, poi messosi in mostra con le maglie di Hellas Verona e Sassuolo Calcio, arrivato dal Novara in C2, Michele Zeoli, dal Civitavecchia in Serie D, e soprattutto dal talento appena diciassettenne di Patrice Evra, futuro capitano del Manchester United e della Nazionale Francese. La squadra venne affidata ad Agatino Cuttone, adranita di nascita, ma cesenate d'adozione per aver indossato la maglia del Cesena Calcio per molti anni in Serie A, di cui fu anche capitano.

Completano la squadra il portiere Massimo Gazzoli, proveniente dall'Empoli Calcio, l'esperto terzino Valiant Rosati dal Montevarchi, il riconfermato Egidio Ingrosso. A centrocampo c'è l'esperto centrocampista Elio Signorelli, ex Genoa, oggi apprezzato dirigente sportivo del Livorno Calcio. In attacco si punta su Stefano Santini, proveniente dalla Premier League, precisamente dal Sunderland, e sull'estro di Antonino Barraco. La squadra, nonostante dopo due giornate la squadra si trovasse al primo posto a punteggio pieno, deluse molto nel girone d'andata, così l'allenatore Agatino Cuttone venne esonerato.

Nel girone di ritorno la squadra, venne guidata da Luigi Carducci in panchina. Acquistò giocatori dall'illustre passato. Il centrocampista Pierluigi Di Già, ex Bologna, Inter, Venezia, Pescara, vero e proprio allenatore in campo, oggi osservatore del Bologna Calcio. In difesa arrivarono l'esperzo terzino Paolo Cozzi, il centrale Enrico Paggio dal Modena, in attacco il bomber Gaetano Calvaresi, famoso in Sicilia per i suoi trascorsi ricchi di gol nella Leonzio e nei rivali dell'Atletico Catania. Dopo travagliate operazioni con la Lega, arrivò il transfert per l'utilizzo del diciassettenne francese di origini senegalesi Patrice Evra. Evra venne ribattezzato "Cioccolatino azzurro": era stato "scartato" dal vivaio del Paris Saint-Germain. Il girone di ritorno è caratterizzato dalle reti del bomber Calvaresi e dello stesso Evra. La squadra miete successi su successi, mettendo sotto le corazzate che verranno promosse in Serie B. Nonostante le tante vittorie e un duello con l'Ancona, la squadra non riesce però ad evitare i play-out, steccando lo scontro diretto in casa con l'Avellino, appaiato a pari punti ma in vantaggio negli scontri diretti. I play out vengono giocati con la Battipagliese. La squadra domina sia all'andata (vittoria in Campania 0-1) che al ritorno (1-1 in casa con gol del capitano Leto).

La squadra 1999-2000 che si appresta a disputare il campionato di Serie C1 è formata dallo storico secondo portiere Gianfranco Randazzo, in difesa a far coppia con Egidio Ingrosso(diventato capitano dopo l'abbandono di Valerio Leto), si mette in mostra un diciassettenne difensore: Pietro Accardi; fu tesserato dal Marsala all'età di 13 anni, debuttando in C1 il giorno del suo 17º compleanno nella partita persa contro la Viterbese Calcio. La carriera di Accardi la dice tutta sulle qualità del calciatore. Sempre in difesa, ci sono i terzini Emanuele Franzoni e Simone Tamburro, il difensore Alessandro Nigro. A Centrocampo, il giovane Alfonso Caruso, il ritorno di Mauro Picconi, l'acquisto di Graziano Beltrami dal Brescia, l'ala Di mMggio e il trequartista Carmelo Puglisi. In attacco, Giovanni Di Somma e Cosimo Nobile. Dei gravi problemi societari avevano scaturito la cessione delle stelle della squadra. Patrice Evra e Paolo Cozzi passarono al Monza per 1,2 miliardi di lire. Le bandiere Leto e Barraco al Palermo. La squadra venne affidata ad Angelo Orazi che, nonostante i buoni risultati ottenuti, non riuscì a salvarla. L'ultimo posto a pari merito con l'Atletico Catania sancì la retrocessione in Serie C2, essendo il Marsala in svantaggio negli scontri diretti.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

In estate un fallimento portò la società ad una strana radiazione. Al fallimento del Marsala è stata dedicata una puntata della trasmissione di Raitre "Sfide". Leonardo Mannone, presidente del Marsala, fu letteralmente truffato dalla camorra dei casalesi. Gli stessi casalesi che, successivamente, tentarono la scalata alla Lazio di Claudio Lotito. Dovevano intascare una ingente somma di denaro proveniente dall'Ungheria. In quegli anni, un'operazione simile si poteva compiere soltanto come finanziamento a scopo benefico, cioè beneficenza, oppure tramite il contratto d'acquisto di una società sportiva. Soltanto che per la società sportiva bastava anche il "pre-contratto" d'acquisto, ovvero il "compromesso". I casalesi si avvalsero di una figura sportiva di primo piano, quella di Giorgio Chinaglia, come garanzia. Una volta d'accordo su tutto, fu organizzata una conferenza stampa di presentazione della nuova società. Presenti erano Stefano Desideri, ex centrocampista di Roma e Udinese, che sarebbe dovuto essere il nuovo allenatore, e Odoacre Chierico, anch'egli ex Roma, che avrebbe ricoperto il ruolo di direttore generale. Ma una volta firmato il pre-contratto d'acquisto, i facoltosi acquirenti intascarono il denaro dall'Ungheria e scomparirono nel nulla. Mannone non riuscì ad adempiere gli impegni presi, e nonostante le cessioni record di Patrice Evra e Paolo Cozzi al Monza per 1,2 miliardi di lire, la società, nonostante non avesse i conti in rosso, fu costretta a dichiarare fallimento. Il Marsala dovette così abbandonare la serie C1 per andare a giocare nell'Eccellenza Siciliana.

Nel 2000, dopo aver acquisito il titolo del Don Bosco Partinico, squadra di Eccellenza, il club è ritornato in Serie D sotto il nome di Associazione Sportiva Marsala 2000, militandovi per tre stagioni salvo poi retrocedere e fallire nuovamente nel 2005. Il 6 settembre 2006 lo Sport Club Marsala 1912 è rinato grazie ad un gruppo di imprenditori che ne hanno acquistato il marchio: la squadra è stata quindi inserita nei quadri del campionato siciliano di Seconda Categoria. Al debutto interno (sconfitto il Procidina per 6-2), sugli spalti si ebbero più di 3.000 spettatori, un record per la Seconda Categoria. La squadra si è aggiudicata la promozione diverse giornate prima della fine del torneo, conquistando così la promozione in Prima Categoria.

La città di Marsala ha presentato per qualche anno, anche altre due squadre: l'U.S.D. Petrosino Marsala, nata come "espansione" della società calcistica della città di Petrosino, e la Società Calcio Marsala A.S.D., nuova denominazione di una squadra minore locale conosciuta fino al 2006 come Bosco 1970.

Nel giugno 2007, il Marsala A.S.D. e il Marsala 1912 stavano per raggiungere un accordo per la fusione tra i due sodalizi, ma così non fu. Lo Sport Club Marsala 1912 diede vita ad una fusione con un'altra società locale: l'U.S. Kennedy Birgi 1967, appena promosso nel campionato di Promozione. Sarà questo il campionato disputato dallo Sport Club Marsala 1912 nel corso della stagione 2007-08, che lo vedrà salvo dopo lo spareggio di Bagheria contro la Sancataldese, terminato 1-1, in virtù della migliore classifica degli azzurri rispetto agli avversari. L'anno successivo il Marsala conquista la promozione in Eccellenza attraverso i play-off, vinti contro lo Sporting Arenella, visto che nella stagione regolare era stato raggiunto il terzo posto. Gli spareggi sono stati seguiti da 3000 spettatori in trasferta ad Alcamo, proprio nello spareggio contro i palermitani dello Sporting Arenella. Il Marsala vinse 2-1 in rimonta grazie ai gol di Villafranca e Alagna su rigore.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2009-10 vede il Marsala 1912 neopromosso in Eccellenza. La squadra è affidata a Salvatore Brucculeri, reduce da un campionato di Eccellenza vinto con il Mazara. La squadra inizialmente vince qualche partita, nella seconda metà del girone d'andata avverte un calo. Brucculeri, uomo di grande carisma, taglia corto e si fa promotore di una rivoluzione tecnica che gli darà ragione. L'ingaggio del portiere Pietro Iacono, ex Pistoiese, su tutti. La squadra comincia una rimonta nei confronti della capolista Favara, arrivando allo scontro diretto fuori casa e pareggiandolo per 0-0, giocato in una clima incandescente. Il sorpasso è cosa fatta e così, con una giornata d'anticipo, il Marsala batte l'Akragas davanti a 4.000 spettatori e ritorna in Serie D.

Il 18 maggio 2010 avviene la fusione con la Società Calcio Marsala A.S.D., dopo che i dirigenti della stessa hanno ceduto il titolo di Eccellenza all'Unione Sportiva Dilettantistica Alcamo, entrando a far parte della società. Le due società, unificatisi, tuttavia non intraprendono un buon rapporto. Si arriva così all'esonero dell'allenatore Gerardi, ex bandiera e capitano del Marsala, che provoca una spaccatura tra le due frange di società operanti. Ad operare per il Marsala rimane solo la fetta di società del Marsala 1912, quella che aveva vinto il campionato. Gli ex dirigenti del Marsala ASD si disinteressano totalmente delle sorti economiche e sportive della squadra. La guida tecnica viene affidata a Nicolò Sciacca, ex centrocampista di Serie A, che riesce a salvare la squadra dopo i play out con il Modica, segnati dai gol del giovane Pierantonio Sassano, tuttora indimenticato dai tifosi del Marsala.

La stagione 2011-12, quella in cui la società marsalese ha festeggiato il suo centenario, è stata ancora più travagliata di quella precedente per i problemi economici societari. Il 50% della società è ancora out e rimane a guardare. La squadra è affidata al riconfermato Nicolò Sciacca, vengono ingaggiati il terzino Genesio, il centrocampista Daniele Conti, l'attaccante Gianluca Palmiteri, il portiere Di Masi, oltre ai riconfermati Matinella, Fina, Di Miceli e Impiccichè. A fine girone d'andata, il Marsala è in testa alla classifica, gioca e vince per 2-0 (Fina, Di Miceli) in diretta raisport satellite la partita col Cosenza davanti a 4.574 spettatori. La città si risveglia, il Marsala può ambire finalmente al ritorno in C-2. Nel girone di ritorno le difficoltà economiche portano al crollo psicologico ed economico soprattutto dei calciatori, non proprio incolpevoli in determinati episodi rimasti ancora "oscuri". Il baratro è dietro l'angolo, la squadra non vince più e, dopo aver accarezzato il sogno della promozione, deve far conto con i play out. Gli spareggi vengono giocati contro l'Acireale, con il risultato già scritto prima ancora di giocare la partita. Il Marsala torna in Eccellenza.

Il 2012-13 vede ancora il disinteresse iniziale degli ex dirigenti del "Marsala ASD". Le forze economiche sono ridotte allo stremo, viene costruita una squadra di giovanissimi, guidata dall'ex bomber Giacomo Costigliola. La squadra subisce goleade, la società non ha forza economica per operare i rinforzi. A dicembre, così, gli ex dirigenti del Marsala ASD, rientrano come parte attiva, rilevando la guida societaria. La squadra è ultima con 1 solo punto in classifica. Viene costruita una grande squadra, tornano Pirrone, Marco Fina, Alex Porto. Vengono ingaggiati Giuseppe Bonino, Giuseppe Norfo, Jimoh Saheed. La squadra opera una rimonta impressionante, vince contro tutti e tutto come un rullo compressore, in casa e in trasferta. Allo stadio si rivedono, domenica dopo domenica, più di 3000 spettatori, con la squadra ancora arrancata tra la penultima e la terzultima posizione. La possibilità di salvarsi senza spareggi svanisce e così il Marsala è costretto a giocarsi la permanenza in Eccellenza contro la Parmonval, allo Stadio Antonino Lombardo Angotta in gara secca. Davanti a più di 3500 spettatori il Marsala vince 2-1 e riesce a conquistare una salvezza incredibile.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dello Sport Club Marsala 1912
  • 1929-30 - 5° in Terza Divisione.

  • 1930-31 - 2° nel girone finale di Terza Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Divisione.
  • 1931-32 - Ritirato dal campionato di Seconda Divisione.
  • 1932-33 - 3° in Seconda Divisione.
  • 1937-38 - 1° in Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1938-39 - 6° nel girone A di Prima Divisione.
  • 1939-40 - 1° in Prima Divisione. Perde la finale regionale col Catania (Catania-Marsala 3-2).

  • 1940-41 - 2° nel girone finale di Prima Divisione.
  • 1941-42 - 4° in Prima Divisione. Ammesso in Serie C.
  • 1942-43 - 6° nel girone M di Serie C.
  • 1944-45 - 3° nel girone A del Raggruppamento Sicilia del Campionato di guerra.
  • 1945-46 - milita in Prima Divisione siciliana. Ripescato in Serie C.
  • 1946-47 - 10º nel girone T di Serie C.
  • 1947-48 - 8º nel girone T di Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1948-49 - 2º nella Lega Sud di Promozione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1949-50 - 15º nel girone D di Serie C. Ripescato.

  • 1950-51 - 10º nel girone D di Serie C.
  • 1951-52 - 15º nel girone D di Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53 - 9º nel girone H di IV Serie.
  • 1953-54 - 7º nel girone H di IV Serie.
  • 1954-55 - 5° nel girone H di IV Serie.
  • 1955-56 - 6º nel girone H di IV Serie.
  • 1956-57 - 1° nel girone H di IV Serie. 4° nel girone finale nazionale dopo aver perso lo spareggio con la Chinotto Neri.
  • 1957-58 - 2° nel girone C di IV Serie di Eccellenza. Eletto in Serie C.
  • 1958-59 - 10° nel girone B di Serie C.
  • 1959-60 - 2° nel girone C di Serie C (miglior piazzamento storico).

  • 1960-61 - 6° nel girone C di Serie C.
  • 1961-62 - 7° nel girone C di Serie C.
  • 1962-63 - 7° nel girone C di Serie C.
  • 1963-64 - 15° nel girone C di Serie C.
  • 1964-65 - 17° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D'.
  • 1965-66 - 9° nel girone F di Serie D.
  • 1966-67 - 9° nel girone F di Serie D.
  • 1967-68 - 1° nel girone F di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C dopo spareggio con l'Acireale.
  • 1968-69 - 19° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D'.
  • 1969-70 - 3° nel girone I di Serie D.

  • 1970-71 - 6° nel girone I di Serie D.
  • 1971-72 - 2° nel girone I di Serie D.
  • 1972-73 - 1° nel girone I di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1973-74 - 17° nel girone C di Serie C.
  • 1974-75 - 10° nel girone C di Serie C.
  • 1975-76 - 16° nel girone C di Serie C.
  • 1976-77 - 14° nel girone C di Serie C.
  • 1977-78 - 16° nel girone C di Serie C. Ammesso in Serie C2.
  • 1978-79 - 9° nel girone D di Serie C2.
  • 1979-80 - 12° nel girone D di Serie C2.

  • 1980-81 - 4° nel girone D di Serie C2.
  • 1981-82 - 8° nel girone D di Serie C2.
  • 1982-83 - 8° nel girone D di Serie C2.
  • 1983-84 - 18° nel girone D di Serie C2. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Interregionale'.
  • 1984-85 - 16° nel girone M del Campionato Interregionale. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione'.
  • 1985-86 - 16° nel girone A di Promozione siciliana. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria'.
  • 1986-87 - 1° nel girone F di Prima Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione (dopo spareggio Marsala-Castellammare 1-0).
  • 1987-88 - 4° nel girone B di Promozione siciliana. Fusione con il Pro Marsala. Ripescato in Interregionale.
  • 1988-89 - 6° nel girone N del Campionato Interregionale.
  • 1989-90 - 5° nel girone N del Campionato Interregionale.

  • 1990-91 - 10° nel girone N del Campionato Interregionale.
  • 1991-92 - 3° nel girone H del Campionato Interregionale.
  • 1992-93 - 4° nel girone H del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1993-94 - 10° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1994-95 - 1° nel girone G del Campionato Nazionale Dilettanti. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1995-96 - 17° nel girone C di Serie C2. Salvo dopo i play-out con l'Astrea.
  • 1996-97 - 17° nel girone C di Serie C2. Salvo dopo i play-out con l'Altamura.
  • 1997-98 - 1° nel girone C di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
  • 1998-99 - 15° nel girone B di Serie C1. Salvo dopo i play-out con la Battipagliese.
  • 1999-00 - 18° nel girone B di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2'. Il 28 luglio 2000 lo Sport Club Marsala 1912 viene dichiarato fallito con conseguente scioglimento.

  • 2000-2006 - inattivo
  • 2006 - Il 6 settembre 2006 lo Sport Club Marsala 1912 è stato rifondato grazie ad un gruppo di imprenditori che ne hanno acquistato il titolo - la squadra è stata quindi inserita nei quadri del campionato regionale di Seconda Categoria come punto di partenza.
  • 2006-07 - 1° nel girone A di Seconda Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria. Il 27 giugno avviene la Fusione con il Kennedy Birgi. Ammesso in Promozione.
  • 2007-2008 - 12° nel girone D siciliano di Promozione.
  • 2008-2009 - 3° nel girone A siciliano di Promozione. Promosso nell'Eccellenza dopo i play-off.
  • 2009-2010 - 1° nel girone A dell'Eccellenza Sicilia. Promosso in Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

StemmaMarsala.png
Cronologia delle Denominazioni

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La prima divisa utilizzata nel 1912
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa azzurra utilizzata in varie stagioni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata negli anni '70
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata negli anni '80
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata negli anni '90
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa a strisce utilizzata negli anni 2010


Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale dello Sport Club Marsala 1912 è stato scritto e musicato dal cantautore marsalese Marco Messineo nel 2009 e s'intitola "Marsala siamo noi 1912".

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Antonino Lombardo Angotta.

Lo Sport Club Marsala 1912 gioca le sue gare interne allo Stadio Antonino Lombardo Angotta, con capienza 13.500 posti, costruito nel 1956 proprio dal presidente Lombardo Angotta, presidente per dieci anni, che negli anni sessanta portò il club lilibetano quasi in serie B. La prima gara che il club giocò nel nuovo stadio, fu Marsala-Reggina, terminata con il punteggio di 1-1, con gol per il Marsala di Roberto Lerici.

Il primo campo di calcio su cui si giocarono le prime sfide cittadine e i primi derby con il Trapani pare sia stato quello ubicato sul Piazzale dei Mille, pressappoco dove adesso sorge la palazzina della Dogana. Oltre al campo del Piazzale dei Mille, fu teatro delle prime sfide un rettangolo di gioco che sorgeva fuori Porta Nuova, un centinaio di metri distante dal luogo dove poi sarebbe sorto lo "Stadio della Vittoria". A questi, si deve aggiungere un altro campetto sito dentro il comprensorio degli stabilimenti Ingham.

Nel 1922, grazie alla munificenza del cav. Spanò, era stato allestito a Porta Nuova, poco oltre l'attuale Cinema Impero, un terreno di gioco accettabilmente spianato e livellato, in regola con le blande disposizioni federali di allora, chiamato "Stadio della Vittoria" che rimase in funzione fino alla metà degli anni cinquanta. Nel 1956 fu ultimato l'odierno stadio, il Municipale, grazie all'opera del presidente di allora Antonino Lombardo Angotta, a cui lo stadio è stato intitolato nel 2002 dopo la sua morte.

StemmaMarsala.png
Cronologia dei campi di gioco
  • Dai primi del Novecento al 1920: Campo sul Piazzale dei Mille
  • Dai primi del Novecento al 1920: Campo fuori Porta Nuova
  • Dai primi del Novecento al 1920: Campo Stabilimenti Ingham
  • Dal 1922 al 1956: Stadio della Vittoria dietro il Cinema Impero
  • Dal 1956 ad oggi: Stadio Antonino Lombardo Angotta

Nota: per lavori di ristrutturazione dello Stadio Antonino Lombardo Angotta iniziati nel 1986, il Marsala giocò tutte le sue gare interne presso il campo sportivo di Ciavolo, una borgata dell'entroterra marsalese, nel vittorioso campionato di Prima Categoria 1986-87 gir. F.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 agosto 2012 è stata attivata la Web TV Sport Club Marsala 1912 Channel, grazie alla partecipazione e collaborazione della piattaforma streamit di Milano. La Web TV Sport Club Marsala 1912 Channel è la televisione in rete che vuole arrivare a tutti i tifosi azzurri sparsi nel mondo tramite il sito ufficiale della società o il canale 235 della piattaforma streamit (twww.tv).

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria: Allenatori dello S.C. Marsala 1912.

Lo Sport Club Marsala 1912, nel corso di quasi un secolo, ha annoverato tanti presidenti e/o commissari straordinari/amministratori unici. Cinque fra essi meritano menzione. Primo tra tutti Antonino Lombardo Angotta, artefice della costruzione nel 1956 dello stadio "Municipale", che dal 2002 a lui è intitolato. Poi per quasi tutti gli anni sessanta presidente è il Comm. Aurelio D'asta, artefice del ritorno in serie C del 1968, a cui segue l'enologo Silvano Lombardo, primo presidente-manager, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. A lui si deve anche l'acquisto di Sergio Ferretti. Altro presidente da menzionare Leonardo Mannone, amministratore unico e artefice principale della promozione in serie C/1 nel 1997-98. Ultimo presidente da ricordare in ordine cronologico l'avvocato Salvatore Giacalone, principale artefice della rifondazione dello Sport Club Marsala 1912, riportando in vita nel 2006 lo storico sodalizio fondato nel 1912 e fallito nel 2000 tramite l'acquisizione del vecchio marchio.

Tra i tanti allenatori importanti che il Marsala ha avuto, che hanno giocato ed allenato in serie A, c'è da menzionare Ettore Trevisan che ha anche allenato una squadra nazionale, Haiti, ottenendo la qualificazione ai Mondiali di calcio del 1974.

Il 28 luglio 2000 lo Sport Club Marsala 1912 viene dichiarato fallito con conseguente scioglimento. Il 6 settembre 2006 lo Sport Club Marsala 1912 è rinato grazie ad un gruppo di imprenditori che ne hanno acquistato il titolo: la squadra è stata quindi inserita nei quadri del campionato regionale di Seconda Categoria come punto di partenza.

StemmaMarsala.png
Allenatori
StemmaMarsala.png
Presidenti
  • 1947-1994 ?
  • 1994-1995 Italia Diego Maggio
  • 1995-1996 Italia Diego Maggio, poi Italia Marika Lombardo
  • 1996-1997 Italia Marika Lombardo
  • 1997-1999 Italia Leonardo Mannone
  • 1999-2000 Italia Vincenzo Russo
  • 2006-2013 Italia Salvatore Giacalone


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria: Calciatori dello S.C. Marsala 1912.

Lo stadio di Marsala è stato palcoscenico di quattro calciatori che poi, nel prosieguo della loro carriera, si sono laureati campioni del mondo con la nazionale italiana. Il primo tra questi fu Alessandro Altobelli, campione del mondo 1982 in Spagna, che scese allo Stadio Antonino Lombardo Angotta con i nerazzurri pontini in un Marsala-Latina di serie C giocata il 7 aprile 1974 e terminata 0-0. Gli altri calciatori, futuri campioni del mondo nel 2006 in Germania, che giocarono allo stadio di Marsala da avversari furono Luca Toni con la maglia della Lodigiani calcio e Vincenzo Iaquinta con la maglia del Castel di Sangro nei due campionati di serie C/1 girone B che disputò il Marsala (1998-2000). Ovviamente a questi si deve aggiungere Marco Materazzi campione del mondo 2006 in Germania, che vestì la maglia del Marsala nel 1993-94.

StemmaMarsala.png
Cronologia degli Stranieri

Dal secondo dopoguerra ad oggi una decina di calciatori stranieri hanno militato nello Sport Club Marsala 1912. Il primo fu il rumeno Florian Radu.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, i campionati vinti dallo Sport Club Marsala 1912.

Promozioni in Prima categoria
  • 2006-07 (Nuovo Sport Club Marsala 1912)
Promozioni in Promozione
  • 1986-87 (spareggio c.n.C/vetrano 24.5.1987 Marsala-Castellammare 1-0)
  • 2007-08 (fusione con Kennedy Birgi-ripescaggio)
Promozioni in Eccellenza
  • 2008-09 (dopo spareggio Marsala-Sp.Arenella 2-1)
Promozioni in Serie D
  • 1956-57
  • 1987-88 (fusione con Pro Marsala-ripescaggio)
  • 2001-02 (A.S.Marsala 2000 - ex Don Bosco Partinico)
  • 2009-10
Promozioni in Serie C-2
  • 1994-95
Promozioni in Serie C1
  • 1948-49
  • 1957-58
  • 1967-68 (spareggio c.n.Palermo 2.6.1968 Marsala-Calcio Acireale 1-0)
  • 1972-73
  • 1997-98
Campionato Regionale Juniores
  • 1948-49 Campione siciliano
  • 1954-55 Vince la Coppa dell'ORA
Campionato Nazionale Dante Berretti
  • 1977-78
1º Trofeo Marsala città del vino
  • 1997-98 squadre partecipanti oltre al Marsala: Feyenoord (Olanda) e Amburgo (Germania)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Dall'anno di fondazione 1912 fino al 1942 l'attività calcistica locale è prevalentemente a carattere regionale con la partecipazione al 1º Campionato Siciliano Federale nel 1920, a cui vengono iscritte oltre al Marsala, Palermo, Catania e Messina. Il Marsala disputa il suo primo campionato importante nel 1942-43 arrivando 6º nel girone N di Serie C. Da allora gli azzurri hanno disputato:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
c 34 1942-1943 1999-2000
D 26 1948-1949 2011-2012
Eccellenza 3 2009-2010 2013-2014

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione è sempre stata favorevole al Marsala per quanto riguarda gli spareggi, ad eccezione di quelli giocati il 21.07.1957 a Salerno contro il Chinotto Neri per l'ammissione in Serie C e dei play-out 2011-12 giocati contro l'Acireale per evitare la retrocessione in Eccellenza, che terminati entrambi per 0-0 hanno visto gli Azzurri retrocedere per una peggiore posizione in classifica nella stagione regolare nei confronti degli acesi.

Data Competizione Sede Risultato
19 giugno 1949 Spareggio N. 1 per l'ammissione in Serie C Stadio Cibali di Catania Marsala Juve Alfa Pomigliano D'Arco 1-1
26 giugno 1949 Spareggio N. 2 per l'ammissione in Serie C Stadio di Catanzaro Marsala Bisceglie 1-1
21 luglio 1957 Spareggio per l'ammissione in Serie C Stadio Vestuti di Salerno Marsala Chinotto Neri 0-1
2 giugno 1968 Spareggio per l'ammissione in Serie C Stadio "La Favorita" di Palermo Marsala Acireale 1-0
24 maggio 1987 Spareggio per l'ammissione nella Promozione Siciliana Stadio "P.Marino" di Castelvetrano (TP) Marsala Castellammare 1-0
16 giugno 1996 Play-out andata per la permanenza in C-2 Stadio Municipale di Marsala Marsala Astrea 4-1
22 giugno 1996 Play-out ritorno per la permanenza in C-2 Stadio dell'Astrea Calcio-Roma Astrea Marsala 1-1
1º giugno 1997 Play-out andata per la permanenza in C-2 Stadio di Altamura (Ba) Altamura Marsala 0-2 a tav.
8 giugno 1997 Play-out ritorno per la permanenza in C-2 Stadio Municipale di Marsala Marsala Altamura 1-1
30 maggio 1999 Play-out andata per la permanenza in C-1 Stadio "L. Pastena" di Battipaglia (Sa) Battipagliese Marsala 0-1
6 giugno 1999 Play-out ritorno per la permanenza in C-1 Stadio Municipale di Marsala Marsala Battipagliese 1-1
4 maggio 2008 Spareggio per la permanenza nella Promozione Siciliana Stadio Comunale di Bagheria (Pa) Marsala Sancataldese 1-1
18 aprile 2009 Spareggio N. 1 per l'ammissione nell'Eccellenza Siciliana Stadio "Stallone Castro" di Campobello di Mazara (Tp) Marsala Valderice 2-2
26 aprile 2009 Spareggio N. 2 per l'ammissione nell'Eccellenza Siciliana Stadio Comunale "Salaci" di Cammarata (Ag) Alcamo Marsala 0-2
17 maggio 2009 Finale per l'ammissione nell'Eccellenza Siciliana Stadio "Catella" di Alcamo (Tp) Marsala Sporting Arenella 2-1
22 maggio 2011 Play-out andata per la permanenza in D Stadio "Caitina" di Modica (Rg) Modica Marsala 2-1
29 maggio 2011 Play-out ritorno per la permanenza in D Stadio "P. Marino" di Castelvetrano (campo Neutro)* (Tp)
  • Per squalifica dello Stadio di Marsala
Marsala Modica 2-1
20 maggio 2012 Play-out andata per la permanenza in D Municipale Antonino Lombardo Angotta Marsala Acireale 0-0
27 maggio 2012 Play-out ritorno per la permanenza in D Stadio Tupparello di Acireale (Ct) Acireale Marsala 0-0

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il record di presenze è tenuto da Antonino "Nino" Palermo, con oltre 200 partite.

Soltanto per una volta un calciatore del Marsala ha vinto il titolo di capocannoniere (nei campionati professionistici): nel 1980-81 in serie C/2 gir. D con Franco Marescalco (18 reti), mentre nel 1968-69 in serie C gir. C Tiziano Frieri arrivò secondo nella classifica dei bomber (16 reti).

Record di reti:

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva, settore popolato dagli Ultras, in una foto del 2010.

Il primo gruppo del tifo organizzato è nato nel 1972 ad opera dello storico capo tifoso Vincenzo Rubino. Intorno alla metà degli anni settanta, nasce il Commandos Azzurro e il gruppo Fedelissimi.

Con il trasferimento della sede in zona Porticella nel 1980, il I club Azzurri - Marsala fu intitolato a Rocco Curatolo, in memoria di un giovane calciatore locale scomparso a causa di un male incurabile.

Le prime forme di tifo organizzato nascono alla fine degli anni settanta con i gruppi "Supporters" e "Fighters". Negli '80 la città vive un'impennata del tifo organizzato, grazie al raggiungimento della serie A-2 di Basket (gruppo trainante al Palazzetto i "Loosers"). Contemporaneamente, nel calcio, si formano prima gli "Head Hunters", poi "Nasty Boys", che terranno in mano il tifo organizzato nella città per diversi anni, precisamente fino al 1996, anno della scissione del gruppo tra vecchi e giovani, divisi in "Vecchia Guardia" e "Gioventù Biancazzurra".

Nel 1997 alla "Gioventù Biancazzurra" e alla "Vecchia Guardia" si aggiunge un nuovo club dil tifo organizzato composto in prevalenza da giovani, nasce così la Falange Biancazzurra, che partecipa a tutte le trasferte del vittorioso campionato di Serie C/2 1997-98.

Durante il trionfale campionato 1997-98 nascono il Gruppo Supportes e Gli Skizzati di Porta Nuova, protagonisti del tifo organizzato locale nei 2 successivi campionati di Serie C/1. L'eccessiva frammentazione del tifo organizzato locale ha determinato successivamente l'unificazione di tutte le sigle nel Collettivo Lilybetano (tranne gli Skizzati). Il gruppo, accostato da una piccola frangia dei Supporters e da un nuovo gruppo, le Brigate, segue l'A.S. Marsala 2000, ex Don Bosco Partinico, fino al nuovo fallimento. Dal 2006, anno di rinascita dello Sport Club Marsala 1912, il Gruppo Supporters ha ripreso vita, seguendo la rinata formazione lilibetana, rifondando il movimento Ultras nella città, avvalendosi di un buon ricambio generazionale. Il principale gruppo di tifo organizzato è quello posto nella Curva Nord, denominato Lilibetani 397 a.C. che come già successo in passato racchiude tutti i gruppi ultras (Supportes, Skizzati, Via Mazzini Marsala).

Altre sigle comparse dagli anni settanta ad oggi: Blue Rebels, Fighters, Supporters, Alcool Group, Furiosi, Ultras 94, Collettivo Via Istria Anti C.U.C.N., Bad Boys, Brigate, Bar del Cacciatore.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Sicilia.
Tifoserie gemellate
Tifoserie amiche
Rivalità principali
Rivalità minori

La partita contro il Trapani è uno dei derby più seguiti in tutta la Sicilia, e il più seguito in assoluto in Sicilia Occidentale.

Una forte rivalità esiste fra i club dei due maggiori centri della provincia di Trapani. Il primo incontro in assoluto è del 7 gennaio 1912, fra l'U.S.Trapanese e la Lillibeum Marsala, giocato al campo di via Spalti a Trapani e terminato con la vittoria dei trapanesi per 4-1.[3]

I primi incontri ufficiali risalgono invece al campionato di Terza Divisione 1930-1931, e si conclusero 1-1 a Trapani e 2-1 per i lilibetani a Marsala.

Si fa risalire al 7 gennaio del 1912 il primo derby:

« (...) Per l'U.S. Trapanese giocarono: Carignani, Piazza, Giulio Messina, Giuseppe Messina, Jara, Baudo, Benedetto Pappalardo, Giacomo Pappalardo, Ronco, Mazarese. Per la Liljbeum Marsala scesero in campo: Curatolo (1), Ippolito, Cappitelli, Trith, Woodhouse e Wood (trio inglese), N.La Cavera, Ettore, Bertolino, Di Stefano e Curatolo (2) (...) »
(Ignazio La Cavera, Lo sport nella provincia di Trapani nel xx secolo[3])
Gare disputate Vittorie
Trapani Trapani
Pareggi Vittorie
Marsala Marsala
Reti Trapani Reti Marsala
Serie C o C1 36 12 19 5 31 22
Serie C2 2 1 1 0 2 1
Serie D 30 12 9 9 29 32
Campionati regionali 12 4 2 6 11 11
Altri campionati[4] 4 1 2 1 6 7
Tot. Campionati 84 30 33 21 79 73
Coppa Italia di C 20 6 11 3 17 12
Coppa Italia di D 6 1 4 1 6 5
Altre competizioni[5] 3 2 1 0 4 2
Totale 113 39 49 25 106 92

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vladimiro Caminiti, Estratto di giornale. URL consultato il 2 gennaio 2010.
  2. ^ Peppe Pellegrino, Estratto di giornale. URL consultato il 2 gennaio 2010.
  3. ^ a b Ignazio La Cavera, Lo sport nella provincia di Trapani nel XX secolo. URL consultato il 3 giugno 2009.
  4. ^ Comprende il Campionato siciliano 1944-1945
  5. ^ Comprende la Coppa LIS e la Coppa Ottorino Mattei

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Lo Presti, Azzurro come Marsala, Edigraphica Sud-Europa, Via Paolo Veronese 11 - Palermo ottobre 1981
    (contiene tutti in risultati e le classifiche dal 1946).
  • Ignazio La Cavera, Marsala e lo sport
  • Almanacco Illustrato del Calcio, Edizioni Panini - Modena, varie stagioni sportive.
  • Almanacco del Calcio Siciliano stagioni sportive 1985-86, 1986-87 e 1987-88 edito da RODA informazione & immagine s.r.l. di Palermo, a cura di Gaetano Sconzo.
  • Nicola Binda, Paolo Cominoli, Uomini e Gol, che ha pubblicato le presenze di tutte le squadre dalla Serie A fino alla Serie D dal 1989-90 ad oggi.
  • Umberto Li Gioi, C'era una volta il Marsala

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]