Clan dei Casalesi
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Il Clan dei Casalesi è un cartello camorristico della provincia di Caserta che prende il nome dalla sua città d'origine, Casal di Principe. Ne fanno parte differenti clan. Le attività della cosca sono state segnalate in diverse regioni, come l'Emilia Romagna (Modena, Reggio Emilia, Parma, Bologna, Rimini, Ferrara)[1], la Lombardia (Milano), il Lazio, la Toscana. Nel corso degli ultimi anni ha esteso i propri affari anche in altri paesi, comunitari e non.
È considerato il clan più potente della camorra[senza fonte]. Secondo una stima della DDA di Napoli il fatturato risultante delle aziende controllate dal clan e dei traffici illeciti si aggirerebbe attorno ai 30 miliardi di euro[2]. Dal 1985 al 2004 sarebbero stati compiuti dal clan 646 omicidi. [3]
Indice |
[modifica] Struttura organizzazione
Il clan dei casalesi risulta mantenere formalmente salda la sua struttura unitaria, di tipo piramidale con un gruppo di comando, con una cassa comune in cui confluiscono i proventi illeciti dei singoli clan per l’erogazione centralizzata di uno stipendio ai quadri del gruppo, con un rito di iniziazione sul modello di quello di Cosa Nostra siciliana (dichiarato da diversi pentiti). Le leve del comando fino a poco tempo fa erano saldamente nelle mani della diarchia costituita da Francesco Schiavone detto Sandokan e Francesco Bidognetti detto Cicciotto e' mezzanotte, i quali, malgrado fossero detenuti in regime di cui all'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario, riuscivano ad imporre le proprie direttive quantomeno sulle vicende di maggiore rilevanza. Accanto ai due soggetti sopra citati, in una posizione lievemente inferiore, si posizionavano Michele Zagaria e Antonio Iovine, entrambi da lunghissimo tempo latitanti e, pur nella loro autonomia, collegati più strettamente al gruppo Schiavone. Tutti i soggetti citati avevano propri gruppi di riferimento che operavano su specifiche zone di influenza o in particolari settori, pur nella consapevolezza di far parte di una struttura unitaria[senza fonte].
[modifica] Michele Zagaria e Antonio Iovine
La situazione negli ultimi tempi si è però significativamente modificata. Il gruppo Bidognetti è ormai da ritenersi in totale rotta. Nel corso di quest'ultimo anno alla collaborazione di Diana Luigi si sono poi aggiunte quelle particolarmente importanti del cugino del capo Bidognetti Domenico detto bruttaccione, che aveva avuto importanti incarichi di vertice, e poi persino di Anna Carrino, compagna del boss Francesco.
Se questi dati vengono letti unitamente alle pesantissime condanne inflitte a numerosi esponenti del clan, può giungersi alla conclusione di un pesante e definitivo ridimensionamento del gruppo che già da tempo, del resto, era in posizione subordinata rispetto a quello di Schiavone. All’interno del gruppo Schiavone, rimasto sostanzialmente egemone, sono pure in atto importanti movimenti per ricostruire gli equilibri di potere; la leadership di Francesco Schiavone è di fatto offuscata da varie condanne all’ergastolo – sia pure ancora in primo grado – che hanno riguardato anche il fratello Walter ed il cugino omonimo detto Cicciariello.
Il controllo e la gestione del territorio appare sempre più monopolizzata dai gruppi di Michele Zagaria e Antonio Iovine. La loro presenza sul territorio, sia pure in situazione di latitanza, li sta facendo assurgere a veri capi del clan, grazie anche alla loro capacità di inserirsi nel tessuto delle relazioni economiche non solo locali. Zagaria e Iovine stanno, infatti, sempre più trasformando i loro gruppi in imprese con una capacità di controllo di interi settori economici (dalle costruzioni, al movimento terra, al ciclo del cemento alla distribuzione dei prodotti, al ciclo dei rifiuti urbani e tossici), accompagnata dal tentativo di farsi coinvolgere il meno possibile nelle attività “sporche”, interloquendo con l’imprenditoria e con le istituzioni anche di altre realtà non solo campane[senza fonte]. Del resto, è recente la conclusione del più importante dibattimento riguardante il clan (noto come Spartacus I): con la sentenza, emessa dopo oltre sei anni di dibattimento, sono stati inflitti centinaia di anni di carcere, oltre 20 ergastoli e confiscati beni per svariati milioni di euro. Condanna confermata in appello il 18 giugno 2008, ora rimane solo la conferma della Cassazione.
[modifica] Storia
Questo clan, organizzato come federazione di famiglie rette da una cupola, ha una struttura elastica, moderna, aggressiva, profondamente diversa dalla camorra di città. A partire dai primi anni Ottanta i Casalesi hanno costruito relazioni con i principali gruppi criminali internazionali, cacciato i luogotenenti di Raffaele Cutolo dalle loro terre ed esportato droga in tutta Europa. I Casalesi sono di gran lunga l’espressione più evoluta del Sistema, una miscela di tradizione contadina e fiuto imprenditoriale: il terziario avanzato della società mafiosa.
Nel Casertano ha stabilito un controllo totale, militare, sulle anime, garantendosi un livello di collusione passiva sconvolgente. Un potere radicato su un territorio a forte vocazione agricola, che conta più di 500 aziende edili e il maggior numero di auto di lusso d’Europa.
L'attività di questo clan si radica profondamente nella storia del territorio dell'agro aversano e ha inizio alla fine degli anni settanta attraverso la figura di Antonio Bardellino. Verso la fine degli anni ottanta entra in crisi, una crisi che genera numerosissimi morti, tanto che Casal di Principe, in quegli anni, ottenne il sinistro primato di area urbana col più alto tasso di omicidi d'Europa; ma "brillava" anche per l'altrettanto singolare record di 17 consiglieri comunali su 30 sotto inchiesta per collusioni con la camorra.
Sarà proprio all'inizio degli anni novanta che il potere e il comando del clan finirà nelle mani di Francesco Schiavone, detto Sandokan, che ancora oggi, dal carcere lo dirige insieme a Michele Zagaria e Antonio Iovine, latitanti.
I casalesi dalle ultime dichiarazioni antimafia è considerata la mafia italiana più ricca e potente sotto il profilo economico nel mondo, come l'ndrangheta nello spaccio di droga.
[modifica] Fatti recenti
- 16 maggio 2008 Domenico Noviello titolare di una scuola guida viene ucciso per aver denunciato nel 2001 3 esponenti dei casalesi.[4][5]
- Il 19 giugno 2008 si conclude il Processo Spartacus e vengono condannati all'ergastolo: Francesco Schiavone, Francesco Bidognetti, Giuseppe Caterino, Cipriano D'Alessandro, Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Russo, Francesco Schiavone (cugino di "Francesco Schiavone detto "Sandokan"), Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria, Alfredo Zara, Raffaele Diana e i 3 latitanti Antonio Iovine, Michele Zagaria, Mario Caterino.
- Un pentito rivela che ci sarebbe un piano del clan per uccidere lo scrittore Roberto Saviano entro il 25 Dicembre del 2008.[6]Il capomafia latitante Matteo Messina Denaro, insieme ad altri boss corleonesi ha avviato affari con il clan dei casalesi. Il dato emerge da indagini avviate da tre procure antimafia: Palermo, Roma e Napoli. Le indagini degli inquirenti avrebbero individuato i legami tra il capomafia trapanese, ricercato da 15 anni e condannato per le stragi del 1993, il clan camorristico dei casalesi e altre organizzazioni criminali romane.
[modifica] Gestione dei rifiuti
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Nel 2008 in merito al problema della spazzatura di Napoli, è stato scoperto un grande traffico e smaltimento illegale di rifiuti da parte del clan.[7]
- Il 1 giugno 2008 viene ucciso a colpi di pistola Michele Orsi imprenditore coinvolto nello smaltimento di rifiuti
[modifica] La strage di Castelvolturno e gli arresti
- Il 18 settembre 2008 vengono uccisi 6 immigrati a Castelvolturno e Antonio Celiento, titolare di una sala giochi, a Baia Verde; i delitti sono riconducibili ai Casalesi.[8]
- Il 30 Settembre 2008 una maxioperazione[9] porta all'esecuzione di 127 ordini di custodia cautelare (un'ottantina per persone già detenute) e all'arresto di Giuseppina Nappa, moglie di Sandokan. Inoltre sono stati sequestrati beni per 100 milioni di euro e un notevole quantitativo di armi. In sostanza è stato posto agli arresti il gruppo di fuoco del clan formato da: Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia, gruppo che da mesi stava seminando il terrore sul litorale domizio.
- Il 2 ottobre 2008 viene ucciso a Giugliano il ragioniere di un titolare di un negozio di onoranze funebri.[10]
- Il 5 ottobre 2008 viene ucciso Stanislao Cantelli, zio dei collaboratori di giustizia Luigi e Alfonso Diana.
| Per approfondire, vedi la voce Fatti di Castelvolturno. |
- Il 6 marzo 2009 vengono uccisi a Cancello ed Arnone, Antonio Salzillo nipote di Antonio Bardellino (fondatore del clan dei Casalesi) e Clemente Prisco nipote alla lontana di Raffaele Cutolo (fondatore della nuova camorra organizzata).
- L'8 maggio 2009 viene denunciata dai familiari la scomparsa di 3 uomini, Giovanni Battista Papa (45), Modestino Minutolo (25) e Francesco Buonanno(40), tutti e tre residenti a Grazzanise. Buonanno viene ritrovato ucciso in un frutteto di Frignano vicino a Caserta il 10 maggio 2009. Minutolo e Papa vengono ritrovati il 14 maggio 2009 uccisi anche loro in un terreno adiacente alla scarpata della superstrada Nola-Villa Literno, duecento metri prima dell’uscita di Casal di Principe, in direzione Villa Literno, sul territorio al confine con Casale e Frignano. Gli omicidi sarebbero da ricondurre ad un regolamento di conti all'interno della famiglia Schiavone, nell'orbita del clan dei casalesi, per un problema di spartizone delle aree in cui commettere estorsioni. [11][12][13][14][15]
[modifica] Nuovi arresti
- L'11 ottobre 2008 vengono arrestate dalla DDA di Napoli 7 persone delle 10 ricercate legate al clan scissionista di Bidognetti e con a capo il latitante Giuseppe Setola sfuggito anche questa volta.[16]
- Il 7 novembre 2008 vengono arrestati Davide Granato, 33 anni, e Giuseppe Alluce, il primo uno dei responsabili dell'omicidio del collaboratore di giustizia Stanislao Cantelli l'altro braccio destro del boss latitante Setola.[17]
- Il 21 novembre 2008 viene arrestato Gianluca Bidognetti figlio di Francesco (detto Cicciotto e' Mezzanotte) reo di aver partecipato il 31 maggio 2008 a un commando con l'intento di uccidere sua zia e sua cugina.[18]
- Il 21 dicembre 2008 viene arrestato Metello Di Bona di 38 anni stragista del clan dei casalesi
- Il 12 gennaio 2009 fallisce il blitz contro Giuseppe Setola a Trentola-Ducenta. Setola riesce a fuggire attraverso le fogne. Viene invece arrestata e interrogata la moglie del superlatitante, Stefania Martinelli.[19]
- Il 14 gennaio 2009 i Carabinieri, riescono ad arrestare Giuseppe Setola a Mignano Montelungo e a porre fine alla sua latitanza.
- Il 30 marzo 2009 vengono arrestate 38 persone appartenenti ai Casalesi tra Napoli, Caserta, Milano, Ferrara e Reggio Emilia che gestivano un traffico di droga sul litorale campano da Mondragone (Caserta) fino a Lago Patria, frazione di Giugliano (Napoli).[20].
- Il 6 aprile 2009 nell'operazione Medusa vengono arrestati a Modena 5 persone legate al clan dei casalesi che operavano nella zona da più di 20 anni, riconducibili al figlio di Francesco Schiavone. Altri 4 erano già stati arrestati il 9 marzo[21].
- Il 29 aprile 2009 nell'operazione Principe viene arrestato Michele Bidognetti, il fratello del capoclan Francesco Bidognetti detto Cicciotto 'e mezzanotte. Sequestrati beni del valore di 5 milioni di euro[22].
- Il 3 maggio 2009 viene arrestato Raffaele Diana , il boss dei casalesi, inserito nell'elenco dei 30 superlatitanti, ricercato dal 2004, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta. [23].
- Il 18 maggio 2009 viene arrestato Franco Letizia (1977) dagli agenti della Squadra mobile di Caserta a San Cipriano d'Aversa. Letizia, al momento dell'arresto nella lista dei cento latitanti più pericolosi, era considerato il successore di Giuseppe Setola alla guida del clan dei Bidognetti, fazione del clan dei Casalesi. Insieme a lui sono stati arrestati anche Antonio Diana proprietario dell’abitazione in cui si trovava Letizia, e Carlo Corvino, entrambi già noti alle forze dell’ordine.[24][25]
[modifica] Zone d'influenza
Il clan dei Casalesi (anche se si preferisce parlare di Confederazione) opera nella quasi totalità della provincia di Caserta, in particolare nell'agro aversano, in tutta la zona detta dei “mazzoni” (Cancello ed Arnone, Grazzanise e Santa Maria La Fossa ) sul litorale domizio facente parte del comune di Castelvolturno compreso il cosiddetto Villaggio Coppola. In realtà i Casalesi detengono il controllo di tutti il territorio a nord di Giugliano, dal Giuglianese, lungo quasi tutto il Casertano, arrivando al Basso Lazio. Gli interessi economici dei casalesi sono anche a Milano, sebbene da poco tempo; evitando di mettersi in contrasto con Cosa Nostra e 'Ndrangheta, che puntano maggiormente sul traffico di droga, sono riusciti a ritagliarsi uno spazio come imprenditori. A quanto risulta dalle dichiarazioni dell'Antimafia, l'egemonia dei casalesi si sta estendendo anche sul piano degli stupefacenti e sarebbero arrivati a impostare anche i prezzi dei prodotti cinesi.[senza fonte]
[modifica] Zona di Mondragone, Sessa Aurunca, Marcianise-Maddaloni
Per quanto riguarda le altre zone del casertano, partendo dal litorale domizio, va segnalato che in Mondragone, dopo la totale eliminazione del sodalizio facente capo alla famiglia La Torre ed alla scelta di collaborare effettuata dal capo di quel gruppo, si è ricostituito un gruppo criminale che ha recuperato vecchi affiliati di seconda fila. La scarsissima forza del gruppo – e soprattutto l’assenza di una vera rappresentanza esterna – lo rende di fatto ormai assoggettato a quello casalese che è già in grado di gestire in zona le più importanti vicende estorsive. Nella zona di Sessa Aurunca opera il tradizionale gruppo diretto da Mario Esposito (detenuto in regime ex art. 41 bis ordinamento penitenziario) e da Gaetano Di Lorenzo (arrestato in Spagna dopo una lunga latitanza e solo di recente estradato e sottoposto al regime ex art. 41 bis citato). Il gruppo, conosciuto col nome di "muzzoni", rispetto al passato appare significativamente indebolito.
Nella zona di Marcianise–Maddaloni, a confine sia con il napoletano sia con il beneventano, opera il clan Belforte; si tratta di un gruppo – l’unico della zona erede della NCO di Cutolo, ma oggi anch’esso alleato - quantomeno non più contrapposto - con i casalesi.
[modifica] I Casalesi all'estero
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All'estero conducono attività illecite in Polonia, Ungheria, Bulgaria, Germania, Inghilterra, Romania, in Spagna, sono molto forti su immobili, aziende agricole, alberghi, ville,negozi di lusso e tanto traffico di droga. Santo Domingo, Venezuela e Kenya, sono presenti nello smaltimento internazionale dei rifiuti tossici e nocivi delle industrie del nord[26] A New York sono implicati in attività illecite correlate alla ricostruzione delle Torri Gemelle. In Svizzera riciclaggio di soldi e acquisto di banche in Scozia, Cina, Francoforte; puntano in borsa in Portogallo, Brasile, Francia, Ungheria.[27]
[modifica] I casalesi e le altre organizzazioni criminali
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Hanno rapporti con l'Ndrangheta, Cosa Nostra, la mafia albanese, nigeriana e colombiana.
[modifica] Collaboratori di giustizia
- Carmine Schiavone
- Giuseppe Quadrano
- Dario De Simone
- Raffaele Ferrara
- Domenico Bidognetti
- Anna Carrino
- Luigi Diana
- Alfonso Diana
- Oreste Spagnuolo
- Emilio Di Caterino
[modifica] Note
- ^ La penisola dei mafiosi, pag. 76
- ^ Saviano, R., Il processo ai padroni di Gomorra, Repubblica, 18 giugno 2008
- ^ [1]
- ^ Omicidio nel Casertano la mano dei Casalesi, repubblica.it
- ^ http://newscontrol.repubblica.it/item/450234/caserta-ucciso-in-un-agguato-aveva-denunciato-un-estorsione Caserta, ucciso in un agguato Aveva denunciato un’estorsione, Repubblica.it
- ^ http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-3/saviano-a-rischio/saviano-a-rischio.html "I Casalesi prima di Natale uccideranno Saviano e la scorta", Repubblica.it
- ^ Rifiuti:imprenditori smaltivano rifiuti tossici per i casalesi , Legambiente.campania.it
- ^ http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=2840 Casalesi, è mattanza: 7 morti. I nomi delle vittime. Minniti e Picierno: servono azioni urgenti contro i clan, Casertace.it
- ^ Manette al gruppo di fuoco dei Casalesi, presi i killer della strage di Castel Volturno
- ^ Napoli, due delitti all'alba. I Casalesi tornano a sparare, Repubblica.it
- ^ [2]
- ^ [3]
- ^ [4]
- ^ [5]
- ^ [6]
- ^ Nuovo blitz contro i casalesi arrestato un attore di "Gomorra", Repubblica.it
- ^ http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-5/castelvolturno-2-arresti/castelvolturno-2-arresti.html Casalesi, arrestato il braccio destro del boss.In carcere fiancheggiatori e vivandiere
- ^ Arrestato Gianluca Bidognetti tentò di uccidere la zia e la cugina, Repubblica.it
- ^ Quotidiano gratuito City, Anno VIII N°5, 13 Gennaio 2009, "Caserta, blitz anticamorra Setola scappa in un cunicolo" di Antonio E. Piedimonte
- ^ «Operazione anti-droga, 38 arresti in manette affiliati ai Casalesi». Repubblica.it.
- ^ <titolo=Modena, casalesi in manette Sgominata cellula, cinque arresti «{{{titolo}}}». Repubblica.it.
- ^ [http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/camorra-9/arresto-bidognetti/arresto-bidognetti.html «Camorra, arrestato Michele Bidognetti nuovo capo del clan dei Casalesi»]. Repubblica.it.
- ^ «Camorra, arrestato boss Diana del clan dei Casalesi». Repubblica.it.
- ^ http://www.pupia.tv/casaldiprincipe/cronaca/490/clan-bidognetti-catturato-franco-letizia-successore-setola.html
- ^ http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Camorra-arrestato-Franco-Letizia-latitante-Casalesi/19-05-2009/1-A_000022744.shtml
- ^ Clan dei casalesi: i nuovi padrini sono casertani, Saviano.it
- ^ Ultime note alla fine del film Gomorra
[modifica] Bibliografia
- Marcello Anselmo e Maurizio Braucci, Questa corte condanna. Spartacus, il processo al clan dei Casalesi, Ancora del Mediterraneo, 2008 ISBN 8883252241 (Recensione del libro di Paola Picollo su oltregomorra.com)
- Rosaria Capacchione, L' oro della camorra, BUR, 2008, ISBN 8817027456 (Video della presentazione del libro a Napoli con l'autrice)
- Gigi di Fiore, La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle ultime «guerre», Utet, 2006 ISBN 8802076324 (Recensione del libro di Tommaso Aquilante su oltregomorra.com)
- Gigi di Fiore, L' impero. Traffici, storie e segreti dell'occulta e potente mafia dei Casalesi, Rizzoli, 2008, ISBN 8817025984

