Clan De Luca Bossa
| Clan De Luca Bossa | |||
| Minichini | |||
| Dati organizzazione | |||
| Boss attuale | - | ||
| Durata | anni 1980 - anni 2000 | ||
| Boss storico | Umberto De Luca Bossa, Antonio De Luca Bossa | ||
| Zona d'influenza | Ponticelli, Cercola | ||
| Affari | traffico di droga, racket, contrabbando | ||
| Altre informazioni | |||
| Altri Membri |
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| Alleati | |||
| Nemici | |||
Il clan De Luca Bossa è un clan camorristico operante nella periferia est di Napoli, più precisamente nell'area del quartiere di Ponticelli e del comune di Cercola.
[modifica] Cenni Storici
Fondato da Antonio de Luca Bossa, detto 'o sicco, per le sua corporatura snella, il clan de Luca Bossa fu un clan ostile al cartello Mazzarella-Misso-Sarno. O' sicco fu un feroce assassino del Clan Sarno per poi scindere dallo stesso e creare un proprio quartier generale nel "Lotto 0" di via Bartolo Longo, una zona di Ponticelli Sud. I due clan finirono in una sanguinosa guerra per il controllo del territorio; alla fine il boss Umberto De Luca Bossa, padre di Antonio, amico storico di Raffaele Cutolo, ha dovuto trasferire la sua residenza a Cercola essendo stato cacciato dal Lotto O dai Sarno insieme a tutti gli affiliati del suo clan.
La lunga e sanguinosa faida che ha visto contrapposte negli anni le due famiglie, ha avuto il suo culmine nell'esplosione di un'autobomba all'uscita del carcere di Poggioreale che uccise Luigi Amitrano, nipote dei Sarno, e nell'agguato a Francesco Mazzarella, patriarca del clan omonimo, ma in realtà l'obbiettivo dell'agguato era il figlio Vincenzo detto o' pazz. Il boss Antonio De Luca Bossa fu arrestato con l'accusa di esser stato il mandante dell'omicidio di Via Argine[1].Durante il suo periodo da "detenuto" continuava a dare ordini al suo fedelissimo affiliato Giuseppe Mignano Peppe scé scé, il quale divenuto il "boss del clan" in assenza appunto "do' sicco" tenne il controllo del quartiere fino alla sua uccisione avvenuta il 26 ottobre 2002 nei pressi del quartiere "lotto 0".
Dopo l'arresto le sue condizioni di salute si sono aggravate a tal punto da ricevere la scarcerazione per pochi giorni. Tuttavia, dopo la morte di Giuseppe Mignano e il conseguente sgretolamento del clan, questo fu totalmente eliminato dai potenti Sarno.
Ma la storia del clan si arricchisce grazie alla frequentazione di Teresa De Luca Bossa[2] con Giuseppe Marfella, boss di Pianura, le forze dei due clan si uniscono nel combattere il Clan Lago per il predominio del quartiere flegreo. Negli ultimi mesi si registra una riorganizzazione del clan, interessato a riprendersi il controllo del quartiere di Ponticelli, approfittando dei numerosi arresti subiti, e del pentimento di esponenti di primo piano del clan Sarno.
[modifica] Note
- ^ Antonio De Luca Bossa torna in carcere
- ^ Poliziotte in bikini arrestano una capoclan della Camorra