Fortapàsc

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Fortapàsc
Fortapash.png
Il protagonista del film
Titolo originale Fortapàsc
Paese di produzione Italia
Anno 2009
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, biografico
Regia Marco Risi
Sceneggiatura Jim Carrington, Andrea Purgatori, Marco Risi, Maurizio Cerino
Produttore Angelo Barbagallo e Gianluca Curti
Produttore esecutivo Gianfranco De Rosa
Casa di produzione BiBi Film, Rai Cinema, Minerva Pictures Group
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Marco Onorato
Montaggio Clelio Benevento
Musiche Franco Piersanti
Scenografia Sonia Peng
Costumi Ortensia De Francesco
Interpreti e personaggi
« Quella pioggia poteva fare pulizia, ma anche la pioggia a Torre Annunziata diventava subito fango. »
(Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo)

Fortapàsc è un film del 2009, diretto da Marco Risi, sulla breve esistenza e la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo. Tra gli altri interpreti si segnalano Michele Riondino, Ennio Fantastichini, Ernesto Mahieux, Daniele Pecci, Valentina Lodovini, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo. Il film è tratto da "Mehari", un cortometraggio realizzato nel 1999 da Gianfranco De Rosa (poi produttore esecutivo di Fortapàsc).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Siani è un giovane giornalista napoletano che lavora nella redazione locale de Il Mattino a Torre Annunziata; Siani scrive di cronaca nera. Occupandosi di cronaca nera e di omicidi di camorra, il giornalista incomincia a indagare sulle alleanze dei camorristi annunziatesi con i reggenti di altri clan della Campania e scopre vaste aree di corruzione e connivenze tra politici e criminalità organizzata.

Nonostante le minacce più o meno velate della classe politica locale, Siani, pian piano riesce a intuire la corruzione del Sindaco e di come un suo caro amico, Ciro si sia ridotto a fare lavori malavitosi come portare soldi (sottoforma di carne) a politici e clan, per aiutare economicamente la sua famiglia. Continua nella sua inchiesta, in special modo dopo la strage del circolo dei pescatori, avvenuta il 26 Agosto dell'84, voluta dal clan Bardellino per "risanare" i conti con il clan Gionta volendone amazzare il capo Valentino, ma che riesce a scappare, costandogli però 8 uomini.

I suoi articoli però infastidiscono particolarmente i boss camorristi della zona, mettendone in crisi le alleanze, fino all'arresto del boss Valentino Gionta, preso fuori Casa Nuvoletta, appartenente ai boss Lorenzo e Angelo Nuvoletta. Il suo giusto intuito lo porta anche a smascherare il Sindaco di Torre Annunziata, Cassano, che viene condannato a sette anni e mezzo.

Così, dopo esser stato trasferito a Napoli, in un summit di camorra viene decisa la condanna a morte di Siani, che per loro sembra abbia "alzato troppo la manica" e la sua condanna è decisa. Siani viene ucciso la sera del 23 settembre del 1985, pochi giorni dopo aver compiuto 26 anni nel quartiere residenziale del Vomero, nei pressi di piazza Leonardo, a pochi metri da casa sua. La sera stessa si tenne il concerto di Vasco Rossi a cui il giornalista avrebbe voluto partecipare.

Comunque per prendere i suoi assassini ci son voluti ben 12 anni e tre pentiti e il motivo dell'esecuzione, al di là della sua attività d'inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale, era lo specifico interesse sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell'Irpinia del 1980 nei dintorni del Vesuvio.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 703.000 € in tutto il periodo di programmazione.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film comprende i seguenti brani:

  1. Ogni volta - Vasco Rossi
  2. La torre di Babele - Edoardo Bennato
  3. Tu ca nun chiagne - Ciro Capano
  4. Pe' sempe - Ciro Capano
  5. O bene mio - Ciro Capano
  6. Napule e' - Pino Daniele
  7. Jesce sole - Roberto De Simone
  8. Centro di gravità permanente - Franco Battiato
  9. Pop corn e patatine - Nino D'Angelo
  10. Casanova '70 - eseguito da Antonio Buonomo
  11. Dicitencello vuje - eseguito da Mario Abbate
  12. O ritratto 'e Nanninella - eseguito da Antonio Buonomo
  13. Notturno dal Quartetto n. 2 in Re maggiore di A. Borodin - eseguito dal Quartetto Pessoa (Kyung Mi Lee, Marco Quaranta, Rita Gucci, Achille Taddeo)
  14. Quanno chiove - Pino Daniele
  15. River runs deep - J.J. Cale
  16. Scumbinata - Mammoliti, Mambelli, Di Carlo, Poggiani
  17. Noi ragazzi di oggi - eseguito da Luis Miguel

Curiosità ed errori[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film è stato girato nelle città di Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, Portici, Ercolano, Castellammare di Stabia e Castel Volturno presso la frazione di Villaggio Coppola Pinetamare. A pochi giorni dal primo ciak, morì il grande regista Dino Risi, padre di Marco. Ci fu uno stop di tre giorni per i funerali. Al termine delle riprese la produzione ha voluto far dedicare la pellicola da Marco Risi alla memoria del padre.
  • Il pullman usato per la strage del circolo dei pescatori non era un semplice pullman bianco ma uno della linea "Napoli-Scafati" di colore blu.
  • Alcune delle automobili non corrispondono all'epoca dei fatti; ad esempio si nota più di una volta un'Alfa Romeo 33 di seconda serie, prodotta a partire dal 1990, alla quale è stata apposta molto inverosimilmente la targa di colore nero con scritte arancio/bianche, in vigore fino al 1985 (anno dell'ambientazione del film).
  • Nella scena in cui Siani incontra il sindaco sul cancello della villa di quest'ultimo si nota che il sindaco (interpretato da Ennio Fantastichini) indossa una maglietta "griffata" con il marchio di un cane bassotto, marchio napoletano ("Harmont & Blaine") fondato solo nel 1986.
  • Per ben due volte viene indirettamente inquadrata (con l'etichetta al lato opposto, ma nettamente distinguibile) la birra Corona come bevanda dell'attore principale, nella prima scena addirittura con uno spicchio di limone, moda molto in voga oggi, ma non nel 1985, infatti in Italia la Corona arriva nel 1989, distribuita dall'azienda genovese Biscaldi fino al 2007, quando il nuovo distributore diventa la Carlsberg.
  • La scena iniziale all'interno delle cucine del ristorante dove si sta celebrando il banchetto per la Prima comunione del figlio di Valentino Gionta è una trasposizione di location di una effettiva riunione della «cupola camorristica» avvenuta qualche tempo prima a Nola nel rifugio di Carmine Alfieri, da tempo latitante: il boss, anche da uomo libero non è mai andato oltre i confini di Nola: la sua prima volta a Roma è stata da detenuto ormai «pentito», quando venne tradotto al carcere di Rebibbia per essere presente al processo che si svolgeva in quell'aula bunker.
  • La strage del «circolo pescatori» nel film viene ambientata in un bar di Torre del Greco per la palese e rimarcata avversione degli abitanti del rione «Carceri» di Torre Annunziata alla presenza della troupe cinematografica in loco. Soltanto la scena finale della fuga di Valentino Gionta viene girata a Torre Annunziata, proprio di fronte al porto.
  • Valentino Gionta alla strage del circolo pescatori nel film ascolta per radio una partita (Verona-Napoli); in realtà non ascoltava la partita, ma musica da una radio del circolo, mentre provvedeva a pagare gli stipendi settimanali agli affiliati al suo clan camorristico. Durante le fasi cruciali della strage, nella vicina chiesa dell'Annunziata, sempre in via Bertone, si stavano celebrando una serie di cerimonie religiose per battesimi e prime Comunioni. Molti dei bambini interessati erano figli di esponenti del clan.
  • Nella scena in cui viene inquadrata la bambina vittima dell'agguato, stesa per terra di fronte il portone della Chiesa ferita, si possono distinguere chiaramente delle monete in Euro (4 monete da 1 Euro), in circolazione solo dal 2002.
  • La strage del circolo dei pescatori avvenne il 26 agosto del 1984, all'epoca il campionato non era iniziato ma come si è detto per radio si sente la radiocronaca di un Verona-Napoli, probabilmente la prima giornata di campionato che si disputò il 16 settembre 1984.
  • Durante le riprese a Castellammare di Stabia alcune auto finirono in panne. Ad aiutare la troupe fu un garagista della zona che qualche settimana dopo fu ammazzato dalla camorra perché si era opposto agli uomini del racket.
  • Nella partita di pallavolo della squadra allenata da Siani si vede un pallone tricolore, di quelli usati solo dalla fine degli anni novanta.
  • Le riprese sono durate circa tre mesi.
  • Nella sala del consiglio comunale c'è la foto del presidente Francesco Cossiga (ma che sarebbe diventato Presidente della Repubblica solo qualche mese dopo) e lo stendardo del comune di Castellammare di Stabia invece di quello di Torre Annunziata.
  • L'auto Méhari usata per le riprese era la vera auto di Giancarlo Siani nella quale venne ucciso la sera di lunedì 23 settembre 1985, che è stata acquistata da un suo caro amico che non è apparso nel film per sua espressa volontà.
  • Al termine dell'incontro con gli studenti nella palestra della scuola di Torre Annunziata un gruppo di persone si avvicina a Giancarlo Siani ed un uomo alto, sopra la cinquantina, con gli occhiali ed i capelli brizzolati, gli stringe la mano dicendo "Complimenti": si tratta di un "cameo" del fratello di Giancarlo, Paolo. Come personaggio, invece, il fratello Paolo nel film pronuncia solo qualche battuta fuori campo, ma non viene mai inquadrato dalla camera.Inoltre, un breve spezzone della scena compare nel film L'industriale di Giuliano Montaldo del 2011. La si nota quando Marcella (Elena Di Cioccio) sta guardando un film prima di venire interrotta da una telefonata di Nicola (Pierfrancesco Favino).
  • Il fotografo Rico nella realtà non è mai esistito.
  • La redazione di Torre Annunziata de Il Mattino non esiste. Nella realtà esisteva quella di Castellammare di Stabia, ma gli sceneggiatori l'hanno creata per razionalità narrativa e per essere liberi nella creazione di personaggi di fantasia. Il capo della redazione di Torre Annunziata non esiste nella realtà, ma all'epoca esisteva una tipologia di giornalisti-impiegati.
  • Anche se esistono i verbali delle testimonianze di Amato Lamberti ex presidente della Provincia di Napoli e all'epoca direttore de L'Osservatorio sulla camorra, con il quale collaborava gratuitamente Siani, non è stato mai provato - perché ritenuto ininfluente dal magistrato inquirente - che Giancarlo Siani gli avesse effettivamente telefonato quel giorno. Le stesse testimonianze di Lamberti sono in contrasto tra loro e hanno confuso non poco le acque nelle fasi iniziali dell'inchiesta.
  • L'episodio del concerto di Vasco Rossi è reale, dal momento che il cantante si esibì la sera del 23 settembre 1985 al Palasport nell'ambito del tour Cosa succede in città.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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