Clan Fabbrocino

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Fabbrocino
Nomi alternativi Nuzzo
Aree di influenza Piazzolla di Nola, Nola, San Gennaro Vesuviano,
Periodo anni 1970 - in attività
Boss Mario Fabbrocino
('o gravunaro)
Sottogruppi Nuova Famiglia
Alleati Nuova Famiglia
Rivali Nuova Camorra Organizzata
Clan Sarno
Attività racket
traffico di droga

Il clan Fabbrocino è un clan criminale di tipo camorristico della zona vesuviana di Nola, che impone una specie di tassa agli imprenditori della propria zona[1] e svolge l'importazione e lo smercio di droga[2] e altre innumerevoli attività delinquenziali.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1982 Mario Fabbrocino 'o gravunaru, si distacca da Michele Zaza (referente di Cosa nostra a Napoli) e, con i fratelli Russo di San Paolo Belsito e Salvatore D’Avino di Somma Vesuviana costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio: San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno[2]

Voto di scambio[modifica | modifica wikitesto]

La camorra del nolano partecipava alle campagne elettorali per le elezioni comunali e regionali, sostenendo vari candidati; poi persone del clan usavano il sindaco per appalti truccati, forniture, abusi edilizi accertati e non sanzionati, concessioni in deroga a ogni normativa, assunzioni di personale tecnico e amministrativo senza concorso e altre attività imprenditoriali, cosiddetto voto di scambio[3]; i voti illegali venivano proprio dalle famiglie degli operai di queste attività, ed erano obbligati a votare secondo le indicazioni dei camorristi[4][5].

Estorsione[modifica | modifica wikitesto]

I Fabbrocino imponevano con il ricatto violento agli imprenditori edili, l´acquisto di calcestruzzo prodotto dalla ditta "La Fortuna" e il pagamento di tangenti estorsive da versare al clan[6]. Giovanni Gugliotta, imprenditore accondiscendente della ditta "Transport", di Savignano sul Panaro, fra il 2004 e 2005, avrebbe sviluppato un complesso sistema di riciclaggio, che avveniva per mezzo di false fatturazioni di falsi trasporti[7].

Fondazione della Nuova Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Fabbrocino, nato a San Gennarello, (Napoli)[8], soprannominato "o gravunaro" (il carbonaio), fu uno dei promotori dell'organizzazione "Nuova Famiglia"[9], la quale fronteggiava la Nuova Camorra Organizzata[9]. Mario Fabbrocino era cugino di Carmine Alfieri, detto "faccia feroce", alleato di Antonio Gava[10], ex ministro delle Poste e dell'Interno, ex senatore della Repubblica, ex uomo forte della Democrazia Cristiana[11].

Sicari[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta fu chiesto da parte della 'ndrangheta calabrese al nord[12], l'omicidio di Salvatore Batti[13], criminale napoletano, sospettato di passare informazioni alla Criminalpol[14], rifugiatosi nel napoletano durante la guerra tra i boss mafiosi calabresi del nord[15] e gli stessi Batti, che avevano cercato di regnare al posto di Renato Vallanzasca[14]. I Fabbrocino vollero in cambio dell'omicidio, l'uccisione di Roberto Cutolo, figlio di Raffaele Cutolo che puntualmente avvenne[9].

Falsari[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Fabbrocino, nipote del boss Mario, fabbricava finti BOT da smerciare a Tangentopoli[16].

Corruzione di giudici e avvocati[modifica | modifica wikitesto]

Mario Fabbrocino nel 1996 cercava di pilotare la causa corrompendo avvocati e procuratore generale[17]. Arrestati 2 magistrati, Ciro Demma e Antonio Esti, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa[18], dopo le rivelazioni di pentiti Carmine Alfieri, Pasquale Galasso, Domenico Cuomo e Costantino Raiola.

Arresto del boss 'o gravunaro e dei suoi affiliati[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 settembre 1987, mentre Mario Fabbrocino era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, gli furono concessi gli arresti domiciliari in clinica, per curarsi da un gravissimo stato di salute, ma il 14 novembre, circa un mese dopo, si diede alla fuga e rimase latitante 10 anni[19].

Berardo Striano, braccio destro di Mario Fabbrocino 'o gravunaro, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione ed armi, latitante da un anno, fu stato arrestato all'aeroporto di Colonia, in Germania, il 25 febbraio 1997, mentre stava per prendere il volo per l'Argentina[20].

Mario Fabbrocino fu arrestato a San Martin, trenta chilometri circa da Buenos Aires, in Argentina, i primi di settembre 1997[21].

Nei periodi in cui Mario Fabbrocino era in carcere, il gruppo veniva gestito da Luigi Bonavita[22]. Da quando il boss è diventato irrintracciabile nel 2004 molti dei suoi affiliati hanno cominciato a far perdere le loro tracce. Il 14 agosto 2005 lo storico boss 'o gravunaro, veniva definitivamente incarcerato con l'accusa di duplice omicidio, condanna confermata nel 2006.

L'11 giugno 2008 finirono in carcere Mario Fabbrocino[23] 52enne di San Gennaro Vesuviano, Michele La Marca quarantasettenne di Ottaviano, Angelo Borrelli trentacinquenne di San Gennaro Vesuviano, Michele Buonaiuto cinquantenne residente a Sirignano (Avellino), Angelo Buono quarantenne residente a San Valentino Torio (Salerno) e Vincenzo Marano 61enne di San Gennaro Vesuviano.

Nuova gestione[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo boss è Mario Fabbrocino[24], detto "maruzzo" (murice), cugino, omonimo e cognato del boss storico, avendo "o gravunaro", sposato sua sorella. L'accusa per i sei presunti affiliati al clan Fabbrocino è di estorsione aggravata condotta in maniera associata ai danni di diversi imprenditori del territorio. Gli imprenditori che tentavano di opporsi al pagamento del pizzo venivano condotti da Michele La Marca, detto "o muzzone", egli riusciva a convincerli della bontà dei pagamenti da effettuare. Le tangenti da pagare erano pari al 35-40% del valore dell'appalto, e inoltre venivano invitati a versare circa 3000 euro per le famiglie dei detenuti nei periodi di Natale, Pasqua e Ferragosto[23].

Voto di scambio[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di San Giuseppe Vesuviano è stato di nuovo sciolto nel 2009, per infiltrazioni e condizionamento della camorra del clan Fabbrocino[5]. Il sindaco è sempre lui Antonio Agostino Ambrosio, alle elezioni amministrative di ottobre 2012 è stato eletto consigliere comunale con 817 voti[25].

Riciclaggio di rifiuti tossici[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Iovino, imprenditore di 48 anni (nel 2012), di San Gennaro Vesuviano, legato al clan camorristico Fabbrocino, specializzatasi in riciclaggio di rifiuti tossici[26], è stato condannato in primo e secondo grado perché ha costruito la bretella di collegamento tra il Vallo di Lauro e l'uscita di Palma Campania dell'autostrada A30, con materiale misto a rifiuti pericolosi[27].

Racket e traffico di sostanze stupefacenti[modifica | modifica wikitesto]

I fratelli Vittorio e Sabato Casillo, Giuseppe Caliendo, detto "Peppe ‘e zuzzelle" (Giuseppe le mozzarelle), sono stati arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti[24].

Truffa nel settore dell'abbigliamento[modifica | modifica wikitesto]

A San Giuseppe Vesuviano e in altre città campane come Eboli, Avellino e Salerno, Giovanni Bonavita, titolare dei negozi "Les femmes", "Cassandra", Luisa Prisco, titolare del negozio "Ca.Pri" e Katiuscia Casillo, titolare del negozio "Nisa", vendevano abiti confezionati con tessuti rubati, da sarti non retribuiti. Gli indagati si recavano dai grossisti, ordinavano grossi quantitativi di tessuto in rotolo, pagando un acconto o con assegni scoperti; poi facevano confezionare gli abiti da sarte e cucitrici senza retribuire la manodopera e senza pagare tasse[28]. Le indagini sono partite nel 2006, in seguito alle denunce di commercianti finiti nella rete del racket, gestito dai fratelli Casillo e da Giuseppe Caliendo[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dove comanda l' Antistato: Paga e non avrai problemi. Il quale ruolo veniva assegnato a Michele La Marca Repubblica. Archivio. 16 maggio 2006.
  2. ^ a b Napoli soffoca. Narcomafie. 2 febbraio 2011
  3. ^ Droga ed estorsioni, arrestati quindici membri del clan Fabbrocino. Repubblica, Napoli. Dettaglio. 26 maggio 2009.
  4. ^ Camorra pronta al voto. Corriere della sera. Archivio storico. 29 febbraio 1996.
  5. ^ a b Comuni sciolti per camorra. Il diabolico bis di San Giuseppe Vesuviano. Mediano. Articol'. 9 dicembre 2009.
  6. ^ Camorra S.p.a. I carabinieri smantellano organizzazione dei Fabbrocino. Imponevano l’acquisto di calcestruzzo. L'ora vesuviana. Cronaca. 29 novembre 2011.
  7. ^ Riciclava i soldi di un clan camorrista. Gazzetta di Modena. Cronaca. 9 marzo 2012.
  8. ^ Camorra. Torna in carcere il boss Mario Fabbrocino. RAI news 24. Cronaca. 9 luglio 2002.
  9. ^ a b c Camorra, il boss Fabbrocino tradito dai maccheroni al ragù. Repubblica. Cronaca. 15 agosto 2005.
  10. ^ La camorra era padrona del Viminale . Corriere della sera. Archivio storico. 21 settembre 1994.
  11. ^ Processate Gava per camorra. I magistrati accusano anche Patriarca, Meo, Russo e Vito. Corriere della sera. Archivio storico. 18 marzo 1995.
  12. ^ Mafiopoli l'invasione della'Ndrangheta a Milano e in Lombardia. Corriere della sera. Cronaca. 2011.
  13. ^ i Batti, ascesa e crollo di una dinastia criminale. Corriere della sera. Archivio storico. 4 novembre 1993.
  14. ^ a b Autoparco mattatoio dei clan. Corriere della sera. Archivio storico. 18 giugno 1995
  15. ^ Mafia in città, patto spezzato. Corriere della sera. Archivio storico. 6 ottobre 1994.
  16. ^ Fabbrica di finti Bot da smerciare a Tangentopoli. Corriere della sera. Archivio storico. 23 ottobre 1993.
  17. ^ Camorra, cause pilotate. A giudizio avvocati e Pg. Corriere della sera. Archivio storico. 26 maggio 1996.
  18. ^ Sciolto l' ufficio legale della camorra. Corriere della sera. Archivio storico. 25 gennaio 1995.
  19. ^ Le vicende fondamentali nella storia recente delle organizzazioni camorristiche. Relazione sulla camorra approvata dalla Commissione Parlamentare Antimafia. 21 dicembre1993.
  20. ^ Camorra: DIA Napoli cattura latitante in Germania. ADN Kronos. Archivio. 25 febbraio 1997.
  21. ^ Arrestato l' ultimo boss della vecchia camorra. Corriere della sera. Cronaca. 4 settembre 1997.
  22. ^ Camorra, tre ordinanze di custodia per tre morti di lupara bianca. Il vesuviano. Cronaca. 30 ottobre 2007.
  23. ^ a b Camorra, manette al boss. In carcere il clan Fabbrocino. Repubblica. Cronaca. 10 giugno 2008.
  24. ^ a b c Arrestati 18 affiliati al clan Fabbrocino. Gestivano racket e droga nel Vesuviano. Corriere della sera. Cronaca. 26 maggio 2009
  25. ^ Antonio Agostino Ambrosio, ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano, non si potrà più candidare. National Corner. Notizie. 1 febbraio 2012.
  26. ^ Rifiuti, la camorra dietro la rivolta. Repubblica. Archivio. 28 ottobre 2010.
  27. ^ Superstrada costruita con i rifiuti. Repubblica. Archivio. 31 gennaio 2012.
  28. ^ Abiti firmati dal boss Fabbrocino.Sequestri a Salerno ed Eboli. Cronache di Salerno. 21 febbraio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]