Provincia di Napoli
| Provincia di Napoli provincia |
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Palazzo Matteotti sede della Provincia |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | |||||
| Presidente | Luigi Cesaro (PDL) dal 07-06-09 | ||||
| Data di istituzione | 1806 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
40°50′0″N 14°15′0″E / 40.83333°N 14.25°ECoordinate: 40°50′0″N 14°15′0″E / 40.83333°N 14.25°E | ||||
| Superficie | 1 171 km² | ||||
| Abitanti | 3 080 254 (30 settembre 2011[1]) | ||||
| Densità | 2 630,45 ab./km² | ||||
| Comuni | 92 comuni | ||||
| Province confinanti | Avellino, Benevento, Caserta e Salerno | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 80121-80147 (Napoli), 80010-80079 (provincia) | ||||
| Prefisso | 081 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 063 | ||||
| Targa | NA | ||||
| PIL procapite | (nominale) 15.758 € | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Napoli (pruvincia 'e Nàpule in napoletano) è un ente locale italiano della Campania, la sua area geografica e amministrativa conta 3.080.254 abitanti, è la terza più popolosa, nonché la più densamente popolata d'Italia. Si estende su una superficie di 1.171 km² e comprende 92 comuni, al centro è dominata dal Vesuvio.
Affacciata a sud e ad ovest sul mar Tirreno, confina a nord con la provincia di Caserta e la provincia di Benevento, a est con la provincia di Avellino e a sud – est con la provincia di Salerno.
Il PIL pro capite nominale della provincia, secondo dati Unioncamere relativi al 2009, si attesta sui 15.758 €.[2]
Indice |
[modifica] Storia
Già in età preromana era abitata da popolazioni osce, subì particolarmente lungo le coste il dominio etrusco, fu poi colonizzata dai greci, che, sull'isola d'Ischia e a Cuma, fondarono le loro colonie più settentrionali (VIII secolo a.C.).
In epoca classica fece interamente parte della I REGIO augustea con gli importanti municipi di CUMA (Cuma), PUTEOLI (Pozzuoli) e NEAPOLIS (Napoli).
Dopo il crollo dell'impero romano il territorio divenne bizantino, nacque il Ducato di Napoli (VI secolo, si articolava in cinque distretti: Territorium Plagiense, Territorium Puteolanum, Ager Neapolitanum, Territorium Nolanum e Liburia; questi ultimi due furono a lungo contesi dai longobardi di Benevento.
La conquista del Mezzogiorno da parte del normanno Ruggero II, re di Sicilia, pose fine all'esistenza del ducato: da allora il territorio rientrò nella vasta regione geografica Terra di Lavoro, fu soggetta prima agli Svevi, poi agli Angioini e quindi agli Aragonesi. Rimase sotto il controllo dei viceré spagnoli dal 1503 al 1714, quando passò per breve tempo sotto il dominio austriaco e, a partire dal 1734, fu assegnata ai Borbone; durante il dominio francese, la provincia fu ufficialmente istituita da Giuseppe Bonaparte re di Napoli. Con la legge 132 del 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto di quell'anno, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese e soppresse il sistema dei giustizierati. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia.
La riforma napoleonica comportò per la "nuova" provincia di Terra di Lavoro un lieve ridimensionamento territoriale rispetto al precedente giustizierato: venne, infatti, sancita l'istituzione della provincia di Napoli. Diversi comuni attraversati dai Regi Lagni, i Campi Flegrei, la città di Napoli, l'area vesuviana e la penisola Sorrentina furono staccati dalla Terra di Lavoro per essere inclusi nella nuova unità amministrativa voluta per dare alla capitale del regno un proprio territorio di riferimento.
[modifica] Demografia
La Provincia di Napoli ha delle peculiarità che la distinguono nettamente dalle altre province italiane: oltre ad avere una vulnerabiltà sismica e vulcanica, dovuta alla presenza del Vesuvio e dei Campi Flegrei, il suo territorio occupa appena l'8,6% della superficie campana (13.590 km²) e in essi è concentrata più della metà dell'intera popolazione regionale. Tale fenomeno di sovraffollamento ha creato un forte squilibrio demografico e territoriale con le altre quattro province della Campania, più estese e meno popolate.
Per avere un'idea più chiara dei suoi limiti territoriali, basti considerare che la provincia napoletana risulta al 96º posto su 110 province italiane per estensione territoriale.[3] La sua superficie, 1.171 km² isole incluse, infatti è più piccola della superficie del solo comune di Roma (1.285 km²), tanto è vero che la distanza tra Napoli e Caserta è pari al diametro del grande raccordo anulare romano (23 km).[4]
Il territorio, per quanto esiguo, è caratterizzato dalla presenza di numerosi centri completamente urbanizzati e con un'elevata quantità e densità di popolazione che già nel 1903 Francesco Saverio Nitti definì "la corona di spine che attorniano la città e la soffocano".[5]
La densità abitativa della provincia è pari a 2632 ab/km², 4 volte superiore a quella della Provincia di Roma (778 ab./km²), 9 volte quella di Firenze e più di 10 volte quella di Palermo (249 ab./km²); ben 12 comuni della provincia di Napoli superano i 50 000 abitanti e nell'elenco dei primi 60 comuni italiani ne figurano tre dell'area napoletana: Giugliano, Torre del Greco e Pozzuoli, mentre Portici è il primo comune in Italia per densità di popolazione con circa 12.000 ab./km².
Del vasto entroterra restano porzioni di territori in cui l'intensità colturale è ancora elevata, distanti dai centri abitati e situati perlopiù nelle frazioni dell'area settentrionale che lambisce il casertano, oggi provincia autonoma, ma fino al 1945 nel perimetro della provincia napoletana, che nel corso degli ultimi due secoli ha conosciuto diversi riassetti amministrativi e territoriali.
Con l'espansione urbana di Napoli durante il regime fascista, dovuta all'annessione di una parte degli antichi casali autonomi che oggi corrispondono ai quartieri periferici della città e la soppressione della Terra di lavoro nel 1927, la provincia napoletana amplia il suo territorio incorporando i circondari dell'antica provincia libure, con le isole di Ponza e Ventotene, annesse poi nel 1937 alla provincia di Littoria, oggi provincia di Latina.
Nel 1945, con decreto luogotenenziale n. 373 dell'11 giugno 1945 del governo Bonomi, fu istituita la provincia di Caserta, comprendente la parte della provincia di Terra di Lavoro passata alla provincia di Napoli ad eccezione dei circondari di Nola e Acerra. Quest'ultima pianificazione traccia il perimetro della attuale provincia di Napoli, oggi caratterizzata da una diffusa urbanizzazione spesso incontrollata e che ha creato una delle conurbazioni più vaste d'Italia.
I comuni cresciuti perlopiù sulle vecchie strade statali, come la Nazionale delle Puglie, la Sannitica, il miglio d'oro e l'antica via delle Calabrie, oggi non sono altro che dei suburbi di piccole e medie dimensioni, una sorta di quartieri decentrati e sovrappopolati, un mosaico di frammenti istituzionalmente autonomi, che gravitano sulla città pur non rientrando nella sua area amministrativa.
Allo stato attuale infatti è quanto mai difficile distinguere la linea di confine tra città madre, aree contigue ed entroterra, completamente saldate tra loro in un unico agglomerato urbano senza soluzione di continuità, sia nella vasta area nord (giuglianese, afragolese, acerrana e nolana) che in quella flegrea, vesuviana e torrese-stabiese; meno caotiche e fuori dalla conurbazione sono la costiera sorrentina e le isole del golfo, Ischia, Capri e Procida.
L'eccessiva, disordinata e speculativa cementificazione dell'hinterland napoletano, non ha creato una armatura urbana omogenea, gradevole e dotata di strutture adeguate, ma ha trasformato gran parte della provincia in periferia;[6] tale trasformazione non è stata però accompagnata da uno sviluppo economico, urbanistico ed infrastrutturale atto a garantire una buona qualità della vita e dei servizi ed ha aumentato un grande fenomeno di pendolarismo verso il centro della metropoli, che tutt'oggi, nonostante il suo crescente e costante calo demografico[7] non è in grado di reggere una tale dilatazione; la struttura interna, lo scheletro (fisico e metafisico) della città storica,[8] non è in grado di sostenere il peso sovracomunale di un entroterra tanto popoloso e sovraurbanizzato che nel corso degli anni si è totalmente insediato nel suo tessuto urbano, economico e sociale.[9]
Napoli si presenta quindi dal punto di vista urbanistico come una delle metropoli più compatte, popolose e congestionate d'Europa; essa è la terza d'Italia o la seconda se si conta la sua area metropolitana (non ancora delimitata), che secondo stime di diversi istituti di ricerca e statistica valica i suoi confini provinciali.[10]
[modifica] Comuni
| Per approfondire, vedi la voce Armoriale dei comuni della provincia di Napoli. |
Appartengono alla provincia di Napoli i seguenti 92 comuni:
- Acerra
- Afragola
- Agerola
- Anacapri
- Arzano
- Bacoli
- Barano d'Ischia
- Boscoreale
- Boscotrecase
- Brusciano
- Caivano
- Calvizzano
- Camposano
- Capri
- Carbonara di Nola
- Cardito
- Casalnuovo di Napoli
- Casamarciano
- Casamicciola Terme
- Casandrino
- Casavatore
- Casola di Napoli
- Casoria
- Castellammare di Stabia
- Castello di Cisterna
- Cercola
- Cicciano
- Cimitile
- Comiziano
- Crispano
- Ercolano
- Forio
- Frattamaggiore
- Frattaminore
- Giugliano in Campania
- Gragnano
- Grumo Nevano
- Ischia
- Lacco Ameno
- Lettere
- Liveri
- Marano di Napoli
- Mariglianella
- Marigliano
- Massa Lubrense
- Massa di Somma
- Melito di Napoli
- Meta
- Monte di Procida
- Mugnano di Napoli
- Napoli
- Nola
- Ottaviano
- Palma Campania
- Piano di Sorrento
- Pimonte
- Poggiomarino
- Pollena Trocchia
- Pomigliano d'Arco
- Pompei
- Portici
- Pozzuoli
- Procida
- Qualiano
- Quarto
- Roccarainola
- San Gennaro Vesuviano
- San Giorgio a Cremano
- San Giuseppe Vesuviano
- San Paolo Bel Sito
- San Sebastiano al Vesuvio
- San Vitaliano
- Sant'Agnello
- Sant'Anastasia
- Sant'Antimo
- Sant'Antonio Abate
- Santa Maria la Carità
- Saviano
- Scisciano
- Serrara Fontana
- Somma Vesuviana
- Sorrento
- Striano
- Terzigno
- Torre Annunziata
- Torre del Greco
- Trecase
- Tufino
- Vico Equense
- Villaricca
- Visciano
- Volla
[modifica] Comuni più popolosi
La lista qui di sotto riportata elenca i comuni con più di 50.000 abitanti.[11]
| Pos. | Stemma | Comune | Popolazione (1/2/2011) |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Napoli | 958.000 | 117,27 | 8.189,21 | |
| 2º | Giugliano in Campania | 118.018 | 94,19 | 1.232,29 | |
| 3º | Torre del Greco | 87.388 | 30,66 | 2.850,48 | |
| 4º | Pozzuoli | 83.412 | 43,21 | 1.926,54 | |
| 5º | Casoria | 79.542 | 12,03 | 6.626,35 | |
| 6º | Castellammare di Stabia | 64.553 | 17,71 | 3.647,60 | |
| 7º | Afragola | 63.935 | 17,99 | 3.550,52 | |
| 8º | Marano di Napoli | 59.527 | 15,45 | 3.843,10 | |
| 9º | Acerra | 56.260 | 54,08 | 1.028,73 | |
| 10º | Ercolano | 54.707 | 19,64 | 2.796,38 | |
| 11º | Portici | 53.888 | 4,52 | 12.047,12 | |
| 12º | Casalnuovo di Napoli | 50.699 | 7,75 | 6.542,45 |
[modifica] Piano territoriale
La Regione Campania ha suddiviso il territorio in sei macro aree omogenee che dovranno formare la futura Città metropolitana di Napoli con la conseguente abrogazione della provincia, ai sensi della legge n°142/90, della riforma del titolo V dell'articolo 114 e della legge 42/2009 sulle autonomie locali.[12]
Le leggi approvate prevedono il decentramento di funzioni amministrative nelle municipalità cittadine[13] e nei comuni del comprensorio; il tutto è racchiuso nel progetto denominato Grande Napoli[12] che dovrebbe portare ad una nuova strategia di governo del territorio.[14] Un primo passo per la nascita della città metropolitana è stato avviato dal comune di Napoli nel 2005 con l'abolizione delle 21 circoscrizioni cittadine e la nascita delle 10 Municipalità. I novantuno comuni della provincia dovrebbero trasformarsi in comuni metropolitani e assorbire diverse funzioni che oggi detiene l'ente Provincia.
La Città Metropolitana costituirà quindi un passaggio ad un quadro normativo semplificato, in cui il livello intermedio tra Regione e comunità locali (necessario per gestire molte importanti funzioni quali i trasporti, la gestione dei rifiuti, le infrastrutture) risponderà pienamente e con più efficacia ad una omogeneità territoriale di fatto già esistente.
Organismi del futuro ente amministrativo saranno il sindaco metropolitano, la giunta metropolitana e il consiglio metropolitano.
1 – Municipi di Napoli.
2 – Entroterra nord:
- Napoli nord: Arzano, Casandrino, Casavatore, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Melito, Sant'Antimo.
- Napoli nord – ovest: Calvizzano, Giugliano, Marano, Mugnano , Qualiano, Villaricca.
- Napoli nord – est: Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano,Cardito, Casalnuovo, Casoria, Castello di Cisterna, Crispano, Pomigliano d'Arco.
3 – Area vesuviana:
- Interna: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Massa di Somma, Ottaviano, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pompei, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Trecase, Volla.
- Costiera: Castellammare di Stabia, Ercolano, Portici, Torre Annunziata,Torre del Greco.
4 – Area nolana: Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma Campania, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino, Visciano.
5 – Area flegrea con le isole di Ischia e Procida:Bacoli, Barano d'Ischia, Casamicciola Terme, Forio d'Ischia, Ischia, Lacco Ameno, Monte di Procida, Pozzuoli, Procida, Quarto, Serrara Fontana.
6 – Penisola sorrentina con l'isola di Capri, Agerola, Anacapri, Capri, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant'Agnello, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Sorrento, Vico Equense.
[modifica] Cittadini stranieri
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti in provincia sono 75.943. Le comunità più numerose sono quelle di:
Fonte Istat
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Autostrade
A1 Autostrada del Sole (Milano – Napoli)
A3 (Napoli – Salerno)
A16 Autostrada dei Due Mari (Napoli – Canosa)
A30 (Caserta – Salerno)
Tangenziale di Napoli (Napoli – Pozzuoli)
[modifica] Superstrade
Strada statale 7 bis variante - (Asse di Supporto Nola – Villa Literno)
Strada statale 7 quater - (Domitiana)
Strada statale 162 della Valle Caudina - (Asse Mediano)
Strada statale 162 dir - (del Centro Direzionale)
Strada statale 162 racc - (Nucleo industriale di Pomigliano d'Arco)
Strada statale 145 dir - (Penisola Sorrentina)
Strada statale 268 - (del Vesuvio)
Strada provinciale 500 - (Asse Perimetrale di Melito – Scampia )
[modifica] Trasporti
- Linee della Metropolitana
- Funiculari di Napoli
- Linee Circumvesuviana
- Linea Circumflegrea
- Linea Cumana
[modifica] Itinerari turistici
- Centro storico di Napoli.
- Monumenti di Napoli.
- Napoli sotterranea.
- Cimitero delle Fontanelle.
- Catacombe di Napoli.
- Città della scienza.
- Vesuvio.
- Stazioni Metrò dell'Arte.
- Golfo di Napoli.
- Pompei, Ercolano e Torre Annunziata con i loro siti archeologici legati all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C..
- Miglio d'oro e le antiche Ville Vesuviane.
- Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa.
- Castellammare di Stabia, con la Reggia di Quisisana, le terme e i siti archeologici legati all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C..
- Isole del golfo: Capri, Ischia e Procida.
- Pozzuoli, Rione Terra, la Solfatara, Anfiteatro Flavio, Cuma.
- Bacoli e il Castello di Baia, Casina Vanvitelliana.
- Sorrento e Penisola sorrentina tra cui Vico Equense con le sue spiagge e il suo Monte Faito.
- Agro nolano antiche civiltà etrusche, Basiliche Paelocristiane di Cimitile.
- Striano e Poggiomarino con i loro siti archeologici dell'età del Ferro sulle Rive del Fiume Sarno.
[modifica] Note
- ^ Popolazione residente al 30 settembre 2011. ISTAT. URL consultato il 10 dicembre 2011.
- ^ La contabilità economica territoriale (pdf), p. 71. Camera di Commercio di Napoli, 2009. URL consultato il 4 agosto 2011.
- ^ Estensione territoriale delle province italiane. URL consultato il 15 gennaio 2012.
- ^ Aldo Loris Rossi. La città metropolitana è una sfida storica (PAGINA 16). Napoli Assise. URL consultato il 30 ottobre 2011.
- ^ Gerardo Mazziotti. La corona di spine. Comunità Provvisoria. URL consultato il 4 agosto 2011.
- ^ Mario Cimmino. La periferia grande quanto una provincia. Il Mediano. URL consultato il 7 agosto 2011.
- ^ Antonella Scutiero. Piano Casa. Il Roma. URL consultato il 14 agosto 2011.
- ^ Diego Lama. Napoli città metropolitana. Il Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 8 agosto 2011.
- ^ e provincia un'unica metropoli
- ^ Area metropolitana di Napoli (pdf). Svimez. URL consultato il 5 agosto 2011.
- ^ Popolazione residente al 1 febbraio 2011. ISTAT. URL consultato il 5 agosto 2011.
- ^ a b Una nuova Provincia per la Grande Napoli (pdf), p. 5. Provincia di Napoli. URL consultato il 5 agosto 2011.
- ^ Statuto comunale titolo VIII (pdf). Comune di Napoli. URL consultato il 11 agosto 2011.
- ^ Camilla Formisano. Loris Rossi: Un raccordo anulare per la città. Il Denaro.it, 26 agosto 2006. URL consultato il 5 agosto 2011.
[modifica] Voci correlate
- Area metropolitana di Napoli
- Campi Flegrei
- Golfo di Napoli
- Penisola sorrentina
- Provincia di Napoli (1806-1860)
- Ducato di Napoli
- Scavi archeologici di Ercolano
- Scavi archeologici di Pompei
- Scavi archeologici di Stabia
- Vesuvio
- Monte Somma
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Provincia di Napoli su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Provincia di Napoli")
- Portale guida della provincia
- Sito istituzionale della Provincia di Napoli