Provincia di Napoli

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Provincia di Napoli
provincia
Provincia di Napoli – Stemma Provincia di Napoli – Bandiera
Provincia di Napoli vista dal satellite.
Provincia di Napoli vista dal satellite.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo CoA Città di Napoli.svg Napoli
Presidente Antonio Pentangelo (PDL) dal 09-10-2012 (ad interim)
Data di istituzione 1806
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°50′00″N 14°15′00″E / 40.833333°N 14.25°E40.833333; 14.25 (Provincia di Napoli)Coordinate: 40°50′00″N 14°15′00″E / 40.833333°N 14.25°E40.833333; 14.25 (Provincia di Napoli)
Superficie 1 171 km²
Abitanti 3 127 390[1] (30-12-2013)
Densità 2 670,7 ab./km²
Comuni 92 comuni
Province confinanti Avellino, Benevento, Caserta, Salerno
Altre informazioni
Cod. postale 80121-80147
(municipi di Napoli)
80010-80079
(comuni)
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063
Targa NA
PIL procapite (nominale) 15.847 €
Cartografia

Provincia di Napoli – Localizzazione

Sito istituzionale
Il territorio napoletano nella Terra di lavoro in una mappa del Settecento
Variazioni territoriali della Provincia di Napoli (1806 -1945)
Veduta aerea di uno scorcio del territorio napoletano

La provincia di Napoli (pruvincia 'e Nàpule in napoletano) è un ente locale italiano della Campania.

La sua area geografica e amministrativa che conta oltre tre milioni di abitanti è de facto una delle più grandi aree metropolitane europee e la più grande dell'area europea mediterranea. La sua densità di popolazione è la più elevata d'Italia e d'Europa. Si estende su una superficie di 1.171 km² e comprende 92 comuni, al centro è dominata dal Vesuvio, a sud e ad ovest si affaccia sul mar Tirreno, a nord confina con la provincia di Caserta e la provincia di Benevento, a est con la provincia di Avellino e a sud – est con la provincia di Salerno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Già in età preromana era popolata dagli osci, fu poi dominata lungo le coste dagli etruschi e in seguito colonizzata dai greci, che insediatisi ad Ischia e Cuma, fondarono le colonie più settentrionali (VIII secolo a.C.).

In epoca classica fece parte della I REGIO augustea con i municipi di CUMA (Cuma), PUTEOLI (Pozzuoli) e NEAPOLIS (Napoli).

Dopo il crollo dell'impero romano il territorio divenne bizantino, nacque il Ducato di Napoli (VI secolo, si articolava in cinque distretti: Territorium Plagiense, Territorium Puteolanum, Ager Neapolitanum, Territorium Nolanum e Liburia; questi ultimi due furono a lungo contesi dai longobardi di Benevento). L'avvento del dominio normanno di Ruggero II di Sicilia, sancì la fine del ducato: da allora il territorio rientrò nella vasta regione geografica Terra di Lavoro, fu soggetta prima agli Svevi, poi agli Angioini e quindi agli Aragonesi. [2]

Dal 1503 al 1714 fece parte del Viceregno Spagnolo, passò per breve tempo sotto il dominio austriaco e, a partire dal 1734, fu assegnata ai Borbone; durante il dominio francese, la provincia fu ufficialmente istituita da Giuseppe Bonaparte re di Napoli. [3] Con la legge 132 del 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto di quell'anno,[4] Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese e soppresse il sistema dei giustizierati. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia.

La riforma napoleonica comportò per la "nuova" provincia di Terra di Lavoro un lieve ridimensionamento territoriale rispetto al precedente giustizierato: venne, infatti, sancita l'istituzione della provincia di Napoli. Diversi comuni attraversati dai Regi Lagni, i Campi Flegrei, la città di Napoli, l'area vesuviana e la penisola sorrentina furono staccati dalla Terra di Lavoro per essere inclusi nella nuova unità amministrativa voluta per dare alla capitale del regno un proprio territorio di riferimento.[5]

Storia della provincia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945 perse un'ampia parte di territorio, ceduta alla ricostituita provincia di Caserta; in dettaglio, si trattò dei comuni di Albanova, Arienzo San Felice, Atella di Napoli, Aversa, Baia e Latina, Calvi Risorta, Caianello, Camigliano, Cancello ed Arnone, Capua, Carinola, Casalba, Caserta, Castel di Sasso, Castelmorrone, Castel Volturno, Cervino, Cesa, Conca della Campania, Fertilia, Formicola, Francolise, Frignano, Galluccio, Grazzanise, Liberi, Maddaloni, Marcianise, Marzano Appio, Mignano, Mondragone, Parete, Pietramelara, Pietravairano, Pignataro Maggiore, Pontelatone, Prenzano, Recale, Riardo, Roccadevandro, Roccamentina, Roccaromana, Rocchetta e Croce, San Pietro in Fine, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano, Trentola, Tora e Picilli, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni, Villa Literno e Villa Volturno.[6]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Napoli ha delle peculiarità che la distinguono nettamente dalle altre province d'Italia: oltre ad avere una vulnerabilità sismica e vulcanica, dovuta alla presenza del Vesuvio e dei Campi Flegrei, il suo territorio occupa appena l'8,6% della superficie campana (13.590 km²) e in essi è concentrata più della metà dell'intera popolazione regionale. Tale fenomeno di sovraffollamento ha creato un forte squilibrio demografico e territoriale con le altre quattro province della Campania, più estese e meno popolate.

Per avere un'idea più chiara dei suoi limiti territoriali, basti considerare che la provincia napoletana risulta al 96º posto su 110 province italiane per estensione.[7] La sua superficie, 1.171 km² isole incluse, infatti è più piccola della superficie del solo comune di Roma (1.285 km²), tanto è vero che la distanza tra Napoli e Caserta è pari al diametro del grande raccordo anulare romano (23 km).[8]

Il territorio, per quanto esiguo, è caratterizzato dalla presenza di numerosi centri fortemente antropizzati e con un'elevata quantità e densità di popolazione, che, già nel 1903 Francesco Saverio Nitti definì "la corona di spine che attorniano la città e la soffocano".[9]

I comuni fino al censimento del 1971 erano 89 in quanto Santa Maria la Carità faceva parte del comune di Gragnano, Trecase di Boscotrecase e Massa di Somma del comune di Cercola; al censimento 1981 risultavano 91, nel frattempo, anche Massa di Somma si era distaccata da Cercola.

La superficie territoriale dei comuni è molto variabile, si va infatti da 1,62 km² di Casavatore a 117,27 km² del capoluogo; il 60% dei comuni è di piccole dimensioni (inferiori o uguale a 10 km²), il 36% di medie dimensioni (> 10 km² e ≤  25 km²), la restante parte (11%) supera i 25 km² e, di questa, solo 2 comuni (Acerra e Giugliano) sono compresi tra 50 e 100 km² e solo l'area municipale di Napoli supera i 100 km².

La densità abitativa della provincia è pari a 2600 ab/km², 4 volte superiore a quella della Provincia di Roma (778 ab./km²), 8 volte quella di Torino, 9 volte quella di Firenze e più di 10 volte quella di Palermo (249 ab./km²); ben 12 comuni della provincia di Napoli superano i 50 000 abitanti e nell'elenco dei primi 60 comuni italiani ne figurano tre dell'area napoletana: Giugliano, Torre del Greco e Pozzuoli, mentre Portici è il primo comune in Italia per densità di popolazione con circa 12.000 ab./km², inoltre nel Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) è emerso che la superficie urbanizzata è pari complessivamente a 381,12 km² corrispondenti al 32,54% della superficie totale del territorio, ne consegue un quadro effettivo sulla alta densità demografica reale che sale ad oltre 8.000 ab/km².[10]

Del vasto entroterra restano porzioni di territori in cui l'intensità colturale è ancora elevata, distanti dai centri abitati e situati perlopiù nelle frazioni dell'area settentrionale che lambisce il casertano, oggi provincia autonoma, ma fino al 1945 nel perimetro della provincia napoletana, che nel corso degli ultimi due secoli ha conosciuto diversi riassetti amministrativi e territoriali.

Con l'espansione urbana di Napoli durante il regime fascista, dovuta all'annessione di una parte degli antichi casali autonomi che oggi corrispondono ai quartieri periferici della città e la soppressione della Terra di Lavoro nel 1927, la provincia napoletana amplia il suo territorio incorporando i circondari dell'antica provincia libure, con le isole di Ponza e Ventotene, annesse poi nel 1937 alla provincia di Littoria, oggi provincia di Latina.

Nel 1945, con decreto luogotenenziale n. 373 dell'11 giugno 1945 del governo Bonomi, fu istituita la provincia di Caserta, comprendente la parte della provincia di Terra di Lavoro passata alla provincia di Napoli ad eccezione dei circondari di Nola e Acerra. Quest'ultima pianificazione traccia il perimetro della attuale provincia di Napoli, oggi caratterizzata da una diffusa urbanizzazione spesso incontrollata e che ha creato una delle conurbazioni più vaste d'Italia.

I comuni cresciuti perlopiù sulle vecchie strade statali, come la Nazionale delle Puglie, la Sannitica, il miglio d'oro e l'antica via delle Calabrie, oggi non sono altro che dei suburbi di piccole e medie dimensioni, una sorta di quartieri decentrati e sovrappopolati, un mosaico di frammenti istituzionalmente autonomi, che gravitano sulla città pur non rientrando nella sua area amministrativa.

Allo stato attuale infatti è quanto mai difficile distinguere la linea di confine tra città madre, aree contigue ed entroterra, completamente saldate tra loro in un unicum urbano senza soluzione di continuità, sia nella vasta area nord (giuglianese, afragolese, acerrana e nolana) che in quella flegrea, vesuviana e torrese-stabiese; meno caotiche e fuori dalla conurbazione sono la costiera sorrentina e le isole del golfo, Ischia, Capri e Procida.

L'eccessiva e speculativa cementificazione dell'hinterland napoletano, non ha creato una armatura urbana ordinata, gradevole e dotata di strutture adeguate, ma ha trasformato gran parte della provincia in periferia;[11] tale trasformazione non è stata però accompagnata da uno sviluppo economico, urbanistico ed infrastrutturale atto a garantire una buona qualità della vita e dei servizi ed ha aumentato un grande fenomeno di pendolarismo verso il centro della metropoli, che tutt'oggi, nonostante il suo crescente e costante calo demografico[12] non è in grado di reggere una tale dilatazione; la struttura interna, lo scheletro (fisico e metafisico) della città storica,[13] non è in grado di sostenere il peso sovracomunale di un entroterra tanto popoloso e sovraurbanizzato che nel corso degli anni si è totalmente insediato nel suo tessuto urbano, economico e sociale.[14] Napoli si presenta quindi dal punto di vista urbanistico come una delle metropoli più compatte, popolose e congestionate d'Europa.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Napoli.

Naples Maps and Orientation.png

Magnify-clip.png
Comuni Provincia di Napoli

Appartengono alla provincia di Napoli i seguenti 92 comuni[15]:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

La lista qui di sotto riportata elenca i comuni con più di 50.000 abitanti.[16]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(1/2/2011)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
CoA Città di Napoli.svg Napoli 989.111 117,27 8.434,48
Giugliano in Campania-Stemma.png Giugliano in Campania 118.018 94,19 1.232,29
Torre del Greco-Stemma.png Torre del Greco 87.388 30,66 2.850,48
Pozzuoli-Stemma.png Pozzuoli 83.412 43,21 1.926,54
Casoria-Stemma.png Casoria 79.542 12,03 6.626,35
Castellammare di Stabia-Stemma.png Castellammare di Stabia 64.553 17,71 3.647,60
Afragola-Stemma.png Afragola 63.935 17,99 3.550,52
Acerra-Stemma.png Acerra 59.483 54,08 1.099,04
Marano di Napoli-Stemma.png Marano di Napoli 59.470 15,45 3.843,10
10º Ercolano-Stemma.png Ercolano 54.707 19,64 2.796,38
11º Portici-Stemma.png Portici 53.888 4,52 12.047,12
12º Casalnuovo di Napoli-Stemma.png Casalnuovo di Napoli 50.699 7,75 6.542,45

Piano territoriale[modifica | modifica sorgente]

PTCP – Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Napoli

La Regione Campania ha suddiviso il territorio in sei macro aree omogenee che dovranno formare la futura Città metropolitana di Napoli[17] con la conseguente abolizione della provincia, ai sensi della legge n°142/90, della riforma del titolo V dell'articolo 114 e della legge 42/2009 sulle autonomie locali.[18]

Le leggi approvate prevedono il decentramento di funzioni amministrative nelle municipalità cittadine[19] e nei comuni del comprensorio; il tutto è racchiuso nel progetto denominato Grande Napoli[18] che porterà ad un nuovo assetto istituzionale del territorio.

Un primo passo per la nascita della città metropolitana è stato avviato dal comune di Napoli nel 2005 con l'abolizione delle 21 circoscrizioni cittadine e la nascita delle 10 Municipalità, il territorio coinciderà con quello della provincia soppressa, gli organi del nuovo ente saranno il consiglio e il sindaco metropolitano. I membri del consiglio saranno eletti tra i sindaci dei comuni dell'area.[20]

La città metropolitana svolgerà i compiti fondamentali della Provincia, si dovrà occupare anche della pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali, della gestione dei servizi pubblici di ambito metropolitano, di mobilità e viabilità, di promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, come cassa avrà il patrimonio e le risorse umane e strumentali della Provincia soppressa.[21]

1 – Municipi di Napoli.

Le 10 municipalità del Comune di Napoli
Palazzo San Giacomo - sede del comune di Napoli
Municipalità I: Chiaia, Posillipo, San Ferdinando
Municipalità II: Avvocata, Montecalvario, Pendino, Porto, Mercato, San Giuseppe
Municipalità III: Stella, San Carlo all'Arena
Municipalità IV: San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, Zona Industriale
Municipalità V: Vomero, Arenella
Municipalità VI: Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio
Municipalità VII: Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno
Municipalità VIII: Piscinola, Marianella, Scampia, Chiaiano
Municipalità IX: Soccavo, Pianura
Municipalità X: Bagnoli, Fuorigrotta

2 – Entroterra nord:

3 – Area vesuviana:

4 – Area nolana: Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma Campania, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Paolo Bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino, Visciano.

5 – Area flegrea con le isole di Ischia e Procida: Bacoli, Barano d'Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Monte di Procida, Pozzuoli, Procida, Quarto, Serrara Fontana.

6 – Penisola sorrentina con l'isola di Capri, Agerola, Anacapri, Capri, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant'Agnello, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Sorrento, Vico Equense.

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti in provincia sono 75.943. Le comunità più numerose sono quelle di:

Fonte Istat

Elenco dei primi dieci comuni con la maggior percentuale e il comune con la minor percentuale di stranieri:

Pos. Comune Percentuale
Forio 10,6
Terzigno 8,7
Capri 8,1
San Giuseppe Vesuviano 7,5
Palma Campania 6,9
Anacapri 6,9
Striano 6,4
Casamicciola Terme 6.0
San Gennaro Vesuviano 5,8
10º Poggiomarino 5,8
92º Crispano 0,6

Viabilità[modifica | modifica sorgente]

Napoli map.png

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Superstrade[modifica | modifica sorgente]

Strada Provinciale 1 Italia.svg Strada provinciale 1 - (Circumvallazione esterna di Napoli)
SS7bis var Strada statale 7 bis variante - (Asse di Supporto Nola – Villa Literno)
SS7qtr Strada statale 7 quater - (Domitiana)
SS162 Strada statale 162 della Valle Caudina - (Asse Mediano)
SS162dir Strada statale 162 dir - (del Centro direzionale)
SS162racc Strada statale 162 racc - (Nucleo industriale di Pomigliano d'Arco)
SS 145 dir Strada statale 145 dir - (Penisola sorrentina)
SS268 Strada statale 268 - (del Vesuvio)
Strada Provinciale 500 Italia.svg Strada provinciale 500 - (Asse Perimetrale di MelitoScampia )

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Trasporti a Napoli.

Itinerari turistici[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Napoli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati demografici istat.it
  2. ^ Storia Provincia di Napoli italiapedia.it
  3. ^ Il decennio francese bicentenario.provincia.napoli.it
  4. ^ Istituzione, legislazione e consiglio - 8 agosto 1806 bicentenario.provincia.napoli.it
  5. ^ Bicentenario Provincia di Napoli (1806-2006) bicentenario.provincia.napoli.it
  6. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  7. ^ Estensione territoriale delle province italiane. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  8. ^ Aldo Loris Rossi, La città metropolitana è una sfida storica (PAGINA 16), Napoli Assise. URL consultato il 30 ottobre 2011.
  9. ^ Gerardo Mazziotti, La corona di spine, Comunità Provvisoria. URL consultato il 4 agosto 2011.
  10. ^ Il territorio e le antropizzazioni, Provincia di Napoli, p. 617. URL consultato il 5 agosto 2013.
  11. ^ Mario Cimmino, La periferia grande quanto una provincia, Il Mediano. URL consultato il 7 agosto 2011.
  12. ^ Antonella Scutiero, Piano Casa, Il Roma. URL consultato il 14 agosto 2011.
  13. ^ Diego Lama, Napoli città metropolitana, Il Corriere del Mezzogiorno. URL consultato l'8 agosto 2011.
  14. ^ Napoli e provincia un'unica metropoli
  15. ^ classifica dei comuni della Provincia di Napoli ordinata per popolazione residente. I dati sono aggiornati al 01/01/2011 (ISTAT).
  16. ^ Popolazione residente al 1º febbraio 2011, ISTAT. URL consultato il 5 agosto 2011.
  17. ^ De Magistris: La città metropolitana è una grande opportunità.
  18. ^ a b Una nuova Provincia per la Grande Napoli (PDF), Provincia di Napoli, p. 5. URL consultato il 5 agosto 2011.
  19. ^ Statuto comunale titolo VIII (PDF), Comune di Napoli. URL consultato l'11 agosto 2011.
  20. ^ Spending review: 10 Province diventano città metropolitane - Puglia - ANSA.it
  21. ^ Articolo 18 decreto spending review, 6 luglio 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]