Calvizzano

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Calvizzano
comune
Calvizzano – Stemma
Calvizzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Salatiello (lista civica Per Calvizzano) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°54′00″N 14°11′00″E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Calvizzano)Coordinate: 40°54′00″N 14°11′00″E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Calvizzano)
Altitudine 135 m s.l.m.
Superficie 4,01 km²
Abitanti 12 737[1] (31-12-2010)
Densità 3 176,31 ab./km²
Frazioni San Pietro
Comuni confinanti Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano, Villaricca
Altre informazioni
Cod. postale 80012
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063012
Cod. catastale B452
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 355 GG[2]
Nome abitanti calvizzanensi
Patrono san Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calvizzano
Posizione del comune di Calvizzano nella città metropolitana di Napoli
Posizione del comune di Calvizzano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Calvizzano (Calvizzàne in napoletano[3]) è un comune italiano di 12.663 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Calvizzano sorge nella fertile piana di bonifica dei Regi Lagni, nel cuore della pianura campana, in una zona altamente urbanizzata. Il comune è situato nell'agglomerato a nord-ovest di Napoli insieme ai comuni di Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Villaricca, Qualiano e Giugliano in Campania a pochi chilometri dal capoluogo campano. Il comune fa parte della città metropolitana di Napoli (area metropolitana di Napoli).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale Settecentesco

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono dati certi sulla sua fondazione, presumibilmente compresa tra gli ultimi tre secoli della Repubblica romana e il primo secolo dell'Impero romano, ma numerose testimonianze archeologiche reperite sul territorio, come i resti di antiche ville romane, ne testimoniano l'antica origine.

Il rev. prof. Raffaele Galiero, storico locale, nel libro del 1936 "Il mio paese", cita che il primo nucleo di Calvizzano si sia formato nei pressi di una deviazione dell'antica via Consolare Campana che collegava con la città di Napoli.

A causa della sua collocazione nell’agro napoletano, il paese subì in epoca altomedievale il riflesso delle travagliate vicende del Ducato di Napoli. Divenne casale solo nel 1269. Fu feudo dei Caracciolo di Napoli per quasi tutto il Quattrocento. Nel 1495 passò a Francesco D'Allegro, Gran Siniscalco del Regno di Sicilia. Dal 1497 al 1504 fu governato da Antonio de Raho, Uditore e Consigliere di Ferdinando I d'Aragona il quale lo nominò Signore a vita di Calvizzano. Il primo di Ottobre del 1669 Francesco Carnero, consigliere collaterale dello stato di guerra e Maestro di campo della fanteria, acquistò il casale divenendone Barone. Nel 1681 la Baronessa Margherita Carnero, quartogenita di Don Francesco Carnero, sposò, con dispensa papale, suo cugino il duca Diego di Pescara e portò in dote il casale di Calvizzano, facendo divenire il marito Duca di Calvizzano. Nel 1806, il duca Giuseppe Maria Pescara perse il feudo a seguito della riforma amministrativa antifeudale operata sotto il regno napoletano di Giuseppe Bonaparte; l'Universitas Calvizzani, antico retaggio del governo feudale, fu abolita per far spazio alla nascente amministrazione comunale. In seguito Calvizzano seguirà le sorti dapprima del Regno delle Due Sicilie e poi dell’Italia.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome sottolinea l’ascendenza romana del paese: presumibilmente la denominazione deriva da Calvisius (o Calvicius), un proprietario terriero appartenente alla gens Calvisia, molto nota a Roma. Da qui la denominazione che si sarebbe trasformata in Calvisiano, Calbictiano e infine Calvizzano. Questa è la tesi abbracciata dal rev. prof. Raffaele Galiero.

Altra ipotesi, non meno credibile, è quella formulata dal notaio Marco Antonio Syrleto (XVII secolo), primo storico locale. Il Syrleto sosteneva che il toponimo deriva dal fatto che nell'antichità, in seguito alle tante guerre e pestilenze, in questo luogo si trovavano molti sepolcri ripieni solamente di teschi, che vennero chiamati Calvi; quando le persone sane vennero in questo territorio per abitarvi, dall'unione dei Calvi ai sani, sarebbe nato il nome Calvisano, dal volgo, in seguito, tradotto in Carvizzano e poi in Calvizzano.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Difficile è risalire alla data di nascita dello stemma comunale, che però è certamente anteriore al 1596, poiché lo stemma è scolpito nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui costruzione fu iniziata nel 1580.

Oggi lo stemma è così composto: di colore verde e uno scudetto barocco d'argento, caricati di una testa calva rivolta di profilo al naturale; ornamenti esteriore da comune.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata nello stesso luogo dove sorgeva l'antica chiesetta di Santa Maria Annunziata al centro del paese, che essendo abbastanza piccola non rispondeva alle esigenze dei fedeli. Nel 1550 l'arcivescovo di Napoli Mario Carafa autorizzò l'Universitas Calvizzani ad abbatterla e a costruirvi nello stesso luogo la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fu una chiesa laicale in quanto venivano eletti 25 governatori laici che si interessavano dello stabile, del culto e di tutto ciò che occorreva (l'amministrazione laicale fu abolita nel 1972). Gli oneri venivano soddisfatti grazie alle elemosine. La costruzione della nuova chiesa fu iniziata nel 1580, benedetta nel 1596 e terminata nel 1608 (anche se per il completamento della sagrestia bisognerà aspettare fino al 1746). La chiesa presenta una pianta a croce latina a navata unica lungo la quale si sviluppano un totale di sei cappelle divise per i due lati; possiede una maestosa cupola probabilmente disegnata e diretta dall'architetto e scultore napoletano Domenico Antonio Vaccaro, al quale certamente sono da attribuire i pregevoli stucchi; è possibile ammirare inoltre i dipinti e le tele del pittore partenopeo Nicola Vaccaro e quelle del Domenichino. Il soffitto ligneo dorato presenta al suo centro una rappresentazione dell'Assunzione di Maria, opera eseguita nel 1676 dall'artista Andrea Malinconico; negli angoli del soffitto vi è la rappresentazione dello stemma dei Visconti, consistente in una vipera tortuosa che ingoia un bambino. Le due entrate laterali, con ballatoi e parapetti in piperno furono creati nel 1605. Dal 1809 è sede della parrocchia di San Giacomo Apostolo Maggiore, trasferitasi qui definitivamente in seguito all'abbandono della chiesa di San Giacomo che andò in rovina. La parrocchia che ha sede in questa maestosa chiesa è una delle più antiche ed importanti dell'arcidiocesi di Napoli ed è attualmente retta del parroco Don Ciro Tufo.
  • Chiesa di San Giacomo Apostolo Maggiore, la cui costruzione può assegnarsi a tempi remoti comunque anteriore al 911, data del primo documento storico in cui è citata. Essa si trovava adiacente ad una importante tomba di epoca romana che doveva far parte del primo nucleo abitato poco lontano dall'attuale centro del paese. La chiesa di Calvizzano può reputarsi orgogliosa di aver per prima, a Napoli e nel napoletano, dedicato la chiesa al protomartire del Collegio Apostolico e di averlo scelto Patrono ed Inclito Protettore. I suoi resti mortali traslati, da Gerusalemme dove fu decapitato nel 43 d.C., a Santiago di Compostela divennero meta di innumerevoli pellegrinaggi che ricevettero tante grazie; la notizia dei miracoli compiuti da San Giacomo arrivò ben presto anche a Napoli. Orbene l'Ecclesia Sancti Jacobi nel 1337 (appena istituite le Arcipreture) venne elevata dall'Arcivescovo di Napoli Giovanni III Orsini ad Arcipretura, la prima delle tre dignità diocesane. L'arciprete aveva un'importante giurisdizione su dieci parrocchie dei Casali vicini, da Piscinola a Panicocoli (odierna Villaricca); inoltre doveva intervenire col clero incoronato di rose alla Messa Pontificale nella festività della 1ª domenica di Maggio in onore di San Gennaro. Nel 1809 la chiesa di San Giacomo fu abbandonata e andò in rovina, così la cura parrocchiale fu definitivamente trasferita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.
  • Chiesa di San Pietro, trovasi a poco più di 1 km dal centro di Calvizzano. Non si può determinare esattamente l'anno della sua costruzione, ma certamente esiste nel 1336, come ci testimonia un documento custodito nella Biblioteca Vaticana. L'attuale chiesa, risale al 1656 anno della terribile peste che colpì anche Calvizzano. I fedeli lasciarono il luogo abitato e si portarono nella zona di San Pietro, in aperta campagna, e qui venerarono il Santo affinché li proteggesse dal morbo. Scampato il pericolo, con le loro offerte, i devoti ampliarono e abbellirono la vecchia chiesetta incorporandovi l'originaria abside.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti

Il monumento venne inaugurato il 6 giugno 1934 alla presenza di molte personalità: conte Avv.Domenico Mirabelli, podestà di Calvizzano; S.E. Card.Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli; S.A.R. (Sua Altezza Reale) Umberto di Savoia, Principe di Piemonte (futuro re d'Italia, Umberto II d'Italia); il parroco Don Antonio Di Sabato; l'Avv. Stalj, presidente dei Combattenti di Napoli, che pronunziò il discorso ufficiale. Il monumento è realizzato in mattoni di tufo giallo a vista e piperno. Esso ha una forma a base quadrata e consta di quattro pareti distanziate unite fra loro da altrettanti archi angolari. La facciata principale è munita di una lapide simile ad un'edicola e riporta scritto: Calvizzano consacrando la gloria immortale dei suoi figli migliori perennemente in questa preda bellica ne testimonia l’eroico ardire e la virtù romana. Le altre tre lapidi sui restanti lati riportano i nomi dei caduti della Prima guerra mondiale e successivamente aggiunti quelli della Seconda. Esso inoltre ingloba nel suo angusto spazio interno un cannone sottratto agli austriaci in ritirata dopo la vittoria nel novembre 1918. Il Maresciallo d'Italia Armando Diaz, artefice di quella vittoria, donò personalmente quella preda bellica, quando era Ministro della guerra, al podestà Conte Avv.Domenico Mirabelli, in virtù anche di una parentela diretta con questi da parte della moglie, Sarah De Rosa Mirabelli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il patrocinio ed il culto dell'Apostolo Jacovo è molto antico, risale a prima dell'anno 1000: già nel 911 in alcuni documenti si fa riferimento ad un pezzo di terra di Sancti Jacovi in Calbictianum. Il 25 luglio ricorre la festa: anticamente era detta la Festa del Tomolo di Sancti Jacovo, in quanto i contadini del luogo per ringraziare il santo per l'abbondante raccolto, erano soliti donare un tomolo di grano ai poveri, che numerosi a piedi da Napoli si recavano in pellegrinaggio ad onorare il santo nell'antica chiesa calvizzanese. Oggi la festa di san Giacomo si celebra con la processione della statua del Santo (risalente al 1740 ca.) per le vie della cittadina e termina con un suggestivo simulacro dell'incendio del campanile, oltre agli eventuali eventi organizzati dall'amministrazione comunale.

Persone legate a Calvizzano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La vicinanza a Napoli, e quindi ai relativi servizi, ha fatto sì che il comune non sentisse l'esigenza di avere infrastrutture di grande rilievo sul proprio territorio.
La viabilità cittadina si basa su strade comunali e alcune Strade provinciali che la percorrono. La costruzione ex novo del parcheggio di via Galiero e il rifacimento di quello di via Ritiro ha risolto in parte i problemi che affliggono il corso principale (via Conte Mirabelli) in seguito al restyling del 2007, in primis le aree di sosta e il traffico.
Nell'ottica del sistema integrato dei trasporti, il trasporto pubblico urbano è affidato alla compagnia CTP e ANM che attraverso varie linee conducono alla stazione di Chiaiano della Metropolitana di Napoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 luglio 1988 23 novembre 1990 Ruggiero Antonio PSI Sindaco Sfiduciato dal consiglio comunale con apposita mozione
23 novembre 1990 8 aprile 1991 Migliaccio Antonio PCI Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Dimissionario
15 aprile 1991 2 maggio 1992 Ricciardiello Luigi PSI Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Dimissionario
1 luglio 1992 7 giugno 1993 Salatiello Giuseppe DC Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 18/07/88. Scadenza naturale del mandato
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Salatiello Giuseppe DC Sindaco Scadenza naturale del mandato
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Salatiello Giuseppe IND Sindaco Scadenza naturale del mandato
14 maggio 2001 24 febbraio 2003 Morra Mario Centro Sindaco Scioglimento del consiglio comunale
24 febbraio 2003 27 maggio 2004 Stasi Maria Elena - Commissario str. -
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Pirozzi Giacomo Lista Civica Sindaco Scadenza naturale del mandato
15 aprile 2008 30 ottobre 2012 Granata Giuseppe Lista Civica Sindaco Dimissioni della metà più uno del consiglio comunale
30 ottobre 2012 23 novembre 2012 Vosa Ornella - Commissario pref. -
23 novembre 2012 28 giugno 2013 Vosa Ornella - Commissario str. -
28 maggio 2013 in carica Salatiello Giuseppe Lista Civica Sindaco -

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Calvizzano è provvisto di un complesso sportivo abbastanza fatiscente con un campo di calcio in terreno non regolamentare, il Campo Italia, sito in via Caduti di Superga. Tra il 2004-2007 sono stati realizzati dei campetti di tennis e un palazzetto dello sport, poi mai entrati in esercizio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 119.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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