Afragola

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Afragola
Panorama di Afragola
Afragola - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°55′0″N 14°19′0″E / 40.91667, 14.31667
Altitudine: 43 m s.l.m.
Superficie: 17,99 km²
Abitanti:
63.887 31/05/2007
Densità: 3.551 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Acerra, Caivano, Cardito, Casalnuovo di Napoli, Casoria
CAP: 80021
Pref. tel: 081
Codice ISTAT: 063002
Codice catasto: A064 
Nome abitanti: afragolesi 
Santo patrono: San Gennaro, ma è d'uso festeggiare Sant'Antonio di Padova 
Giorno festivo: 19 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Afragola (pron. Afragóla) è un comune di 63.887 abitanti in provincia di Napoli.

Indice

[modifica] Territorio

Si tratta del centro più popoloso dell'entroterra campano, collocato sulla via Sannitica in posizione pressoché equidistante tra Napoli (15 chilometri) e Caserta (18 chilometri).

L'abitato prosegue quasi senza soluzione di continuità a sud verso Napoli, a est verso Nola e a nord e a ovest verso Caserta e Aversa, trovandosi al centro di una conurbazione di circa 18 comuni per quasi 800mila abitanti, comprendente anche i quartieri periferici settentrionali del capoluogo campano, nota come "area a nord di Napoli".

L'abitato costituisce inoltre un'unica entità urbana con Casoria.

[modifica] La suddivisione amministrativa

Alcune zone abitate, gravitanti verso la città di Afragola, o storicamente collegate con essa, dipendono tuttavia amministrativamente dai comuni limitrofi (contrada Casamerola nel comune di Casoria, contrada Arcopinto, in parte nei comuni di Casoria e Cardito, località di Casone, Filichito e Tamburiello, a cui si è quindi aggiunta la località di Botteghella (antico villaggio di Arcora), nel comune di Casalnuovo di Napoli e nella sua frazione di Tavernanova).

Al comune di Volla, precedentemente parte del comune di San Sebastiano al Vesuvio, vennero aggiunte alcune parti del comune di Afragola (San Salvadore delle Monache e Lufrano): rimase invece dipendente da Afragola la contrada Salice, che attualmente costituisce un'isola amministrativa.

La borgata di "Saggese" non ha più soluzioni di continuità con l'abitato cittadino, mentre la borgata di "Capo Mazzo" ospita solo un gruppo di case sparse, che si affiancano a un agglomerato industriale di modeste dimensioni e a una zona commerciale in costante espansione che si va saldando all'abitato.

[modifica] Geografia

Afragola si colloca nel cuore dell'antica Campania felix, allora l'area più fertile della penisola italica. Per l'esattezza è situata nella piana dei regi lagni, parte della regione storico-geografica della Terra di Lavoro (che per il resto è quasi interamente ricompresa nella provincia di Caserta, ad eccezione del cassinate e dell'agro pontino, che fanno parte rispettivamente delle province di Frosinone e Latina).

[modifica] Storia

Il territorio di Afragola era abitato dai Sanniti, dei quali sono state ritrovate diverse tombe risalenti al IV-III secolo AC (tra cui la tomba dipinta rinvenuta nel 1961 in località "Cantariello" e oggi esposta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la necropoli rinvenuta in località "Sanguineto" nel 1982).

Secondo la tradizione la città è stata fondata nel 1140 dal re Ruggero II di Sicilia, detto Ruggero il Normanno, che avrebbe distribuito terre incolte ai suoi veterani (l'episodio è raffigurato nell'affresco della sede municipale, eseguito dal pittore Augusto Moriani nel 1866). La tradizione era tuttavia già stata riconosciuta come falsa dallo storico ottocentesco Bartolomeo Capasso.

Probabilmente il centro si sviluppò a partire da una serie di insediamenti rustici, divenuti piccoli villaggi (tra i quali Arcopinto, costruito forse presso le arcate di un antico acquedotto romano, Cantarello, Casavico, San Salvatore delle monache, Archora e Salice) e attorno a chiese probabilmente preesistenti (Santa Maria la nova, dell'XI secolo, San Marco in sylvis, Santa Maria di Ajello e San Giorgio martire).

La prima menzione del nome (Afraore o Afraora) risale alla prima metà del XII secolo. Altre varianti in carte successive sono "Afragone", "Afraolla", "Fraolla", "Afrangola". Secondo la tradizione il nome sarebbe stato collegato all'esistenza delle fragole, che compaiono infatti nello stemma comunale. Più probabilmente, deriva invece dalla locuzione latina "ad fragorem" (presso il rumore). Esistono tuttavia anche numerose altre ipotesi.

Fu feudo dell'arcivescovo di Napoli e uno dei "casali" considerati parte integrante di Napoli. Alcune terre furono possesso feudale di vari personaggi, mentre altre appartenevano al demanio regale; la collettività locale si era organizzata in una universitas guidata da un syndicus. Nel 1576 l'universitas acquistò i diritti della parte feudale e della parte demaniale del suo territorio, mentre il re si riservava il diritto di nominare un governatore per l'amministrazione del "casale".

Nel 1639 il duca di Medina, viceré di Napoli, decise la vendita dei "casali" per finanziare la guerra dei Trent'anni e gli abitanti di Afragola furono costretti a versare nuovamente una considerevole somma di denaro. Nel 1799 Afragola partecipò alla Repubblica napoletana e fu issato nell'attuale piazza Municipio l'albero della libertà. Solo nel 1809 si ebbe la prima amministrazione comunale (con il primo sindaco Cesare Castaldo).

[modifica] Il periodo fascista

Sotto il regime fascista Afragola, come tutte le città di una certa importanza, era amministrata da un podestà (dal 1927 al 1943 Luigi Ciaramella). Il 5 ottobre 1935 il re Vittorio Emanuele III, su proposta del podestà, conferì al Comune il titolo di "città", come commemorato da una targa marmorea affissa nell'atrio di Palazzo Civico il successivo 28 ottobre.

Si ebbe il progetto di trasformare Afragola in una grande città, mediante la riunione con Casoria. Nel centro della nuova "grande Afragola" fu inserita una nuova piazza, "piazza Belvedere" (oggi piazza Emanuele Gianturco) con le "quattro vie" (via Roma, via Francesco Russo, corso Enrico De Nicola e via Guglielmo Oberdan) e fu realizzato il "rettifilo", corso Giuseppe Garibaldi, che collegava la nuova piazza con piazza Cirillo al centro di Casoria. Fu inoltre spostata la stazione ferroviaria. All'accorpamento del comune di Casoria in quello di Afragola si oppose tuttavia il cardinale Maglione, originario di Casoria, e il progetto fallì, lasciando ad Afragola un nuovo centro cittadino spostato verso il confine con il comune di Casoria, mentre il vecchio centro storico era stato abbandonato al degrado.


[modifica] Ultimi Ritrovamenti Archeologici

Nel 2005, durante alcuni lavori ferroviari, è stato ritrovato un villaggio, in località Marziasepe, probabilmente di origine micenea o cretese, sepolto dalle ceneri della eruzione del Vesuvio cosiddetta delle Pomici di Avellino risalente a circa 1.800 anni a.C.. Sono venute alla luce capanne, orme, ossa, ma soprattutto vasellame che attesta il periodo a cui si fa riferimento.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti

[modifica] Basilica di Sant'Antonio

La chiesa (basilica minore pontificia) fu eretta in stile barocco a partire dal 1613 con annesso convento dei "Frati minori riformati" dell'ordine francescano, nonostante l'opposizione dei domenicani. Inizialmente dedicata all'Immacolata Concezione e quindi a san Francesco, fu quindi dedicata a sant'Antonio di Padova. L'interno, rivestito di marmi, è a tre navate, con abside e cappelle sul lato sinistro. Il campanile del 1915 è staccato dalla chiesa.

Conserva un miracoloso "Crocifisso del frate Umile da Petralia" e una statua in legno di sant'Antonio da Padova del XVII secolo, collocata in un grande tabernacolo del 1922 entro l'abside. Nella sacrestia un dipinto di Agostino Beltranio con "Apparizione del Bambino Gesù a sant'Antonio" (1630).

Il culto di sant'Antonio ha reso la chiesa un celebre luogo di pellegrinaggio (con festa il 13 giugno), facendo di Afragola la "Padova del sud". Dal 1995 il santuario è gemellato con la Basilica di Sant'Antonio a Padova.

Il convento con il "Collegio Serafico" ospita un'importante biblioteca con oltre 15.000 volumi.

[modifica] Piazza del Municipio

In origine esisteva come piccolo slargo con il nome di "piazza dell'Arco". Vi si affacciava la piccola chiesa di San Nicola di Bari. L'antica universitas, organizzazione degli abitanti che rappresentava la città, che si era riunita inizialmente nella chiesa di Santa Maria della Misericordia (piazza Ciampa), prese in affitto nella prima metà del XVIII secolo alcuni ambienti di "palazzo Tuccillo" in via San Giovanni.

Nel 1860 si decise di abbattere alcuni edifici, compresa la chiesa di San Nicola, tra la via suddetta e il vicolo dell'Arco per creare una piazza antistante; fallite le trattative per l'acquisto del palazzo Tuccillo, una nuova sede municipale fu eretta nel 1870 sul fondo della piazza, ad opera degli architetti Carlo Ciaramella e Francesco Danise.

Sull'attuale piazza si affaccia anche il "palazzo Migliore", del XVII secolo.

[modifica] Castello

Documentato dal 1495, fu probabilmente costruito dopo il 1420 dalla famiglia che deteneva in quel momento il feudo di Afragola (Capace-Bozzuto). Secondo la tradizione fu residenza della regina Giovanna II d'Angiò. Si presenteva in origine come un vasto quadrilatero protetto da quattro torri e circondato da un fossato, più tardi riempito.

Nel 1571 fu venduto alla univesitas", corrispondente all'attuale comune. In stato di degrado fu venduto nel 1726 a Gaetano Caracciolo duca di Venosa, che lo restaurò. Di nuovo in abbandono alla fine del secolo, vi fu installato un orfanotrofio.

Attualmente il castello è occupato dall'"'Istituto suore compassioniste serve di Maria", ed ospita una scuola elementare e materna, gestita dalle suore, e un centro d'accoglienza diurno per ragazzi in difficoltà e un semiconvitto gestiti da una cooperativa sociale.

[modifica] Altre chiese

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria d'Ajello: fondata nel 1190 nella contrada agricola "La Regina", secondo la tradizione inglobando una precedente cappella, fu rimaneggiata nel 1583 (aggiunta delle navate laterali) e nel 1780. In una cripta sotterranea erano ospitate le tombe. Conserva dipinti di Giovan Angelo Criscuolo (tardo Cinquecento), di Alessandro Viola (1695) e di Angelo Mozzillo (1787). Sulla sinistra della chiesa le si accostò tra il 1603 e il 1608 la cappella della "Confraternita dell'Immacolata Concezione", ristrutturata nel 1867. Conserva un dipinto di Girolamo Imparato.
  • Chiesa di San Marco in Sylvis: costruita probabilmente intorno al 1179 fu diverse volte rimaneggiata (in particolare si ebbe un innalzamento del pavimento). Alla costruzione originaria risale probabilmente il campanile. Sul muro esterno dell'abside è inserita la "pietra di san Marco", sulla quale, secondo la devozione popolare si sarebbero seduti in momenti diversi san Marco e san Gennaro. Nel XVII secolo le funzioni parrocchiali furono trasferite alla chiesa parrocchiale di "San Marco all'Olmo" (costruita nel 1615 e ampliata nel XIX secolo), più facilmente accessibile.
  • Chiesa parrocchiale di San Giorgio: eretta tra il 1695 e il 1702 al posto di una precedente cappella. Questa, attestata dal 1131 e rimaneggiata nel 1380 sorgeva nel punto più alto della città e andò distrutta nel terremoto del 1688. La cupola, opera dell'architetto Blasotti fu realizzata nel 1741. Il campanile, di Mario Gioffredo, è del 1772.
  • Chiesa collegiata del Santissimo Rosario: eretta nel 1602 insieme al vicino convento dei domenicani, subì diversi rimaneggiamenti e fu restaurata da ultimo nel 1989 a seguito dei danni subiti nel terremoto del 1980.
  • Chiesa di Santa Maria della Misericordia: edificata alla fine del XV secolo dall'ordine dei servi di Maria, subì radicali rifacimenti nel 1857, nel 1938 e nel 1970.
  • Chiesa di San Giovanni Battista: innalzata presso l'attuale piazza del Municipio tra il XV e il XVI secolo, fu rimaneggiata nel 1784.
  • Chiesa di S. Marco Evangelista, denominata anche S. Marco all' Olmo, fondata nel 1615, con decreto della Curia Arcivescovile di Napoli.
  • Chiesa parrocchiale del cimitero: di stile neoclassico, fu eretta dall'architetto Ferdinando Patturelli nel 1841 nell'ambito della ristrutturazione del cimitero.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo: costruita agli inizi del Novecento.

[modifica] Periodici locali

  • La Vetta, inizi XX secolo
  • La Vela, inizi XX secolo
  • L'eco afragolese, anni '40
  • Il Gazzettino campano, dal secondo dopoguerra al 1986 (fondatore Salvatore Papa)
  • Liburia, anni '70
  • Afragola oggi, dal 1979 (fondato da Giuseppe Cuccurese)
  • MomentoCittà, dal 1986 al 1991
  • Nuova città, dal 1989 (attuale direttore Elsa Diletto)
  • Insieme con..., anni '90
  • Insieme con voi, dal 1992 al 1996
  • Cogito, dal 1994 (fondato da Natale Cerbone)
  • Sud, dal 1994 al 1996 (diretto da Tommaso Travaglino)
  • InformAzione, dal 1997 al 1998 (diretto da Tommaso Travaglino)
  • Il Giovedì, dal 1997 al 2002
  • Area nord, dal 1998 al 2001
  • Prometeo , dal 1999 al 2001 (diretto da Ferdinando Pelliccia)
  • Il Tribuno, dal 2000 (attuale direttore Raffaele Bene)
  • Napoli metropoli, dal 2000 al 2005
  • Inform@città, dal 2001, organo del Circolo degli universitari di Afragola
  • Afragola summer, uscito nell'estate del 2001
  • La Terra di Mezzo, uscito nell'anno 2002 (diretto e fondato da Ferdinando Pelliccia)
  • 10 e lode, uscito nell'anno 2002
  • Dodicipagine, edito dal 2002
  • Asse mediano, dal 2003 al 2004 (diretto da Tommaso Travaglino)
  • L'Urlo, dal 1998 al 2000
  • La Quercia, organo dell'unità di base "Enrico Berlinguer" dei Democratici di sinistra, dal 2003 al 2005
  • Articolo 1, dal 2005, supplemento di Inform@città
  • Articolo 21, dal 2005 (attuale direttore Ferdinando Pelliccia)
  • La Strada (direttore Maria Balsamo)
  • Impegno cristiano
  • Il Confronto
  • Il Confronto nuovo
  • Sud zone, organo della sezione afragolese di Rifondazione comunista
  • Retroterra del Nord, periodico realizzato dall'ufficio stampa del Comune di Afragola
  • Annali del XXVIII distretto, rivista ufficiale del XXVIII distretto scolastico
  • Rassegna storica dei comuni, rivista di storia locale fondata e diretta da Marco Corcione
  • Sant'Antonio in Afragola, periodico dei frati minori presso la basilica di *Sant'Antonio
  • Carpe diem
  • Auto&più
  • I Cento passi a cura di Enzo Gerla, Giovanni A. Forte, Luigi Cerbone (2005-2006)
  • Il Corriere del Mezzogiorno , dal 1986 (fondato da Eduardo Chianese)

[modifica] Feste tradizionali

  • Festa di sant'Antonio di Padova (13 giugno): sebbene il santo non sia il patrono di Afragola (che è invece ufficialmente san Gennaro) viene considerato dagli afragolesi il vero protettore della città. Secondo la tradizione nei giorni precedenti dei carretti giravano casa per casa per raccogliere le offerte in natura per la festa, che venivano infine vendute all'asta. La tradizione della raccolta delle offerte continua tuttora, ma vengono raccolte solo offerte in denaro. La statua del santo, ospitata nella basilica di Sant'Antonio, viene quindi trasportata sul sagrato durante la notte precedente e vengono celebrate messe per tutta la giornata. Si svolgono quindi le processioni che interessano tutto il territorio comunale.
  • "Incendio del campanile": secondo un'antica tradizione ripristinata negli anni 1990 il giorno dell'Assunzione si svolge un grandioso spettacolo pirotecnico che ha come fulcro il campanile della basilica di Sant'Antonio.
  • Festa di San Marco evangelista, patrono del quartiere "Casavico" (meglio noto nella dizione dialettale Casuobbeche), che si tiene il 25 aprile
  • Festa dei fujenti, legata al culto della "Madonna dell'Arco", venerata nell'omonimo santuario del comune di Sant'Anastasia e che fu introdotta nel XIX secolo.

La città è sede del premio "Città di Afragola - Ruggero il Normanno", istituito nel 1990 da Luigi Grillo, divenuto internazionale in occasione della decima edizione. Il premio viene assegnato ogni anno a personalità di rilievo nei campi della cultura, della politica, dell'imprenditoria, delle professioni, o ad autorità religiose e militari, e consiste in una statuetta in argento raffigurante il re normanno a cavallo. Vengono inoltre conferiti premi speciali (medaglia d'oro). Presenziano i discendenti della casa d'Altavilla.

[modifica] Il cibo

La cucina afragolese si inserisce nella tradizione della Campania centro-settentrionale ("cucina napoletana") con alcune varianti (per esempio nella composizione del ragù): ad Afragola non esiste il casatiello dolce, e con questo termine si intende il "casatiello salato", tradizionale durante la Pasqua insieme alla pastiera e alla "pizza di tagliolini", mentre il "tortano" è ancora una pietanza differente.

La pizza, che ha il medesimo impasto – anch'esso lievitato naturalmente – del di quella napoletana, se ne differenzia nella scelta degli ingredienti per i condimenti e nella denominazione delle ricette tipiche. La "pizza fritta" è chiamata qui anche "calzone" per la sua caratteristica forma a mezzaluna; di solito è farcita con ricotta (che nella zona si fa con latte misto di mucca e di bufala), fiordilatte, salame casareccio e pepe nero (a Napoli la si preferisce fare con due dischi sovrapposti e, soprattutto, provola, ricotta e ciccioli, non presenti nella tradizione afragolese).

Il menù delle feste comprende le polpette di San Marco (polpettine di carne suina e bovina con cavolo nero o cappuccio fatte nella borgata di Casavico in occasione della festa patronale), e i croccantini o torroncini di Sant'Antonio, venduti sulle bancarelle in occasione delle celebrazioni per il santo protettore.

Prodotti tipici sono la mozzarella e il fiordilatte di Frattamaggiore.

[modifica] Pietanze tipiche

  • "Pane cafone": fatto di farina poco raffinata, acqua e sale lievitati naturalmente con il cosiddetto crìscito (o crescente), la pasta di risulta. La prima volta che occorre fare il pane viene utilizzata della pasta acida, la cosiddetta "pasta madre". L'impasto così ottenuto viene cotto in forme lunghe, con le punte arrotondate, del peso medio di un chilo a cotto. Il pane viene per lo più prodotto artigianalmente, e ogni forno ha la sua ricetta segreta e il suo sapore: solitamente si presenta, comunque, di colore giallo paglierino o un po' più scuro, non uniforme, con crosta doppia e più esternamente croccante ben salda a una mollica soffice ed elastica. Grazie all'acidità degli agenti di lievitazione si conserva per diversi giorni, anche se perde in croccantezza. Non presenta tagli in superficie, poiché non ne vengono utilizzati per favorire il processo di lievitazione.
  • "Zeppulelle", costituite di farina di grano tenero, nelle friggitorie, o di farina di granoturco grossa e pepe, quelle casalinghe.
  • Cuori di carciofo dorati e fritti.
  • Aceto balsamico tradizionale di Modena
  • Le polpette con la cappoccia: sono polpeppte ripiene di cappoccia (ovvero verza) sono tradizionali della festa di San Marco che si festeggia il 25 aprile

[modifica] Afragola oggi

Nelle zone periferiche del Capomazzo e del Cantariello hanno sede alcune tra le maggiori strutture commerciali del Mezzogiorno (tra cui Ikea e un Ipercoop di Unicoop Tirreno) ed è attualmente in costruzione lo scalo ferroviario dedicato all'alta velocità, progettato da Zaha Hadid. A partire dall'anno accademico 2006-2007 verrà attivato un corso di laurea ("Ingegneria gestionale delle reti di servizi") dell'Università degli studi di Napoli Parthenope, con sede presso il palazzo Cuccurese, appositamente restaurato.

Afragola è tuttavia attanagliata da numerosi problemi sociali, tra i quali l'emergenza rifiuti e gli elevatissimi tassi di inquinamento, l'alto tasso di disoccupazione e la criminalità.

[modifica] Collegamenti e trasporti

[modifica] Ferrovia

La stazione ferroviaria sulla linea Napoli-Roma via Formia (stazione di Casoria - Afragola), costruita nell'ambito del progetto fascista della "grande Afragola", è situata a Casoria in piazza Dante, a circa 2 km dal centro di Afragola (piazza Gianturco).

Nell'ambito della ristrutturazione del nodo ferroviario di Napoli per la ferrovia ad altà velocità, sarà realizzata ad Afragola una nuova stazione, progettata dal noto architetto Zaha Hadid e finanziata in maggioranza con fondi pubblici, stanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti , con il coinvolgimento delle società "Treno Alta Velocità" e "Italferr" (società di ingegneria del gruppo delle "Ferrovie dello Stato") per conto di "Rete Ferroviaria Italiana". La stazione rientrerà nel circuito gestito da "Grandi Stazioni", la società del gruppo che si occupa della gestione dei maggiori scali ferroviari italiani, mentre il traffico treni sarà gestito da "Trenitalia" ("divisione passeggeri" per i treni a lunga e media percorrenza e "divisione trasporto regionale", "MetroNapoli" e "Circumvesuviana" (ex "SFSM" - "Strade ferrate secondarie meridionali"). Al trasporto regionale saranno dedicati due binari e altri due ai collegamenti della CircumVesuviana.

[modifica] Autostrade e strade statali

La città è collegata alla rete autostradale dal casello di "Napoli nord" della Milano-Napoli (A1), che prosegue verso sud con Napoli-Reggio Calabria (A3). Dalla A1sono raggiungibili i vicini allacci per la Napoli-Canosa (A16) e per la tangenziale di Napoli (A 56) verso Pozzuoli.

Il casello della A1 "Napoli - Asse mediano" (o "Acerra-Afragola"), più a nord, si collega alla strada a scorrimento veloce Afragola-Acerra (conosciuta con la denominazione di "asse mediano"), tratto della SS 162 "della Valle Caudina", la quale collega la SS 7 "Appia" e la SS 7 bis "Terra di Lavoro" verso l'interno, con la SS 7 quater "Domiziana" lungo la costa. Afragola è collegata inoltre alla SS 87 "Sannitica", che porta verso Caserta e verso la SS 265 "dei ponti della Valle".

[modifica] Autobus

Esistono linee di autobus extraurbani della "Compagnia Trasporti Pubblici" ("CTP") verso Napoli e verso Caserta, integrate da collegamenti specifici per l'utenza scolastica verso i comuni limitrofi. La "Società consortile trasporti afragolesi", a capitale misto, dovrebbe gestire il trasporto pubblico urbano, ma ha attivato solo un servizio di scuola-bus.

[modifica] Sanità

Se da un lato esiste un alto numero di medici rispetto alla popolazione, dall'altro è presente solo un punto di primo soccorso, mentre non sono disponibili posti letto per il ricovero. L'azienda sanitaria locale "NA/3", comprendente circa la metà dei comuni dell'"area a nord di Napoli" (gli altri rientrano nel territorio di competenza delle ASL "CE/2" e "NA/4"), gestisce un solo presidio ospedaliero, situato a Frattaminore, mentre altri ospedali pubblici sono a Napoli e Aversa e una clinica convenzionata con il servizio sanitario è presente a Casoria e una rilevante struttura privata ad Acerra.

[modifica] Disagio sociale

Tra gli abitanti dell'antico centro storico (appartenenti agli strati sociali più bassi della popolazione, a cui si aggiunge una numerosa comunità di immigrati, in buona parte irregolari) resta ancora ai massimi livelli italiani l'indice di disoccupazione ed è diffuso il lavoro nero.[citazione necessaria]

Il nuovo centro residenziale, costruito in applicazione della legge 219/1981 dopo il terremoto del 1980 tra le località Salicelle e Quattrovie (periferia nord-occidentale della città) e popolato quasi esclusivamente da famiglie provenienti da altri comuni, in larga misura Napoli, è teatro stabile di scippi, furti, rapine, evasione scolastica. Il trasferimento della stazione dei carabinieri in loco e la presenza di altre istituzioni di rilievo (sezione staccata di tribunale, motorizzazione civile, vigili del fuoco) ha contribuito tuttavia a ridurre il fenomeno.

[modifica] La presenza della camorra

Come in molte città dell'hinterland napoletano, si registra anche la presenza del quartier generale di un clan camorristico tra quelli ritenuti più attivi della Campania. Anna Mazza, il suo massimo esponente, è stata la prima donna in Italia ad essere indagata, e poi condannata, per il reato di associazione a stampo mafioso. Nel 1999 il consiglio comunale fu sciolto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'Interno, per infiltrazioni dell'organizzazione malavitosa nella gestione della macchina comunale, rilevate da una commissione d'accesso inviata dalla Prefettura, in seguito riabilitato dalla sentenza del Tar che ha ritenuto i fatti contestati per lo scioglimento non sufficienti. Nel 2005 l'ammnistrazione in carica, con decisione del Ministero dell'interno del 25 ottobre 2005, è stata sciolta perché gli accertamenti svolti dalla Commissione di Accesso" hanno avvalorato "l'ipotesi della sussistenza di fattori di inquinamento dell'azione amministrativa dell'ente locale a causa dell'influenza della criminalità organizzata". Questa volta nessuna riabilitazione: sia il Tar che il Consiglio di Stato rigettano il ricorso presentato dall'amministrazione sciolta. Essendo operativo stabilmente un solo clan si verificano faide molto più raramente che altrove, ma questo di sicuro non può essere considerato un vanto.

[modifica] Persone

Per approfondire, vedi la voce Nati ad Afragola.

[modifica] Amministrazione

[modifica] Dettaglio dati ISTAT

  • altitudine minima 22 m s.l.m.
  • altitudine massima 65 m s.l.m.
  • altitudine media 43,5 m s.l.m.

Popolazione per singolo centro o nucleo abitato

  • Afragola (altitudine media 43 m) 61.507 abitanti
  • Capo Mazzo (altitudine media 25 m) 200 abitanti
  • Masseria Santa Teresa (altitudine media 26 m) 226 abitanti
  • Murillo Fatigati (altitudine media 24 m) 88 abitanti
  • case sparse 298 abitanti

Nota: gli abitanti di Saggese sono ricompresi in quelli del capoluogo.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Castaldi, "Memorie storiche del comune di Afragola".
  • Bartolomeo Capasso, "Monumenta ad Neapolitani ducatus Historiam pertinentia", Napoli, 1892.
  • Domenico Chianese, "I casali antichi di Napoli", Napoli 1938
  • Angelo Giacco, "Etimologia della parola Afragola", in "L'Eco Afragolese", 1946.
  • Gaetano Capasso, "Afragola. Origini, vicende e sviluppo di un “casale” napoletano", Athena Mediterranea, Napoli 1974

[modifica] Voci correlate

Le porte di Napoli

[modifica] Collegamenti esterni

Afragola su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Afragola")
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