Regi Lagni

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Regi Lagni
Stato Italia Italia
Regioni Campania Campania
Lunghezza 56 km
Bacino idrografico 1095 km²
Sfocia Mar Tirreno, tra la foce del Volturno ed il Lago di Patria

I Regi Lagni sono un reticolo di canali rettilinei, perlopiù artificiali, il cui bacino si estende nel territorio italiano per un'area di circa 1.095 km² attraversando le province di Caserta, Avellino, Napoli e Benevento e 99 comuni, per un numero di abitanti equivalenti (sia d'ambito civile che industriale) pari a circa 2.796.360.[1]

Classificati dal d. lgs. 152/99 come corpo idrico artificiale[2], i Regi Lagni raccolgono acque piovane e sorgive convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km da Nola verso Acerra, Brusciano, Pomigliano d'Arco, Afragola e quindi al mare, tra la foce del Volturno ed il Lago di Patria, estendendosi lungo 110 000 ettari pianeggianti dalle grandi qualità agrarie delimitati a nord-ovest dal litorale domizio e dal bacino del Volturno, a sud-est dall'area casertano-nolana e a sud-ovest dai Campi Flegrei.

Indice

Storia [modifica]

I Regi Lagni sono frutto di un'opera di canalizzazione e bonifica avviata dal viceré spagnolo Pedro Fernández de Castro nel 1610 e terminata nel 1616 per porre fine ad un problema che da secoli attanagliava la Campania Felix: le frequenti inondazioni del fiume Clanio[3] che tormentavano le popolazioni locali e impedivano lo sviluppo urbanistico sin dall'epoca pre-romana. Il primo lagno costruito fu il "Lagno Vecchio".

Etimologia [modifica]

La designazione "lagni", generalmente attribuita a una deformazione dell'idronimo "Clanio", sembra essere in realtà la forma generalmente assegnata in area campana a corsi d'acqua contraddistinti da caratteristiche ricorrenti, a sua volta rientrante in un'antica designazione idronimica che ha riguardato l'intera penisola. In questo modo sarebbe il Clanio a essere un lagno (sia pure molto noto anche grazie alla citazione riservatagli da Virgilio) per caratteristiche sue proprie e non i lagni (anche quando poco noti) a dovere il nome al Clanio. In questa prospettiva il nome "lagni" appare compatibile, in chiave storico-linguistica, con "Clanio", anticamente Clanis, essendone un'evoluzione pienamente possibile nell'area di pertinenza[4].

Il degrado odierno [modifica]

La qualità delle sue acque ad oggi è classificata, secondi i criteri del d. lgs. 152/99, allo stato di qualità ambientale "pessimo"[1], il peggiore, che indica, come descritto nell'allegato 1, quanto segue[5]:

« I valori degli elementi di qualità biologica del tipo di corpo idrico superficiale presentano alterazioni gravi e mancano ampie porzioni delle comunità biologiche di norma associate al tipo di corpo idrico superficiale inalterato.

La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è in concentrazioni da gravi effetti a breve e lungo termine sulle comunità biologiche associate al corpo idrico di riferimento. »

I Regi Lagni sono oggi delle vere e proprie fogne a cielo aperto, in collegamento coi pozzi utilizzati per irrigare i vicini campi, che convogliano a mare diventando una delle principali fonti di inquinamento del litorale domitio.

Bonifica e riqualificazione del territorio [modifica]

La Regione Campania, con la delibera di giunta regionale n. 1344 del 6 agosto 2009, ha stanziato 50 milioni di euro per un piano d'azione di chiusura o risanamento ambientale e riqualificazione dei Regi Lagni.

Al 2010 molti dei Regi Lagni sono stati chiusi o bonificati.

Note [modifica]

  1. ^ a b Dal sito dell'ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente).
  2. ^ Vedi punto 1.1.5 dell'allegato 1 del D.Lgs. 152/99.
  3. ^ Il cui nome è compatibile con un esito come lagno.
  4. ^ Alberto Manco, "The Italian hydronym ‘lagno'", pre-print at http://openarchive.unior.it/156/1/The_Italian_hydronym_lagno.pdf.
  5. ^ Allegato 1 al decreto legislativo 152/99, Tabella 2, Sezione 2.1.3 Stato Ambientale.

Voci correlate [modifica]