Torre Annunziata

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Torre Annunziata
comune
Torre Annunziata – Stemma Torre Annunziata – Bandiera
Torre Annunziata – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Giosuè Starita (UDC) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°45′00″N 14°27′00″E / 40.75°N 14.45°E40.75; 14.45 (Torre Annunziata)Coordinate: 40°45′00″N 14°27′00″E / 40.75°N 14.45°E40.75; 14.45 (Torre Annunziata)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 7,33 km²
Abitanti 43 699[3] (31-12-2010)
Densità 5 961,66 ab./km²
Frazioni Cipriani, Rovigliano, Sannino, Terragneta
Comuni confinanti Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Pompei, Torre del Greco, Trecase
Altre informazioni
Cod. postale 80058
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063083
Cod. catastale L245
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 123 GG[4]
Nome abitanti torresi, oplontini[1] e nunziatesi[2]
Patrono Madonna della Neve
Giorno festivo 22 ottobre (Festa Votiva)
5 agosto (Festa patronale)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torre Annunziata
Posizione del comune di Torre Annunziata nella Provincia di Napoli
Posizione del comune di Torre Annunziata nella Provincia di Napoli
Sito istituzionale
Un affresco negli Scavi di Oplonti
Dipinto di Torre Annunziata del 1905 di Oswald Achenbach
« Pranzammo a Torre Annunziata con la tavola disposta proprio in riva al mare.
Tutti coloro erano felici d'abitare in quei luoghi, alcuni affermavano che senza la vista del mare sarebbe impossibile vivere. A me basta che quell'immagine rimanga nel mio spirito.
 »
(Wolfgang Goethe, 13 marzo 1787, da Viaggio in Italia)

Torre Annunziata (Torr'Annunziata in napoletano) è un comune italiano di 43.699 abitanti[5] della provincia di Napoli in Campania. È il terzo porto della Campania[6], è stazione termale (Terme Vesuviane) e balneare[7] con la Marina del Sole, la Marina della Salera, la Marina di Rovigliano, le località Oncino e Scogli di Prota. È stato un importante centro industriale dal periodo della rivoluzione industriale ai giorni nostri. Fu la capitale dell'arte bianca con centinaia di pastifici presenti sul territorio fino al secondo dopoguerra, con un'azienda ancora attiva[8]. Sede di importanti industrie metalmeccaniche e siderurgiche, tanto da essere appellata sia la Manchester del Sud che la Sesto San Giovanni del Mezzogiorno, oggigiorno operano aziende dell'industria nautica e dell'industria farmaceutica. Fa parte dell'area metropolitana di Napoli e del Parco regionale del fiume Sarno. Fu sepolta con Pompei ed Ercolano dall'eruzione del Vesuvio del 79. Dal 1997 l'area archeologica di Torre Annunziata è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Torre Annunziata panorama.jpg

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Panorama di Torre Annunziata dal molo di levante del porto

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Torre Annunziata sorge sul Golfo di Napoli, estendendosi da ovest ad est per una lunghezza di circa sei chilometri, in una piccola insenatura compresa tra Capo Oncino e lo scoglio di Rovigliano. È situata alle pendici del Vesuvio che la chiude a nord, nella cosiddetta zona rossa[9], quella a maggior rischio di catastrofe nel caso di ripresa dell'attività eruttiva. Già abitata nell'età imperiale con il toponimo di Oplontis, e distrutta nel 79 d.c., riprese a svilupparsi solo dopo un millennio. La città moderna fu fondata il 19 settembre 1319 ed il primo nucleo cittadino si sviluppò intorno alla chiesa dell'Annunciata. Il territorio è completamente pianeggiante ed è costituito principalmente da materiale vulcanico eruttato dal Vesuvio nel corso dei secoli, ne è testimone l'arenile completamente composto di sabbia nera.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Torre Annunziata ha un clima tipicamente mediterraneo, con temperature estive che oscillano tra i 18 ed i 29 gradi, mentre le medie invernali sono comprese tra i 7 ed i 14 gradi. Essendo posta in riva al mare è molto ventilata dalle correnti marine ed è ben protetta dal massiccio del Vesuvio dai venti freddi che provengono dall'entroterra campano.

Torre Annunziata Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13 13 14 18 22 26 29 29 26 22 17 14 13,3 18 28 21,7 20,3
T. min. mediaC) 7 7 8 11 14 18 20 20 18 15 12 9 7,7 11 19,3 15 13,3
Precipitazioni (mm) 69 57 57 39 34 16 24 38 48 70 102 87 213 130 78 220 641
Giorni di pioggia 10 11 10 9 7 5 2 3 7 10 11 13 34 26 10 28 98
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 10 10 8 6 4 3 4 6,7 9,7 6 6,6
  • Classificazione climatica: zona C, 1123 GG[10]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età antica: Lo splendore di Oplontis[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oplontis.
Oplontis sulla Tabula Peutingeriana

Località segnata sulla Tabula Peutingeriana con la simbologia usata per i siti termali. I primi abitanti della costa vesuviana e della valle del Sarno furono i Sarrastri mescolati ai Pelasgi, poi gli Osci. Nell'VIII secolo a.C. seguirono i Greci e poi gli Etruschi. Verso la fine del V secolo iniziò in Campania la dominazione dei Sanniti, spazzata via dai Romani solo nell'89 a.C.

Età medievale: la Sylva Mala e il Nemus Regalis[modifica | modifica sorgente]

Tardo Antico e Alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

L'eruzione del Vesuvio del 79 distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio durante il quale comparve una fitta vegetazione, il luogo fu così denominato, Sylva Mala, poiché infestata da belve e ladroni. Il territorio fu altresì razziato da Genserico (da qui il culto della Festa dei Gigli di Nola); subì devastazioni durante la Guerra gotica (535-553) e le incursioni dei Saraceni, che saccheggiarono il monastero di Rovigliano nel 989. Verso l'anno 1000 si ebbero alcuni stanziamenti di abitanti presso il mare, dediti alla pesca e all'agricoltura, che man mano ripopolarono tutta la zona. E i boschi del sito divennero riserva reale di caccia. Il quartiere Terravecchia è sorto sul territorio di Sylva Mala (poi "Bosco delle tre Case") e il quartiere Grazie in quello di "Nemus Regalis" (Bosco Reale) e il quartiere Annunziata al centro tra i due da cui era separato da due rii.

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

Il 19 settembre 1319, Carlo d'Angiò donò con diploma emesso in Aversa per Don Bartolomeo di Capua Ministro di Stato e Protonotario del Regno, quattro moggia di terra a dei fedeli, Guglielmo di Nocera, Puccio Franconi di Napoli, Andrea Perrucci di Scafati, Matteo di Avitaya (Avitabile) che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio nel luogo detto "La Calcarola".

Turris Sanctissima Annunciatae de Scafata[modifica | modifica sorgente]

Con la dinastia Angioina, Raimondo Orsini del Balzo conte di Nola fece costruire una prima Torre per la difesa. Tutto il casale (uno dei 33 casali di Napoli) prese, quindi, il nome di "Torre dell'Annunciata" e si sviluppò a fianco di quello di "Terra Vecchia", a nord, parte dello Stato di Valle, feudo dei Piccolomini. Nel periodo Aragonese (1415) la regina Giovanna II d'Angiò donò il Casale e parte della Sylva Mala, in feudo a un amalfitano, Conte Nicolò D'Alagno o d'Alagna o Alaneo, come scritto nell'epigrafe sotto l'arma, posto sul muro dello scalone lateranense (Arma Magnifici Militis Nicolai de Alaneo de Napoli Senatoris MCCCCVIII) primo feudatario (padre di Lucrezia favorita del re Alfonso d'Aragona), che costruì una seconda Torre ben più robusta.

Età moderna: Due feudi, due Principi[modifica | modifica sorgente]

Lapide dei toponimi in piazza Nicotera

Torre Nunziata[modifica | modifica sorgente]

Al dominio come feudo rustico della famiglia d'Alagna (1419-1512) succedettero i Galluccio di Tora (1512-1517), gli spagnoli de Bucchis italianizzato in Bucca (1517-1592-1608), i franco-normanni Tuttavilla conti di Sarno (1592- 1614). Nel XVII secolo si susseguirono le famiglie romane dei Colonna principi di Gallicano e duchi di Zagarolo (1624-1653) e dei Barberini principi di Palestrina (1662-1705) che comprano all'asta il 26 dicembre 1662. Ultimi feudatari i toscani Massarenghi (1705-1714) e gli amalfitani Dentice del Pesce principi di Frasso (1714-1806). Il feudo si estese furono costruiti mulini e la Real Zecca alla foce del Canale del Sarno (1597, consulente l'architetto Domenico Fontana) per sfruttare le sue acque.

Torre dell'Annunciata[modifica | modifica sorgente]

Il feudo di Torre Annunziata era completamente circondato dallo Stato di Valle dei principi Piccolomini in continuum abitativo territoriale e le dispute sui confini si protrassero per secoli. La borgata di Torre dell'Annunciata si ampliò urbanisticamente con la costruzione, prima di nuove chiese e poi di case e opifici, la Real Polveriera (1652). L'eruzione del Vesuvio del 1631 distrusse quasi completamente tutta la zona e le borgate, ma la ricostruzione iniziò subito, richiamando gente principalmente dalla costiera Sorrentina e da tutte le parti d'Italia, finanche dall'estero. Carlo III, diede un importante impulso industriale facendovi costruire nel 1758 la Real Fabbrica d'armi (che vide luce grazia prima a Francesco Sabatini, della scuola vanvitelliana e poi a Ferdinando Fuga), la Real Ferriera (1791), che si affiancò allo sviluppo dei mulini e dei pastifici per l'afflusso sempre maggiore di popolazione, segnando così l'inizio dell'Ottocento, secolo d'oro della città.

Età contemporanea: Gioacchinopoli[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Gioacchino Murat. Dal 1810 al 1815, Torre Annunziata tramutò il nome in Gioacchinopoli.

Gli anni d'oro[modifica | modifica sorgente]

Dal 1810 al 1815 Torre Annunziata divenne Gioacchinopoli (fusione dei casali di Torre Annunziata e Terravecchia), regnando a Napoli Gioacchino Murat; nel 1806 sotto il regno di Giuseppe Bonaparte cessò ogni dominio feudale.

Nel 1842 sotto la restaurazione borbonica si prolungò la ferrovia da Portici fino a Torre Annunziata. Con il Regno d'Italia, fu prolungata fino in Calabria. Nel 1871, furono terminati i lavori del porto e dello scalo marittimo delle ferrovie. Si ebbe un notevole sviluppo commerciale con importazione di grano e carbone, e un'esportazione mondiale di paste alimentari. Si aggregarono al comune di Torre Annunziata le frazioni Oncino e Grazie. Alla fine dell'Ottocento Torre Annunziata era un immenso pastificio che assorbiva il 60% della forza lavoro. Nel 1887 nasce la Ferriera del Vesuvio e nel 1898 la Circumvesuviana. Le attività industriali fiorirono fino alla seconda guerra mondiale, nonostante le eruzioni del Vesuvio del 1906 e la prima guerra mondiale.

La Grande Torre Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Il 13 aprile 1928 si costituì il comune autonomo di Pompei, Torre Annunziata cedette le frazioni La Civita di Valle e Pontenuovo, ovvero l'intero territorio degli Scavi archeologici di Pompei fino al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il 1943 fu l'anno della crisi dell'"arte bianca". Nel 1946 i comuni di Boscotrecase e Boscoreale, aggregati in precedenza alla "Grande Torre Annunziata", seconda città della Campania per popolazione e sviluppo, riottennero l'autonomia, la richiesta di compensazione territoriale con l'aggregazione delle frazione Santa Maria La Bruna (Torre del Greco) e di Trecase, all'epoca frazione di Boscotrecase non ebbe esito.

Stemma Stemma
Stemma
Gonfalone

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta, dagli ambienti della malavita torrese e non solo, fu portato a compimento l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani. L'intervento pubblico a partire dagli anni novanta per fronteggiare la crisi economica e sociale che ha riguardato l'intera area con la chiusura dei principali stabilimenti localizzati a Torre Annunziata si è espresso attraverso la Programmazione negoziata, ovvero la stipula con le parti sociali di un Contratto d'Area "Torrese-Stabiese" al fine di riutilizzare le aree industriali dismesse con nuove iniziative imprenditoriali e fronteggiare la disoccupazione a livello locale. Il contratto d'area è stato gestito dalla TESS[11] che attualmente, divenuta agenzia di sviluppo locale, si occupa di un'area più vasta denominata "Costa del Vesuvio" che unisce l'area torrese-stabiese e quella attigua precedentemente interessata dal Patto territoriale del Miglio d'Oro.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

D'azzurro al castello al naturale, aperto di nero, merlato alla guelfa e fiancheggiato da due torri finestrate di nero e parimenti merlato, terrazzato sulla pianura di verde attraversata in palo dalla strada di accesso al naturale. Il tutto sormontato da una stella d'argento a cinque punte.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Regio Decreto 10 settembre 1936[12]»

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • 21 gennaio: anniversario dello "Scoppio" dei carri ferroviari carichi di armi del 1946 (distruzione del Borgo marinaro, primo nucleo cittadino)
  • 19 febbraio: anniversario della nascita di "Gioacchinopoli" (1810)
  • 22 febbraio: anniversario dell'aggregazione delle frazioni Oncino e Grazie a Torre Annunziata (1877)
  • 19 settembre: anniversario della fondazione del villaggio marinaro di Torre Annunziata (1319)
  • 4 dicembre: Santa Barbara patrona della Fabbrica d'Armi, ricorrenza (religiosa e militare)
  • 22 ottobre: Festa della Madonna della Neve (Santo Patrono 1822)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiese cattoliche nell'Arcidiocesi di Napoli[modifica | modifica sorgente]

Quartieri Terravecchia, Fuori Porta e Oncino:

Chiese cattoliche nella Diocesi di Nola[modifica | modifica sorgente]

Quartieri Annunziata, Grazie, Carminiello:

Chiese di altri culti[modifica | modifica sorgente]
Arciconfraternite e Cappelle[modifica | modifica sorgente]

Quartiere Annunziata:

Borgata del Principio:

  • Cappella di Santa Maria del Principio XVI secolo

Quartiere Terravecchia:

Monasteri e Conventi[modifica | modifica sorgente]

Quartiere Annunziata:

  • Ex Convento dei Celestini (1448 poi Orfanotrofio Comunale, fa parte del complesso monumentale della Basilica Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve)

Borgata del Principio:

Quartiere Terravecchia:

Edicole votive[modifica | modifica sorgente]

Le edicole votive, talvolta veri tempietti sono oltre cento, tra quelle affrescate, maiolicate, in cotto, in bronzo, contenenti statuine e dipinti.

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

  • Cimitero Comunale, costruito nel 1830 e benedetto nel 1832
  • Cappella dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (1856)
  • Ex Cappella de La Ville Sur Yllôns
  • Cappella dell'Arciconfraternita dei SS. Agostino e Monica (Carmine Vecchio e Nuovo) (1871)
  • Cappella del Rosario (1861)
  • Cappella della Congrega del Suffragio (1863)
  • Ipogeo della Cappella della Pietà
  • Ipogeo di Santa Maria delle Grazie
  • Ipogeo di Santa Maria Addolorata

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi, Ville, Masserie[modifica | modifica sorgente]

Quartiere Annunziata:

  • Palazzo della Taverna Grande alla Marina

Quartiere Grazie:

  • Palazzo del Principe di Genzano - de Marino (già Taverna di Basso, detto "Palazzo della Caccia al Bufalo")
  • Masseria Grande della Baronal Corte, detta del Gioco
  • Villa Fiorenza
Palazzo Criscuolo

Quartiere Terravecchia:

Quartiere Fuori Porta:

  • Palazzo delle Regie Scuderie, già "Regia Posta in Porta Napoli", denominato anche "Lo Stallone"
  • Palazzo e Villa Storta - Rota, complesso formato da tre edifici, "Villa monte Parnaso" (XVI secolo) e "Palazzo e Villa Avallone" (XVIII secolo), edificate nei pressi della "Villa di Caio Siculi" (I secolo d.C.)
  • Palazzo Coccoli
  • Palazzo delle Terme Manzo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Palazzo Pagano e Cirillo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Villa Vitelli

Quartiere Boscomonaco:

  • Villa Cardola
  • Palazzo Ferrara
  • Palazzo Castellano

Quartiere Oncino:

  • Villa Carlotta Rossi Filangieri
  • Villa, Teatro e Cappella, Carlo Rossi Filangieri
  • Villa Luisa Faraone Mennella
  • Villa Pagano
  • Villa Lettieri
  • Villa Jovino
  • Villa Colavolpe
  • Villa Imperato
  • Masseria Imperato
  • Villa Lauritano (1845), in località Scogli di Prota

Teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzina dei Concerti Rossi Filangieri (poi Villa Tiberiade)
  • Teatro Metropolitan (già Terzo Ordine del Molini del Conte)
  • Teatro Moderno
  • Teatro Politeama
  • Opera dei Pupi-Teatro Corelli

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torri, Castelli[modifica | modifica sorgente]

Quartiere Annunziata:

Contrada La Torretta:

  • Torretta de' Sena (XV secolo)

Quartiere Grazie:

Quartiere Oncino:

  • Fortino dell'Oncino - Villa Guarracino (già "Teresa Rossi Filangieri ")

Quartiere Rovigliano:

  • Torre di Rovigliano (XV secolo, ruderi del Real Fortino di Rovigliano, costruito con i laterizi della preesistente Abbazia)

Opifici militari[modifica | modifica sorgente]

Luoghi d'interesse dell'archeologia industriale[modifica | modifica sorgente]

Strade e piazze principali[modifica | modifica sorgente]

  • Strade:

Corso Umberto I, Via Gino Alfani, Via Vittorio Veneto, Via Carlo Poerio, Via Vincenzo Gambardella, Via Pasquale Fusco, Via Caravelli, Via Prota, Corso Vittorio Emanuele III, Via Roma, Corso Giuseppe Garibaldi, Via dei Mille, Via C. E. Maresca, Traversa Maresca, Via Vesuvio, Via Epitaffio, Via Sepolcri, Via Alfredo Simonetti, Via Giuseppe Tagliamonte, Viale Guglielmo Marconi, Viale Cristoforo Colombo, Via Porto, Via Riviera Caracciolo, Via d'Angiò, Via Dogana, Via Diodato Bertone, Via Castello, Via Roma, Viale Manfredi, via Plinio, Via Terragneta e Rampe Vito Nunziante.

  • Piazze:

Piazza Ernesto Cesàro, Piazza Giovanni Nicotera, Piazza Giacomo Matteotti, Piazza Cesare Battisti, Piazza Enrico de Nicola, Piazzale Gargiulo già Kennedy, Piazza Matteo Renato Imbriani, Piazza Risorgimento, Piazza Giovanni XXIII della Pace, Largo Fabbrica d'Armi, Largo Ferriera Vecchia, Piazza Paolo Morrone, Largo Genzano.

Monumenti e altri beni culturali[modifica | modifica sorgente]

Monumenti:

Il Monumento ai Caduti
  • Monumento ai Caduti della Grande Guerra, opera in bronzo dell'architetto Francesco Jerace, risalente al 1929 realizzato nelle fonderie Chiaruzzi e inaugurato il 19 gennaio 1930 in piazza Ernesto Cesàro, cura gestita dall'A.N.M.I.L.[13]
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre

Monumenti funebri:

  • Sepolcro di Nicola I d'Alagno, padre di Ugo d'Alagno conte di Borrello e di Lucrezia, opera in marmo di Jacopo della Pila, risalente alla seconda metà del XV secolo.

Lapidi:

  • Bando di Re Ferdinando IV di Borbone, lapidi in marmo affisse sulla via promiscua tra due feudi, risalenti al 28 aprile 1785
  • Lapide commemorativa eruzione 1906

Statue:

Busti:

  • Busto di Michelangelo Cattori
  • Busto di Ernesto Cesàro
  • Busto di Gino Alfani
  • Busto dell'avvocato Manfredi
  • Busto del Capitano Amedeo Iovane
  • Busto di Afredo Simonetti
  • Busto di Carlo Nunziante Cesàro

Aree verdi cittadine:

  • Villa Comunale, realizzata tra il 1928 - 1933, caratterizzata da altissime palme d'epoca coloniale, e dall'autoctona palma nana
  • Ex Villa Comunale Santa Lucia, zona portuale, passeggiata rialberata. Si sono perse le tracce della "Cassa Armonica"
  • Giardini pubblici in piazza Ernesto Cesàro, piazzale Gargiulo, piazzetta Enrico de Nicola, piazza Giacomo Matteotti, piazza Cesare Battisti, via Caravelli
  • Parco delle "Villa monte Parnaso" (ex "Cristo Re"), giardino all'italiana rustico (frutteto, agrumeto, e uliveto) e giardino all'inglese
  • Parco di Villa Guarracino, bosco mediterraneo, polmone verde della città.
  • Parco della Palazzina dei Concerti, pineta
  • Lido Azzurro, palmeto tropicale e giardino esotico

Siti d'interesse archeologico: Ville romane, Terme[modifica | modifica sorgente]

Affresco della Villa di Poppea
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scavi archeologici di Oplonti.

Nell'area di Torre Annunziata sono stati rinvenute diverse costruzioni risalenti all'epoca romana segni dell'antica città di Oplontis: i primi scavi sporadici iniziarono nel XVII secolo anche se la fase più consistente si avrà solo a partire dal 1968. Sono state riportate alla luce diverse costruzioni tra cui una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana, risalente al I secolo a.C. e presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani: in particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce un'altra imponente costruzione rustica d'epoca romana, chiamata villa di Lucio Crasso Tertius, tra le cui mura sono stati rinvenuti gioielli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa: la villa non aperta al pubblico. Si conosce inoltre la presenza di un ulteriore villa, quella di Lucio Crasso Tertius, rinvenuta durante la costruzione della ferrovia Napoli - Salerno, in seguito nuovamente sotterrata ed oggi ancora interrata.

Nella zona inoltre è possibile riconoscere altri tipi di ritrovamenti come i ruderi delle terme di Marco Crasso Frugi, situati nei pressi delle attuali terme Vesuviane oppure Saline Erculee, poste lungo la costa verso la foce del fiume Sarno: qui sorgeva il pago delle saline, cioè il sobborgo delle cave di sale. Dal 1997 il sito archeologico di Oplontis è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO

  • Villa di Poppea
  • Villa di Lucio Crasso Tertius
  • Villa di Caio Siculi

Antiche Terme:

  • Terme del console Marco Crasso Frugi (64 d.C.), visibili i ruderi lungo la via Litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane.
Le Terme Vesuviane
L'isolotto di Rovigliano

Terme[modifica | modifica sorgente]

  • Terme Vesuviane, già Terme Nunziante e Terme Nunziante-Manzo, fondate dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme.
  • Terme Manzo, site all'angolo tra via Vesuvio e corso Umberto I, poi trasformate in pastificio, resta ancora l'iscrizione sulla facciata del palazzo.
  • Terme Montella, site al corso Umberto I, poi trasformate in molino e pastificio, eclettica la facciata del palazzo, scomparsa la torretta esagonale.
  • Terme Filangieri

Acque minerali[modifica | modifica sorgente]

  • Acqua Santa Lucia (Villa Comunale S. Lucia al molo di Levante)
  • Acqua Filangieri (Terme Filangieri)
  • Acqua Cestilia (Terme Manzo)
  • Acqua Nathanson Duché & Co. (Ferriera del Vesuvio)
  • Acqua Dati (Pastificio Dati)
  • Acqua Minerva (Pastificio Jennaco)
  • Acqua Vesuviana Nunziante (Terme Vesuviane)
  • Acqua Oplontina (Pastificio Orsini)
  • Acqua Montella (Terme Montella)

Luoghi d'interesse ambientale e paesaggistico[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2007 a Torre Annunziata risultano residenti 313 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono:[15]

  1. Ucraina, 169
  2. Polonia, 26
  3. Bulgaria, 22

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni, leggende e folclore[modifica | modifica sorgente]

Maria SS. Della Neve[modifica | modifica sorgente]

Un'antica tradizione narra che nel XIV secolo alcuni pescatori torresi videro una cassa galleggiare sulle onde del mare presso lo scoglio di Rovigliano; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un'icona di Maria. L'immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù. Poiché nello spazio di mare in cui fu trovata la sacra immagine si trovavano anche alcuni pescatori della vicina Stabia, questi pretendevano che l'icona fosse trasportata nella loro città perché era stata ritrovata in acque stabiesi.

Si accese una lite che si risolse con l'assegnazione dell'icona da parte di un magistrato del tempo ai pescatori oplontini. L'immagine fu trasportata nella chiesetta della SS. Annunziata. Non avendo un segno o una scritta che indicasse il nome dell'icona, il popolo torrese decise di attribuirle il nome di S. Maria ad Nives poiché il ritrovamento si era verificato il 5 agosto, giorno dedicato alla Vergine in ricordo della neve prodigiosa caduta a Roma nell'anno 352 sul colle Esquilino, dove sarebbe poi sorta la basilica di Santa Maria Maggiore. Nel 1448 il conte Nicola D'Alagno senior fece erigere l'attuale chiesa di Ave Gratia Plena che fu affidata, con un annesso convento, ai Padri celestini. La sacra immagine, tenuta per lungo tempo nascosta, fu trasferita nella nuova chiesa. Nell'ottobre del 1872, nel corso del restauro, si scoprì la vera, antica immagine della Madonna, quale oggi si vede. All'icona, infatti, era stata sovrapposta un'altra immagine su tela. Si suppone che la copertura sia avvenuta nel periodo in cui la Madonna fu tenuta nascosta, presumibilmente in occasione del restauro del 1743. La chiesa dell'Annunziata è considerata la culla del popolo torrese, molto devoto al culto mariano.

Opere attribuite alla Madonna della Neve[modifica | modifica sorgente]

La pietà popolare ha ripetutamente attribuito all'intercessione della Madonna della Neve il buon esito di vicende drammatiche occorse nella storia cittadina. Nel caso, ad esempio, delle incursioni piratesche guidate da Ariadeno Barbarossa (1534), da Dragut Rais (1549), dal Pascià Mustafà (1558) e della spedizione del Duca di Guisa (1615) gli aggressori, dopo aver messo a sacco le città litorali del golfo, fallirono nei loro piani di assoggettare Torre Dell'Annunciata, la cui salvezza era stata implorata dal popolo alla Madonna.

Allo stesso modo durante la lunga carestia del 1764 i torresi stremati ricorsero a Maria: si narra che una nave carica di grano di cui erano sconosciuti la provenienza e il padrone approdò nel porto oplontino. Di nuovo nel 1777 le campagne cittadine erano arse per la siccità che si prolungava da ben cinque mesi: mentre si portava in processione la sacra icona, si vide una nuvoletta che espandendosi divenne pioggia ristoratrice. Maria SS. della Neve fu invocata anche nelle grandi epidemie del 1817, del 1836 e del 1837.

La protezione della Vergine è stata invocata anche in occasione delle frequenti eruzioni del Vesuvio. La mattina del 22 ottobre 1822, dopo due giorni di convulsa attività vulcanica, Torre Annunziata era avvolta in un'oscurità intensa interrotta da lampi accecanti. La caduta di cenere e lapilli non diminuiva di intensità: una colata lavica minacciava la zona limitrofa di Boscotrecase. Il popolo, atterrito, corse ai piedi della Madonna. Dalla chiesetta dell'Ave Gratia Plena fu improvvisata una processione che andò a fermarsi in Piazza Ernesto Cesaro.

Mentre il sacerdote Rocco Baly esortava i torresi ad aver fiducia in Maria, le tenebre furono squarciate da un raggio di sole che andò a posarsi sul volta della Madonna. Torre Annunziata era salva. Il "miracolo" del 22 ottobre 1822 viene ricordato ogni anno con solenni celebrazioni e tale data è consacrata, con deliberazione dell'autorità comunale, come festa votiva della città. Il 22 ottobre 1922, nel primo centenario dell'evento, per decreto del Capitolo Vaticano l'immagine sacra fu solennemente incoronata da monsignor Carlo Gregorio Grasso, Arcivescovo Primate Di Salerno e Amministratore Apostolico di Nola.

Episodi simili sono registrati anche in occasione di eruzioni successive. L'8 aprile del 1906, portata in processione l'immagine, la lava si fermò a cinquanta metri dal cimitero locale, dopo aver circondato, senza danneggiarlo, il serbatoio dell'acquedotto civico: una lapide apposta sul luogo ricorda l'avvenimento. Il popolo di Torre Annunziata offrì alla Madonna in segno di riconoscenza un prezioso tempietto d'argento, opera del cesellatore napoletano Centone. Quel tempietto ancora oggi custodisce l'icona sacra. Un episodio simile a quello del 1822 ebbe luogo in occasione dell'eruzione del 1944.

Il 21 gennaio 1946, nella stazione marittima delle ferrovie, prese fuoco un treno di oltre venti vagoni carichi di munizioni e di altro esplosivo. Le deflagrazioni provocarono la distruzione dell'intero quartiere marinaro nonché crolli e danni in tutta la città. La stessa chiesa parrocchiale dell'Ave Gratia Plena fu seriamente danneggiata, ma al suo interno la cappella della Madonna della Neve era rimasta indenne.

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1977 il tabernacolo fu profanato e l'immagine trafugata. La sera de 14 gennaio fu ritrovata lungo la strada litoranea di Torre Del Greco e ricollocata nella chiesa cittadina.

Feste, Sagre, Eventi[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni, enti, associazioni[modifica | modifica sorgente]

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche e Archivi[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Civica Ernesto Cesàro, che conserva la "Platea dei Beni del Principe Dentice di Frasso" del 1748, il "Fondo Antico del Padri Alcantarini", il "fondo Amodio", l'emeroteca della stampa locale, e l'editoria storica torrese
  • Archivio Storico Comunale
  • Archivio Storico Parrocchiale dell'Ave Gratia Plena
  • Archivio Storico Parrocchiale dello Spirito Santo

Scuola[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

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L'ingresso dell'Università, opera di Luigi Vanvitelli

In città è presente una Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope" sita in via Simonetti.

Dall'anno accademico 2012/2013 l'Università Parthenope ha chiuso il punto d'ascolto di Torre Annunziata.

Musei, Pinacoteche e Cripte[modifica | modifica sorgente]

  • Museo storico delle Armi: è un museo storico-militare, sorto nel 1823 nella Sala Borbonica della Real Fabbrica d'Armi (1753), attuale stabilimento militare Spolettificio dell'Esercito trova posto questo particolarissimo museo, scenico il Cortile Vanvitelliano.
  • Museo dell'Energia Solare: è un museo scientifico-ecologista (privato).
  • Ori di Oplontis: itineranti per mostre in tutto il mondo, sono in attesa di una collocazione definiva che avverrà con la creazione di un museo ad hoc.
  • Casa del Servo di Dio Giuseppe Ottone: è una Casa-museo.
  • Pinacoteca della Basilica di Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve: è un museo storico artistico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario
  • Cripta dell'Annunziata: è un museo chiesastico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario.
  • Cripta del Carmine: sottostante il Santuario dello Spirito Santo, è l'antica cappella del Carmine sepolta dall'eruzione del 1631 è un museo chiesastico

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Stampa locale[modifica | modifica sorgente]

A Torre Annunziata sono presenti diversi periodici: La Voce della Provincia dal 1968, Lo Strillone[16] dal 1994, Torre Sette[17], Nuovevoci[18] dal 2006, Noi Ex, Tg Cooper e Alè Savoia. Dal 2007 è sede del quotidiano regionale Metropolis[19], che prima aveva sede nella vicina Castellammare di Stabia e di quello sportivo Resport.[20]

Stampa locale storica[modifica | modifica sorgente]

Tra il XIX ed il XX secolo in città erano presenti varie testate. Vale la pena di ricordare A Trummetta del 1881, La Tromba del 1898, Il Voto del 1887, Il Moschettiere del 1900, La Riscossa ed infine È Permesso? del 1919.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La città è stata rappresentata nella cinematografia nazionale nel 2009 nel film Fortapàsc, diretto da Marco Risi. È una pellicola che racconta la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre Annunziata de Il Mattino negli anni ottanta. Alcune scene del lungometraggio sono state girate nel porto. Il film ha suscitato molte polemiche in città, soprattutto da parte del Sindaco Giosuè Starita.[21]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

In città è presente l'emittente televisiva Metropolis TV in onda sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma televisiva di Sky Italia. In passato, negli anni ottanta era attiva l'emittente Antenna Vesuvio.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Torre Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Dino de Laurentiis
Tullio De Mauro (a destra)
Giampaolo Di Paola

Personalità storiche[modifica | modifica sorgente]

Torresi illustri[modifica | modifica sorgente]

Politici e diplomatici:

Matematici e ingegneri:

Cineasti:

Musicisti:

Attori, cantanti, showgirl e ballerini:

Imprenditori:

Scrittori:

Linguisti:

Pittori:

Militari:

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rovigliano (Torre Annunziata).
La Chiesa di San Michele a Rovigliano

Ad oggi l'unica frazione del comune è Rovigliano, situata lungo la costa, nella parte orientale della città, al confine con le città di Castellammare di Stabia e di Pompei. Conta circa ottomiila abitanti. È collegata al capoluogo, oltre che dagli autobus cittadini, anche dal treno, trovandosi sulla linea Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano con la stazione di via Schito. Esistono corse metropolitane che la collegano a tutti i comuni costieri della provincia di Napoli fino ad arrivare a Napoli Campi Flegrei. A Rovigliano c'è la Chiesa di San Michele Arcangelo e il distaccamento di alcuni uffici comunali.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Le altre frazioni, nei decenni, sono divenute parte integrante del comune e sono Sannino e Cipriani entrambe a nord dell'autostrada Napoli-Reggio Calabria, al confine con Boscotrecase e Boscoreale. Infine Terragneta è sul litorale poco prima della stessa Rovigliano, dove anticamente erano impiantate le saline. In seguito divenne la zona industriale di Torre.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Industria[modifica | modifica sorgente]

Servizi e Commercio[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Mercati e Fiere[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Strade statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

L'edificio della stazione di Torre Annunziata Centrale
Un treno della Circumvesuviana nella stazione di Torre Annunziata Oplonti

La ferrovia raggiunse Torre Annunziata il 1º agosto 1842, quando la Napoli-Portici fu prolungata fino a Castellammare di Stabia. Torre Annunziata divenne nodo ferroviario nel 1844 quando proprio da Torre fu costruita la diramazione per Pompei e Nocera Inferiore. Il 1º maggio 1885 invece, ci fu l'inaugurazione della linea Torre Annunziata-Cancello dismessa nel 2006, mentre il 15 aprile 1886 vide la luce il raccordo ferroviario per Torre Annunziata Marittima.

Il 28 dicembre 1904 con l'inaugurazione della ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino, Torre Annunziata fu raggiunta anche dalla Circumvesuviana, che divenne nodo ferroviario quando nel 1932 fu inaugurata la Torre Annunziata-Sorrento. Di seguito sono riportate le stazioni presenti sul territorio comunale:

Stazioni
Nome Gestore Stato attuale Servizio
Torre Annunziata Centrale
FS
In uso
Passeggeri
Torre Annunziata Città
FS
In uso
Passeggeri
Torre Annunziata Marittima[22]
FS
In uso
Merci
Rovigliano
FS
Sospesa
Passeggeri
Torre Annunziata Oplonti
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri

Sono inoltre utilizzabili per raggiungere Torre Annunziata le stazioni della Circumvesuviana poste ai suoi confini:

Stazioni
Nome Gestore Stato attuale Servizio
Via Viuli - Palazzo di Giustizia[23]
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Trecase[24]
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Pompei Scavi - Villa dei Misteri[25]
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Moregine[26]
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Madonna dei Flagelli[27]
Circumvesuviana
In costruzione
Passeggeri

Porti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Torre Annunziata.

Metrò del Mare[modifica | modifica sorgente]

  • MM1, Monte di Procida, Bacoli, Pozzuoli, Napoli Mergellina, Napoli Beverello, Portici, Ercolano "La Favorita", Torre del Greco, Torre Annunziata-Pompei, Castellammare di Stabia, Seiano-Vico Equense, Sorrento.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

  • Autobus urbani e circondariali, gestiti dalla EAV BUS[28]
  • Autobus turistici, Gestiti dalla Circumvesuviana e da privati.
  • Autobus extraurbani, gestiti dalla EAV BUS[28]:
  • linea Napoli - Scafati
  • linea Napoli - Sorrento
  • linea Pomigliano Zona Industriale - Torre Annunziata
  • linea Poggiomarino - Castellammare CMI
  • linea Nola - Castellammare

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Torre Annunziata.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Torre Annunziata è gemellata con:

Il porto della città ha accordi di collaborazione con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lapide ricordo della finale tra Savoia e Genoa

L'attività sportiva principale praticata è il calcio, che a Torre Annunziata conta circa 600 iscritti.[29] Altri sport praticati in città sono basket, pallavolo, tennis, boxe, taekwondo, vela ed atletica leggera. La società sportiva cittadina più rappresentativa è l'Associazione Calcio Savoia 1908, una delle più antiche società di calcio in Campania ed una delle più antiche d'Italia. Nel 1924 ha conteso lo scudetto al Genoa, ed ha disputato vari campionati di Serie A e Serie B. La squadra di calcio femminile Real Lady Savoia milita nel campionato di Serie B. In ambito pallavolistico, la società cittadina Vesuvio Oplonti Volley milita nel campionato nazionale maschile di serie B2. Molto importanti sono anche le associazioni di Boxe quali: la Pugilistica Oplonti e la Boxe Vesuviana. Tra gli sportivi torresi illustri ricordiamo Ernesto Bergamasco, olimpionico, e Alfonso Pinto vice campione olimpico ad Atene 2004. Inoltre in città è presente dal 1930 una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, che nei decenni ha formato centinaia di arbitri, molti dei quali hanno calcato i campi della Serie A come ad esempio Francesco De Robbio, Virginio Quartuccio ed attualmente Marco Guida.

Lo stadio comunale

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

La maggior struttura comunale è lo Stadio Alfredo Giraud. La città non ha grandi strutture sportive, data anche l'esiguità del territorio comunale. La mancanza di un Palazzetto dello Sport è atavica e molte società sportive praticano le loro attività nelle palestre delle scuole cittadine.

Personalità sportive legate a Torre Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco di atleti, dirigenti e sportivi legati al nome della città:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oplontini da Oplontis città romana corrispondente all'attuale Torre Annunziata.
  2. ^ Nunziatesi dal nome stesso della città.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  6. ^ Porto di Torre Annunziata, convocato summit in Regione, metropolisweb.it. URL consultato il 6 settembre 2013.
  7. ^ Scuola mare. URL consultato l'8 dicembre 2011.
  8. ^ Il sito del "Pastificio F.lli Setaro S.r.l.". URL consultato l'8 dicembre 2011.
  9. ^ Vesuvio-Le zone, 5 dicembre 2001.
  10. ^ Dati Confedilizia. URL consultato l'8 dicembre 2011.
  11. ^ Il sito ufficiale della "TESS COSTA VESUVIO s.p.a.".
  12. ^ Statuto comunale di Torre Annunziata, art. 4. URL consultato il 3 novembre 2012.
  13. ^ Sito ufficiale dell'"Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro (ANMIL)".
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Dati Istat
  16. ^ Sito ufficiale de Lo Strillone
  17. ^ Sito ufficiale di Torresette dal 2003
  18. ^ Sito ufficiale Radio Nuovevoci
  19. ^ Sito ufficiale di Metropolis
  20. ^ Resport sito ufficiale
  21. ^ Il Sindaco censura Fortapàsc
  22. ^ Non utilizzata ma non ancora dismessa
  23. ^ periferia Nord
  24. ^ sulla Strada Provinciale 216 Vesuvio
  25. ^ periferia orientale
  26. ^ in costruzione
  27. ^ in costruzione tra le stazioni di Torre Annunziata Oplonti e Pompei Scavi - Villa dei Misteri
  28. ^ a b Sito ufficiale EAV Bus. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  29. ^ Torre Annunziata atleti e società sportive. URL consultato il 04-02-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Dati, Indagini storiche su Torre Annunziata, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1962.
  • Nicola Ilardi, Istoriografia Politico-Civile-Chiesastica di Torre Annunziata, Tipografia Di Martino, 1873.
  • Raffaele Liberatore, Delle nuove ed antiche terme di Torre Annunciata, Articolo inserito nel fascicolo 12 degli Annali civili del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1835.
  • Carlo Malandrino, Torre Annunziata tra storia e leggenda, Napoli, Ed. Loffredo, 1970.
  • Carlo Malandrino, Oplontis, Napoli, Ed. Loffredo, 1978.
  • Angela Valente, Gioacchino Murat e l'Italia meridionale, Collana: Biblioteca di cultura storica (8), Torino, Einaudi, 1941.
  • G. Di Martino, Salvatore Russo, Torre Annunziata: la vocazione industriale e il canale conte di Sarno, Torre Annunziata, D'Amelio, 1983.
  • Fioravante Meo, Salvatore Russo, Torre Annunziata Oplonti (dalle origini ai giorni nostri), Torre Annunziata, Ed. Libreria Rosati, 1995.
  • Pier Giovanni Guzzo, Lorenzo Fergola, Oplontis. La villa di Poppea, Fotografie di Diego Motto, Milano, Federico Motta, 2000, ISBN 88-7179-243-2.
  • Angelo Abenante, Maccaronari, Napoli, Novus Campus, 2002.
  • Enrica Morlicchio (a cura di), Il suono delle sirene spente. Deindustrializzazione, conflitto e ideologia a Torre Annunziata, Napoli, Dante & Descartes, 2006.
  • Maria Squitieri, Una leggenda marinara, Napoli, Editrice Ferraro, 2004, ISBN 88-7271-568-7.
  • Gennaro Colaps, Il movimento operaio e socialista: Torre Annunziata: 1900-1905, Torre Annunziata, D'Amelio, 1986.
  • Vincenzo Marasco, Carmine Alboretti, Torre Annunziata 21 gennaio 1946, Torre Annunziata, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]