Torre Annunziata
| Torre Annunziata comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giosuè Starita (UDC) dal 29/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°45′0″N 14°27′0″E / 40.75°N 14.45°ECoordinate: 40°45′0″N 14°27′0″E / 40.75°N 14.45°E | ||||
| Altitudine | 9 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 7,33 km² | ||||
| Abitanti | 43 699[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 5 961,66 ab./km² | ||||
| Frazioni | Cipriani, Rovigliano, Sannino, Terragneta | ||||
| Comuni confinanti | Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Pompei, Torre del Greco, Trecase | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 80058 | ||||
| Prefisso | 081 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 063083 | ||||
| Cod. catastale | L245 | ||||
| Targa | NA | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 123 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | torresi, oplontini[3] e nunziatesi[4] | ||||
| Patrono | Madonna della Neve | ||||
| Giorno festivo | 22 ottobre (Festa Votiva) 5 agosto (Festa patronale) |
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| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Torre Annunziata nella Provincia di Napoli |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Pranzammo a Torre Annunziata con la tavola disposta proprio in riva al mare. Tutti coloro erano felici d'abitare in quei luoghi, alcuni affermavano che senza la vista del mare sarebbe impossibile vivere. A me basta che quell'immagine rimanga nel mio spirito. » |
| (Wolfgang Goethe, 13 marzo 1787, da Viaggio in Italia) |
Torre Annunziata (Torr'Annunziata in napoletano) è un comune italiano di 43.699 abitanti[5] della provincia di Napoli in Campania. È il centottantunesimo comune italiano per popolazione mentre è il ventesimo comune italiano per densità di popolazione. È il terzo porto della Campania, è stazione termale (Terme Vesuviane) e balneare[6] con la Marina del Sole, la Marina della Salera, la Marina di Rovigliano, le località Oncino e Scogli di Prota. È stato un importante centro industriale dal periodo della rivoluzione industriale ai giorni nostri. Fu la capitale dell'arte bianca con centinaia di pastifici presenti sul territorio fino al secondo dopoguerra, con un'azienda ancora attiva[7]. Sede di importanti industrie metalmeccaniche e siderurgiche, tanto da essere appellata sia la Manchester del Sud che la Sesto San Giovanni del Mezzogiorno, oggigiorno operano aziende dell'industria nautica e dell'industria farmaceutica. Fa parte dell'area metropolitana di Napoli e del Parco regionale del fiume Sarno. Fu sepolta con Pompei ed Ercolano dall'eruzione del Vesuvio del 79. Dal 1997 l'area archeologica di Torre Annunziata è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
Torre Annunziata sorge sul Golfo di Napoli, estendendosi da ovest ad est per una lunghezza di circa sei chilometri, in una piccola insenatura compresa tra Capo Oncino e l'isolotto di Rovigliano. È situata alle pendici del Vesuvio che la chiude a nord, nella cosiddetta zona rossa[8], quella a maggior rischio di catastrofe nel caso di ripresa dell'attività eruttiva. Già abitata nell'età imperiale con il toponimo di Oplontis, e distrutta nel 79 d.c., riprese a svilupparsi solo dopo un millennio. La città moderna fu fondata il 19 settembre 1319 ed il primo nucleo cittadino si sviluppò intorno alla chiesa dell'Annunciata. Il territorio è completamente pianeggiante ed è costituito principalmente da materiale vulcanico eruttato dal Vesuvio nel corso dei secoli, ne è testimone l'arenile completamente composto di sabbia nera.
Clima [modifica]
Torre Annunziata ha un clima tipicamente mediterraneo, con temperature estive che oscillano tra i 18 ed i 29 gradi, mentre le medie invernali sono comprese tra i 7 ed i 14 gradi. Essendo posta in riva al mare è molto ventilata dalle correnti marine ed è ben protetta dal massiccio del Vesuvio dai venti freddi che provengono dall'entroterra campano.
| Torre Annunziata | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 13 | 13 | 14 | 18 | 22 | 26 | 29 | 29 | 26 | 22 | 17 | 14 | 13,3 | 18 | 28 | 21,7 | 20,3 |
| T. min. media (°C) | 7 | 7 | 8 | 11 | 14 | 18 | 20 | 20 | 18 | 15 | 12 | 9 | 7,7 | 11 | 19,3 | 15 | 13,3 |
| Precipitazioni (mm) | 69 | 57 | 57 | 39 | 34 | 16 | 24 | 38 | 48 | 70 | 102 | 87 | 213 | 130 | 78 | 220 | 641 |
| Giorni di pioggia | 10 | 11 | 10 | 9 | 7 | 5 | 2 | 3 | 7 | 10 | 11 | 13 | 34 | 26 | 10 | 28 | 98 |
| Eliofania assoluta (ore al giorno) | 4 | 5 | 5 | 7 | 8 | 9 | 10 | 10 | 8 | 6 | 4 | 3 | 4 | 6,7 | 9,7 | 6 | 6,6 |
- Classificazione climatica: zona C, 1123 GG[9]
Storia [modifica]
Età antica: Lo splendore di Oplontis [modifica]
| Per approfondire, vedi Oplontis. |
Località segnata sulla Tabula Peutingeriana con la simbologia usata per i siti termali. I primi abitanti della costa vesuviana e della valle del Sarno furono i Sarrastri mescolati ai Pelasgi, poi gli Osci. Nell'VIII secolo a.C. seguirono i Greci e poi gli Etruschi. Verso la fine del V secolo iniziò in Campania la dominazione dei Sanniti, spazzata via dai Romani solo nell'89 a.C.
Età medievale: la Sylva Mala e il Nemus Regalis [modifica]
Tardo Antico e Alto Medioevo
L'eruzione del Vesuvio del 79 distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio durante il quale comparve una fitta vegetazione, il luogo fu così denominato, Sylva Mala, poiché infestata da belve e ladroni. Il territorio fu altresì razziato da Genserico (da qui il culto della Festa dei Gigli di Nola); subì devastazioni durante la Guerra gotica (535-553) e le incursioni dei Saraceni, che saccheggiarono il monastero di Rovigliano nel 989. Verso l'anno 1000 si ebbero alcuni stanziamenti di abitanti presso il mare, dediti alla pesca e all'agricoltura, che man mano ripopolarono tutta la zona. E i boschi del sito divennero riserva reale di caccia. Il quartiere Terravecchia è sorto sul territorio di Sylva Mala (poi "Bosco delle tre Case") e il quartiere Grazie in quello di "Nemus Regalis" (Bosco Reale) e il quartiere Annunziata al centro tra i due da cui era separato da due rii.
La fondazione
Il 19 settembre 1319, Carlo d'Angiò donò con diploma emesso in Aversa per Don Bartolomeo di Capua Ministro di Stato e Protonotario del Regno, quattro moggia di terra a dei fedeli, Guglielmo di Nocera, Puccio Franconi di Napoli, Andrea Perrucci di Scafati, Matteo di Avitaya (Avitabile) che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio nel luogo detto "La Calcarola".
Turris Sanctissima Annunciatae de Scafata
Con la dinastia Angioina, Raimondo Orsini del Balzo conte di Nola fece costruire una prima Torre per la difesa. Tutto il casale (uno dei 33 casali di Napoli) prese, quindi, il nome di "Torre dell'Annunciata" e si sviluppò a fianco di quello di "Terra Vecchia", a nord, parte dello Stato di Valle, feudo dei Piccolomini. Nel periodo Aragonese (1415) la regina Giovanna II d'Angiò donò il Casale e parte della Sylva Mala, in feudo a un amalfitano,Conte Nicolò D'Alagno o d'Alagna o Alaneo, come scritto nell'epigrafe sotto l'arma, posto sul muro dello scalone lateranense (Arma Magnifici Militis Nicolai de Alaneo de Napoli Senatoris MCCCCVIII) primo feudatario (padre di Lucrezia favorita del re Alfonso d'Aragona), che costruì una seconda Torre ben più robusta.
Età moderna: Due feudi, due Principi [modifica]
Torre Nunziata Al dominio come feudo rustico della famiglia d'Alagna (1419-1512) succedettero i Galluccio di Tora (1512-1517), gli spagnoli de Bucchis italianizzato in Bucca (1517-1592-1608), i franco-normanni Tuttavilla conti di Sarno (1592- 1614). Nel XVII secolo si susseguirono le famiglie romane dei Colonna principi di Gallicano e duchi di Zagarolo (1624-1653) e dei Barberini principi di Palestrina (1662-1705) che comprano all'asta il 26 dicembre 1662. Ultimi feudatari i toscani Massarenghi (1705-1714) e gli amalfitani Dentice del Pesce principi di Frasso (1714-1806). Il feudo si estese furono costruiti mulini e la Real Zecca alla foce del Canale del Sarno (1597, consulente l'architetto Domenico Fontana) per sfruttare le sue acque.
Torre dell'Annunciata Il feudo di Torre Annunziata era completamente circondato dallo Stato di Valle dei principi Piccolomini in continuum abitativo territoriale e le dispute sui confini si protrassero per secoli. La borgata di Torre dell'Annunciata si ampliò urbanisticamente con la costruzione, prima di nuove chiese e poi di case e opifici, la Real Polveriera (1652). L'eruzione del Vesuvio del 1631 distrusse quasi completamente tutta la zona e le borgate, ma la ricostruzione iniziò subito, richiamando gente principalmente dalla costiera Sorrentina e da tutte le parti d'Italia, finanche dall'estero. Carlo III, diede un importante impulso industriale facendovi costruire nel 1758 la Real Fabbrica d'armi (che vide luce grazia prima a Francesco Sabatini, della scuola vanvitelliana e poi a Ferdinando Fuga), la Real Ferriera (1791), che si affiancò allo sviluppo dei mulini e dei pastifici per l'afflusso sempre maggiore di popolazione, segnando così l'inizio dell'Ottocento, secolo d'oro della città.
Età contemporanea: Gioacchinopoli [modifica]
Gli anni d'oro
Dal 1810 al 1815 Torre Annunziata divenne Gioacchinopoli (fusione dei casali di Torre Annunziata e Terravecchia), regnando a Napoli Gioacchino Murat; nel 1806 sotto il regno di Giuseppe Bonaparte cessò ogni dominio feudale. Nel 1842 sotto la restaurazione borbonica si prolungò la ferrovia da Portici fino a Torre Annunziata. Con il Regno d'Italia, fu prolungata fino in Calabria. Nel 1871, furono terminati i lavori del porto e dello scalo marittimo delle ferrovie. Si ebbe un notevole sviluppo commerciale con importazione di grano e carbone, e un'esportazione mondiale di paste alimentari. Si aggregarono al comune di Torre Annunziata le frazioni Oncino e Grazie. Alla fine dell'800 Torre Annunziata era un immenso pastificio che assorbiva il 60% della forza lavoro. Nel 1887 nasce la Ferriera del Vesuvio e nel 1898 la Circumvesuviana. Le attività industriali fiorirono fino alla seconda guerra mondiale, nonostante le eruzioni del Vesuvio del 1906 e la prima guerra mondiale.
La Grande Torre Annunziata
Il 13 aprile 1928 si costituì il comune autonomo di Pompei, Torre Annunziata cedette le frazioni La Civita di Valle e Pontenuovo, ovvero l'intero territorio degli Scavi archeologici di Pompei fino al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il 1943 fu l'anno della crisi dell'"arte bianca". Nel 1946 i comuni di Boscotrecase e Boscoreale, aggregati in precedenza alla "Grande Torre Annunziata", seconda città della Campania per popolazione e sviluppo, riottennero l'autonomia, la richiesta di compensazione territoriale con l'aggregazione delle frazione Santa Maria La Bruna (Torre del Greco) e di Trecase, all'epoca frazione di Boscotrecase non ebbe esito.
Storia recente Negli anni ottanta, dagli ambienti della malavita torrese e non solo, fu portato a compimento l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani. L'intervento pubblico a partire dagli anni novanta per fronteggiare la crisi economica e sociale che ha riguardato l'intera area con la chiusura dei principali stabilimenti localizzati a Torre Annunziata si è espresso attraverso la Programmazione negoziata, ovvero la stipula con le parti sociali di un Contratto d'Area "Torrese-Stabiese" al fine di riutilizzare le aree industriali dismesse con nuove iniziative imprenditoriali e fronteggiare la disoccupazione a livello locale. Il contratto d'area è stato gestito dalla TESS[10] che attualmente, divenuta agenzia di sviluppo locale, si occupa di un'area più vasta denominata "Costa del Vesuvio" che unisce l'area torrese-stabiese e quella attigua precedentemente interessata dal Patto territoriale del Miglio d'Oro.
Stemma [modifica]
D'azzurro al castello al naturale, aperto di nero, merlato alla guelfa e fiancheggiato da due torri finestrate di nero e parimenti merlato, terrazzato sulla pianura di verde attraversata in palo dalla strada di accesso al naturale. Il tutto sormontato da una stella d'argento a cinque punte.
Onorificenze [modifica]
| Titolo di Città | |
| «Regio Decreto 10 settembre 1936[11]» |
Ricorrenze [modifica]
- 21 gennaio: anniversario dello "Scoppio" dei carri ferroviari carichi di armi del 1946 (distruzione del Borgo marinaro, primo nucleo cittadino)
- 19 febbraio: anniversario della nascita di "Gioacchinopoli" (1810)
- 22 febbraio: anniversario dell'aggregazione delle frazioni Oncino e Grazie a Torre Annunziata (1877)
- 19 settembre: anniversario della fondazione del villaggio marinaro di Torre Annunziata (1319)
- 4 dicembre: Santa Barbara patrona della Fabbrica d'Armi, ricorrenza (religiosa e militare)
- 22 ottobre: Festa della Madonna della Neve (Santo Patrono 1822)
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
Chiese [modifica]
Chiese cattoliche nell'Arcidiocesi di Napoli
Quartieri Terravecchia, Fuori Porta e Oncino
- Santuario dello Spirito Santo - Chiesa Comunale del Carmine (1787) (vi si venera San Felicio)
- Immacolata Concezione (1635)
- San Pasquale e Santa Teresa (già di S. Maria di Costantinopoli e S. Giuseppe) (1637)
- Sacro Cuore di Gesù
- Santissima Trinità
- Parrocchia Santa Maria del Buon Consiglio e S. Antonio
Chiese cattoliche nella Diocesi di Nola
Quartieri Annunziata, Grazie, Carminiello
- Basilica Pontificia Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve, dove è conservata l'immagine della "Madonna della Neve"
- Sant'Alfonso Maria de' Liguori
- Maria SS. del Carmelo
- San Francesco di Paola
- San Giuseppe, sita alla via Plinio 361 in località Croce di Pasella, ai confini con Pompei, fu costruita nel 1907 come cappella gentilizia di una nota famiglia della zona, finita dal venerabile Eustacchio Montemurro e dal beato Bartolo Longo, eretta a parrocchia nel 1967, restaurata totalmente nel 2006
- San Michele Arcangelo
Chiese di altri culti
- Chiesa Evangelica Luterana in Italia (quartiere Carminiello)
Arciconfraternite e Cappelle Quartiere Annunziata
- Arciconfraternita del Suffragio, fondata nel 1650
Borgata del Principio
- Cappella di Santa Maria del Principio XVI secolo
Quartiere Terravecchia
- Arciconfraternita del Rosario, fondata nel 1664
- Arciconfraternita di Sant'Agostino e Santa Monica, detta del Carmine
- Arciconfraternita del Santissimo Sacramento
Monasteri e Conventi Quartiere Annunziata
- Ex Convento dei Celestini (1448 poi Orfanotrofio Comunale, fa parte del complesso monumentale della Basilica Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve)
Borgata del Principio
- Ex Ospizio degli Agostiniani (1631)
Quartiere Terravecchia
- Foresteria del Convento degli Alcantarini (XVII secolo), già dei Carmelitani e degli Olivetani
- Ex Convento (poi Ospedale Civile)
- Ex Convento dei Francescani (sede della Guardia di Finanza)
- Chiesa palatina di San Gennaro (1645, sconsacrata)
Edicole votive Le edicole votive, talvolta veri tempietti sono oltre cento, tra quelle affrescate, maiolicate, in cotto, in bronzo, contenenti statuine e dipinti.
- Crocefisso eretto dai fratelli Paolo ed Emilio Ricciardi nel 1919 in piazza Cesare Battisti
Cimiteri [modifica]
- Cimitero Comunale, costruito nel 1830 e benedetto nel 1832
- Cappella dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (1856)
- Ex Cappella de La Ville Sur Yllôns
- Cappella dell'Arciconfraternita dei SS. Agostino e Monica (Carmine Vecchio e Nuovo) (1871)
- Cappella del Rosario (1861)
- Cappella della Congrega del Suffragio (1863)
- Ipogeo della Cappella della Pietà
- Ipogeo di Santa Maria delle Grazie
- Ipogeo di Santa Maria Addolorata
Architetture civili [modifica]
Palazzi, Ville, Masserie [modifica]
Quartiere Annunziata
- Palazzo della Taverna Grande alla Marina
Quartiere Grazie
- Palazzo del Principe di Genzano - de Marino (già Taverna di Basso, detto "Palazzo della Caccia al Bufalo")
- Masseria Grande della Baronal Corte, detta del Gioco
- Villa Fiorenza
Quartiere Terravecchia
- Palazzo Colonna (già Taverna di Sopra o del Principe)
- Palazzo Criscuolo (già Palazzo Gargano, sede del municipio dal 1897)
- Palazzo Fondaco Montella (sede dei plebisciti del 21 ottobre 1860 e sede del municipio dal 1842 al 1876)
- Palazzo Pignatelli di Monteleone (già Piccolomini d'Aragona sede del municipio dal 1876 al 1897)
- Palazzo Stallo del Principe di Valle
- Palazzo Cesaro (Viceconsolato del Regno di Danimarca)
- Palazzo Amodio (Viceconsolato dell'Impero russo)
- Palazzo Dati
- Palazzo Vasquez
- Belvedere Vasquez
Quartiere Fuori Porta
- Palazzo delle Regie Scuderie, già "Regia Posta in Porta Napoli", denominato anche "Lo Stallone"
- Palazzo e Villa Storta - Rota, complesso formato da tre edifici, "Villa monte Parnaso" (XVI secolo) e "Palazzo e Villa Avallone" (XVIII secolo), edificate nei pressi della "Villa di Caio Siculi" (I secolo d.C.)
- Palazzo Coccoli
- Palazzo delle Terme Manzo, edificio termale riadattato a pastificio
- Palazzo Pagano e Cirillo, edificio termale riadattato a pastificio
- Villa Vitelli
Quartiere Boscomonaco
- Villa Cardola
- Palazzo Ferrara
- Palazzo Castellano
Quartiere Oncino
- Palazzo Fusco (1885), già di Nicola Salvatore Dino
- Palazzo Jovino
- Palazzo Voiello
- Villa Diana poi Ciniglio
- Villa Carlotta Rossi Filangieri
- Villa, Teatro e Cappella, Carlo Rossi Filangieri
- Villa Luisa Faraone Mennella
- Masseria Villarosa (XVII secolo)
- Villa Pagano
- Villa Lettieri
- Villa Jovino
- Villa Colavolpe
- Villa Imperato
- Masseria Imperato
- Villa Lauritano (1845), in località Scogli di Prota
Teatri
- Palazzina dei Concerti Rossi Filangieri (poi Villa Tiberiade)
- Teatro Metropolitan (già Terzo Ordine del Molini del Conte)
- Teatro Moderno
- Teatro Politeama
- Opera dei Pupi-Teatro Corelli
Architetture militari [modifica]
Torri, Castelli [modifica]
Quartiere Annunziata
- Torre La Nunziata (XV secolo, scomparsa)
- Castello dei d'Alagno (poi "Palazzo Dentice di Frasso-Massarenghi")
Contrada La Torretta
- Torretta de' Sena (XV secolo)
Quartiere Grazie
Quartiere Oncino
- Fortino dell'Oncino - Villa Guarracino (già "Teresa Rossi Filangieri ")
Quartiere Rovigliano
- Torre di Rovigliano (XV secolo, ruderi del Real Fortino di Rovigliano, costruito con i laterizi della preesistente Abbazia)
Opifici militari [modifica]
- Real Polveriera (1652)
- Real Fabbrica d'Armi (1758)
- Real Ferriera (1791)
Luoghi d'interesse dell'archeologia industriale [modifica]
- Canale del Conte di Sarno detto anche Fosso del Conte (1592)
- Canale di Bottaro
- Real Polveriera (1652)
- Real Fabbrica d'Armi (1758)
- Real Ferriera (1791)
- Ferrodotto Borbonico (1842)
- Ferriere del Vesuvio (1887)
- Circumvesuviana (1898)
- Magazzini Generali
- Molini e Pastifici *Pastafest-Portale sull'arte bianca di Torre Annunziata
Strade e piazze principali [modifica]
- Strade:
Corso Umberto I, Via Gino Alfani, Via Vittorio Veneto, Via Carlo Poerio, Via Vincenzo Gambardella, Via Pasquale Fusco, Via Caravelli, Via Prota, Corso Vittorio Emanuele III, Via Roma, Corso Giuseppe Garibaldi, Via dei Mille, Via C. E. Maresca, Traversa Maresca, Via Vesuvio, Via Epitaffio, Via Sepolcri, Via Alfredo Simonetti, Via Giuseppe Tagliamonte, Viale Guglielmo Marconi, Viale Cristoforo Colombo, Via Porto, Via Riviera Caracciolo, Via d'Angiò, Via Dogana, Via Diodato Bertone, Via Castello, Via Roma, Viale Manfredi, via Plinio, Via Terragneta e Rampe Vito Nunziante.
- Piazze:
Piazza Ernesto Cesàro, Piazza Giovanni Nicotera, Piazza Giacomo Matteotti, Piazza Cesare Battisti, Piazza Enrico de Nicola, Piazzale Gargiulo già Kennedy, Piazza Matteo Renato Imbriani, Piazza Risorgimento, Piazza Giovanni XXIII della Pace, Largo Fabbrica d'Armi, Largo Ferriera Vecchia, Piazza Paolo Morrone, Largo Genzano.
Monumenti e altri beni culturali [modifica]
Monumenti
- Monumento ai Caduti della Grande Guerra, opera in bronzo dell'architetto Francesco Jerace, risalente al 1929 realizzato nelle fonderie Chiaruzzi e inaugurato il 19 gennaio 1930 in piazza Ernesto Cesàro, cura gestita dall'A.N.M.I.L.[12]
- Monumento ai Caduti di tutte le guerre
Monumenti funebri
- Sepolcro di Nicola I d'Alagno, padre di Ugo d'Alagno conte di Borrello e di Lucrezia, opera in marmo di Jacopo della Pila, risalente alla seconda metà del XV secolo.
Lapidi
- Bando di Re Ferdinando IV di Borbone, lapidi in marmo affisse sulla via promiscua tra due feudi, risalenti al 28 aprile 1785
- Lapide commemorativa eruzione 1906
Statue
- Statua di San Vincenzo de' Paoli
- Statua di Santa Barbara, patrona della Fabbrica d'Armi
Busti
- Busto di Michelangelo Cattori
- Busto di Ernesto Cesàro
- Busto di Gino Alfani
- Busto dell'avvocato Manfredi
- Busto del Capitano Amedeo Iovane
- Busto di Afredo Simonetti
- Busto di Carlo Nunziante Cesàro
Aree verdi cittadine
- Villa Comunale, realizzata tra il 1928 - 1933, caratterizzata da altissime palme d'epoca coloniale, e dall'autoctona palma nana
- Ex Villa Comunale Santa Lucia, zona portuale, passeggiata rialberata. Si sono perse le tracce della "Cassa Armonica"
- Giardini pubblici in piazza Ernesto Cesàro, piazzale Gargiulo, piazzetta Enrico de Nicola, piazza Giacomo Matteotti, piazza Cesare Battisti, via Caravelli
- Parco delle "Villa monte Parnaso" (ex "Cristo Re"), giardino all'italiana rustico (frutteto, agrumeto, e uliveto) e giardino all'inglese
- Parco di Villa Guarracino, bosco mediterraneo, polmone verde della città.
- Parco della Palazzina dei Concerti, pineta
- Lido Azzurro, palmeto tropicale e giardino esotico
Siti d'interesse archeologico: Ville romane, Terme [modifica]
| Per approfondire, vedi Scavi archeologici di Oplonti. |
Nell'area di Torre Annunziata sono stati rinvenute diverse costruzioni risalenti all'epoca romana segni dell'antica città di Oplontis: i primi scavi sporadici iniziarono nel XVII secolo anche se la fase più consistente si avrà solo a partire dal 1968. Sono state riportate alla luce diverse costruzioni tra cui una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana, risalente al I secolo a.C. e presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani: in particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce un'altra imponente costruzione rustica d'epoca romana, chiamata villa di Lucio Crasso Tertius, tra le cui mura sono stati rinvenuti gioielli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa: la villa non aperta al pubblico. Si conosce inoltre la presenza di un ulteriore villa, quella di Lucio Crasso Tertius, rinvenuta durante la costruzione della ferrovia Napoli - Salerno, in seguito nuovamente sotterrata ed oggi ancora interrata.
Nella zona inoltre è possibile riconoscere altri tipi di ritrovamenti come i ruderi delle terme di Marco Crasso Frugi, situati nei pressi delle attuali terme Vesuviane oppure Saline Erculee, poste lungo la costa verso la foce del fiume Sarno: qui sorgeva il pago delle saline, cioè il sobborgo delle cave di sale. Dal 1997 il sito archeologico di Oplontis è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO
- Villa di Poppea
- Villa di Lucio Crasso Tertius
- Villa di Caio Siculi
Antiche Terme
- Terme del console Marco Crasso Frugi (64 d.C.), visibili i ruderi lungo la via Litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane.
Terme [modifica]
- Terme Vesuviane, già Terme Nunziante e Terme Nunziante-Manzo, fondate dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme.
- Terme Manzo, site all'angolo tra via Vesuvio e corso Umberto I, poi trasformate in pastificio, resta ancora l'iscrizione sulla facciata del palazzo.
- Terme Montella, site al corso Umberto I, poi trasformate in molino e pastificio, eclettica la facciata del palazzo, scomparsa la torretta esagonale.
- Terme Filangieri
Acque minerali [modifica]
- Acqua Santa Lucia (Villa Comunale S. Lucia al molo di Levante)
- Acqua Filangieri (Terme Filangieri)
- Acqua Cestilia (Terme Manzo)
- Acqua Nathanson Duché & Co. (Ferriera del Vesuvio)
- Acqua Dati (Pastificio Dati)
- Acqua Minerva (Pastificio Jennaco)
- Acqua Vesuviana Nunziante (Terme Vesuviane)
- Acqua Oplontina (Pastificio Orsini)
- Acqua Montella (Terme Montella)
Luoghi d'interesse ambientale e paesaggistico [modifica]
- Parco regionale Bacino Idrografico del fiume Sarno
- Parco Nazionale del Vesuvio
- Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio
- Sentiero n°6 - "La strada Matrone", itinerario paesaggistico di visita al parco
- Isolotto di Rovigliano
- Scogli di Prota
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[13] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2007 a Torre Annunziata risultano residenti 313 cittadini stranieri. La comunità più numerosa è quella ucraina che comunque rappresenta meno dello 0,4% della popolazione.[14]
Lingue e dialetti [modifica]Religione [modifica]Tradizioni, leggende e folclore [modifica]Maria SS. Della Neve [modifica]Un'antica tradizione narra che nel XIV secolo alcuni pescatori torresi videro una cassa galleggiare sulle onde del mare presso lo scoglio di Rovigliano; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un'icona di Maria. L'immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù. Poiché nello spazio di mare in cui fu trovata la sacra immagine si trovavano anche alcuni pescatori della vicina Stabia, questi pretendevano che l'icona fosse trasportata nella loro città perché era stata ritrovata in acque stabiesi. Feste, Sagre, Eventi [modifica]
Istituzioni, enti, associazioni [modifica]Qualità della vita [modifica]Cultura [modifica]Istruzione [modifica]Biblioteche e Archivi [modifica]
Scuola [modifica]Università [modifica]
L'ingresso dell'Università, opera di Luigi Vanvitelli
In città è presente una Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope" sita in via Simonetti. Musei, Pinacoteche e Cripte [modifica]
Media [modifica]Radio [modifica]Stampa locale [modifica]A Torre Annunziata sono presenti diversi periodici: La Voce della Provincia dal 1968, Lo Strillone[15] dal 1994, Torre Sette[16], Nuovevoci[17] dal 2006, Noi Ex, Tg Cooper e Alè Savoia. Dal 2007 è sede del quotidiano regionale Metropolis[18], che prima aveva sede nella vicina Castellammare di Stabia e di quello sportivo Resport.[19] Stampa locale storica [modifica]Tra il XIX ed il XX secolo in città erano presenti varie testate. Vale la pena di ricordare A Trummetta del 1881, La Tromba del 1898, Il Voto del 1887, Il Moschettiere del 1900, La Riscossa ed infine È Permesso? del 1919. Cinema [modifica]La città è stata rappresentata nella cinematografia nazionale nel 2009 nel film Fortapàsc, diretto da Marco Risi. È una pellicola che racconta la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre Annunziata de Il Mattino negli anni ottanta. Alcune scene del lungometraggio sono state girate nel porto. Il film ha suscitato molte polemiche in città, soprattutto da parte del Sindaco Giosuè Starita.[20] Televisione [modifica]In città è presente l'emittente televisiva Metropolis TV in onda sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma televisiva di Sky Italia. Arte [modifica]Teatro [modifica]Musica [modifica]Cucina [modifica]Personalità legate a Torre Annunziata [modifica]Personalità storiche [modifica]
Torresi illustri [modifica]Politici e diplomatici
Matematici e ingegneri Cineasti
Musicisti
Attori, cantanti, showgirl e ballerini
Imprenditori Scrittori Linguisti Pittori Militari
Eventi [modifica]Geografia antropica [modifica]Urbanistica [modifica]Suddivisioni storiche [modifica]Frazioni [modifica]
La Chiesa di San Michele a Rovigliano
Ad oggi l'unica frazione del comune è Rovigliano, situata lungo la costa, nella parte orientale della città, al confine con le città di Castellammare di Stabia e di Pompei. Conta circa ottomiila abitanti. È collegata al capoluogo, oltre che dagli autobus cittadini, anche dal treno, trovandosi sulla linea Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano con la stazione di via Schito. Esistono corse metropolitane che la collegano a tutti i comuni costieri della provincia di Napoli fino ad arrivare a Napoli Campi Flegrei. A Rovigliano c'è la Chiesa di San Michele Arcangelo e il distaccamento di alcuni uffici comunali. Altre località del territorio [modifica]Le altre frazioni, nei decenni, sono divenute parte integrante del comune e sono Sannino e Cipriani entrambe a nord dell'autostrada Napoli-Reggio Calabria, al confine con Boscotrecase e Boscoreale. Infine Terragneta è sul litorale poco prima della stessa Rovigliano, dove anticamente erano impiantate le saline. In seguito divenne la zona industriale di Torre. Economia [modifica]Agricoltura [modifica]Artigianato [modifica]Industria [modifica]Servizi e Commercio [modifica]Turismo [modifica]Pesca [modifica]Mercati e Fiere [modifica]
Infrastrutture e trasporti [modifica]Strade [modifica]Autostrade [modifica]
Strade statali e provinciali [modifica]
Ferrovie [modifica]
Un treno della Circumvesuviana nella stazione di Torre Annunziata Oplonti
La ferrovia raggiunse Torre Annunziata il 1º agosto 1842, quando la Napoli-Portici fu prolungata fino a Castellammare di Stabia. Torre Annunziata divenne nodo ferroviario nel 1844 quando proprio da Torre fu costruita la diramazione per Pompei e Nocera Inferiore. Il 1º maggio 1885 invece, ci fu l'inaugurazione della linea Torre Annunziata-Cancello dismessa nel 2006, mentre il 15 aprile 1886 vide la luce il raccordo ferroviario per Torre Annunziata Marittima.
Sono inoltre utilizzabili per raggiungere Torre Annunziata le stazioni della Circumvesuviana poste ai suoi confini:
Porto [modifica]
Il porto della città di Torre Annunziata, con funzioni commerciali, industriali, pescherecce e turistiche è stato inaugurato nel 1871 costruito interamente a spese dell'amministrazione comunale, fu intitolato al Principe Umberto di Savoia. Gemellato al porto spagnolo di Valencia, è dotato di 300 posti barca (lunghezza massima degli scafi 15 metri). Nelle acque antistanti sono presenti numerosi allevamenti ittici.
Altri approdi dismessi
Metrò del Mare [modifica]
Aeroporti [modifica]
Mobilità urbana [modifica]Autobus urbani e circondariali [modifica]Le seguenti linee sono tutte gestite dalla EAV BUS[27]:
Autobus turistici [modifica]Gestito dalla Circumvesuviana:
Gestito da privati:
Autobus extraurbani [modifica]Le seguenti linee sono tutte gestite dalla EAV BUS[27]:
Amministrazione [modifica]Amministrazioni precedenti [modifica]
Gemellaggi [modifica]Torre Annunziata è gemellata con: Il porto della città ha accordi di collaborazione con: Altre informazioni amministrative [modifica]Sport [modifica]L'attività sportiva principale praticata è il calcio, che a Torre Annunziata conta circa 600 iscritti.[29] Altri sport praticati in città sono basket, pallavolo, tennis, boxe, taekwondo, vela ed atletica leggera. La società sportiva cittadina più rappresentativa è l'Associazione Calcio Savoia 1908, la più antica società di calcio in Campania ed una delle più antiche d'Italia. Nel 1924 ha conteso lo scudetto al Genoa, ed ha disputato vari campionati di Serie A e Serie B. La squadra di calcio femminile Real Lady Savoia milita nel campionato di Serie B. In ambito pallavolistico, la società cittadina Vesuvio Oplonti Volley milita nel campionato nazionale maschile di serie B2. Molto importanti sono anche le associazioni di Boxe quali: la Pugilistica Oplonti e la Boxe Vesuviana. Tra gli sportivi torresi illustri ricordiamo Ernesto Bergamasco, olimpionico, e Alfonso Pinto vice campione olimpico ad Atene 2004. Inoltre in città è presente dal 1930 una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, che nei decenni ha formato centinaia di arbitri, molti dei quali hanno calcato i campi della Serie A come ad esempio Francesco De Robbio, Virginio Quartuccio ed attualmente Marco Guida. Impianti sportivi [modifica]La maggior struttura comunale è lo Stadio Alfredo Giraud. La città non ha grandi strutture sportive, data anche l'esiguità del territorio comunale. La mancanza di un Palazzetto dello Sport è atavica e molte società sportive praticano le loro attività nelle palestre delle scuole cittadine. Personalità sportive legate a Torre Annunziata [modifica]Di seguito l'elenco di atleti, dirigenti e sportivi legati al nome della città:
Galleria fotografica [modifica]Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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