Torre Annunziata

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Torre Annunziata
Panorama di Torre Annunziata
Torre Annunziata - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°45′0″N 14°27′0″E / 40.75, 14.45Coordinate: 40°45′0″N 14°27′0″E / 40.75, 14.45
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 7,33 km²
Abitanti:
47.573 2007
Densità: 6490,17 ab./km²
Frazioni: Cipriani, Rovigliano, Sannino, Terragneta 
Comuni contigui: Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Pompei, Torre del Greco, Trecase
CAP: 80058
Pref. telefonico: 081
Codice ISTAT: 063083
Codice catasto: L245 
Nome abitanti: torresi, oplontini[1] e nunziatesi [2] 
Santo patrono: Madonna della Neve 
Giorno festivo: 22 ottobre (Festa Votiva)
5 agosto (Festa patronale) 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Pranzammo a Torre Annunziata con la tavola disposta proprio in riva al mare.
Tutti coloro erano felici d'abitare in quei luoghi,
alcuni affermavano che senza la vista del mare sarebbe impossibile vivere.
A me basta che quell'immagine rimanga nel mio spirito.
 »
(Wolfgang Goethe, 13 marzo 1787, da "Viaggio in Italia". )

Torre Annunziata è un comune di 47.573 abitanti della Regione Campania in provincia di Napoli.

Si trova ai piedi del Vesuvio (nella c.d. "zona rossa"[3]) e si affaccia sul Golfo di Napoli, precisamente in una piccola insenatura (nel "Ventre della Vacca"[4]) che ha un importante ruolo, infatti ha reso Torre Annunziata il terzo porto della regione Campania. Stazione termale (terme vesuviane) e balneare (Marina del Sole, Marina della Salera e Marina di Rovigliano), in passato fu la capitale dell'"arte bianca" (centinaia di pastifici fino all'incirca al 1950 ad oggi è attiva soltanto un'azienda, "Pasta Setaro"[5]), e sede di industrie metalmeccaniche (Deriver, Dalmine) e altre, tante e tali che fu appellata sia la Manchester del Sud che la Sesto San Giovanni del Mezzogiorno. Oggi ospita industrie nautiche (Aprea Ferretti) e farmaceutiche. Il sindaco attuale è Giosuè Starita.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Clima

[modifica] Territorio

Associazioni del territorio

[modifica] Stemma

D'azzurro al castello al naturale, aperto di nero, merlato alla guelfa e fiancheggiato da due torri finestrate di nero e parimenti merlato, terrazzato sulla pianura di verde attraversata in palo dalla strada di accesso al naturale. Il tutto sormontato da una stella d'argento a cinque punte (Vedi lo stemma sulla voce omonima inglese).

Immagine di Torre Annunziata

[modifica] Storia della città

[modifica] Lo splendore di Oplontis

Località segnata sulla Tabula Peutingeriana con la simbologia usata per i siti termali. I primi abitanti della costa vesuviana e della valle del Sarno furono i Sarrastri mescolati ai Pelasgi, poi gli Osci. Nell'VIII secolo a.C. seguirono i Greci e poi gli Etruschi. Verso la fine del V secolo iniziò in Campania la dominazione dei Sanniti, spazzata via dai Romani solo nell'89 a.C.

[modifica] La Silva Mala e il Nemus Regalis

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio durante il quale comparve una fitta vegetazione, il luogo fu così denominato, Silva Mala, poiché infestata da belve e ladroni. Il territorio fu altresì razziato da Genserico (da qui il culto della Festa dei Gigli di Nola); subì devastazioni durante la Guerra gotica (535-553) e le incursioni dei Saraceni, che saccheggiarono il monastero di Rovigliano nel 989. Verso l'anno 1000 si ebbero alcuni stanziamenti di abitanti presso il mare, dediti alla pesca e all'agricoltura, che man mano ripopolarono tutta la zona. E i boschi del sito divennero riserva reale di caccia. Il quartiere Terravecchia è sorto sul territorio di Sylva Mala (poi "Bosco delle tre Case") e il quartiere Grazie in quello di "Nemus Regalis" (Bosco Reale) e il quartiere Annunziata al centro tra i due da cui era separato da due rii.

[modifica] La fondazione

Il 19 settembre 1319, Carlo d'Angiò donò con diploma emesso in Aversa per Don Bartolomeo di Capua Ministro di Stato e Protonotario del Regno, quattro moggia di terra a dei fedeli, Guglielmo di Nocera, Puccio Franconi di Napoli, Andrea Perrucci di Scafati, Matteo di Avitaya (Avitabile) che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio nel luogo detto "La Calcarola".

[modifica] Turris Sanctissima Annunciatae de Scafata

Durante la dominazione Angioina, Raimondo Orsini del Balzo conte di Nola fece costruire una prima Torre per la difesa. Tutto il casale (uno dei 33 casali di Napoli) prese, quindi, il nome di "Torre dell'Annunciata" e si sviluppò a fianco di quello di "Terra Vecchia", a nord, parte dello Stato di Valle, feudo dei Piccolomini. Nel periodo Aragonese (1415) la regina Giovanna II d'Angiò donò il Casale e parte della Silva Mala, in feudo a un amalfitano,Conte Nicolò D'Alagno o d'Alagna, primo feudatario (padre di Lucrezia favorita del re Alfonso d'Aragona), che costruì una seconda Torre ben più robusta. Al dominio come feudo rustico della famiglia d'Alagna (1419-1512) si successero i Galluccio di Tora (1512-1517), gli spagnoli de Bucchis italianizzato in Bucca (1517-1592-1608), i franco-normanni Tuttavilla conti di Sarno (1592- 1614).

[modifica] Torre La Nunziata

Nel XVII secolo si susseguirono le famiglie romane dei Colonna principi di Gallicano e duchi di Zagarolo (1624-1653) e dei Barberini principi di Palestrina (1662-1705) che comprano all'asta il 26 dicembre 1662.

[modifica] Torre dell'Annunziata

Ultimi feudatari i toscani Massarenghi (1705-1714) e gli amalfitani Dentice del Pesce principi di Frasso (1714-1806). Il feudo si estese furono costruiti mulini e la Real Zecca alla foce del Canale del Sarno (1597, consulente l'architetto Domenico Fontana) per sfruttare le sue acque. La borgata di Torre dell'Annunziata si ampliò urbanisticamente con la costruzione, prima di nuove chiese e poi di case e opifici, la Real Polveriera (1652). L'eruzione del Vesuvio del 1631 distrusse quasi completamente tutta la zona e le borgate, ma la ricostruzione iniziò subito, richiamando gente principalmente dalla costiera Sorrentina e da tutte le parti d'Italia, finanche dall'estero. Carlo III, diede un importante impulso industriale facendovi costruire nel 1758 la "Real Fabbrica d'armi" (che vide luce grazia prima a Francesco Sabatini, della scuola vanvitelliana e poi a Ferdinando Fuga), la Real Ferriera (1791), che si affiancò allo sviluppo dei mulini e dei pastifici per l'afflusso sempre maggiore di popolazione, segnando così l'inizio del 1800, secolo d'oro della città.

[modifica] Gioacchinopoli

Dal 1810 al 1815 Torre Annunziata divenne Gioacchinopoli (fusione dei casali di Torre Annunziata e Terravecchia), regnando a Napoli Gioacchino Murat; nel 1806 regnante Giuseppe Bonaparte cessò ogni dominio feudale.

[modifica] Gli anni d'oro

Nel 1844 sotto la restaurazione Borbonica si prolungò la ferrovia da Portici fino a Torre Annunziata e poi fino alla Calabria. Con il Regno d'Italia, nel 1871, furono terminati i lavori del porto e dello scalo marittimo delle ferrovie. Si ebbe un notevole sviluppo commerciale con importazione di grano e carbone, e un'esportazione mondiale di paste alimentari. Si aggregarono al comune di Torre Annunziata le frazioni Oncino e Grazie. Alla fine dell'800 Torre Annunziata era un immenso pastificio che assorbiva il 60% della forza lavoro. Nel 1887 nasce la Ferriera del Vesuvio e nel 1898 la ferrovia Circumvesuviana. Le attività industriali fiorirono fino alla Seconda guerra mondiale, nonostante le eruzioni del Vesuvio del 1906 e la Prima guerra mondiale. Il 13 aprile 1928 si costituì il comune autonomo di Pompei, Torre Annunziata cedette le frazioni La Civita di Valle e Pontenuovo, ovvero l'intero territorio degli Scavi archeologici di Pompei fino al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il 1943 fu l'anno della crisi dell'"arte bianca". Nel 1946 i comuni di Boscotrecase e Boscoreale, aggregati in precedenza alla "Grande Torre Annunziata", seconda città della Campania per popolazione e sviluppo, riottennero l'autonomia, la richiesta di compensazione territoriale con l'aggregazione delle frazione Santa Maria La Bruna (Torre del Greco) e di Trecase, all'epoca frazione di Boscotrecase non ebbe esito.

[modifica] Storia recente

Purtroppo la storia recente è stata scenario di innumerevoli atti criminosi collegati alle cosche camorristiche locali che hanno oscurato la cittadina e ne hanno impedito ogni possibile sviluppo sociale ed economico. Oggi la città è abbandonata a se stessa. Negli anni ottanta, dagli ambienti della malavita torrese e non solo, fu portato a compimento l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani.

L'intervento pubblico a partire dagli anni novanta per fronteggiare la crisi economica e sociale che ha riguardato l'intera area con la chiusura dei principali stabilimenti localizzati a Torre Annunziata si è espresso attraverso la Programmazione negoziata, ovvero la stipula con le parti sociali di un Contratto d'Area "Torrese-Stabiese" al fine di riutilizzare le aree industriali dismesse con nuove iniziative imprenditoriali e fronteggiare la disoccupazione a livello locale. Il contratto d'area è stato gestito dalla TESS[6] che attualmente, divenuta agenzia di sviluppo locale, si occupa di un'area più vasta denominata "Costa del Vesuvio" che unisce l'area torrese-stabiese e quella attigua precedentemente interessata dal Patto territoriale del Miglio d'Oro.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse archeologico

Per approfondire, vedi la voce Archeologia di Torre Annunziata.

[modifica] Gli scavi di Oplontis e il "Parco Archeologico di Oplonti"

Per approfondire, vedi la voce Oplontis.

Nel suo territorio - che la Tabula Peutingeriana indica con il sito di Oplonti - è stata portata alla luce una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana (I secolo a.C.) presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani. In particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce un'altra imponente costruzione rustica d'epoca romana tra le cui mura sono stati rinvenuti gioielli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa. L'Unesco ha designato il sito archeologico di Oplonti, situato nel comune di Torre Annunziata, come Patrimonio dell'umanità.

[modifica] Villa A, Villa di Poppea

Oplontis doveva essere quello che Portofino e Capri sono per noi oggi. Un richiamo per nobili. Ma l'eruzione del Vesuvio (nel 79 d.C.) ha cancellato le sue tracce e il suo nome è stato dimenticato per essere trasformato in quello di Torre Annunziata. Eppure Oplontis, ormai stretta tra i condomini, è ancora lì, bella e dimenticata e a chi la visita suggerisce come doveva essere quando ospitava la Roma bene. Tra i suoi frequentatori annoverava infatti anche Poppea, la moglie di Nerone. Oggi gli scavi hanno portato alla luce quella che gli studiosi ritengono fosse la sua villa, un complesso residenziale, dove ambienti di uso comune si alternano a saloni destinati a ospitare feste e banchetti. Le pareti delle stanze inoltre conservano le tracce di affreschi con scene di bagnanti, maschere, uccelli e cesti di fiori e frutta, tutto in un'esplosione di fantasia, colori e lusso. All'esterno della villa è possibile ammirare una piscina di dimensioni olimpioniche non ancora completamente portata alla luce a causa di una strada costruita al di sopra di essa.

[modifica] Villa B, Villa di Lucio Crasso Tertius

Il complesso risalente probabilmente a epoca sannitica (III-II secolo a.C.), è ancora in corso di scavo e si suppone fosse appartenuto a Lucio Crasso Terzio. A differenza della villa di Poppea, si presume che la struttura costituisse in realtà un'azienda e non una residenza. Al suo interno al momento degli scavi sono stati rinvenuti diversi scheletri umani nonché un forziere colmo di monete e gioielli di notevole fattura noti come gli "Ori di Oplonti".

Nota: la struttura non è ancora fruibile ai visitatori.

[modifica] Villa di Caio Siculi

Imponente villa, scoperta durante lo scavo della trincea per la costruzione della strada ferrata in prosecuzione da Portici verso Torre Annunziata, è quella di Caio Siculi. Fu riseppellita e troncata in due per detta strada ferrata, i reperti rinvenuti furono trasportati al Museo archeologico nazionale di Napoli. Noto l'affresco raffigurante il mito di Narciso ed Eco con lo sfondo del monte Parnaso.

[modifica] Antiche Terme di Marco Crasso Frugi

Visibili i resti di un muro lungo la Litoranea Marconi e di due cunicoli all'interno delle Terme Nunziante, descritti da Liberatore.

[modifica] Altre aree archeologiche

  • Saline Erculee, lungo la costa verso la foce del Sarno sorgeva il pago delle saline, cioè il sobborgo delle cave di sale, il sito attualmente è chiamato rione La Saliera; il toponimo si è mantenuto nel tempo.
  • Petra Herculis, antico nome col quale era chiamato l'odierno Scoglio di Rovigliano, un isolotto di pietra calcarea al largo della fascia di costa di Torre Annunziata nei pressi della frazione di Rovigliano. È vicino allo scoglio che si tramanda essere stata trovata l'icona della Madonna della Neve.
  • ritrovamenti sparsi
Uccellino che mangia dei fichi (Affresco ritrovato a Oplontis)

[modifica] Le Terme

[modifica] Antiche Terme

  • Terme del console Marco Crasso Frugi (64 d.C.), visibili i ruderi lungo la via Litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane.

[modifica] Terme Vesuviane

  • Già Terme Nunziante, e Terme Nunziante-Manzo, fondate dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme.

[modifica] Altre Terme

  • Terme Manzo, site all'angolo tra via Vesuvio e corso Umberto I, poi trasformate in pastificio, resta ancora l'iscrizione sulla facciata del palazzo.
  • Terme Montella, site al corso Umberto I, poi trasformate in molino e pastificio, eclettica la facciata del palazzo, scomparsa la torretta esagonale.
  • Terme Filangieri

[modifica] Le Acque minerali

  • Acqua Santa Lucia (Villa Comunale S. Lucia al molo di Levante)
  • Acqua Filangieri (Terme Filangieri)
  • Acqua Cestilia (Terme Manzo)
  • Acqua Nathanson Duché & Co. (Ferriera del Vesuvio)
  • Acqua Dati (Pastificio Dati)
  • Acqua Minerva (Pastificio Jennaco)
  • Acqua Vesuviana Nunziante (Terme Vesuviane)
  • Acqua Oplontina (Pastificio Orsini)
  • Acqua Montella (Terme Montella)

[modifica] Luoghi d'interesse culturale e religioso

[modifica] Musei, Pinacoteche, Cripte e Ipogei

  • Museo storico delle Armi: è un museo storico-militare, sorto nel 1823 nella Sala Borbonica della Real Fabbrica d'Armi (1753), attuale stabilimento militare Spolettificio dell'Esercito trova posto questo particolarissimo museo, scenico il Cortile Vanvitelliano.
  • Museo dell'Energia Solare: è un museo scientifico-ecologista (privato).
  • Ori di Oplontis: itineranti per mostre in tutto il mondo, sono in attesa di una collocazione definiva che avverrà con la creazione di un museo ad hoc.
  • Casa del Servo di Dio Giuseppe Ottone: è una Casa-museo.
  • Pinacoteca della Basilica di Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve: è un museo storico artistico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario
  • Cripta dell'Annunziata: è un museo chiesastico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario.
  • Cripta del Carmine: sottostante il Santuario dello Spirito Santo, è l'antica cappella del Carmine sepolta dall'eruzione del 1631 è un museo chiesastico
  • Ipogeo della Cappella della Pietà
  • Ipogeo di Santa Maria delle Grazie
  • Ipogeo di Santa Maria Addolorata

[modifica] Biblioteche e Archivi

  • Biblioteca Civica Ernesto Cesàro, che conserva la "Platea dei Beni del Principe Dentice di Frasso" del 1748, il "Fondo Antico del Padri Alcantarini", il "fondo Amodio", l'emeroteca della stampa locale, e l'editoria storica torrese
  • Archivio Storico Comunale
  • Archivio Storico Parrocchiale dell'"Ave Gratia Plena"
  • Archivio Storico Parrocchiale dello "Spirito Santo"

[modifica] Monumenti e altri beni culturali

  • Monumento ai Caduti della Grande Guerra, opera in bronzo dell'architetto Francesco Jerace, risalente al 1929 realizzato nelle fonderie Chiaruzzi e inaugurato il 19 gennaio 1930 in piazza Ernesto Cesàro, cura gestita dall'A.N.M.I.L.[7]
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre
  • Statua di San Vincenzo de' Paoli
  • Statua di Santa Barbara, patrona della Fabbrica d'Armi
  • Busto di Michelangelo Cattori
  • Busto di Ernesto Cesàro
  • Busto di Gino Alfani
  • Busto dell'avvocato Manfredi
  • Busto del Capitano Amedeo Iovane
  • Busto di Afredo Simonetti
  • Busto di Carlo Nunziante Cesàro
  • Sepolcro di Nicola I d'Alagno, padre di Ugo d'Alagno conte di Borrello e di Lucrezia, opera in marmo di Jacopo della Pila, risalente alla seconda metà del XV secolo
  • Bando di Re Ferdinando IV di Borbone, lapidi in marmo affisse sulla via promiscua tra due feudi, risalenti al 28 aprile 1785
  • Lapide commemorativa eruzione 1906
  • Crocefisso eretto dai fratelli Paolo ed Emilio Ricciardi nel 1919 in piazza Cesare Battisti

[modifica] Luoghi d'interesse dell'archeologia industriale

  • Canale del Conte di Sarno detto anche Fosso del Conte (1592)
  • Real Polveriera (1652)
  • Real Fabbrica d'Armi (1758)
  • Real Ferriera (1791)
  • Canale di Bottaro
  • Magazzini Generali
  • Ferrodotto Borbonico (1842)
  • Ferriere del Vesuvio (1887)
  • Ferrovia Circumvesuviana (1898)
  • Molini e Pastifici

[modifica] Chiese cattoliche

[modifica] Arcidiocesi di Napoli

Quartieri Terravecchia, Fuori porta e Oncino

[modifica] Diocesi di Nola

Quartieri Annunziata, Grazie, Carminiello

[modifica] Chiese di altri culti

[modifica] Palazzi, Ville

[modifica] Quartiere Annunziata

  • Palazzo della Taverna Grande alla Marina
  • Palazzo Fienga

[modifica] Quartiere Grazie

  • Palazzo del Principe di Genzano - de Marino (già Taverna di Basso, detto "Palazzo della Caccia al Bufalo")
  • Masseria Grande della Baronal Corte, detta del Gioco

[modifica] Quartiere Terravecchia

  • Real Fabbrica d'Armi (1758)
  • Real Ferriera (1791)
  • Real Polveriera (1652)
  • Teatro Metropolitan (già Terzo Ordine del Molini del Conte)
  • Teatro Moderno
  • Palazzo Colonna (già Taverna di Sopra o del Principe)
  • Palazzo Criscuoli (già Palazzo Gargani, sede del municipio dal 1897)
  • Palazzo Fondaco Montella (sede dei plebisciti del 21 ottobre 1860 e sede del municipio dal 1842 al 1876)
  • Palazzo Pignatelli di Monteleone (già Piccolomini d'Aragona sede del municipio dal 1876 al 1897)
  • Palazzo Stallo del Principe di Valle
  • Palazzo Cesaro (Viceconsolato del Regno di Danimarca)
  • Palazzo Amodio (Viceconsolato dell'Impero Russo)
  • Palazzo Dati
  • Palazzo Vasquez
  • Belvedere Vasquez

[modifica] quartiere Fuori Porta

  • Palazzo delle Regie Scuderie, già "Regia Posta in Porta Napoli", denominato anche "Lo Stallone"
  • Palazzo e Villa Storta - Rota, complesso formato da tre edifici, "Villa monte Parnaso" (XVI secolo) e "Palazzo e Villa Avallone" (XVIII secolo), edificate sul sito della "Villa di Caio Siculi" (I secolo d.C.)
  • Palazzo Coccoli
  • Palazzo delle Terme Manzo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Palazzo Pagano e Cirillo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Villa Vitelli

[modifica] Quartiere Boscomonaco

  • Villa Cardola
  • Palazzo Ferrara
  • Palazzo Castellano

[modifica] Quartiere Oncino

  • Palazzo Fusco (1885), già di Nicola Salvatore Dino
  • Palazzo Jovino
  • Palazzo Vojello
  • Villa Diana poi Ciniglio
  • Villa Carlotta Rossi Filangieri
  • Villa e Teatro Carlo Rossi Filangieri di Candida
  • Palazzina dei Concerti (poi Villa Tiberiade)
  • Villa Luisa Faraone Mennella
  • Masseria Villarosa (XVII secolo)
  • Villa Pagano
  • Villa Lettieri
  • Villa Jovino
  • Villa Colavolpe
  • Villa Imperato
  • Masseria Imperato
  • Villa Lauritano (1845), in località Scogli di Prota

[modifica] Torri e Castelli

[modifica] Quartiere Annunziata

  • Torre La Nunziata (XV secolo, scomparsa)
  • Castello dei d'Alagno (poi "Palazzo Dentice di Frasso-Massarenghi")

[modifica] Contrada La Torretta

  • Torretta de' Sena (XV secolo)

[modifica] Quartiere Grazie

[modifica] Quartiere Oncino

  • Fortino dell'Oncino - Villa Guarracino (già "Teresa Rossi Filangieri di Candida")

[modifica] Quartiere Rovigliano

  • Torre di Rovigliano (XV secolo, ruderi del Real Fortino di Rovigliano, costruito con i laterizi della preesistente Abbazia)

[modifica] Monasteri e Conventi

[modifica] Quartiere Annunziata

  • Ex Convento dei Celestini (1448 poi Orfanotrofio Comunale, fa parte del complesso monumentale della Basilica Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve)

[modifica] Borgata del Principio

[modifica] Quartiere Terravecchia

[modifica] Arciconfraternite e Cappelle

[modifica] Quartiere Annunziata

[modifica] Borgata del Principio

  • Cappella di Santa Maria del Principio

[modifica] Quartiere Terravecchia

[modifica] Cimitero

Costruito nel 1830 e benedetto nel 1832.

  • Cappella dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (1856)
  • Ex Cappella de La Ville Sur Yllôns
  • Cappella dell'Arciconfraternita dei SS. Agostino e Monica (Carmine Vecchio e Nuovo) (1871)
  • Cappella del Rosario (1861)
  • Cappella della Congrega del Suffragio (1863)

[modifica] Edicole votive, stele

Le edicole votive, talvolta veri tempietti sono oltre cento, tra quelle affrescate, maiolicate, in cotto, in bronzo, contenenti statuine e dipinti.

[modifica] Stampa locale storica e giornali

A Torre Annunziata sono presenti diversi periodici: "La Voce della Provincia" dal 1968, "Lo Strillone" dal 1994, Torre Sette dal 2003, "Noi Ex", "Tg Cooper" e "Alè Savoia", ed è diventata dal 2007 sede del quotidiano regionale "Metropolis", che prima aveva sede nella vicina Castellammare di Stabia[8].

[modifica] Tradizioni, leggende e folklore

[modifica] Feste, sagre, eventi, ricorrenze

[modifica] Maria SS. Della Neve

[modifica] Cenni storici

Un'antica tradizione narra che nel XIV secolo alcuni pescatori torresi videro una cassa galleggiare sulle onde del mare presso lo scoglio di Rovigliano; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un'icona di Maria. L'immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù. Poiché nello spazio di mare in cui fu trovata la sacra immagine si trovavano anche alcuni pescatori della vicina Stabia, questi pretendevano che l'icona fosse trasportata nella loro città perché era stata ritrovata in acque stabiesi.
Si accese una lite che si risolse con l'assegnazione dell'icona da parte di un magistrato del tempo ai pescatori oplontini. L'immagine fu trasportata nella chiesetta della SS. Annunziata. Non avendo un segno o una scritta che indicasse il nome dell'icona, il popolo torrese decise di attribuirle il nome di S. Maria ad Nives poiché il ritrovamento si era verificato il 5 agosto, giorno dedicato alla Vergine in ricordo della neve prodigiosa caduta a Roma nell'anno 352 sul colle Esquilino, dove sarebbe poi sorta la basilica di Santa Maria Maggiore.

Nel 1448 il conte Nicola D'Alagno senior fece erigere l'attuale chiesa di Ave Gratia Plena che fu affidata, con un annesso convento, ai Padri celestini. La sacra immagine, tenuta per lungo tempo nascosta, fu trasferita nella nuova chiesa. Nell'ottobre del 1872, nel corso del restauro, si scoprì la vera, antica immagine della Madonna, quale oggi si vede. All'icona, infatti, era stata sovrapposta un'altra immagine su tela. Si suppone che la copertura sia avvenuta nel periodo in cui la Madonna fu tenuta nascosta, presumibilmente in occasione del restauro del 1743.

La chiesa dell'Annunziata è considerata la culla del popolo torrese, molto devoto al culto mariano.

[modifica] Opere attribuite alla Madonna della Neve

La pietà popolare ha ripetutamente attribuito all'intercessione della Madonna della Neve il buon esito di vicende drammatiche occorse nella storia cittadina. Nel caso, ad esempio, delle incursioni piratesche guidate da Ariadeno Barbarossa (1534), da Dragut Rais (1549), dal Pascià Mustafà (1558) e della spedizione del Duca di Guisa (1615) gli aggressori, dopo aver messo a sacco le città litorali del golfo, fallirono nei loro piani di assoggettare Torre Dell'Annunciata, la cui salvezza era stata implorata dal popolo alla Madonna.

Allo stesso modo durante la lunga carestia del 1764 i torresi stremati ricorsero a Maria: si narra che una nave carica di grano di cui erano sconosciuti la provenienza e il padrone approdò nel porto oplontino. Di nuovo nel 1777 le campagne cittadine erano arse per la siccità che si prolungava da ben cinque mesi: mentre si portava in processione la sacra icona, si vide una nuvoletta che espandendosi divenne pioggia ristoratrice. Maria SS. della Neve fu invocata anche nelle grandi epidemie del 1817, del 1836 e del 1837.

La protezione della Vergine è stata invocata anche in occasione delle frequenti eruzioni del Vesuvio. La mattina del 22 ottobre 1822, dopo due giorni di convulsa attività vulcanica, Torre Annunziata era avvolta in un'oscurità intensa interrotta da lampi accecanti. La caduta di cenere e lapilli non diminuiva di intensità: una colata lavica minacciava la zona limitrofa di Boscotrecase. Il popolo, atterrito, corse ai piedi della Madonna. Dalla chiesetta dell'Ave Gratia Plena fu improvvisata una processione che andò a fermarsi in Piazza Ernesto Cesaro.
Mentre il sacerdote Rocco Baly esortava i torresi ad aver fiducia in Maria, le tenebre furono squarciate da un raggio di sole che andò a posarsi sul volta della Madonna. Torre Annunziata era salva. Il "miracolo" del 22 ottobre 1822 viene ricordato ogni anno con solenni celebrazioni e tale data è consacrata, con deliberazione dell'autorità comunale, come festa votiva della città. Il 22 ottobre 1922, nel primo centenario dell'evento, per decreto del Capitolo Vaticano l'immagine sacra fu solennemente incoronata da monsignor Carlo Gregorio Grasso, Arcivescovo Primate Di Salerno e Amministratore Apostolico di Nola.

Episodi simili sono registrati anche in occasione di eruzioni successive. L'8 aprile del 1906, portata in processione l'immagine, la lava si fermò a cinquanta metri dal cimitero locale, dopo aver circondato, senza danneggiarlo, il serbatoio dell'acquedotto civico: una lapide apposta sul luogo ricorda l'avvenimento. Il popolo di Torre Annunziata offrì alla Madonna in segno di riconoscenza un prezioso tempietto d'argento, opera del cesellatore napoletano Centone. Quel tempietto ancora oggi custodisce l'icona sacra. Un episodio simile a quello del 1822 ebbe luogo in occasione dell'eruzione del 1944.

Il 21 gennaio 1946, nella stazione marittima delle ferrovie, prese fuoco un treno di oltre venti vagoni carichi di munizioni e di altro esplosivo. Le deflagrazioni provocarono la distruzione dell'intero quartiere marinaro nonché crolli e danni in tutta la città. La stessa chiesa parrocchiale dell'Ave Gratia Plena fu seriamente danneggiata, ma al suo interno la cappella della Madonna della Neve era rimasta indenne.

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1977 il tabernacolo fu profanato e l'immagine trafugata. La sera de 14 gennaio fu ritrovata lungo la strada litoranea di Torre Del Greco e ricollocata nella chiesa cittadina.

[modifica] Luoghi d'interesse ambientale e paesaggistico

Nei dintorni di Torre Annunziata

Aree verdi cittadine

[modifica] Personalità legate a Torre Annunziata

[modifica] Torresi illustri

[modifica] Torresi

((Michele Scognamiglio)) presidente Gruppo Folk 'O Pazziariello, insignito del titolo di padre del folklore della campania dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

[modifica] Personalità legate a Torre Annunziata

[modifica] Sindaci di Torre Annunziata dal 1860 al 1964

Sindaco Inizio mandato Fine mandato
Nicolantonio Salvatore (de) Dino 1835 1837
Domenico Pagano 30 agosto 1860 9 settembre 1866
Sindaco Inizio mandato Fine mandato
Avvocato Matteo Galdi 1861 1864
Federico De Luca 1864 1866
Luigi Stasi (Regio Delegato Straordinario) 1866 1867
Deputato Ferdinando Salvatore Dino 1867 1867
Vincenzo Morrone 1867 1870
Gaetano Fiorenza 1870 1874
Avvocato Vincenzo Gambardella 1874 1879
Ciro Ilardi (primo mandato) 1879 1884
Cavaliere Commendatore Giuseppe Avallone (primo mandato) 1884 1886
Ciro Ilardi (secondo mandato) 1886 1889
Aldo Goretti (Regio Commissario Straordinario) 1889 1889
Gabriele Buonocore 1889 1890
Ciro Ilardi (terzo mandato) 1890 1890
Agostino La Rana 1890 1891
Cavaliere commendatore Giuseppe Avallone (secondo mandato) 1891 1892
Assuero Carullo (Regio Commissario Straordinario) 1892 1892
Cavaliere commendatore Giuseppe Avallone (terzo mandato) 1892 1894
Saverio Castrucci (Regio Commissario Straordinario) 1894 1894
Giuseppe Calvino (Regio Commissario Straordinario) 1894 1895
Ciro Ilardi (quarto mandato) 1895 1898
Diodato Sansone (Regio Commissario Straordinario) 1898 1898
Commendatore Ciro Ilardi (quinto mandato) 1898 1900
Giuseppe Pannunzio (Regio Commissario Straordinario) 1900 1900
Commendatore Ciro Ilardi (sesto mandato) 1900 1901
Ingegnere Giuseppe Amodio (primo mandato) 1901 1902
Alfredo Jossa (Regio Commissario Straordinario) 1902 1902
Ingegnere Giuseppe Amodio (secondo mandato) 1902 1903
Avvocato Pelagio Rossi (primo mandato) 1903 1904
Tommaso De Rosa (Regio Commissario Straordinario) 1904 1904
Commendatore Ciro Ilardi (settimo mandato) 1904 1905
Avvocato Federico Orsini 1905 1906
Ingegnere Antonio Amodio 1906 1906
Avvocato Pelagio Rossi (secondo mandato) 1906 1909
Avvocato Amato Bonifacio 1909 1910
Avvocato Pelagio Rossi (terzo mandato) 1910 1914
Raffaele Vigliarolo (Regio Commissario Straordinario) 1914 1914
Avvocato Vittorio Fiore 1914 1918
Adolfo Valentino (Regio Commissario Straordinario) 1902 1903
Raffaele Sodano (Regio Commissario Straordinario) 1919 1919
Luca Ghirelli (Regio Commissario Straordinario) 1920 1920
Avvocato Gino Alfani 1920 1923
Avvocato Pelagio Rossi (quarto mandato) 1923 1924
Francesco Galli de Tommasi 1924 1926
Grande ufficiale Angelo Cirillo (primo mandato) 1926 1927
Vincenzo Perazzi (Commissario Prefettizio) 1927 1908
Enrico Degli Atti (Commissario Prefettizio) 1928 1928
Nicola Internicola (Commissario Prefettizio) 1928 1929
Podestà Inizio mandato Fine mandato
Avvocato Pelagio Rossi (quinto mandato) 1929 1931
Roberto Brombeis (Commissario Prefettizio) 1931 1932
Grande ufficiale Angelo Cirillo (secondo mandato) 1932 1934
Giuseppe Casella (Commissario Prefettizio) 1934 1934
Avvocato Gaetano Filippone 1934 1936
Giuseppe Casella (Commissario Prefettizio) 1936 1937
Dottor Roberto Fusco (Commissario Prefettizio) 1937 1938
Avvocato Giuseppe De Simone 1938 1941
Pietro Rizzo (Commissario Prefettizio) 1941 1941
Felice Piciocchi (Commissario Prefettizio) 1941 1941
Avvocato 'Carlo Emanuele Maresca 1941 1943
Sindaci Inizio mandato Fine mandato
Ingegnere Michele Caravelli (Commissario Prefettizio) 1943 1944
Nicola Medici 1944 1946
Alberto Nini (Commissario Prefettizio) 1946 1947
Giuseppe Visconti (Commissario Prefettizio) 1947 1947
Sindaci Inizio mandato Fine mandato
Dottor Pasquale Monaco 1947 1955
Professore Francesco Pinto 1955 1956
Raul Modesti (Commissario Prefettizio) 1956 1957
Professore Luigi Lettieri (primo mandato) 1957 1961
Salvatore Varriale (Commissario Prefettizio) 1961 1962
Professore Luigi Lettieri (secondo mandato) 1962 1964

[modifica] Sport e Associazioni sportive

In ambito sportivo le due compagini calcistiche cittadine, il Football Club Savoia 1908 e l'Atletico Savoia si dividono l'interesse degli appassionati torresi. Vedi anche Sport (Torre Annunziata). Molto importanti sono anche le associazioni di Boxe quali: la Pugilistica Olponti e la Boxe Vesuviana. Tra gli sportivi torresi illustri ricordiamo Ernesto Bergamasco, olimpionico, e Vincenzo Pinto vice campione olimpico ad Atene 2004.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Porto

Il porto della città di Torre Annunziata, con funzioni commerciali, industriali, pescherecce e turistiche è stato inaugurato nel 1871 costruito interamente a spese dell'amministrazione comunale, fu intitolato al Principe Umberto di Savoia. Gemellato al porto spagnolo di Valencia, è dotato di 300 posti barca (lunghezza massima degli scafi 15 metri). Nelle acque antistanti sono presenti numerosi allevamenti ittici.

  • Darsena Pescatori
  • Molo di Ponente, a Capo Storto, è stato prolungato per l'ormeggio di navi cisterna, vi sono anche i tre pontili per le imbarcazioni di diporto del Circolo Nautico, termina con la lanterna rossa
  • Molo di Levante o Banchina Santa Lucia, ospita gru e i Silos per i cereali, nelle acque antistanti l'avamporto è situata la lanterna verde
  • Banchina Crocelle, ospita l'Ufficio Circondariale Marittimo di Torre Annunziata, la Dogana, gli ex Magazzini Generali (ora adibiti alla movimentazione container), l'ex Stazione di Torre Annunziata Marittima, la banchina funge inoltre da terminal passeggeri per il Metrò del Mare sulla linea MM1

[modifica] Altri approdi dismessi

  • Darsene di Villa Filangieri, a Capo Oncino
  • Ponte di Ferro dell'Ilva, a "La Salera"

[modifica] Metrò del Mare

  • MM1, Monte di Procida, Bacoli, Pozzuoli, Napoli Mergellina, Napoli Beverello, Portici, Ercolano "La Favorita", Torre del Greco, Torre Annunziata-Pompei, Castellammare di Stabia, Seiano-Vico Equense, Sorrento.

[modifica] Ferrovie

La città di Torre Annunziata è servita da tre stazioni ferroviarie di Trenitalia e una della Circumvesuviana. Dalla Stazione Centrale si dipartono quattro linee Trenitalia, Ferrovia Napoli - Salerno (linea per Napoli e linea per Salerno), Torre Annunziata - Cancello e Torre Annunziata - Castellammare di Stabia - Gragnano. E dalla Stazione di Torre Annunziata Oplonti si dipartono due linee della Circumvesuviana: Ferrovia Napoli-Castellammare di Stabia-Sorrento e Ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino.

Sono inoltre utilizzabili per raggiungere Torre Annunziata le stazioni poste ai suoi confini:

[modifica] Autobus urbani e circondariali

Circumvesuviana:

  • linea A, circolare Torre Annunziata - Via Prota
  • linea B, circolare Torre Annunziata
  • linea C, circolare Villa Regina di Boscoreale
  • linea DX, circolare destra Villa Regina di Boscoreale
  • linea SX, circolare sinistra Villa Regina di Boscoreale
  • linea CM, Novartis - Marra
  • linea MC, Marra - Novartis
  • linea BT, Circolare Boscotrecase
  • linea BTT, Circolare Boscotrecase - Trecase
  • linea BR, Circolare Boscoreale
  • linea TR, Circolare Trecase
  • linea MAVP, Marra - Via Prota, linea scolastica e feriale
  • linea VPMA, Via Prota - Marra, linea scolastica e feriale

[modifica] Autobus turistici

Circumvesuviana:

  • Archeobus Vesuviano, servizio autobus turistico della Circumvesuviana inserito nel programma Artecard che, con autobus da cinquanta posti, dotato di comfort e alloggiamento per passeggeri disabili, collega i quattro siti archeologici dell'Area Vesuviana: Villa Regina a Boscoreale, gli Scavi Archeologici di Pompei, gli Scavi di Oplonti a Torre Annunziata e gli Scavi di Stabia.

[modifica] Autobus extraurbani

Circumvesuviana:

  • linea Napoli - Scafati
  • linea Napoli - Sorrento
  • linea Pomogliano Zona Industriale - Torre Annunziata
  • linea Poggiomarino - Castellammare CMI
  • linea Nola - Castellammare

[modifica] Autobus notturno extraurbano

ANM:

  • linea 455, via Brin - Palazzone

[modifica] Autostrade

  • Casello "Torre Annunziata Nord", casello "Torre Annunziata Sud", aree di servizio Torre Annunziata Est e Ovest sulla A3 Napoli - Pompei - Salerno (Strada Europea E45). Per raggiungere la zona industriale sono utilizzabili anche i caselli Pompei-Ovest e Castellammare di Stabia.

[modifica] Strade Statali e provinciali

Torre Annunziata è attraversata dalla SS 18 Tirrenia Inferiore (Napoli-Salerno-Reggio Calabria), dalla SS 145 Sorrentina (Torre Annunziata-Meta di Sorrento) che termina inserendosi sulla SS 163 Amalfitana, e dalla SS 268 Circolare del Vesuvio (San Giovanni a Teduccio-Torre Annunziata).
Provinciale Schiti, Provinciale Giorgio Castriota, Provinciale Ercole Ercole, Provinciale Andolfi, Provinciale Casa Cirillo, Provinciale Vesuvio, Provinciale Prota.

[modifica] Strade e piazze principali

  • Strade:

Corso Umberto I, Via Gino Alfani, Via Vittorio Veneto, Via Vincenzo Gambardella, Via Pasquale Fusco, Via Caravelli, Via Prota, Corso Vittorio Emanuele III, Via Roma, Corso Giuseppe Garibaldi, Via dei Mille, Via C. E. Maresca, Traversa Maresca, Via Vesuvio, Via Epitaffio, Via Alfredo Simonetti, Via Giuseppe Tagliamonte, Viale Guglielmo Marconi, Viale Cristoforo Colombo, Via Porto, Via Riviera Caracciolo, Via d'Angiò, Via Dogana, Via Diodato Bertone, Via Castello, Via Roma, Viale Manfredi, via Plinio, Via Terragneta e Rampe Vito Nunziante, via Settetermini.

  • Piazze:

Piazza Ernesto Cesàro, Piazza Giovanni Nicotera, Piazza Giacomo Matteotti, Piazza Cesare Battisti, Piazza Enrico de Nicola, Piazzale Gargiulo già Kennedy, Piazza P.E.Imbriani, Piazza Risorgimento, Pizza Giovanni XXIII della Pace, Largo Fabbrica d'Armi, Largo Ferriera Vecchia, Piazza Paolo Morrone, Largo Genzano.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giosuè Starita (PD) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 081 5358111
Posta elettronica: urp@comune.torreannunziata.na.it

[modifica] Gemellaggi

Torre Annunziata è gemellata con:

[modifica] Bibliografia generale

  • Francesco Dati, Indagini storiche su Torre Annunziata, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1962.
  • Nicola Ilardi, Istoriografia Politico-Civile-Chiesastica di Torre Annunziata, Tipografia Di Martino, 1873.
  • Raffaele Liberatore, Delle nuove ed antiche terme di Torre Annunciata, Articolo inserito nel fascicolo 12 degli Annali civili del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1835.
  • Carlo Malandrino, Torre Annunziata tra storia e leggenda, Napoli, Ed. Loffredo, 1970.
  • Carlo Malandrino, Oplontis, Napoli, Ed. Loffredo, 1978.
  • Angela Valente, Gioacchino Murat e l'Italia meridionale, Collana: Biblioteca di cultura storica (8), Torino, Einaudi, 1941.
  • G. Di Martino; Salvatore Russo, Torre Annunziata: la vocazione industriale e il canale conte di Sarno, Torre Annunziata, D'Amelio, 1983.
  • Fioravante Meo; Salvatore Russo, Torre Annunziata Oplonti (dalle origini ai giorni nostri), Torre Annunziata, Ed. Libreria Rosati, 1995.
  • Pier Giovanni Guzzo; Lorenzo Fergola, Oplontis. La villa di Poppea, Fotografie di Diego Motto, Milano, Federico Motta, 2000. 88-7179-243-2
  • Angelo Abenante, Maccaronari, Napoli, Novus Campus, 2002.
  • Enrica Morlicchio (a cura di) Il suono delle sirene spente. Deindustrializzazione, conflitto e ideologia a Torre Annunziata, Napoli, Dante & Descartes, 2006.
  • Maria Squitieri, Una leggenda marinara, Napoli, Editrice Ferraro, 2004. ISBN 88-7271-568-7
  • Gennaro Colaps, Il movimento operaio e socialista: Torre Annunziata: 1900-1905, Torre Annunziata, D'Amelio, 1986.
  • Vincenzo Marasco; Carmine Alboretti, Torre Annunziata 21 gennaio 1946, Torre Annunziata, 2008. [9]

[modifica] Note

  1. ^ Oplontini da Oplontis città romana corrispondente all'attuale Torre Annunziata.
  2. ^ Nunziatesi dal nome stesso della città.
  3. ^ La "zona rossa" è quella più vicina al Vesuvio e quindi a maggior rischio nel caso di ripresa dell'attività eruttiva del vulcano. Comprende 18 Comuni: quelli del Parco oltre a Cercola, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata. Vedi la voce Vesuvio.
  4. ^ Si dice "nel ventre della vacca" per significare uno stato di particolare benessere. Vedi Corriere della Sera.
  5. ^ Il sito del "Pastificio F.lli Setaro S.r.l.".
  6. ^ Il sito ufficiale della "TESS COSTA VESUVIO s.p.a.".
  7. ^ Sito ufficiale dell'"Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro (ANMIL)".
  8. ^ "Metropolis" Sede del quotidiano: Via Provinciale Schito, 131 - 80058 - Torre Annunziata (Napoli) Telefono: 081 5370685 - Fax 081 8621865. È presente anche in internet.
  9. ^ Dettagli del testo su www.vesuvioweb.com.

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