Gragnano

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Gragnano
comune
Gragnano – Stemma
La Chiesa di Santa Maria dell'Assunta nella frazione Castello
La Chiesa di Santa Maria dell'Assunta nella frazione Castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Paolo Cimmino (UDC) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°41′00″N 14°31′00″E / 40.683333°N 14.516667°E40.683333; 14.516667 (Gragnano)Coordinate: 40°41′00″N 14°31′00″E / 40.683333°N 14.516667°E40.683333; 14.516667 (Gragnano)
Altitudine 141 m s.l.m.
Superficie 14,56 km²
Abitanti 29 719[1] (31-12-2010)
Densità 2 041,14 ab./km²
Frazioni Aurano, Caprile, Castello, Sigliano, Iuvani, San Nicola Dei Miri, Parco Imperiale
Comuni confinanti Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Lettere, Pimonte, Ravello (SA), Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scala (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 80054
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063035
Cod. catastale E131
Targa NA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti gragnanesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gragnano
Posizione del comune di Gragnano nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Gragnano nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Gragnano è un comune italiano di 31.500 abitanti della provincia di Napoli in Campania. È conosciuta a livello europeo come la Città della Pasta. In Italia è infatti la città che produce ed esporta la maggior quantità di pasta, soprattutto maccheroni.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato ai piedi dei Monti Lattari, in una posizione strategica per quanto concerne l'avvistamento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e il periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti che diventeranno poi Gragnano risalgono al I secolo a.C., quando qui abitava l'antica popolazione italica degli Oschi, che parlavano appunto la lingua osca.

Nell'89 a.C. si assiste alla nascita del primo nucleo urbano vero e proprio. Arrivò il console Lucio Cornelio Silla per domare la rivolta della vicina città di Stabia. Silla eresse in territorio gragnanese una fortificazione, l'"oppidum sillanum" da cui deriva l'attuale Sigliano. I rivoltosi stabiani si rifugiarono a Gragnano dando vita a un centro urbano che venne chiamato "granianum", nome probabilmente derivato dalla gens Grania che qui aveva possedimenti. L'economia del piccolo centro era un'economia agricola. I ritrovamenti di antiche ville romane ci dimostrano che la popolazione era dedita all'agricoltura, in particolare alla coltivazione dell'olivo, della vite, del frumento e della frutta. Nelle località alte, la popolazione si dedicava all'allevamento e alla caccia, grazie alla selvaggina che abbondava nelle fitte foreste montane. Nel 79 d.C. Gragnano fu nuovamente meta di emigranti. La catastrofica eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, Ercolano e Stabiae spinse molti stabiesi a rifugiarsi nel piccolo centro allargando così il nucleo urbano.

Dalle invasioni barbariche al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo che va dal V al X secolo d.C., epoca successiva al crollo dell'impero romano, è molto travagliato. I gragnanesi, come molte altre popolazioni dell'impero, per difendersi dai continui attacchi delle popolazioni barbariche, si rifugiarono sulle montagne dove costruirono le fortificazioni di Castello e di Aurano. Nel X secolo il territorio venne annesso pacificamente, tramite accordi alla Repubblica marinara di Amalfi che si munì del castello di Lettere e di Gragnano per difendersi le spalle. Il castello di Gragnano, munito di tre cinta di mura costituiva, con il castello di Pino, il castello di Lettere, la torre Massi, nell'omonimo fondo ad Aurano ed il castello di Pimonte erano il baluardo difensivo verso nord del ducato amalfitano. Così Gragnano cadde nel 1131 nelle mani dei normanni.

Il Ducato di Amalfi, Gragnano compresa, cadde poi nelle mani del Principato di Salerno. La cittadina fu continuamente saccheggiata e, fino all'ascesa al trono di Napoli di Guglielmo II, sopravvisse come regio demanio. Dopo questo per Gragnano cominciò un periodo di prosperità economica, caratterizzato dalla nascita dei primi pastifici, periodo che non mancò di catastrofi, come l'epidemia di colera del 1656 e i terremoti del 1684 e 1694, che provocarono molti morti e ingenti danni.

Dal Regno d'Italia ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 Gragnano, a seguito della sconfitta del Regno delle Due Sicilie, dovette passare sotto il controllo del sabaudo Regno d'Italia. Come in tutto il territorio del regno napoletano tra il 1861 e il 1869, anche qui si verificarono molti episodi del cosiddetto brigantaggio. I briganti (che erano in realtà partigiani del Re Francesco II di Borbone e strenui oppositori del nuovo regno dei Savoia) infatti si rifugiavano sulle montagne circostanti per scampare all'esercito piemontese. Gli anni della prima guerra mondiale misero in crisi l'economia locale e la cittadina ebbe 300 caduti per la patria. La seconda guerra mondiale fu altrettanto catastrofica. Gragnano fu pesantemente bombardata dagli alleati, che distrussero Piazza Trivione e San Vito. Anche il dopoguerra fu un periodo difficile. La situazione di generale arretratezza del Meridione colpì anche la cittadina. Molte attività economiche, come i pastifici, chiusero e molti gragnanesi furono costretti ad emigrare al nord in cerca di lavoro. Nonostante ciò la popolazione continuò a crescere e il boom demografico portò Gragnano da piccolo centro agricolo qual era alla cittadina attuale di circa trentamila abitanti. L'urbanizzazione che incalza dagli anni settanta in poi riguarda tutto il territorio comunale e in particolare l'area di via Castellammare. Il 1980 fu un anno importante: la frazione di Santa Maria la Carità si staccò diventando un comune autonomo, mentre il 23 novembre dello stesso anno Gragnano venne colpita dal terremoto dell'Irpinia che provocò ingenti danni.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio sono presenti mura di cinta, cinque torri e due porte che testimoniano l'antichità di questa città. Tali ruderi fanno risalire ad un castello risalente alla fine del XII secolo secondo alcuni. È presente anche l'unico arco napoleonico di tutta la Campania, sito in via Quarantola.

Da visitare è il famoso artistico presepe situato nella Valle dei Mulini, realizzato dalla passione e dall'ingegno degli artigiani locali, i quali, spinti dall'amore per la tradizione natalizia, hanno dato vita al primo presepio nel lontano 1969. Il presepio allora, ubicato in una posizione e area del paese dall'ambiente rurale, contribuì a dare un tocco realistico al complesso.

Vi sono poi la chiesa di Santa Maria dell'Assunta, ex sede dell'arcipretura ove è conservata un'antica scultura romanica, la chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa del Corpus Domini, la Parrocchia di Sant'Erasmo e la Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Sebastiano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Gragnano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Gragnano città della pasta[modifica | modifica wikitesto]

La pasta di Gragnano

La produzione della pasta, in particolare dei "maccaroni", che ha reso famosa Gragnano nel mondo, risale alla fine del XVI secolo quando compaiono i primi pastifici a conduzione familiare. Gragnano era allora già famosa per la produzione dei tessuti (da qui piazza Aubry deve il nome popolare di "piazza Conceria"). La produzione dei maccaroni diventò veramente importante solo a partire dalla metà del XVII secolo quando la maggior parte dei gragnanesi si dedicò alla produzione della pasta. La produzione dell'"oro bianco" era ed è favorita da particolari condizioni climatiche, come una leggera aria umida che permette la lenta essiccazione dei maccaroni, e la qualità dell'acqua sorgiva che alimentava i mulini e contribuiva a conferire un gusto particolare all'impasto[3]. L'industria pastaia venne aiutata da ben 30 mulini ad acqua, i ruderi di alcuni di questi si possono ammirare nella "Valle dei Mulini".

Intanto il settore dell'industria tessile entrava in crisi e chiuse definitivamente nel 1783 per una morìa dei bachi che bloccò la produzione della seta. Da allora i gragnanesi si dedicarono alla "manifattura della pasta". L'epoca d'oro della pasta di Gragnano è l'Ottocento. In questo secolo sorsero grandi pastifici a conduzione non familiare lungo via Roma e piazza Trivione che diventarono così il centro di Gragnano. I pastifici infatti esponevano i maccheroni ad essiccare proprio in queste strade. La produzione dei maccaroni non rallentò dopo l'Unificazione, anzi. Dopo il 1861 i pastifici gragnanesi si aprirono ai mercati di città come Torino, Firenze e Milano. La produzione della pasta raggiunse quindi l'apice. Gragnano addirittura ottenne l'apertura di una stazione ferroviaria per l'esportazione dei maccheroni che collegava Gragnano a Napoli e quindi all'intero Paese. Il 12 maggio 1885, all'inaugurazione erano presenti nientemeno che il re Umberto I e sua moglie, la regina Margherita di Savoia. Successivamente i pastifici si ammodernarono. Arrivò l'energia elettrica e con questa i moderni macchinari che sostituirono gli antichi torchi azionati a mano. Il Novecento fu però un secolo difficile per la città della pasta. Le due Guerre Mondiali fecero entrare in crisi la produzione della pasta gragnanese che nel Dopoguerra dovette affrontare la concorrenza dei grandi pastifici del Nord Italia, che disponevano di capitali maggiori. Il terremoto del 1980 aggravò la situazione e ridusse il numero di pastifici a sole 8 unità. Nonostante i tanti problemi, Gragnano continua a essere la città della pasta. Oggi i pastifici puntano ad una produzione di qualità e propongono itinerari turistici alla scoperta della produzione di quella pasta che ha reso Gragnano famosa in tutto il mondo.

Gragnano città del vino[modifica | modifica wikitesto]

Gragnano è anche famosa per la produzione di vino. Il più conosciuto è senz'altro il Gragnano extra DOC.

Gragnano città dei tessuti[modifica | modifica wikitesto]

Gragnano vanta anche una produzione di tessuti, in particolar modo di costumi da bagno. I costumi, che ammontano a circa il 20% della produzione nazionale, vengono prodotti in piccoli laboratori artigianali a conduzione familiare sparsi sul territorio comunale.

Gragnano città del panuozzo[modifica | modifica wikitesto]

Il panuozzo è la più recente tra le tradizioni di Gragnano; esso è una specialità alimentare nata nella metà degli anni ottanta e si colloca tra i prodotti da forno. In quel periodo a Gragnano si contavano meno di 10 pizzerie, che, con l'avvento della novità gastronomica, quindi con un aumento vertiginoso della clientela proveniente da tutta l'area circostante della Provincia di Napoli, ma non solo, in appena due decenni hanno superato le 50 unità di numero. Grande aiuto ed impulso allo sviluppo economico in questo campo della ristorazione è stata l'annuale “Sagra del Panuozzo” che dal 1996 è stata organizzata per più anni consecutivi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Aurano: piccola frazione di Gragnano confinante con il comune di Casola di Napoli.
  • Caprile: da questa frazione è nato l'odierno comune di Gragnano, sorge ad un'altitudine piuttosto alta (180 m s.l.m.).
  • Castello: nota per la sua vegetazione, questa frazione conta anche due contrade: San Giacomo e Forma.
  • Juvani: la strada più importante su cui si arrampica il centro abitato è via Aiellara. Questa frazione confina con Franche, frazione di Pimonte.
  • San Nicola dei Miri: qui si trova la chiesa della Madonna del Carmine ed è la frazione più vicina al centro di Gragnano. Conta anche un rione: Rione del Carmine.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Le principali località del comune di Gragnano sono:

  • Ogliaro
  • Ponte Carmiano
  • Ponte Trivione
  • Saletta
  • Sigliano
  • Madonna Delle Grazie
  • Parco Imperiale

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade ed autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Gragnano non ha svincoli autostradali, ma soltanto uno svincolo sulla statale Sorrentina. Tale svincolo permette di raggiungere Castellammare di Stabia, Sorrento e la Costiera Amalfitana. È però possibile accedere nella città tramite l'autostrada A1 o A3, svoltando all'uscita di Castellammare di Stabia o eventualmente a quella di Angri, per poi procedere alla traversata di Sant'Antonio Abate e vedere poi Gragnano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Gragnano e Stazione di Madonna delle Grazie.

Gragnano era raggiunta dalla ferrovia Torre Annunziata - Castellammare di Stabia - Gragnano fino al 2010, quando a causa dello scarso traffico di passeggeri è stata chiusa in via provvisoria. La stazione si trova al centro della città e un'altra stazione, sempre sulla stessa linea si trovava al confine con Castellammare di Stabia e prendeva il nome di "Madonna delle Grazie".

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Precedentemente sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti[4], il consiglio comunale è stato poi ripristinato a seguito delle elezioni comunali, del 25/05/2014, con vincitore Sindaco al 1º turno, il Dott. Paolo Cimmino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ L’oro “bianco” di Napoli
  4. ^ Mafia, governo Monti ha sciolto 25 comuni: “Con Cancellieri niente mediazioni” - Il Fatto Quotidiano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]