Pagani

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Pagani
comune
Pagani – Stemma Pagani – Bandiera
Pagani – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Salvatore Bottone (centro-destra) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 40°44′30″N 14°37′00″E / 40.741667°N 14.616667°E40.741667; 14.616667 (Pagani)Coordinate: 40°44′30″N 14°37′00″E / 40.741667°N 14.616667°E40.741667; 14.616667 (Pagani)
Altitudine 35 m s.l.m.
Superficie 11,98 km²
Abitanti 35 962[1] (31-12-2010)
Densità 3 001,84 ab./km²
Comuni confinanti Nocera Inferiore, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant'Egidio del Monte Albino, Tramonti, Corbara
Altre informazioni
Cod. postale 84016
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065088
Cod. catastale G230
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti paganesi
Patrono Sant'Alfonso Maria de' Liguori
Giorno festivo 1º agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pagani
Posizione del comune di Pagani all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Pagani all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Pagani è un comune italiano di 35.968 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

PanoramaPaganiValleSarno.JPG
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Panorama di Pagani e della Valle del Sarno

La città sorge lungo le pendici settentrionali dei Monti Lattari, nel territorio della Valle del Sarno che prende il nome di Agro nocerino sarnese[2].

Collocata nella zona più a nord della provincia di Salerno ai confini con le province di Napoli ed Avellino, dista 15 km da Salerno e 32 km da Napoli ed è la seconda città più densamente popolata della sua provincia[3].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio è attraversato dal torrente Cavaiola[4], affluente del fiume Sarno e ha una superficie prevalentemente pianeggiante con altitudine massima di 855 m ed altitudine minima di 15 m[5].

In passato ha subito notevoli danni causati dai terremoti[6], inoltre ha risentito dell'attività vulcanica del Vesuvio, distante circa 20 km, con l'arrivo di detriti e lapilli trasportati dai venti[7].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo mediterraneo, la città è inserita nella zona climatica C:

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Sul toponimo Pagani sono state avanzate diverse ipotesi. Potrebbe derivare dal latino pagus (villaggio), per la presenza di un villaggio dell'antica Nuceria. Altra ipotesi è l'utilizzo dell'aggettivo pagano in opposizione a cristiano, poiché in questo territorio potrebbero essersi stabiliti gruppi di saraceni. L'ipotesi più attendibile sembra essere quella che fa derivare Pagani dalla nobile famiglia Pagano[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca Romana[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti abitativi certi sul territorio dell'odierna città di Pagani si ebbero durante l'età romana, come testimoniato da alcune tracce del periodo presenti nella zona.

Facente parte della campagna nucerina, si trovava in posizione ottimale nei pressi delle vie consolari che collegavano Nuceria Alfaterna con le vicine Stabia e Pompei[10].

Nel I secolo d.C. nella zona iniziò a diffondersi il cristianesimo: la leggenda narra di due antichi cittadini nucerini, Felice e Costanza, che, durante la persecuzione dei cristiani voluta dall'imperatore Nerone, patirono il martirio nei pressi dell'odierna Chiesa di S. Maria della Purità[11].

La città subì danni provocati dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.[12]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta dell'Impero Romano, la zona rimase quasi del tutto spopolata sino al X secolo, quando tornarono a formarsi dei borghi lungo il percorso delle antiche vie consolari e fra questi si svilupparono il borgo di Barbazzano e quello denominato Curtis in Plano, o Cortimpiano, dove fu poi edificato anche un castello.

Nel XIII secolo, Federico II di Svevia concesse a Riccardo Filangieri, signore di Cortimpiano, anche il castello di Nocera, ponendo le basi per la creazione della città di Nocera dei Cristiani[13].

Nocera de' Pagani[modifica | modifica wikitesto]

Anni dopo il borgo di Cortimpiano passò ad una nobile famiglia di stirpe normanna, i Pagano, e iniziò ad essere identificato come il “casale de li Pagani”.

Il casale diventò sempre più grande ed a partire dal XV secolo Nocera dei Cristiani cambiò nome in Nocera de' Pagani[14].

La città aveva una forma di governo avanzata per il tempo ed era divisa in due parti, Nocera Soprana e Nocera Sottana, a loro volta divise in Università, entità amministrative che godevano di una certa autonomia. Pagani era una delle Università che componevano Nocera Sottana[15].

Nel '500 e nel '600, l'Università di Pagani seguì le sorti della città madre e subì le conseguenze dei numerosi disastri naturali, delle pestilenze, dell'oppressione dei governanti e dall'eccessiva fiscalità spagnola e solo nel XVIII secolo, con l'avvento dei Borbone, si ebbe una decisa ripresa[14].

Nel 1787 morì a Pagani Sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo, dottore della chiesa, musicista, compositore e fondatore della congregazione del Santissimo Redentore[16].

Il nuovo Comune[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1806, durante il periodo napoleonico, la riforma amministrativa voluta da Giuseppe Bonaparte decretò la fine dell'unità amministrativa della vecchia città e la nascita del Comune di Pagani formato dagli antichi casali de li Pagani e di Barbazzano[17].

Dal 1806 al 1860 il Comune è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie[18].

Il 1º dicembre 1831 nacque a Pagani il BeatoTommaso Maria Fusco, fondatore della congregazione religiosa delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue[19].

Nel 1844 fu costruita la stazione ferroviaria, una delle prime nel Regno delle Due Sicilie[20].

L'8 settembre del 1849 Papa Pio IX si recò in pellegrinaggio alla Basilica di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, accompagnato dal Re Ferdinando II di Borbone[21]. Il Papa celebrò messa e donò un anello d'oro alla reliquia del Santo[22].

Pagani nel 1949

Dal Regno d'Italia ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 Pagani entrò a far parte del Regno d'Italia e, dopo un periodo di stagnazione, iniziò a svilupparsi una discreta attività industriale legata alla produzione agricola e della pasta.

Dopo la pausa economica fra le due guerre mondiali, a partire dal 1948, nuove industrie cominciarono ad espandersi, soprattutto quelle conserviere e di trasformazione dei prodotti agricoli, creando un notevole indotto nel campo della meccanica e degli autotrasporti.

La città subì notevoli danni a causa del terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980[6]. Poco dopo, l'11 dicembre 1980, il sindaco della città, Marcello Torre, fu assassinato dalla camorra[23].

Il 12 novembre 1990, Papa Giovanni Paolo II giunse nella Basilica di Sant'Alfonso Maria de' Liguori per venerarne le reliquie[24].

Pagani oggi costituisce un nodo essenziale per la distribuzione commerciale delle produzioni agricole; infatti, è co-sede del mercato ortofrutticolo Pagani-Nocera che è catalizzatore e crocevia del commercio dell'ortofrutta non solo della regione ma di tutto il Meridione[25].

Ipotesi[modifica | modifica wikitesto]

Vi è una ipotesi che farebbe risalire il primo insediamento abitativo in zona nel I millennio a.C. quando un popolo greco-africano avrebbe fondato una colonia chiamata Taurania. Successivamente i romani avrebbero raso al suolo la colonia e presso le sue rovine avrebbero fondato una nuova colonia, Barbatianus, dal nome del preconsole Cornelio Scipione Barbato e di cui oggi resta il toponimo in via Barbazzano[26].

Tuttavia alcuni studiosi locali ritengono questa ipotesi poco attendibile[27].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Nocera de' Pagani.

Secondo lo statuto comunale lo stemma ha la seguente descrizione: «un albero in campo rosso sovrastato da una corona turrita a cinque punte»[28].

L'albero riportato riprende un albero realmente esistito, un pino d'Italia, presso il primo campo sportivo comunale, l'omonimo Campo del Pino, poi trasformato in giardino pubblico[29].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Basilica pontificia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori[modifica | modifica wikitesto]

Basilica pontificia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori.

La chiesa, situata in piazza Sant'Alfonso, fu voluta e ideata dallo stesso Sant'Alfonso, che ne affidò il progetto e la direzione dei lavori all'architetto regio Pietro Cimafonte.[30][31] La costruzione, iniziata nel 1756, fu completata dopo varie interruzioni solo nel 1824. La basilica era intitolata, inizialmente, a san Michele.

La facciata in stile neoclassico, con decorazioni in stucco e colonne, fu realizzata nel 1823 da Filippo Conforto. Nel 1824, Carmine Calvanese ne eseguì, invece, le statue dei santi Pietro e Paolo, poste in due nicchie ai lati dell'ingresso. Nel 1908 la chiesa fu elevata a basilica pontificia da papa Pio X.

L'interno, a croce latina, si presenta ad una sola navata con 4 cappelle laterali dedicate a san Gerardo Maiella, san Clemente Maria Hofbauer, san Giuseppe e alla Madonna del Rosario. La statua di quest'ultima è rivestita con l'abito da sposa di Maria Cristina di Savoia, regina delle due Sicilie, che lei stessa donò. Dal 1930 al 1933 furono eseguiti lavori di restauro e di decorazione sotto la direzione di Gino Chierici.

L'intera basilica venne interamente rivestita di marmi pregiati e la cupola fu affrescata da Paolo Vetri con la raffigurazione di sant'Alfonso attorniato da angeli, santi e beati, nell'atto di protendersi verso il Redentore e la Vergine Maria. I quattro peducci rappresentano le virtù della spiritualità alfonsiana: Povertà, Orazione, Castità e Mansuetudine.

Le vetrate artistiche riportano immagini di santi e beati della congregazione del Santissimo Redentore fondata dallo stesso sant'Alfonso.

L'altare centrale, innalzato nel 1883 con marmi provenienti dalla Reggia di Caserta, è sormontato dalla pala raffigurante san Michele Arcangelo. I due altari laterali in marmi commessi sono dedicati al Cuore Eucaristico di Gesù e alla Madonna del Perpetuo soccorso. Quest'ultimo proviene dal primitivo oratorio e lo stesso sant'Alfonso vi celebrava la messa.

A sinistra dell'abside si apre la cappella del santo, iniziata nel 1821 sotto il patrocinio del re Ferdinando II di Borbone e restaurata nel 1933-1934 dal Chierici, che l'abbellì di pregiati marmi. L'altare in marmi policromi racchiude nella parte inferiore l'urna del santo, realizzata in argento con la fusione di oggetti preziosi donati dai fedeli. Le reliquie, disposte anatomicamente su un carrello d'argento, sono sormontate dalla statua lignea del santo, eseguita dall'artista napoletano Antonio Lebbro.

Santuario della Madonna delle Galline[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario della Madonna delle Galline.
Santuario della Madonna delle Galline.

La chiesa si trova tra via Striano e piazza D'Arezzo.

La tradizione popolare racconta che nel XVI secolo, nell'ottava della Pasqua, alcune galline, razzolando, portarono alla luce una piccola tavola lignea su cui era raffigurata la Madonna del Carmine. L'immagine avrebbe compiuto miracoli (l'improvvisa guarigione di uno storpio e poi altri sette). A causa del deperimento del quadro originario, l'immagine venne riprodotta su tela e collocata in una chiesa appositamente eretta nel luogo del ritrovamento.[32][33]

La chiesa è stata elevata nel 1954 a santuario mariano. La facciata seicentesca è in stile barocco e si presenta alta e culminante con un frontone e abbellita da colonne, decorazioni in stucco e due statue allegoriche la Pudicizia (a sinistra) e la Speranza (a destra). Sul portale si trova un bassorilievo raffigurante la Madonna del Carmelo con in braccio il Bambino, seduta su di un nugolo di nuvole e nell'atto di essere incoronata da due angioletti.

All'interno nel vestibolo si trova un organo con coretto in legno decorato, introdotto nel 1790. Una porta secondaria è aperta a destra dell'ingresso principale, sull'antica via consolare.

L'interno è a navata unica con tre arcate con altari inquadrate da lesene corinzie. Nella terza cappella, più profonda ed ampia, è collocata la statua settecentesca della Madonna del Carmine. Il cassettonato ligneo del soffitto del santuario della Madonna delle Galline fu eseguito probabilmente durante il restauro della chiesa nel 1712.

Ha subito notevoli danni causati dal terremoto del 1980.

Alla chiesa è legata una festa che si svolge nella domenica in Albis, con una processione della statua della Madonna del Carmine trasportata su un carro spinto dai fedeli.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo: si trova in piazza del Corpo di Cristo[34]. Costruita nel XVI secolo, è stata restaurata dopo i notevoli danni causati dal sisma del 1980. Presenta una facciata austera con ai lati due nicchie dove trovano collocazione le statue dei martiri San Felice e Santa Costanza. L'interno è a croce latina ad una sola navata e vi si trovano una statua lignea del Cristo, l'altare maggiore in marmo, la pala della Circoncisione opera di Francesco Giordano. In un'urna ai piedi dell'altare sono deposte le reliquie dei santi martiri Felice e Costanza.
  • Chiesa Santa Maria della Purità: si trova in corso Padovano[35]. Costruita nel 1681 presenta una scenografica facciata barocca. L'interno è ad una sola navata, con altari in marmo e tele di scuola napoletana. L'altare maggiore ospita una tela raffigurante la Madonna della Purità. All'interno sono inoltre presenti la volta affrescata, il coro in legno intarsiato e dorato ed il pavimento maiolicato.
  • Chiesa e conservatorio di Carminello ad Arco: si trova in via Matteotti[36]. La costruzione del complesso terminò nel 1712, mentre la chiesa fu consacrata nel 1683. L'interno, ad una sola navata, presenta un pavimento maiolicato, arredi lignei, altari marmorei ed alla spalle dell'altare maggiore, una tela che raffigura la Madonna del Carmelo ed altri santi.
  • Chiesa della Santissima Addolorata: si trova in piazza d'Arezzo[37]. Costruita anteriormente al 1632, fu inizialmente dedicata a san Carlo Borromeo ed era retta dai padri filippini, successivamente vi si stabilirono i padri delle scuole pie. Dal 1814 la chiesa è dedicata al culto della Santissima Addolorata. L'interno, a croce latina, presenta una tela settecentesca, una statua lignea del Seicento raffigurante l'Addolorata ed un organo del Cinquecento.
  • Chiesa di Maria santissima del Carmine: si trova in via del Carmine[38]. Costruita nel 1491, presenta una facciata barocca. Al suo interno, ad una sola navata, si conserva una tela settecentesca di Alessio D'Elia, allievo del Solimena.
  • Chiesa Santa Maria delle Grazie: si trova in piazza dei Martiri d'Ungheria[39]. Costruita nella metà del Cinquecento, era la chiesa privata del governatore spagnolo che risiedeva in città. Nel 1713 fu restaurata ed ampliata e presenta una facciata in stile rococò.
  • Chiesa San Francesco da Paola[40]: si trova in via San Francesco. Costruita nel Cinquecento e restaurata nel Settecento, conserva al suo interno alcune tele e statue lignee del Settecento ed una statua del Cinquecento raffigurante la Madonna.
  • Chiesa di Sant'Anna
  • Chiesa di San Sisto II
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa del Gesù Risorto[41]
  • Chiesa della Madonna di Fatima
  • Cappelluccia Taurano

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Mangarella: si trova su via Astarita[42] e venne costruito tra il XVII e il XVIII secolo dalla famiglia Manganella. È un esempio di architettura seicento-settecentesca e presenta al suo interno una scala in stile vanvitelliano, oltre a decorazioni in stucco dei balconi e delle finestre della facciata principale.
  • Palazzo San Carlo: si trova in piazza d'Arezzo[43]. Originariamente era un convento e collegio dei padri delle Scuole pie, successivamente fu adibito a sede del Giudicato regio e carcere ed attualmente è sede del municipio. Conserva la facciata e la scala interna in stile vanvitelliano.
  • Palazzo Gatto: si trova in piazza Corpo di Cristo[44], era il vecchio municipio di Nocera dei Pagani e conserva sulla chiave di volta del portale d'ingresso lo stemma della città. Vi si trova un'edicola votiva dedicata alla Madonna delle Galline.
  • Palazzo Tortora: si trova in corso Padovano[45] e conserva sotto la volta dell'androne un affresco con lo stemma nobiliare dei Tortora, antichi proprietari del palazzo
  • Palazzo Tortora degli Scipioni: si trova su via Perone[46] ed è una costruzione seicentesca che conserva una scala interna.
  • Torre di Cortimpiano: resti di una torre medievale fortificata, sede dei sovrani aragonesi e angioini, si trova su via Malet[40].
  • Ex Convento attiguo alla chiesa del Carmine: costruito nel 1491 oggi è sede della Polizia Municipale[38]

Resti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Su via Matteotti si conservano una statua e un fusto di colonna marmorea risalenti al I secolo d.C.[40].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Colonna commemorativa della visita di Papa Pio IX in Piazza Sant'Alfonso
  • Monumento ai Caduti in Piazza Bernardo D'Arezzo
  • Portale Spagnolo in Via Barbazzano

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[47]

Veduta panoramica di Pagani dalla via esterna di Chiunzi

Negli ultimi trent'anni, al pari degli altri grandi comuni dell'agro nocerino, il comune ha subito una forte espansione edilizia, tanto da costituisce un unico agglomerato urbano con i vicini comuni di Nocera Inferiore e Sant'Egidio del Monte Albino ed, in particolare con la frazione di San Lorenzo.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico; il comune appartiene alla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno ed è suddiviso in otto parrocchie[48]:

  • San Sisto II
  • Santissimo Corpo di Cristo
  • Gesù Risorto
  • Madonna di Fatima
  • Sant'Alfonso
  • San Francesco di Paola
  • Santa Maria del Carmine
  • Santa Maria delle Grazie

Sono inoltre presenti due comunità evangeliche[49]:

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Pagani risultano residenti 805 cittadini stranieri. Le nazionalità più numerose sono[50]:

Paese di nascita Popolazione (2010)
Ucraina Ucraina 264
Romania Romania 123
Albania Albania 106
Marocco Marocco 84
Bulgaria Bulgaria 55
India India 52
Polonia Polonia 25
Cina Cina 16
Russia Russia 13
Algeria Algeria 11

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospedale "A. Tortora"

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo alfonsiano e pinacoteca[modifica | modifica wikitesto]

[51] Annessa alla basilica di Sant'Alfonso è la casa religiosa dei redentoristi, in cui sono ospitati il Museo alfonsiano e una pinacoteca.

Il museo, inaugurato nel 1990 da papa Giovanni Paolo II, raccoglie in ordine cronologico i ricordi del santo, negli stessi ambienti da lui abitati: vi sono esposti il clavicembalo su cui il santo compose Tu scendi dalle stelle, un presepe in ceramica di Capodimonte, alcuni dipinti della scuola napoletana e il bastone, la sedia a due ruote e la maschera di cera degli ultimi anni di vita fino alla morte.

La pinacoteca, inaugurata nel 1996, raccoglie circa 100 dipinti per lo più di carattere sacro, tra cui numerosi ritratti del santo. Tra le opere del XVI secolo:

Tra i dipinti della scuola napoletana settecentesca Adorazione del Bambino di Antonio Sarnelli. Due grandi tele raffiguranti La nascita della Vergine e La nascita di San Giovani Battista, si trovano nel coro della basilica.

Folklore[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Madonna delle Galline[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa della Madonna delle Galline.

[52] Si svolge nella domenica successiva alla Pasqua, con la processione di una statua, raffigurante la Madonna del Carmine, che - dal Santuario della Madonna delle Galline, gira per tutta la città di Pagani e per tutto il giorno, fermandosi anche dinanzi alla Basilica Pontificia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Lungo il percorso vengono offerti dolci, torte rustiche (tortano), galline. Sono allestiti i "toselli", edicole votive preparate con raso, merletti, stampi in terracotta raffiguranti le galline, quadri e statuette della Madonna. Alla basilica di Sant'Alfonso la statua riceve in dono, dai padri redentoristi, una coppia di galline, secondo l'uso dello stesso sant'Alfonso; il dono è ricambiato dalla Madonna con due colombe. La festa è accompagnata dai suonatori di tammorra e castagnette, che suonano dal venerdì in albis fino all'alba del lunedì successivo, quando gli strumenti vengono deposti ai piedi della Madonna, segnando la fine dei festeggiamenti.

Processione del Gesù Morto il venerdì santo[modifica | modifica wikitesto]

[10] Una statua del Corpo di Cristo viene portata in processione per le vie della città seguita dalla statua della Madonna Addolorata. La processione si conclude quando la statua del Cristo varca l'ingresso della Chiesa del Corpo di Cristo le cui porte si richiudono con violenza opponendosi ai tentativi dei portatori della statua della Vergine di entrare all'interno della stessa.

Festa del santo patrono sant'Alfonso Maria de' Liguori[modifica | modifica wikitesto]

Si festeggia il santo patrono della città Sant'Alfonso Maria de' Liguori il 1º agosto

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La specialità culinaria locale è costituita dai carciofi arrostiti.

Durante la Pasqua e durante la festa della Madonna delle Galline della domenica in albis, si cucinano tagliolini e tortano.

Persone legate a Pagani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nocera de' Pagani#Persone legate a Nocera de' Pagani.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni cinquanta comune prevalentemente agricolo, Pagani ha avuto a partire dagli anni sessanta un discreto sviluppo industriale soprattutto nel comparto agroalimentare. Vi si coltiva il pomodoro San Marzano[55].

Per più di un secolo è stato presente sul territorio comunale uno stabilimento conserviero appartenente al gruppo Cirio, dismesso poi nel 2000[56]. A Pagani è inoltre presente una delle tre sedi italiane del gruppo Ericsson[57].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada regionale 367/a Innesto SS 18-S.Marzano-S.Valentino Torio.
  • Strada provinciale 103 Via Filettine di Pagani.
  • Strada provinciale 281 Bivio SP 2-Inizio occidentale-Variante di Pagani.
  • Strada provinciale 298 Casatori-Ponte Migliaro.
  • Strada provinciale 328 Via Corallo.
  • Strada provinciale 381 Via Fiuminale di Pagani.
  • Strada provinciale 383 via Madonna di Fatima di Pagani.
  • Strada provinciale 384 via Zaccagnuolo di Pagani.

Fra il 1911 e il 1952 Pagani era servita dalla tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pagani è servita da una omonima stazione ferroviaria, servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Pagani.

Il Comune è stato sciolto nel marzo 2012 per infiltrazione mafiosa (art.143 dl 167/2000) ed è stato retto, fino alla successiva elezione del 2014, da una commissione straordinaria composta da tre commissari[58][59].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Paganese Calcio 1926.

La Paganese Calcio 1926 è la principale squadra di calcio della città. Fu fondata nel 1926 con la denominazione Unione Sportiva Paganese. Attualmente milita in Lega Pro Prima Divisione.

L'altra squadra di calcio della città, nata nel 1994, è l'A.S.D Pro Pagani, che milita nel girone B campano di Promozione.

A Pagani è presente anche una squadra di calcio a 5, la New Service Pagani, che nella stagione 2006/07 ha conquistato la promozione in B. Le partite casalinghe vengono disputate al Palazzurro, il quale ospita anche gli incontri di basket della Folgore di Nocera Inferiore e quelli di pallamano femminile della PDO Nemesy di Castel San Giorgio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Portale della Valle del Sarno - Il territorio
  3. ^ Comuni in provincia di Salerno per densità di popolazione
  4. ^ L’Autorita' Di Bacino Della Regione Campania
  5. ^ Pagani: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento
  6. ^ a b Il terremoto del 1980 nel ricordo della Protezione Civile | Pompei Notizie
  7. ^ Catalogo storico delle eruzioni del Vesuvio dal 1631 al 1944
  8. ^ Rischio sismico e classificazione climatica di Pagani (SA)
  9. ^ Comune di Pagani - Toponimo Pagani
  10. ^ a b Valle del Sarno - Pagani
  11. ^ Centro di accoglienza e spiritualità Santa Maria della Purità
  12. ^ L'eruzione del Vesuvio del 79 dC
  13. ^ Portale della Valle del Sarno - Dall'eruzione del 79 all'età normanno - sveva
  14. ^ a b Portale della Valle del Sarno - Nocera dei Pagani
  15. ^ Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli - Laurent Justinien - Google Libri
  16. ^ Sant' Alfonso Maria de' Liguori
  17. ^ Portale della Valle del Sarno - Dal Decennio francese ai giorni nostri
  18. ^ Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840. ISBN non esistente
  19. ^ Beato Tommaso Maria Fusco Fondatore delle Figlie della Caritŕ del Preziosissimo Sangue
  20. ^ Lestradeferrate.it - La ferrovia Napoli - Salerno
  21. ^ Clamfer-Napoli
  22. ^ Risorgimento
  23. ^ Associazione Marcello Torre
  24. ^ Incontro con i sacerdoti e i religiosi nella Basilica di Sant'Alfonso a Pagani, 12 novembre 1990
  25. ^ TRAIL - Portale nazionale delle infrastrutture di trasporto e logistica del sistema camerale
  26. ^ Comune di Pagani - Cenni storici
  27. ^ perpartitopreso.org - perpartitopreso Resources and Information. This website is for sale!
  28. ^ Art. 6 dello statuto comunale. URL consultato l'08-04-2010.
  29. ^ Nocera dei Pagani dalle origini ad oggi
  30. ^ La Basilica | Museo S.Alfonso Maria de Liguori
  31. ^ Comune di Pagani - Basilica Sant'Alfonso
  32. ^ MadonnadelleGalline.it
  33. ^ Comune di Pagani - Madonna del Carmine detta delle Galline
  34. ^ Comune di Pagani - Santissimo Corpo di Cristo
  35. ^ Comune di Pagani - Santa Maria della Purità
  36. ^ Comune di Pagani - Carminello
  37. ^ Comune di Pagani - Santissima Addolorata
  38. ^ a b Comune di Pagani - Maria Santissima del Carmine
  39. ^ Comune di Pagani - Santa Maria delle Grazie
  40. ^ a b c Pagani
  41. ^ Sito della chiesa del Gesù Risorto
  42. ^ Comune di Pagani - Palazzo Mangarella
  43. ^ Comune di Pagani - Palazzo San Carlo
  44. ^ Comune di Pagani - Palazzo Gatto
  45. ^ Comune di Pagani - Palazzo Tortora
  46. ^ Comune di Pagani - Palazzo Tortora degli Scipioni
  47. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  48. ^ Sito della diocesi
  49. ^ Evangelici.net
  50. ^ Cittadini Stranieri - Pagani
  51. ^ Comune di Pagani - Pinacoteca Basilica Sant'Alfonso
  52. ^ Madonna del Carmine detta delle Galline a Pagani
  53. ^ I Templari? Sono «Made in Italy»… altro che francesi! – Storia In Rete
  54. ^ MARIO TESSUTO (cantante) | RadioHinterland
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