Angri

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Angri
comune
Angri – Stemma Angri – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Pasquale Mauri (centro) dal 12/04/2010
Territorio
Coordinate 40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)Coordinate: 40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)
Altitudine 32 m s.l.m.
Superficie 13,77 km²
Abitanti 32 576[2] (31.12.2011)
Densità 2 365,72 ab./km²
Comuni confinanti Corbara, Lettere (NA), San Marzano sul Sarno, Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, Scafati
Altre informazioni
Cod. postale 84012
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065007
Cod. catastale A294
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 175 GG[3]
Nome abitanti angresi / angrisani[1]
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angri
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Angri è un comune italiano di 32.576 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Angri fa parte dell'Agro nocerino sarnese, immediatamente a ridosso dell'area vesuviana, e costituisce insieme a Scafati l'estremo settentrionale della Provincia di Salerno. Il territorio comunale va dalla base dei monti Lattari al cuore della Valle del Sarno in una delle zone più fertili d'Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale e quella estiva sono caratterizzata da clima umido.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si svolse in località Pozzo dei Goti nell'ottobre 553 la Battaglia dei Monti Lattari, l'ultimo scontro sul suolo italico tra il popolo dei goti guidati da Teia e quello dei bizantini comandati da Narsete. Nel 1290 re Carlo II d’Angiò assegnò il feudo di Angri a Pietro Braherio o De Braheriis, militare e familiare regio. Nel 1421 fu teatro di lotta tra angioini e aragonesi. Durante le lotte tra le due fazioni subì un violento assedio da parte del cavaliere di ventura Andrea Forte Braccio da Montone avvenuto nel 1421. Nel 1425 a seguito dell’intervento della regina Giovanna D’Angiò-Durazzo il feudo venne ripristinato a favore del nobile cavaliere Giovanni Zurlo.

Il suo maggiore fasto è riconducubile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui a regnare fu la famiglia dei principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora oggi esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera. Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sorgono il Castello e Palazzo Doria, la Villa comunale (che è il giardino del suddetto castello) e i palazzi rinascimentali.

Le chiese sono la Collegiata di San Giovanni Battista, la confraternita di Santa Margherita, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, l'ex-Grancia della Certosa di San Giacomo di Capri Pizzauto, la chiesa della Santissima Annunziata con il museo del Beato can. Fusco, la chiesa del Carmine, di Santa Caterina, di San Benedetto, la confraternita di Santa Margherita, la cappella di San Cosma e Damiano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 ad Angri risultano residenti 549 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[5]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[6]; il comune appartiene alla forania omonima della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, suddivisa in sei parrocchie.

Ad Angri è sorta la prima casa della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 dal Beato Alfonso M. Fusco. La Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, inizialmente, voluta dal fondatore con il nome di “Le Nazarene”, derivante da Gesù di Nazareth, nome tra i più cari che gli si attribuisce, oggi si chiama “Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista” (Battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri fu l’animatrice e la sostenitrice dell’opera insieme ad altre tre giovani del paese. Esse, la sera del 25 settembre del 1878, si ritirarono in poche stanze ed il 26 mattina il Beato Alfonso M. Fusco, celebrò la Santa Messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu solo di 5 lire. Nella povertà, nascoste ed ignorate dal mondo, le quattro giovani vivevano miseramente con il lavoro dei telai insieme con le prime orfanelle, ma con tanta preghiera.

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale[7] ADI.

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova[8] con una sala del Regno.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Angri sono presenti scuole di diverso ordine e grado. Le scuole primarie sono: il Primo circolo "Beato Alfonso Maria Fusco", il Secondo circolo "Leonardo da Vinci" ed il Terzo circolo "Dante Alighieri". Le scuole secondarie di primo grado sono: la Pasquale Opromolla, la Don Enrico Smaldone e la Luigi Galvani. Esistono altresì alcune scuole secondarie di secondo grado quali: l'ISIS "Giustino Fortunato", il Liceo scientifico/classico "Don Carlo La Mura", l'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente e l'istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione. Vi sono anche due scuole primarie private: la prima gestita dalle Suore Compassioniste e la seconda gestita dalle Suore Battistine.

Persone legate ad Angri[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In passato l'economia era basata principalmente sull'agricoltura, mentre oggi ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati). In città hanno sede i noti gruppi alimentari: La Doria, Feger, Gruppo A.R.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.

Angri posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".

Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).

Le principali strade provinciali di Angri sono la 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortaloreto-Ortalonga-Innesto SS 367, la 287 Innesto SS 18 (Scafati)-confine centro abitato di Angri e la 319 Via Badia di Angri-Via Santa Lucia-Cavalcaferrovia-Innesto-SS 18.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dala stazione di Angri, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Battipaglia e servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano è gestito mediante autolinee dal Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1860 30 dicembre 1865 Matteo Montefusco Sindaco
31 dicembre 1865 1867 Pietro De Angelis Sindaco
1867 29 gennaio 1873 Luigi D'Amelia Sindaco [9]
30 gennaio 1873 10 dicembre 1875 Antonio Adinolfi Sindaco [10]
11 dicembre 1875 19 gennaio 1883 Carmine Francesco D'Antonio Sindaco [11]
20 gennaio 1983 25 luglio 1918 Francesco Adonolfi Sindaco [12]
26 luglio 1918 21 novembre 1918 Luigi Farina Commissario regio
22 novembre 1918 6 novembre 1920 Leopoldo Perris Delegato Straordinario [13]
7 novembre 1920 12 maggio 1923 Ettore D'Amelia Sindaco
15 maggio 1923 6 ottobre 1923 Alfonso Mauri Sindaco [14]
7 ottobre 1923 4 aprile 1925 Leopoldo Perris Commissario prefettizio
5 aprile 1925 10 maggio 1925 Umberto Milanesi Commissario prefettizio [15]
11 maggio 1925 26 aprile 1927 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Sindaco [16]
3 maggio 1927 22 giugno 1928 Vincenzo Perazzi Commissario prefettizio [17]
6 luglio 1928 11 aprile 1938 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Podestà
18 aprile 1938 6 settembre 1943 Arturo Cosenza Partito Nazionale Fascista Podestà [18]
29 settembre 1943 5 giugno 1944 Antonio Adinolfi Straordinario [19]
6 giugno 1944 20 giugno 1946 Francesco Adinolfi Sindaco [20]
21 giugno 1946 28 ottobre 1946 Enrico Bellelli Commissario prefettizio
28 ottobre 1946 28 ottobre 1952 Vincenzo Smirne Sindaco
29 ottobre 1952 18 aprile 1953 Renato Guerra Sindaco [21]
27 aprile 1953 7 aprile 1954 Alessandro Alberico Commissario prefettizio
8 aprile 1954 7 dicembre 1954 Angelo Antonio Mancini Commissario prefettizio
8 dicembre 1954 20 marzo 1958 Matteo Smaldone Sindaco [22]
21 marzo 1958 1959 e Ottavio Atorino Sindaco [23]
1959 1961 Matteo Smaldone Sindaco [24]
9 settembre 1961 25 luglio 1963 Luigi Campanile DC Sindaco [25]
2 settembre 1963 4 gennaio 1965 Francesco Nasti DC Sindaco [26]
28 gennaio 1965 8 agosto 1967 Federico Gilblas DC Sindaco [27]
12 settembre 1967 7 agosto 1969 Luigi Nasti DC Sindaco [28]
12 agosto 1969 18 settembre 1970 Pietro Vaccaro DC Sindaco [29]
30 settembre 1970 1979 Giovanni Alfano DC Sindaco [30]
1980 1989 Carlo Morvillo DC Sindaco [31]
1990 1991 Giuseppe Chiavazzo DC Sindaco
1991 1992 Santolo Coppola DC Sindaco [32]
1992 1993 Alessandro D'Antonio PDS Sindaco [33]
1993 1994 Francesco Buonaventura PDS Sindaco [34]
1994 6 maggio 1995 Bartolo D'Antonio DC Sindaco [35]
7 maggio 1995 24 gennaio 1999 Umberto Postiglione PPI Sindaco [36]
25 gennaio 1999 26 giugno 1999 -- Commissario prefettizio
27 giugno 1999 27 maggio 2004 Umberto Postiglione PPI - La Margherita Sindaco [37]
28 maggio 2004 20 febbraio 2007 Giuseppe La Mura DL - La Margherita Sindaco [38]
21 febbraio 2007 27 febbraio 2007 Maria Rosa Falasca Commissario prefettizio
28 febbraio 2007 11 giugno 2007 Antonio Di Prisco Commissario straordinario
12 giugno 2007 11 marzo 2009 Gianpaolo Mazzola Forza Italia - PdL Sindaco [39]
12 marzo 2009 12 aprile 2010 Bruno Pezzuto Commissario prefettizio
12 aprile 2010 in carica Pasquale Mauri Unione di Centro Sindaco [40]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principalmente seguito è il calcio. L'U.S. Angri 1927 è la principale squadra di calcio della città ed ha militato per molti anni in Serie D.

Gli altri sport praticati sono: il basket ed il volley femminile. Le principali compagini, la pol. A. Negro per il basket e, soprattutto il Gruppo Sportivo Doria per il volley (una delle più longeve società della provincia) navigano nelle categorie dilettantistiche.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio P. Novi
  • Palabasket Galvani

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aggettivo ormai desueto come gentilizio, esiste come cognome, sia "Angrisani" che "Angrisano"
  2. ^ ISTAT data warehouse
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dati Istat
  6. ^ Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
  7. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia
  8. ^ ANGRI (SA): Nuova sala dei Testimoni di Geova | Testimoni di Geova News
  9. ^ Entrato a seguito di Pietro De Angelis, avrà due mandati, ma sarà lui stesso defenestrato
  10. ^ Entrato a seguito di Luigi D'Amelia
  11. ^ Due mandati, termina anticipatamente il secondo
  12. ^ Subentrato a Carmine Francesco D'Antonio, otterrà altri 7 mandati
  13. ^ reggente del Comune, Delegato dal comm. prefettizio Luigi Farina
  14. ^ Subentrato a Ettore D'Amelia, lascia per dimissioni
  15. ^ Succede a Leopoldo Perris
  16. ^ Defenestrato
  17. ^ Lascia alla nomina del primo Potestà dell'Era Fascista
  18. ^ Lascia a seguito della liberazione da parte degli Alleati
  19. ^ Subentra al podestà, a seguito della caduta del regime fascista
  20. ^ Lascia a seguito della caduta della monarchia
  21. ^ Termina anticipatamente il proprio mandato
  22. ^ Termina anticipatamente il proprio mandato
  23. ^ Subentra a Matteo Smaldone
  24. ^ Subentra a Ottavio Atorino
  25. ^ Termina anticipatamente il proprio mandato
  26. ^ Subentra a Luigi Campanile
  27. ^ Termina anticipatamente il proprio mandato
  28. ^ Subentra a Federico Gilblas
  29. ^ Subentra a Luigi Nasti
  30. ^ Due mandati
  31. ^ Due mandati
  32. ^ Subentra a Giuseppe Chiavazzo
  33. ^ Subentra a Santolo Coppola
  34. ^ Subentra a Alessandro D'Antonio
  35. ^ Subentra a Francesco Buonaventura
  36. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza in consiglio comunale
  37. ^ Secondo mandato
  38. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 11 consiglieri comunali su 20
  39. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20
  40. ^ Gaetano Marra, Elenco dei Sindaci del Comune di Angri in San Giovanni Vecchio, Torre Annunziata, Linea Grafica Sud, giugno 1971, pp. 130-131.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]