Agnello di Napoli

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Sant'Agnello
Pietro Negroni, Madonna con Bambino e i Santi Bernardino e Aniello. Pinacoteca del convento di Sant'Antonio in Nocera Inferiore
Pietro Negroni, Madonna con Bambino e i Santi Bernardino e Aniello. Pinacoteca del convento di Sant'Antonio in Nocera Inferiore

Abate

Nascita Napoli, 535
Morte Napoli, 14 dicembre 596
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Eremo di Sant'Agnello, Guarcino (FR)
Ricorrenza 14 dicembre
Attributi Bandiera nella mano destra (vessillo della Croce)
Pastorale
Patrono di Guarcino, Rodio, Pisciotta, Sant'Agnello, Roccarainola

Sant' Agnello di Napoli, o Aniello Abate (Napoli, 535Napoli, 14 dicembre 596), fu un monaco basiliano e successivamente agostiniano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

È patrono di Guarcino (FR), di Rodio (SA), di Pisciotta (SA), di Sant'Agnello (NA), Roccarainola (NA) e compatrono della città di Napoli.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie di un certo rilievo relative ad Agnello ci pervengono nel X secolo grazie a Pietro suddiacono ed al suo Libellus miraculorum, opera ampiamente agiografica.

Sarebbe nato nel 535 da una famiglia ricca napoletana (la madre si chiamava Giovanna ed il padre Federico) di origini siracusane, forse imparentata con quella di santa Lucia.

Condusse gli anni della giovinezza in eremitaggio in una grotta presso una cappella dedicata alla Madonna e poi nell'antica chiesa di Santa Maria Intercede, poi divenuta Sant'Agnello Maggiore. Alla morte dei genitori, di cui ereditò i cospicui beni, Agnello si dedicò alle opere di carità, usando il denaro ereditato per la fondazione di un ospedale per i poveri sofferenti.

Agnello iniziò ad acquistare sempre maggior popolarità tra i suoi concittadini, tanto che durante l'invasione longobarda nel 581, i napoletani si rivolsero a lui per chiedere che la città fosse risparmiata ed egli apparve a difesa della città, portando nella mano destra il vessillo della Croce.

Si allontanò dalla città per sfuggire a quella grande popolarità, recandosi dapprima a Monte Sant'Angelo e poi a Guarcino (un paese della Ciociaria in provincia di Frosinone) dove restò per sette anni e dove oggi vi è un santuario a lui dedicato.

Tornato a Napoli divenne agostiniano e poi sacerdote presso il monastero di San Gaudioso, del quale divenne ben presto abate e dove morì, all'età di 61 anni.


Il culto[modifica | modifica sorgente]

Statua di Sant'Agnello

Il busto reliquiario di epoca seicentesca contenente la mascella e la gola attribuite ad Agnello è custodito nel Duomo di Napoli, all'interno della Cappella di San Gennaro. È compatrono della città di Napoli dove, secondo la tradizione, sarebbe sepolto nella Chiesa di Sant'Agnello Maggiore a Caponapoli, Un paese in Penisola sorrentina, Sant'Agnello – dove tra l'altro si trova una chiesa a lui dedicata ed una statua nell'omonima piazza – prese il nome del santo. Il culto è diffuso anche nel Cilento, particolarmente nel paese di Rodio, frazione del Comune di Pisciotta, che pure lo venera come patrono. Il 30 luglio 2009, il Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Giuseppe Rocco Favale, ha elevato la chiesa parrocchiale di Rodio, edificata dai Cavalieri di Malta nel XV secolo, alla dignità di Santuario Diocesano di sant'Agnello Abate, particolarmente finalizzato alla difesa ed alla promozione della vita nascente. Rodio festeggia Sant'Agnello per ben tre volte durante l'anno: il 31 maggio, festa votiva che ricorda la prodigiosa cessazione della pioggia che stava distruggendo i vigneti; l'8 agosto, festa solenne, con la partecipazione di pellegrini ed emigrati ed il 14 dicembre, festa liturgica. Da Rodio la devozione si è diffusa nei paesi limitrofi che hanno realizzato statue e celebrano feste in onore del santo Abate: Pisciotta (1891), Vallo della Lucania ( inizi Novecento), Pellare (anni Trenta), Ascea ed Ascea Marina (anni Settanta). Nel 1979 il capoluogo Pisciotta ottenne dalla competente Congregazione romana che, accanto agli antichi Protettori Santa Sofia e San Vito, anche Sant'Agnello fosse proclamato suo Patrono, considerata la grande devozione del popolo per questo Santo. A Pisciotta Sant'Agnello si festeggia il 10 agosto ed il 14 dicembre. Nel Cilento molti portano il nome di Aniello o Agnello, o il femminile Anella.

La commemorazione liturgica ricorre il 14 dicembre.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Milano, Rizzoli, 1993, ISBN 88-17-84233-8
  • Piero Bargellini, Mille Santi del giorno, Vallecchi editore, 1977
  • Bonaventura Gargiulo, Il glorioso S. Agnello, abate: studio storico critico, con appendici, Stab. tip. librario A. e S. Festa, 1903
  • Anselmo Lettieri, S. Agnello Abate, il suo corpo e il suo culto in Lucca, La Tipografica di O. & E. Malanima, Lucca, 1948

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 22938834